Religione

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

La Costituzione del Regno del Belgio stabilisce obblighi chiari e positivi per proteggere la libertà di religione o di credo. La versione più recente della Carta, che incorpora gli emendamenti fino al 2014, afferma[1] all’articolo 19 che «sono garantite la libertà di culto, la sua pratica pubblica e la libertà di esprimere le proprie opinioni su tutte le questioni, fermo restando che i reati commessi usando tali libertà possono essere puniti». L’articolo 20 stabilisce che: «nessuno può essere obbligato a partecipare in alcun modo a qualsiasi atto o celebrazione proprio di una religione, né ad osservare i giorni di riposo della stessa». L’articolo 21 afferma: «Lo Stato non ha il diritto di intervenire né nella nomina, né nell’installazione dei ministri di qualsiasi religione, né può vietare a questi ministri di corrispondere con i loro superiori, di pubblicare gli atti di questi superiori, sebbene, in quest’ultimo caso, si applichino le normali responsabilità in materia di stampa e pubblicazione». All’articolo 181 della Carta si legge: «I salari e le pensioni dei ministri religiosi sono corrisposti dallo Stato; gli importi richiesti sono addebitati annualmente al bilancio».

Le finanze pubbliche riconoscono alcune religioni e gruppi[2]. Questi sono Cattolicesimo, Protestantesimo, Anglicanesimo, Ebraismo, Islam, Ortodossia e Umanesimo secolare. Il Buddismo è attualmente in fase di riconoscimento, mentre sono state inoltrate le richieste relative a Induismo e Chiesa ortodossa siriaca.

Non vi sono criteri legali o costituzionali per la concessione del riconoscimento statale dei gruppi religiosi. Nel 1985, l’allora ministro della Giustizia, Jean Gol, in una risposta a una domanda parlamentare ha affermato che i seguenti criteri dovevano essere presi in considerazione: l’appartenenza alla comunità religiosa, la sua storia e il suo contributo al bene della società. Tuttavia, tale comprensione dei criteri necessari non è mai stata messa in pratica dalla legge. A prescindere dalle loro convinzioni, i contribuenti forniscono il principale sostegno finanziario alle poche religioni o visioni del mondo riconosciute dallo Stato.

I gruppi che non sono riconosciuti dallo Stato possono acquisire lo status di associazioni senza scopo di lucro. I loro membri possono godere pienamente dei loro diritti alla libertà religiosa[3].

Nelle scuole pubbliche vengono offerti corsi di educazione religiosa o di “morale” in base alle preferenze dei genitori. Il sistema dell’istruzione pubblica richiede neutralità nella presentazione delle opinioni religiose, all’interno dei corsi non prettamente di educazione religiosa. Tutte le scuole pubbliche devono fornire insegnanti per ciascuno dei gruppi religiosi o di credenti riconosciuti dallo Stato. Gli insegnanti di religione nelle scuole pubbliche sono nominati dai rispettivi gruppi di fede. Le scuole di ispirazione religiosa seguono lo stesso programma delle scuole pubbliche e ricevono sussidi governativi per sostenere spese operative, quali la manutenzione degli edifici e delle strutture[4]. È in corso un dibattito in Vallonia sui programmi scolastici, poiché vi è il tentativo di preservare l’insegnamento della fede cattolica nelle scuole di ispirazione religiosa[5].

Nel febbraio 2016, il Consiglio di Stato ha emesso una decisione che consente alle insegnanti di religione islamica di indossare il velo a scuola, anche per attività diverse dall’insegnamento. Tuttavia gli istituti della comunità fiamminga hanno rifiutato di applicare la sentenza. Le singole scuole pubbliche hanno continuato ad avere il diritto di imporre un divieto agli studenti che indossano abiti religiosi e la maggior parte delle scuole pubbliche ha adottato politiche che limitano l’uso del velo[6].

Nel maggio 2017, la Vallonia e le Fiandre hanno votato per vietare la macellazione rituale degli animali[7]. Il divieto è diretto contro la pratica della macellazione degli animali non preceduta da stordimento. La macellazione rituale sia musulmana che ebraica (halal e kosher) comporta il taglio della gola degli animali, senza altri preliminari. La comunità ebraica ha presentato ricorso nel novembre 2017 contro la decisione in Vallonia[8].

Incidenti

Nel febbraio 2018, in una scuola haredi ortodossa di Anversa, un dipendente è stato accusato di aver distribuito un documento che invitava gli insegnanti a non discutere di «sesso, riproduzione, politica, religione, razzismo e questioni personali». Le autorità scolastiche hanno tuttavia preso le distanze dal documento, affermando che questo non era stato da loro redatto. Di conseguenza, il ministro dell’istruzione fiammingo, Hilde Crevits, ha avviato un’indagine sulla scuola Benoth Gerusalemme[9].

All’inizio del 2018, un giovane di 24 anni è stato brevemente detenuto dalla polizia belga per reati di odio antisemita, inclusa la distruzione di almeno 20 mezuzah (oggetto rituale normalmente posto sulle porte delle case ebraiche) ad Anversa. Nelle settimane precedenti alla sua detenzione, lo stesso uomo è stato filmato mentre distruggeva alcune mezuzah, vandalizzava le porte di diverse istituzioni ebraiche, faceva cadere il cappello da un ebreo ortodosso per strada urlando contro la Palestina e mentre posava un Corano accanto ad una sinagoga[10].

Nel febbraio 2018, nel centro di Anversa il conducente di un’auto ha sterzato ad alta velocità verso un padre e un figlio che indossavano abiti chassidici. La polizia municipale ha deciso che questo non rappresentasse un crimine di odio. La Lega belga contro l’antisemitismo è in disaccordo con questa analisi e ha avviato un processo privato contro l’uomo al volante dell’auto[11].

La Federazione belga delle organizzazioni ebraiche ha presentato una mozione alla Corte costituzionale del Belgio per chiedere un’ingiunzione contro il divieto di macellazione rituale nel Paese[12].

Nel 1968 il Belgio riconobbe il Centro islamico e culturale (ICC) come piattaforma rappresentativa dei musulmani e dell’Islam in Belgio. L’anno seguente, il governo belga firmò un accordo che concedeva al Centro, allora rappresentato dagli ambasciatori dell’Arabia Saudita e del Marocco, l’uso per 99 anni di un complesso edilizio nel Parc du Cinquantenaire a Bruxelles. Il complesso immobiliare ora ospita la Grande Moschea, una scuola e un centro di ricerca e formazione sull’Islam e sulla lingua araba. Per anni la Grande Moschea di Bruxelles è stata accusata di diffondere il wahhabismo e il salafismo in Belgio[13].

Nel suo quarto rapporto intermedio pubblicato il 23 ottobre 2017, la Commissione parlamentare d’inchiesta sul radicalismo e il terrorismo[14] ha espresso una serie di preoccupazioni circa la poca trasparenza nella gestione della Grande Moschea, accusando la stessa di diffondere il wahhabismo in Belgio. Il rapporto raccomandava di porre fine termine al controllo sulla Grande Moschea da parte dell’Arabia Saudita e la deportazione dell’imam egiziano della Grande Moschea, Abdelhadi Sewif. Il 28 novembre, un tribunale belga non ha confermato l’ordine di espellere il chierico perché ha ritenuto insufficienti le prove a suo carico[15].

Il 17 marzo 2018, il governo federale del Belgio ha risolto il contratto tra lo Stato belga e il Centro islamico e culturale. È stato dato un preavviso di un anno, dopo il quale l’Esecutivo dei musulmani del Belgio (EMB) assumerà la gestione del complesso edilizio. La Grande Moschea sarà quindi un luogo di culto, la sede dell’esecutivo dell’EMB e un istituto di formazione per i leader islamici[16]

Nel 2017, la Corte europea per i diritti umani ha stabilito, in riferimento al caso Belcacemi e Oussar vs Belgio che la legge belga del 2011 che vieta l’uso di indumenti che coprono in parte o totalmente il volto in pubblico non ha violato alcun diritto umano. La Corte ha stabilito inoltre che la legge belga «cercava di garantire le condizioni di “convivenza” e “protezione dei diritti e delle libertà altrui” e che era pertanto “necessaria in una società democratica”»[17].

Nel novembre 2016 Theo Francken, Segretario di Stato per la migrazione del Belgio, ha deciso di espellere l’imam di Dison / Verviers, un cittadino olandese-marocchino, perché aveva incitato all’odio contro i cristiani e aveva diffuso la propaganda jihadista. Nel 2016, suo figlio, Souhaib Amaouch, minorenne nato in Belgio, è stato posto in un centro di detenzione giovanile per aver pubblicato un video in cui incitava all’uccisione dei cristiani[18].

Dal 2017 al 2018 numerosi atti di vandalismo sono stati commessi ai danni di cimiteri, chiese e edifici cattolici. L’Osservatorio sulla Cristianofobia e l’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa hanno riportato (tra molti altri) i seguenti casi:

Nei primi tre mesi del 2018, una chiesa caldea è stata profanata, vandalizzata e saccheggiata ad Anversa; vi è stato un attacco incendiario a una chiesa cattolica a Charleroi; e 28 lapidi sono state vandalizzate con vernice spray dai satanisti a Cheratte Hauteur.

Nell’ottobre 2017, perpetratori sconosciuti hanno fatto irruzione nella chiesa di Saint-Remi de Baulers e hanno saccheggiato la sacrestia[19].

Nell’aprile del 2017, oltre 50 tombe sono state danneggiate da atti vandalici nel cimitero di Ougrée, diverse tombe sono state distrutte e numerose croci sopra le lapidi sono state gettate a terra[20].

Nell’aprile 2017, due donne polacche si stavano recando presso una stazione degli autobus dopo aver assistito alla messa della domenica delle Palme quando sono state aggredite da un uomo che parlava arabo e imprecava contro di loro in francese definendole «sporche cristiane» e «puttane» («sales chrétiennes» e «putes»). Secondo quanto riportato, le donne portavano con sé palme da messa, il che ha permesso all’uomo di identificarle come cristiane[21].

Nel marzo 2016, un tribunale di Bruxelles ha rifiutato di dichiarare che la Chiesa di Scientology era una «impresa criminale». Nella sua sentenza, il giudice Yves Regimont ha sostenuto che gli imputati erano stati presi di mira a causa della loro religione: «L’intero procedimento è dichiarato inammissibile per una violazione grave e irrinunciabile del diritto ad un processo equo». Il giudice ha criticato gli investigatori coinvolti nel caso per essere stati troppo approssimativi nelle loro indagini contro Scientology e per essere prevenuti nei confronti della stessa organizzazione[22].

Prospettive per la libertà religiosa

Sebbene il riconoscimento delle religioni e delle visioni del mondo da parte dello Stato costituisca un sistema differenziato a più livelli, lo Stato federale sta diventando sempre più disponibile a riconoscere un maggiore numero di comunità religiose. Tuttavia, si tratta di un processo alquanto lento.

Gli attacchi terroristici perpetrati da alcuni islamisti belgi all’aeroporto e in una stazione della metropolitana di Bruxelles nel marzo 2016 hanno portato alla creazione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul radicalismo e il terrorismo. Nei rapporti della Commissione si fa molta attenzione a non accomunare musulmani e islamisti che hanno giurato fedeltà allo Stato Islamico (ISIS). Sono state formulate le seguenti raccomandazioni: identificare i canali di penetrazione dell’islamismo in Belgio per monitorare meglio potenziali terroristi; aumentare la sicurezza pubblica; prevenire la radicalizzazione della gioventù; e infine mettere in atto politiche più inclusive per i giovani musulmani che potrebbero essere vulnerabili alla propaganda dello Stato Islamico.

Si stima che circa 200-300 giovani musulmani belgi abbiano preso parte alla guerra in Siria e in Iraq. Alcuni di loro sono morti durante i combattimenti. Coloro che sono tornati in Belgio sono attualmente posti sotto sorveglianza.

Negli ultimi anni, la crescita dell’Islam attraverso l’aumento dell’immigrazione ha suscitato varie forme di ostilità sociale. I sentimenti anti-islamici rimangono un pericolo che deve essere arginato e contrastato. Sebbene vi sia un consenso politico sulla necessità di evitare la stigmatizzazione della comunità musulmana, lo spirito tradizionale di tolleranza e pace sociale può essere preservato soltanto se i media mostreranno moderazione nel riportare le notizie e se le scuole adempieranno alla loro missione di educare in uno spirito di rispetto reciproco.

Note / fonti

[1] Costituzione del Belgio del 1831 con emendamenti fino al 2014, The Constitute Project. https://www.constituteproject.org/constitution/Belgium_2014?lang=en (consultato il 28 marzo 2018).

[2] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Belgio”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,  https://www.state.gov/documents/organization/269038.pdf, (consultato il 27 marzo 2018).

[3] Ibid.

[4] Ibid.

[5] C. Sägesser, ‘La fréquentation des cours de religion et de morale dans l’enseignement francophone en Belgique’, Observatoire de la Religion et de la Laïcité (ORELA), 22 dicembre 2017. http://www.o-re-la.org/index.php/analyses/item/2102-la-frequentation-des-cours-de-religion-et-de-morale-dans-l-enseignement-francophone-en-belgique , (consultato il 16 aprile 2018).

[6] Ibid.

[7] D. Alexe, ‘Belgium: Wallonia, Flanders want to ban ritual slaughter, including on religious grounds,’ Human Rights Without Frontiers International [online pdf], 5 maggio 2017, http://hrwf.eu/belgium-wallonia-flanders-want-to-ban-ritual-slaughter-including-on-religious-grounds/?print=pdf, (consultato il 28 marzo 2018).

[8] T. Zieve, ‘Belgian Jews file second lawsuit against ban on religious slaughter’, The Jerusalem Times [online new article], 16 gennaio 2018, http://www.jpost.com/Diaspora/Belgian-Jews-files-second-lawsuit-against-ban-on-religious-slaughter-536905, (consultato il 27 marzo 2018).

[9] JTA, “Orthodox school in Antwerp says employee wrong to instruct teachers not to teach evolution, reproduction” Jewish Telegraphic Agency. 20 febbraio 2018. https://www.jta.org/2018/02/20/news-opinion/world/orthodox-school-in-antwerp-says-employee-wrong-to-instruct-teachers-to-not-teach-evolution-reproduction (consultato il 27 marzo 2018).

[10] JTA, “Antwerp man filmed destroying 20 mezuzahs, harassing Jews”, Jewish Telegraphic Agency. 11 febbraio 2018. https://www.jta.org/2018/02/11/news-opinion/world/antwerp-man-filmed-destroying-20-mezuzahs-harassing-jews (consultato il 28 marzo 2018).

[11] JTA, “Antwerp police say alleged car-ramming attempt on Jewish father and son was not a hate crime”. Jewish Telegraphic Agency. 7 febbraio 2018. https://www.jta.org/2018/02/07/news-opinion/world/antwerp-police-say-alleged-car-ramming-attempt-on-jewish-father-and-son-was-not-a-hate-crime (consultato il 27 marzo 2018).

[12] JTA, “French-speaking Belgian Jews sue to overturn ban on ritual slaughter”. Jewish Telegraphic Agency. 28 novembre 2017. https://www.jta.org/2017/11/28/news-opinion/world/french-speaking-belgian-jews-sue-to-overturn-ban-on-ritual-slaughter (consultato il 27 marzo 2018).

[13] Fautre, Willy. “Belgium: Parliamentary Report on Islamic Radicalism: The Grand Mosque of Brussels in the dock”. Human Rights Without Frontiers. http://hrwf.eu/belgium-parliamentary-report-on-islamic-radicalism-the-grand-mosque-of-brussels-in-the-dock/ (consultato il 29 marzo 2018).

[14] È possibile consultare la versione integrale del rapporto in francese o olandese collegandosi al sito http://www.dekamer.be/FLWB/PDF/54/1752/54K1752009.pdf

[15] Perekrests, Lea. “The Deportation of Problematic Religious Leaders”. Human Rights Without Frontiers International. novembre 2017. Pagina 4. Versione cartacea.

[16] Fautre, Willy. “Belgium: Parliamentary Report on Islamic Radicalism: The Grand Mosque of Brussels in the dock”. Human Rights Without Frontiers. http://hrwf.eu/belgium-parliamentary-report-on-islamic-radicalism-the-grand-mosque-of-brussels-in-the-dock/ (consultato il 29 marzo 2018).

[17] European Court of Human Rights, Registrar of the Court, “Ban on wearing face covering in public in Belgium did not violate Convention rights”. European Court of Human Rights. 11 gennaio 2017. http://hudoc.echr.coe.int/eng-press?i=003-5788361-7361157 (consultato il 28 marzo 2018).

[18] Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa. “UPDATE: Belgium wants to expel son of ‘hate imam’. 15 settembre 2017. http://www.intoleranceagainstchristians.eu/index.php?id=12&case=2218 (consultato il 28 marzo 2018).

[19] Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa. “Sacristy Ransacked in Belgian Church”. 22 ottobre 2017. http://www.intoleranceagainstchristians.eu/index.php?id=12&case=2251 (consultato il 28 marzo 2018).

[20] Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa. “Cemetery vandalized and tombs destroyed”. 13 aprile 2017. http://www.intoleranceagainstchristians.eu/index.php?id=12&case=2065 (consultato il 28 marzo 2018).

[21] Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa.  “Women attacked after mass in Brussels”. 9 aprile 2017. http://www.intoleranceagainstchristians.eu/index.php?id=12&case=2067 (consultato il 28 marzo 2018).

[22] “Scientology criminal enterprise case thrown out by Belgian judge”. The Guardian. 16 marzo 2016. https://www.theguardian.com/world/2016/mar/11/scientology-criminal-enterprise-case-thrown-out-belgian-judge (consultato il 28 marzo 2018).

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