Religione

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111.002 Km2Superficie

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

La Costituzione della Bulgaria[1] garantisce la libertà di religione o di credo negli articoli 13 e 37 – che assicurano protezione a tutte le religioni -, riconosce la Chiesa ortodossa orientale come la «religione tradizionale» del Paese e vieta l’uso della religione per fini violenti o politici.

Queste tutele sono codificate nella “legge sulle denominazioni religiose” (Durzhaven vestnik n.120 / 29.12.2002), che fornisce misure per il riconoscimento giuridico delle confessioni e delle comunità religiose. La registrazione è richiesta a tutti i gruppi religiosi, se questi intendono svolgere il proprio culto in pubblico; l’unica eccezione è costituita dalla Chiesa ortodossa bulgara, il cui status di Chiesa tradizionale della Repubblica la esonera dalla necessità di registrarsi[2]. Vi sono attualmente 156 gruppi religiosi registrati[3].

Secondo l’articolo 6 della “legge sulle denominazioni religiose”, la registrazione consente ai gruppi religiosi non soltanto di praticare il proprio credo in pubblico, ma anche di affittare o possedere terreni, avere un conto in banca, distribuire materiale religioso, condividere le proprie convinzioni in spazi pubblici, istituire e amministrare enti di beneficenza o altre organizzazioni umanitarie, gestire istituzioni educative, raccogliere donazioni e mantenere legami con persone e istituzioni che condividono una stessa visione all’estero[4].

Negli ultimi anni vi sono stati tentativi di limitare i diritti di alcune comunità religiose minoritarie. Il «divieto del burqa», riguardante tutti gli indumenti che coprono il volto in pubblico, è stato adottato dall’Assemblea nazionale nel settembre 2016 e le scuole hanno vietato l’uso di tutti i simboli religiosi, incluso l’hijab e la croce[5]. Queste misure hanno causato tensioni, in particolare con la comunità musulmana bulgara.

Il 26 maggio 2017 è stata presentata una proposta al neoeletto Parlamento, intesa a cambiare il codice penale al fine di criminalizzare l’Islam. La proposta è stata avanzata soprattutto dalla coalizione politica di estrema destra “Fronte dei patrioti uniti” e da altri estremisti nazionalisti. Questi gruppi hanno accusato il terrorismo di matrice islamica radicale e hanno equiparato l’Islam ad ideologie quali il fascismo[6].

All’inizio del dicembre 2017, i legislatori bulgari hanno approvato la prima bozza del disegno di legge per modificare e integrare il codice penale (88 a favore, 22 contrari e 50 astenuti). Se approvato, il disegno di legge criminalizzerebbe «la propagazione dell’Islam radicale e chiunque costringa o induca un’altra [persona] a indossare abiti che nascondono parzialmente o completamente il volto»[7]. Le modifiche imporrebbero anche pene detentive fino a quattro anni e multe da 5.000 a 10.000 lev, «per chi costringe o induce un altro a indossare abiti che nascondono parzialmente o completamente il volto attraverso l’uso di minacce, violenze, coercizione, status o autorità pubblici, oppure con la promessa di incentivi»[8].

Oltre a questi cambiamenti legislativi, i nazionalisti estremisti in Parlamento stanno preparando altre modifiche alla “legge sulle religioni”, finalizzate a rendere obbligatorio il bulgaro come lingua in cui tenere le predicazioni e i sermoni nelle chiese e in altri luoghi di culto[9].
Alcune autorità locali persistono nel discriminare particolari gruppi religiosi minoritari. Questo è dovuto perlopiù all’influenza di movimenti di destra come l’Organizzazione Rivoluzionaria Macedone Interna e il Fronte Nazionale della Salvezza della Bulgaria, e all’efficacia relativa delle loro campagne a livello locale. Nell’autunno 2017, erano più di 40 i comuni in cui erano in vigore simili ordinanze[10].

Vi sono stati diversi divieti di proselitismo a livello locale, che sono poi stati rovesciati in seguito da tribunali di grado superiore a causa della loro incostituzionalità. Questo è un problema che ha riguardato in particolar modo i testimoni di Geova[11].

Incidenti

Negli ultimi anni, i testimoni di Geova hanno segnalato abusi o molestie in diverse occasioni. Di solito le aggressioni sono limitate agli incidenti che coinvolgono l’Organizzazione Rivoluzionaria Macedone Interna, il Fronte Nazionale per la Salvezza della Bulgaria o la popolazione locale. Questi due partiti politici hanno partecipato a campagne non soltanto rivolte contro i testimoni di Geova, ma ai danni di tutti i membri delle Chiese ortodosse non orientali che praticano la loro fede in pubblico.

Nel 2017 i membri dell’Organizzazione Rivoluzionaria Macedone Interna hanno aggredito in totale impunità alcuni testimoni di Geova ad Elhovo, Mezdra e in altre città. A Lom, Pernik, Popovo e Vratsa, i testimoni di Geova sono stati vittime di ulteriori molestie e atti di vandalismo da parte di membri non affiliati della popolazione[12].

La comunità islamica in Bulgaria è sempre più preoccupata per le violenze motivate dall’odio commesse contro i musulmani e i siti sacri islamici. Atti di vandalismo ai danni di moschee e in genere contro i luoghi di culto sono diventati frequenti[13].

L’ufficio del Gran Muftì ha registrato episodi di crimini di odio contro edifici islamici e altri centri.

Nella notte del 7 febbraio 2017, malviventi sconosciuti hanno danneggiato una moschea nella città di Silistra. I criminali hanno sparato con un fucile ad aria compressa, pallini di 5,5 millimetri contro le telecamere di sicurezza e negli impianti di illuminazione della moschea. Un danno simile è stato riscontrato sulla facciata della moschea. Il consiglio della Fondazione della moschea ha presentato una denuncia alla polizia di Silistra.

Un altro incidente si è verificato nel maggio 2017 contro la moschea di Plovdiv.

Il 28 maggio 2017, nel secondo giorno di Ramadan, dei tifosi di calcio hanno attaccato e vandalizzato la moschea di Sofia con bottiglie di birra e drink. Gli uomini hanno anche aggredito verbalmente i musulmani che si erano radunati fuori dalla moschea. I poliziotti che si trovavano nelle vicinanze sono stati accusati di non aver risposto alle richieste di assistenza.

Sebbene vi siano stati diversi episodi antisemiti in Bulgaria negli ultimi anni, spesso legati alla crescente popolarità dell’estrema destra, questi rimangono in larga parte contenuti. Tali incidenti hanno assunto diverse forme: marce e manifestazioni di neo-nazisti e altri gruppi di odio, e atti di vandalismo contro sinagoghe, cimiteri e altri edifici della comunità ebraica. Nel settembre 2017, diverse lapidi sono state gettate in terra in un cimitero ebraico a Sofia[14]. Le violenze sono state condannate da importanti funzionari governativi, i quali hanno promesso di assicurare i perpetratori alla giustizia.

Ogni febbraio, l’annuale Marcia Lukov attraverso Sofia commemora l’alleanza della Bulgaria con la Germania nazista e l’assassinio di Hristo Lukov, leader dell’Unione bulgara pro-nazista e antisemita delle legioni nazionali bulgare, durante la seconda guerra mondiale. La manifestazione si è tenuta negli ultimi tre anni nonostante un divieto comunale[15].

Prospettive per la libertà religiosa

La Bulgaria è un Paese a maggioranza ortodossa, dove i pur popolosi gruppi di minoranze religiose affrontano un’intolleranza costante. A rappresentare la più grande minaccia alla tolleranza religiosa in Bulgaria è l’attuale aumento dei sentimenti e dell’attivismo di estrema destra alimentato dall’Organizzazione Rivoluzionaria Macedone Interna, e dal Fronte Nazionale per la Salvezza della Bulgaria. Ciò è esacerbato dalla recente crisi dei migranti e dal trattamento preferenziale mostrato alla Chiesa ortodossa bulgara.

La discriminazione sociale ha reso sempre più difficile per i gruppi religiosi minoritari svolgere le loro attività pacificamente.

Nonostante queste battute d’arresto, la Bulgaria ha compiuto discreti progressi nell’incrementare le sue forze dell’ordine e l’opera dei tribunali per far fronte ai crimini di odio e ad altre forme di comportamenti discriminatori[16].

Note / fonti

[1] Costituzione bulgara del 1991 con emendamenti fino al 2007, constituteproject.org, https://www.constituteproject.org/constitution/Bulgaria_2007.pdf?lang=en, (consultato il 14 marzo 2018).

[2] “Legge sulle denominazioni religiose” (Durzhaven vestnik n.120/29.12.2002), Legirel, Centre national de la recherche scientifique, http://www.legirel.cnrs.fr/spip.php?article540&lang=fr,  (consultato il 28 marzo 2018).

[3] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Bulgaria”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,  https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato il 19 marzo 2018).

[4] Per la lista integrale dei diritti, cfr. Legirel, op. cit.

[5] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[6] “Bulgaria: Anti-Muslim policies and incidents”, Human Rights Without Frontiers International, 27 giugno 2017, http://hrwf.eu/bulgaria-anti-muslim-policies-and-incidents/, (consultato il 14 marzo 2018).

[7] “Parliament criminalizes propagation of radical Islam on first reading”, BTA Bulgarian News Agency, 6 dicembre 2017, http://www.bta.bg/en/c/DF/id/1704807, (consultato il 13 marzo 2018).

[8] Ibid.

[9] Ibid.

[10] Ufficio del Consiglio generale presso la sede mondiale dei testimoni di Geova, preoccupazioni per la libertà religiosa: dichiarazione dell’Associazione europea dei testimoni cristiani di Geova, Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, https://www.osce.org/odihr/340956?download=true (consultato il 19 marzo 2018).

[11] Ibid.

[12] Ibid., Riunione sull’attuazione della dimensione umana dell’OSCE, Varsavia: Bulgaria, Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, (consultato il 27 marzo 2018). A Elhovo il 7 gennaio 2017 e a Mezdra, il 23 febbraio 2017, membri del VMRO hanno molestato testimoni di Geova e, nel secondo caso, li hanno denunciati alla polizia. Cfr. Ufficio del Consiglio generale presso la sede mondiale dei testimoni di Geova, op. cit.

[13] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[14] “Bulgarian foreign ministry condemns vandalism in Sofia Jewish cemetery”, Jewish Telegraphic Agency, 18 settembre 2017, https://www.jta.org/2017/09/18/news-opinion/world/bulgarian-foreign-ministry-condemns-vandalism-in-sofia-jewish-cemetery, (consultato il 14 marzo 2018).

[15] “Neo-Nazi rally held in Bulgarian capital despite municipal ban”, Jewish Telegraphic Agency, 21 febbraio 2017, https://www.jta.org/2017/02/21/news-opinion/world/neo-nazi-rally-held-in-bulgarian-capital-despite-municipal-ban, (consultato il 14 marzo 2018); “Bulgarian neo-Nazis march in honour of WWII general”, Times of Israel, 18 febbraio 2018, https://www.timesofisrael.com/bulgarian-neo-nazis-march-in-honor-of-wwii-general/, (consultato il 19 febbraio 2018).

[16] Comprendere i crimini di odio anti-semiti e affrontare i bisogni di sicurezza delle comunità ebraiche, Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, https://www.osce.org/odihr/317166?download=true, (consultato il 15 marzo 2018).

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