Religione

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

Come in quasi tutti i regimi comunisti, le leggi e i regolamenti vietnamiti suggeriscono che, almeno sulla carta, il rispetto della libertà religiosa nel Paese è garantito. Tuttavia, la realtà per il popolo vietnamita è molto diversa. Il 1° gennaio 2014 è entrata in vigore la “legge sulle credenze e sulla religione”[1]. Prima di essere votato dall’Assemblea nazionale il 16 novembre 2016, questo provvedimento legale aveva attraversato un lungo processo. Con sorpresa di tutti, l’Ufficio governativo per gli affari religiosi l’aveva sottoposto alle comunità religiose del Paese per avere un loro commento. In risposta, il 1° giugno 2016 i vescovi cattolici hanno presentato le loro «osservazioni sincere e franche»[2]. L’episcopato ha notato come la legge proposta rappresentasse un passo indietro rispetto all’ordinanza del 2004 sulle credenze e sulla religione. La Chiesa ha espresso rammarico per il fatto che le autorità vietnamite fossero ancora legate al concetto del cosiddetto sistema di “domanda e concessione” (‘xin-cho’)[3], che obbliga le organizzazioni religiose a richiedere l’autorizzazione del regime per qualsiasi attività intraprendono[4].

Nel gennaio 2016, il dodicesimo congresso del Partito comunista vietnamita ha adottato un “Rapporto politico”. Il documento offre un’idea del pensiero dei più alti dirigenti del Paese e dell’apparato del Partito comunista vietnamita. Un breve paragrafo è dedicato alla politica del governo in materia religiosa:

«Continueremo a migliorare la politica e la legislazione relative alle credenze e alla religione e a promuovere gli alti valori culturali e morali delle religioni. Creando le giuste condizioni, faremo in modo che le organizzazioni religiose svolgano attività conformi ai loro ideali e ai regolamenti, che sono stati riconosciuti dallo Stato in conformità alle disposizioni della legge. Allo stesso tempo, dobbiamo lavorare per prevenire e combattere le attività che si servono di credenze e religioni per minare e sabotare l’unità nazionale e combattere le attività religiose che violano le disposizioni della legge».

Questo estratto mostra come il Partito comunista vietnamita abbia abbandonato la rigorosa dottrina marxista-leninista adottata in materia di questioni religiose. Dal 1990, la religione non è più vista come destinata a tramontare o svanire, ma una parte positiva della cultura tradizionale. Detto ciò, la religione continua tuttavia ad essere considerata un’arma a doppio taglio da una parte capace di contribuire alla società e dall’altra, fonte di disordini e strumento per minare l’unità nazionale.

Soltanto all’interno di una rivista militare troviamo un articolo più dettagliato sulla religione in Vietnam. Nel numero di febbraio 2016 della Rivista della Difesa Nazionale[5], vi era infatti un articolo intitolato: “Religioni in Vietnam e la loro missione: costruire e difendere la patria”. L’articolo inizia valutando l’impatto del mondo religioso vietnamita sulle strategie della politica di difesa del Paese. Nel testo vengono però fornite statistiche che non corrispondono alle cifre rese pubbliche dalle religioni in questione[6]. Secondo l’autore dell’articolo, il buon funzionamento di queste diverse comunità religiose e la loro integrazione nella società sono dovuti alla buona gestione del Partito Comunista Vietnamita.

Leggendo lo scritto si ha l’impressione che la situazione delle religioni nel Paese sia ideale. Tuttavia, è innegabile che le autorità continuino a monitorare da vicino le attività delle religioni all’interno del Vietnam. L’11 settembre 2017, uno dei più alti funzionari della Pubblica sicurezza, Vu Chiên Thang, è stato nominato direttore dell’ufficio governativo per gli affari religiosi, l’entità amministrativa responsabile della gestione delle attività e dell’organizzazione delle religioni nel Paese[7]. Il suo predecessore, il tenente generale Pham Dung, era anche un alto funzionario della Pubblica Sicurezza, la quale supervisiona da vicino le questioni religiose. I vescovi cattolici del Vietnam credono che la Pubblica Sicurezza abbia un atteggiamento fondamentalmente ostile nei confronti delle organizzazioni religiose, che i presuli ritengono siano considerate, «forze dell’opposizione»[8].

La “legge sulle credenze e sulla religione” incorpora articoli relativi ai bisogni religiosi delle persone detenute, a quelli degli stranieri e al riconoscimento dello status di «entità giuridiche non commerciali» delle organizzazioni religiose. La Conferenza dei vescovi cattolici del Vietnam ha dichiarato nell’agosto 2016 che «in precedenza, il termine “entità legale” [era] stato usato in modi diversi per il riconoscimento delle organizzazioni religiose» e ha proposto di indicare «chiaramente» lo status di «entità giuridica non commerciale» in ottemperanza alle disposizioni della legge 91/2015 / QH13 del codice civile»[9]. Questa misura potrebbe rivelarsi significativa in un Paese con frequenti dispute territoriali tra le autorità civili e le organizzazioni religiose.

L’ultimo atto legislativo, quello votato dal Parlamento, non ha tuttavia mantenuto molte delle disposizioni contenute nelle proposte di legge diffuse negli ultimi anni, e in particolare quella relativa alle attività condotte dalle organizzazioni religiose nei settori dell’istruzione e della sanità. La questione è particolarmente delicata in quanto ha rappresentato una delle principali preoccupazioni della Chiesa cattolica e delle altre religioni sin dall’unificazione del Paese nel 1975. Nell’agosto 2016, la Conferenza episcopale ha interpretato il disegno di legge come «un’autorizzazione» concessa alle organizzazioni religiose per agire nei settori della salute e dell’istruzione «a tutti i livelli, ad esempio in asili, scuole primarie e secondarie e università»[10]. La formulazione della legislazione nella versione del disegno di legge approvata dal Parlamento è stata descritta come imprecisa e generica dai vescovi cattolici del Paese. L’articolo 55 recita: «Le organizzazioni religiose possono partecipare alle attività di istruzione, formazione, sanità, assistenza sociale, carità e umanitarie, in conformità con le disposizioni della legge in vigore». Mancano infatti dettagli su come «partecipare» e non è chiaro se le organizzazioni religiose saranno in grado di aprire, ospitare e gestire istituzioni educative, centri sanitari, ecc.

Incidenti

Sebbene la Chiesa cattolica non abbia ancora acquisito il controllo sulle numerose scuole che gestiva prima del 1954 nel nord del Vietnam e prima del 1975 nel sud, ai suoi leader è stato recentemente concesso il permesso di aprire due nuovi centri a Ho Chi Minh City (Saigon). L’Istituto universitario nazionale è stato inaugurato il 6 agosto 2015 e l’Istituto cattolico del Vietnam (CIV) ha aperto nel settembre 2016. Nel settembre 2017, l’Istituto cattolico del Vietnam contava 70 studenti, tutti vietnamiti[11]. Affermando che il Vietnam aveva due università cattoliche prima del 1975 (a Dalat e Saigon), l’arcivescovo Joseph Nguyên Chi Linh di Huê, presidente della Conferenza episcopale cattolica del Paese, ha affermato che l’apertura dell’Istituto cattolico del Vietnam non rappresentava una «novità», bensì il «ripristino» di quanto era stato confiscato dalle autorità dell’epoca[12].

Il 29 agosto 2017, al novantunenne maestro buddista Thich Nhat Hanh è stato permesso di tornare per la terza volta in Vietnam[13]. Il religioso aveva lasciato il suo Paese prima nel 1966 e poi di nuovo dopo l’espulsione di 400 religiosi e novizi dal gruppo da lui fondato del Bat Nha[14] nel 2008. Non è chiaro se sarà in grado di ristabilire la sua comunità monastica in Vietnam.

Nonostante questo, il governo non ha modificato le proprie abitudini in materia di sorveglianza e di coercizione delle comunità religiose. Queste includono la Chiesa buddista unificata del Vietnam, che è indipendente dal Buddismo riconosciuto dalle autorità vietnamite. Il patriarca della Chiesa, Thich Quang Do, è ancora agli arresti domiciliari nella sua pagoda nella città di Ho Chi Minh. Sebbene il novantenne sia autorizzato dal regime a lasciare il monastero di Thanh Minh su base trimestrale per un esame medico, la sua libertà di movimento è severamente limitata, nonostante le quanto il governo sostenga l’esatto contrario[15].

Nel frattempo, non vi è alcun segno di una diminuzione delle dispute terriere che coinvolgono la polizia e le organizzazioni religiose. Un esempio riguarda il monastero benedettino di Thien An (“Pace celeste”), vicino ad Hue. Dalla fine degli anni ’90, le autorità vietnamite hanno cercato di requisire parte delle terre del monastero per dare vita ad un parco ricreativo. Il 28 giugno 2017, 150 persone sono entrate nel monastero per demolire una croce. Quando i monaci hanno cercato di intervenire, sono stati aggrediti e uno di loro è rimasto gravemente ferito[16]. La croce in questione, eretta nel 2014, era già stata demolita nel 2015 e nel 2016. Come riportato da Radio Free Asia, un testimone ha riferito che tra gli aggressori vi erano anche agenti di polizia locali con indosso in abiti civili[17].

Un’altra fonte ricorrente di tensione è il coinvolgimento di organizzazioni religiose nei servizi affari sociali. Le autorità intervengono costantemente quando decidono che l’azione sociale in questione minaccia il governo o il Partito Comunista. Nell’aprile 2016, gli scarichi tossici dell’acciaieria della compagnia taiwanese Formosa Plastics Group si sono riversati nel Mar della Cina, causando un grave inquinamento. I sacerdoti locali hanno sostenuto le persone affette che hanno chiesto un risarcimento per il danno loro arrecato. Il clero ha inoltre appoggiato gli sforzi per scoprire chi doveva essere ritenuto responsabile. In risposta, la stampa ufficiale, l’unica disponibile in Vietnam, e i media televisivi hanno messo in discussione il coinvolgimento dei religiosi. Nella primavera 2017, i media ufficiali hanno accusato due sacerdoti cattolici, i padri Dang Huu Nam e Nguyên Dinh Thuc, di svolgere attività «contro il Partito»[18].

Lo Stato compie ogni sforzo possibile per mantenere l’ordine pubblico, anche se ciò implica la violazione di diritti umani fondamentali, inclusa la libertà religiosa. Tale atteggiamento comporta severe restrizioni all’evangelizzazione. Le missioni porta a porta e la distribuzione di volantini nelle aree pubbliche possono provocare l’intervento della polizia. Il lavoro di evangelizzazione tra le minoranze etniche degli Altpiani è particolarmente problematico. Nel 2011 il pastore protestante Nguyen Cong Chinh e sua moglie Tran Thi Hong, che lavoravano nelle province di Kontum e Gia Lai, sono stati arrestati con l’accusa di «minare la solidarietà nazionale». Il pastore è stato condannato a 11 anni di carcere. Per motivi di salute, è stato rilasciato il 28 luglio 2017, prima del termine della condanna, a condizione lasciasse immediatamente il Paese[19]. L’uomo e la sua famiglia vivono attualmente negli Stati Uniti.

Nel periodo preso in esame, le autorità sono state violente nei confronti delle minoranze etniche negli Altipiani centrali che si convertono al Cristianesimo. Secondo il Comitato vietnamita per i diritti umani, il 1° marzo del 2018 alcuni sconosciuti hanno picchiato 24 hmong che si erano da poco convertiti al Cristianesimo. In precedenza erano stati minacciati di espulsione dai loro villaggi, qualora non avessero rinunciato alla loro nuova fede. Le autorità si oppongono a chi si converte alle confessioni cristiane prive della registrazione da parte del governo[20].

Prospettive per la libertà religiosa

È troppo presto per valutare l’impatto della nuova “legge sulle credenze e sulla religione” che è entrata in vigore il 1° gennaio 2018. Ma le continue aggressioni alle organizzazioni religiose e gli attacchi al clero e ai fedeli non suggeriscono che il governo migliorerà il suo approccio alla libertà religiosa.

Le osservazioni dell’arcivescovo Leopoldo Girelli, l’ex rappresentante “non residente” della Santa Sede in Vietnam, possono essere considerate indicative della situazione del Paese in merito alla libertà religiosa[21]. Parlando nell’ambito di alcune festività tenutesi nel santuario mariano di La Vang nel Vietnam centrale, l’arcivescovo ha affermato che molte persone in tutto il mondo desidererebbero un maggiore rispetto per la libertà religiosa nel Paese asiatico[22]. Monsignor Girelli ha poi aggiunto che la Chiesa cattolica dovrebbe essere considerata una fonte di benessere spirituale piuttosto che un ostacolo per lo Stato.

Note / fonti

[1] “Vietnam’s Religious Law: Testing the Faithful”, Luke Hunt, The Diplomat, 12 gennaio 2017, https://thediplomat.com/2017/01/vietnams-religious-law-testing-the-faithful/, (consultato il 27 marzo 2018)

[2]“The ʽsincere and frankʼ remarks of the Vietnamese bishops on the Law on Beliefs and Religion”, Eglises d’Asie, 8 giugno 2017, http://eglasie.mepasie.org/asie-du-sud-est/vietnam/2017-06-08-les-remarques-ab-sinceres-et-franches-bb-des-eveques-vietnamiens-sur-la-loi-relative-aux-croyances-et-a-la-religion, (consultato il 27 marzo 2018)

[3]“Communists and Catholics understand each other much better than ever before” – Intervista esclusiva con il Presidente della Conferenza dei Vescovi del Vietnam, Eglises d’Asie, 3 luglio 2017, http://eglasie.mepasie.org/asie-du-sud-est/vietnam/2017-07-03-ab-communistes-et-catholiques-se-comprennent-beaucoup-mieux-qu2019autrefois-bb/ , (consultato il 27 marzo 2018)

[4]“Full translation of the remarks sent by the bishops to the National Assembly concerning the Law on Beliefs and Religion”, Eglises d’Asie, 19 settembre 2017, http://eglasie.mepasie.org/asie-du-sud-est/vietnam/2017-09-15-traduction-integrale-des-remarques-envoyees-par-les-eveques-a-l2019assemblee-nationale-au-sujet-de-la-loi-sur-les-croyances-et-la-religion/ , (consultato il 27 marzo 2018)

[5] «Các tôn giáo ở Việt Nam với sự nghiệp xây dựng và bảo vệ Tổ quốc», Quôc Phong Toan Dân (Journal de laDéfense nationale), 25 febbraio 2016, http://tapchiqptd.vn/vi/bao-ve-to-quoc/cac-ton-giao-o-viet-nam-voi-su-nghiep-xay-dung-va-bao-ve-to-quoc/8666.html, (consultato il 27 marzo 2018)

[6]La Rivista della Difesa Nazionale afferma che un terzo della popolazione del Vietnam, che conta quasi 90 milioni di persone appartiene ad una religione: i buddisti sono 10 milioni; i cattolici sono 6 milioni; i buddisti Hoa Hao sono 4 milioni; i caodaisti sono 3 milioni; i protestanti un milione, ecc. Tali statistiche sono difficili da corroborare.

[7]“A new Director for the Office of Religious Affairs coming from the Public Security apparatus”, Eglises d’Asie, 26 settembre 2017, http://eglasie.mepasie.org/asie-du-sud-est/vietnam/2017-09-26-un-nouveau-responsable-du-bureau-des-affaires-religieuses-issu-de-la-securite-publique, (consultato il 27 marzo 2018)

[8]“Full translation of the remarks sent by the bishops to the National Assembly concerning the Law on Beliefs and Religion”, Eglises d’Asie, 19 settembre 2017, http://eglasie.mepasie.org/asie-du-sud-est/vietnam/2017-09-15-traduction-integrale-des-remarques-envoyees-par-les-eveques-a-l2019assemblee-nationale-au-sujet-de-la-loi-sur-les-croyances-et-la-religion/ , (consultato il 27 marzo 2018)

[9]“Vietnamese bishops comment on new bill about beliefs and religion”, Eglises d’Asie, 6 settembre 2016, http://eglasie.mepasie.org/asie-du-sud-est/vietnam/2016-09-06-les-eveques-vietnamiens-commentent-le-nouveau-projet-de-loi-sur-les-croyances-et-la-religion/, (consultato il 27 marzo 2018)

[10]Art 54 della legge datata 8 agosto 2016

[11]“The Catholic Institute of Vietnam makes its return”, Eglises d’Asie, 12 settembre 2017, http://eglasie.mepasie.org/asie-du-sud-est/vietnam/2017-09-12-linstitut-catholique-du-vietnam-effectue-sa-rentree/, (consultato il 27 marzo 2018)

[12]“Communists and Catholics understand each other much better than ever before” – Exclusive interview with the President of the Vietnam Conference of Bishops”, Eglises d’Asie, 3 luglio 2017, http://eglasie.mepasie.org/asie-du-sud-est/vietnam/2017-07-03-ab-communistes-et-catholiques-se-comprennent-beaucoup-mieux-qu2019autrefois-bb/ , (consultato il 27 marzo 2018)

[13]“Return to Vietnam of the founder of a Buddhist community expelled from the country for nine years”, Eglises d’Asie, 7 settembre 2017, http://eglasie.mepasie.org/asie-du-sud-est/vietnam/2017-09-07-a-propos-du-retour-au-vietnam-du-createur-d2019une-communaute-bouddhiste-expulsee-du-pays-depuis-neuf-ans/, (consultato il 27 marzo 2018)

[14]“The incompatibility between the Buddhist School of Plum Village and the Vietnamese government is confirmed”, Eglises d’Asie, 20 aprile 2010, http://eglasie.mepasie.org/asie-du-sud-est/vietnam/2010-04-20-l2019incompatibilite-entre-l2019ecole-bouddhiste-du-village-des-pruniers-et-le-gouvernement-vietnamien-se-confirme/, (consultato il 27 marzo 2018)

[15] “Thich Quang Do”, Commissione degli Stati Uniti sulla libertà religiosa internazionale, 16 marzo 2018, http://www.uscirf.gov/thich-quang-do, (consultato il 27 marzo 2018)

[16]“The Benedictines of Thien An Monastery, near Hue, again assaulted”, Eglises d’Asie, 30 giugno 2017, http://eglasie.mepasie.org/asie-du-sud-est/vietnam/2017-06-30-les-benedictins-du-monastere-de-thien-an-pres-de-hue-a-nouveau-agresses-par-les-autorites-locales/, (consultato il 27 marzo 2018)

[17] “Vietnamese Catholics Attacked, Beaten by Police in Dispute Over Land”, Radio Free Asia, 29 giugno 2017, https://www.rfa.org/english/news/vietnam/dispute-06292017155357.html, (consultato il 27 marzo 2018)

[18]“Two priests from the Diocese of Vinh are the target of a smear campaign orchestrated by provincial authorities”,
Eglises d’Asie, 11 maggio 2017, http://eglasie.mepasie.org/asie-du-sud-est/vietnam/2017-05-11-deux-pretres-du-diocese-de-vinh-sont-la-cible-d2019une-campagne-de-diffamation-orchestree-par-les-autorites-provinciales/, (consultato il 27 marzo 2018)

[19] «Pastor Nguyen Cong Chinh and Tran Thi Hong (RELEASED)”, Commissione degli Stati Uniti sulla libertà religiosa internazionale, 5 aprile 2018, http://www.uscirf.gov/pastor-nguyen-cong-chinh-and-tran-thi-hong-released, (consultato il 27 marzo 2018)

[20] “Vietnam rights group condemns attack on Christian Hmong”, Ucanews, 22 marzo 2018, https://www.ucanews.com/news/vietnam-rights-group-condemns-attack-on-christian-hmong/81854, (consultato il 27 marzo 2018)

[21] “Will Archbishop Leopoldo Girelli have a successor in Vietnam?”, Eglises d’Asie, 28 settembre 2017, http://eglasie.mepasie.org/asie-du-sud-est/vietnam/2017-09-28-mgr-leopoldo-girelli-aura-t-il-un-successeur-au-vietnam/, (consultato il 27 marzo 2018)

[22]“The Holy See’s delegate asks the ʽCaesars of Vietnamʼ to respect religious freedom”, Eglises d’Asie, 1° settembre 2017, http://eglasie.mepasie.org/asie-du-sud-est/vietnam/2017-09-01-le-delegue-du-saint-siege-demande-aux-ab-cesars-du-vietnam-bb-de-respecter-la-liberte-religieuse/, (consultato il 27 marzo 2018)

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