Discriminazione / Situazione peggiorata

Federazione Russa

Religione

143.440.000Popolazione

17.098.246 Km2Superficie

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homekeyboard_arrow_rightFederazione Russa

Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

La Costituzione del 12 dicembre 1993[1] dichiara agli articoli 14 e 28 che la Federazione Russa è uno Stato laico che garantisce la libertà di religione e di credo: l’articolo 14 (1) recita: «La Federazione Russa è uno Stato laico. Nessuna religione può essere stabilita come religione di Stato o come obbligatoria». All’articolo 14 (2) si legge: «Le associazioni religiose devono essere separate dallo Stato e devono essere uguali di fronte alla legge». L’articolo 28 recita: «A tutti è garantita la libertà di coscienza e religione, che include il diritto di professare individualmente o collettivamente qualsiasi religione, di scegliere di non professare alcuna religione, e di scegliere liberamente, possedere e diffondere convinzioni religiose e di altro tipo e agire in accordo con queste»[2].

L’articolo 19 garantisce l’uguaglianza dei diritti indipendentemente dalla religione o dalle convinzioni, aggiungendo che «tutte le forme di violazioni di diritti umani su basi sociali, razziali, nazionali, linguistiche o religiose sono vietate».

L’articolo 29 afferma che «gli atti di propaganda o di agitazione che suscitano astio e ostilità sociali, razziali, nazionali o religiosi sono proibiti» e che propagandare idee relativa alla supremazia è vietato per gli stessi motivi.

L’articolo 30 afferma che «tutti devono avere il diritto di associazione».

 

La legge del 1997 sulla libertà di coscienza e l’associazione religiosa[3] (con emendamenti fino al 2016) funge da pilastro principale della legislazione religiosa.

La legge riconosce quattro “religioni tradizionali” (la Chiesa ortodossa russa, l’Islam, l’Ebraismo e il Buddismo). Per scopi pratici, la Chiesa cattolica romana e la Chiesa luterana sono generalmente trattate come religioni russe tradizionali, essendo state più volte invitate a partecipare a eventi ufficiali. La legge sottolinea il ruolo speciale della Chiesa ortodossa russa per il suo contributo storico alla spiritualità e alla cultura del Paese[4].

La legge stabilisce diverse categorie di entità religiose: i gruppi religiosi, le organizzazioni religiose locali e le organizzazioni religiose centralizzate.

I gruppi religiosi de facto hanno il diritto di condurre rituali e cerimonie religiose, tenere servizi di culto e insegnare dottrine religiose. Non sono registrati presso il governo e quindi non hanno personalità giuridica. Non possono accendere un conto in banca, costruire, acquistare o affittare locali, né pubblicare o importare materiale religioso.

Per essere riconosciuto come organizzazione religiosa locale, un gruppo religioso deve dimostrare di essere esistito in quanto tale da almeno 15 anni[5]. Deve essere composto da non meno di 10 persone di età superiore ai 18 anni che risiedono permanentemente in una data area. È registrato sia a livello federale che a livello locale. Un’organizzazione religiosa locale può aprire un conto in banca, acquistare e possedere o affittare edifici per scopi religiosi, acquisire, importare, esportare e diffondere letteratura religiosa, godere di sgravi fiscali e altri benefici, e così via. Inoltre, tali associazioni possono dar vita a organizzazioni religiose locali affiliate senza nessun periodo di attesa[6].

Le organizzazioni religiose centralizzate devono essere costituite da non meno di tre organizzazioni religiose locali affinché sia consentita loro la registrazione[7]. Godono degli stessi diritti delle organizzazioni locali. Dopo 50 anni di esistenza e attività nel Paese, possono includere la parola “Russia” o l’aggettivo “russo/a” nel loro titolo ufficiale[8].

Nel novembre 2015, la legge del 1997 è stata emendata al fine di richiedere alle organizzazioni religiose che ricevono finanziamenti esteri di riferire al Ministero della Giustizia informazioni circa i loro piani di bilancio, attività e leadership. In base a questo emendamento, il Ministero della Giustizia e gli organismi ad esso collegati hanno il diritto di ispezionare, senza alcun preavviso, le attività finanziarie delle organizzazioni religiose se queste ricevono finanziamenti dall’estero, o se vi è un sospetto di attività illecite oppure legate all’estremismo[9].

La Legge sul contrasto dell’attività estremista del 2002[10] garantisce alle autorità il potere di censurare le libertà religiosa e di espressione e di criminalizzare un ampio spettro di attività religiose[11].

L’articolo 13 di questa legge prevede l’istituzione di un elenco federale di materiali estremisti vietati. Dal momento che qualsiasi tribunale può aggiungere dei materiali alla lista federale, un divieto giudiziario di un particolare oggetto in una città o in una regione sulla base del fatto che è stato ritenuto “estremista” può essere applicato in tutto il Paese [12].

Un parere emesso dalla Commissione di Venezia nella 91a Sessione Plenaria, datato 15-16 giugno 2012, afferma che il modo in cui viene applicata la Legge sull’estremismo è problematico:

La Commissione è particolarmente preoccupata del fatto che la legge sull’estremismo, a causa della sua formulazione ampia e imprecisa specie per quanto riguarda le «nozioni di base» definite dalla legge – quali ad esempio le definizioni di “estremismo”, “azioni estremiste”, “organizzazioni estremiste” o “materiali estremisti”- conferisca una discrezionalità troppo ampia nell’interpretazione e applicazione della norma, prestando così il fianco a possibili arbitrarietà[13].

La Commissione di Venezia ha inoltre aggiunto:

[…] le attività definite dalla legge come estremiste che consentono alle autorità di emettere misure preventive e correttive non contengono tutte un elemento di violenza e non sono tutte definite con sufficiente precisione da consentire ad una persona di regolare la propria condotta, o nel caso di un’organizzazione le proprie attività, in modo da evitare l’applicazione di tali misure. Nei casi in cui mancano definizioni dalla necessaria precisione, una norma come la legge sull’estremismo può essere interpretata in modo dannoso. Le rassicurazioni da parte delle autorità circa il fatto che gli effetti negativi sarebbero evitati grazie agli orientamenti della Corte Suprema, all’interpretazione dell’Istituto russo per la legislazione e il diritto comparato o alla buona fede, non sono sufficienti al fine di soddisfare i requisiti internazionali pertinenti[14].

Altre leggi.

Nel 2013 è stata emanata una legge che impone una pena detentiva massima di tre anni e / o la confisca dello stipendio per un periodo massimo di tre anni, per chi «offende le convinzioni e i sentimenti religiosi»[15].

Nel maggio 2015 è entrata in vigore una legge sugli agenti stranieri che ha bandito le organizzazioni straniere e internazionali che presumibilmente rappresentano una minaccia all’ordine costituzionale o alla sicurezza dello Stato. Nonostante la legge sia stata pensata con riferimento alle ONG, la sua formulazione imprecisa la rende applicabile anche alle organizzazioni religiose[16].

Nel luglio 2016, gli emendamenti noti come la “legge di Yarovaya”, hanno aumentato le limitazioni alla libertà religiosa sulla base delle leggi anti-estremismo. Questi emendamenti, ridefiniscono le “attività missionarie” e vietano la predicazione, la preghiera, la divulgazione di materiali e il rispondere a domande sulla religione se poste al di fuori dei luoghi designati[17].

Secondo questa legislazione, i russi devono ottenere un permesso governativo attraverso un’organizzazione religiosa registrata per poter condividere le proprie convinzioni nell’ambito di attività missionarie. Tali restrizioni si applicano anche alle attività che hanno luogo nelle residenze private e online[18].

Coloro che sono ritenuti colpevoli di aver violato la legge anti-evangelizzazione sono costretti a pagare multe fino a 780 dollari statunitensi, se si tratta di un individuo, e fino a 15.500 dollari statunitensi se invece si tratta di un gruppo o un’organizzazione. I cittadini stranieri che violano questa legge possono essere espulsi[19].

Inoltre, la legge Yarovaya afferma che i missionari stranieri devono dimostrare di essere stati invitati da un’organizzazione religiosa registrata presso lo Stato e possono operare solo nelle regioni in cui sono registrate le loro organizzazioni[20].

Il Caucaso del Nord

In Dagestan e in Cecenia, il governo locale è estremamente severo. In queste aree, le forze di sicurezza hanno orchestrato la sparizione forzata di coloro che erano sospettati di praticare l’Islam «non tradizionale». La legislazione anti-estremismo della Russia non viene spesso utilizzata nel Caucaso settentrionale. In Cecenia, Ramzan Kadyrov, il leader regionale nominato dal Cremlino, impone le sue opinioni sull’Islam, richiedendo a tutte le donne di indossare abiti islamici. Inoltre, i matrimoni forzati e la poligamia non sono puniti dalla legge[21].

Nella regione sono stati presi di mira sia dissidenti musulmani pacifici e che semplici cittadini innocenti e senza alcun collegamento con la politica[22].

Crimea

Dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia nel marzo 2014, la Federazione ha imposto le proprie leggi sulla penisola e le organizzazioni religiose della Crimea hanno dovuto registrarsi nuovamente in base a quanto richiesto dalla legge russa. Molte organizzazioni hanno dovuto ristrutturarsi per soddisfare i nuovi requisiti; incluso il tagliare qualsiasi legame con i correligionari presenti in Ucraina. In accordo con la legge Yarovaya, i cristiani e gli altri gruppi religiosi hanno subito irruzioni, multe, sequestri di letteratura religiosa, sorveglianza governativa, ecc.[23]

Nel 2016, il Forum 18 ha registrato 13 casi ai danni di individui accusati di reati collegati all’attività missionaria avvenuti in Crimea. Tra i “colpevoli” vi erano dei testimoni di Geova, dei protestanti e un musulmano. Gli individui sono stati multati per un importo equivalente a circa 10 giorni di salario medio locale. Altri quattordici casi sono stati presentati contro sette comunità religiose e sette individui per non aver indicato il nome ufficiale di una comunità religiosa registrata. Otto casi hanno comportato multe comprese tra 30.000 e 50.000 rubli russi (tra i 500 e gli 830 dollari americani) [24].

Tutte le 22 comunità di testimoni di Geova registrate in Crimea sono state chiuse e le loro proprietà sequestrate [25].

Le Chiese greco-cattoliche provenienti dall’Ucraina e dalle Chiese ortodosse ucraine (Patriarcato ucraino) sono state considerate “persona non grata” nella Crimea russa e sono state costrette a lasciare la penisola. Attualmente, l’Ortodossia è rappresentata esclusivamente dalla Chiesa ortodossa russa.

Incidenti

Testimoni di Geova

Il 20 aprile 2017, la Corte Suprema della Federazione Russa ha bandito il Centro amministrativo dei testimoni di Geova e tutti i 395 membri dell’organizzazione religiosa locale con l’accusa di “estremismo”. A seguito della sentenza, i testimoni di Geova hanno subito arresti, imprigionamenti, discriminazioni e maltrattamenti. Gli incontri di preghiera nelle case private sono stati interrotti e vi sono state frequenti irruzioni durante le funzioni; i testimoni sono stati licenziati dai loro posti di lavoro, interrogati e processati. Un certo numero di loro proprietà ed edifici sono stati vandalizzati o distrutti[26].

Il 25 maggio 2017 Dennis Christensen, cittadino danese e dunque dell’Unione europea, è stato arrestato da agenti armati del Servizio di sicurezza federale che effettuavano un raid durante una funzione religiosa privata tenuta dai testimoni di Geova. Christensen è stato il primo testimone di Geova ad essere detenuto in seguito al divieto imposto al gruppo religioso[27]. Un anno dopo, l’uomo si trovava ancora in stato di carcerazione preventiva.

Nell’agosto 2017 la Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture è stata dichiarata una pubblicazione estremista[28].

Nel maggio 2018 erano aperti oltre 20 casi penali contro i testimoni di Geova, sette dei quali si trovavano in custodia cautelare e due condannati agli arresti domiciliari[29]. Tutti potrebbero essere condannati a pene detentive fino a dieci anni soltanto per aver partecipato ad incontri di carattere religioso. Oltre ai casi penali, circa 90-100 proprietà appartenenti ai testimoni di Geova sono state confiscate dallo Stato russo, mentre per altre 100 proprietà si è attualmente in fase di giudizio. Le autorità russe hanno anche minacciato di privare i testimoni di Geova dei loro diritti genitoriali[30].

Nel maggio 2018, le delegazioni dell’Unione europea e degli Stati Uniti presso la Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) hanno rilasciato dichiarazioni che condannano la dura politica di repressione rivolta ai testimoni di Geova in Russia[31].

Protestanti

I protestanti sono principalmente presi di mira a causa della loro azione di proselitismo in base alla legge Yarovaya.

Il 23 novembre 2016 l’ufficio di un pubblico ministero locale ha condotto un’ispezione della sede dell’Esercito della Salvezza di Vladivostok. Un caso è stato aperto sulla base del fatto che l’organizzazione «nella sua attività missionaria utilizza e distribuisce letteratura e materiali stampati senza identificarla con etichette dell’organizzazione religiosa». Il 20 dicembre 2016, l’Esercito della Salvezza di Vladivostok è stato riconosciuto colpevole di possedere nella sala adibita al culto della letteratura religiosa, comprendente 36 copie della Bibbia e raccolte di canzoni religiose, che non erano identificate con il nome della denominazione. La decisione di distruggere le bibbie ha suscitato una considerevole protesta pubblica e il gruppo religioso è ricorso in appello. Il 30 dicembre 2016 l’ordinanza è stata modificata: la sezione sulla distruzione degli oggetti confiscati è stata rimossa, ma il resto del testo è rimasto invariato. Il caso è stato infine respinto dalla Corte Costituzionale[32].

Il pastore protestante di origini indiane Victor-Immanuel Mani, sposato con una cittadina russa e avente un figlio russo, è stato il primo straniero a ricevere un ordine di espulsione ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 5 del Codice amministrativo (“Stranieri che svolgono attività missionaria”). Il 20 dicembre 2016, il tribunale cittadino di Naberezhnyye Chelny lo ha dichiarato colpevole di aver organizzato incontri religiosi attraverso i social media e di aver presumibilmente consegnato letteratura religiosa a una persona che non apparteneva alla Chiesa. L’uomo è stato altresì multato per 30.000 rubli (circa 480 dollari americani) [33].

Agli inizi del 2018 un battista di cui non è noto il nome, cittadino russo, è stato trovato in violazione delle leggi anti-evangelismo, perché aveva organizzato attività evangeliche nel suo appartamento senza essersi iscritto presso le autorità. Secondo quanto riferito l’uomo, colpevole di aver distribuito letteratura religiosa a persone al di fuori del suo gruppo religioso, è stato multato per 6.000 rubli (circa 100 dollari americani) [34].

Il 16 maggio 2018, Nosisa Shiba, studentessa dell’ultimo anno all’Accademia medica di Nizhny Novgorod, ed anche cittadina dello Swaziland (Africa), è stata accusata in base all’articolo 18.8, parte 4 del Codice di violazioni amministrative del diritto della Federazione russa. La giovane donna, protestante fin dall’infanzia, al suo arrivo in Russia ha iniziato a frequentare una chiesa evangelica a Nizhny Novgorod. Un video di Shiba nella sua chiesa che canta di Dio e del suo amore per le persone è stato rintracciato su YouTube dal Servizio di sicurezza federale. La corte ha stabilito che la giovane dovesse essere multata per 7.000 rubli (circa 110 dollari americani) e deportata dopo il completamento dei suoi studi[35].

Musulmani (seguaci di Nursi)

Nel maggio del 2018, quattro membri del movimento musulmano vietato Nurdzhular si trovavano in prigione, due in custodia cautelare e gli altri condannati per coinvolgimento nelle attività di un’organizzazione vietata: Ilgar Vagif-ogly Aliyev (in detenzione preventiva da aprile 2017), Ziyavdin Dapayev (in detenzione preventiva da marzo 2016), Bagir Kazikhanov (condannato a tre anni e sei mesi) e Yevgeny Lvovich Kim (condannato a tre anni e nove mesi) [36].

Indù

Nel 2018 gli indù hanno continuato a subire discriminazioni e molestie da parte di attivisti anti-sette, in particolare da parte di Alexander Dvorkin. Dvorkin è il vicepresidente della Federazione europea dei centri di ricerca e informazione sul settarismo con sede in Francia che riceve finanziamenti dalle istituzioni pubbliche francesi. Si sospetta che le attività di Dvorkin abbiano causato aggressioni fisiche ai membri del gruppo e ai leader, incluso il raid del novembre 2017 nella casa e nel centro spirituale del leader indù Shri Prakash Ji[37].

Altre minoranze

Il 6 giugno 2017, Sakhib Aliev, Ivan Matsitskiy, Galina Shurinova e Anastasia Terentieva, membri della Chiesa di Scientology, sono stati arrestati a San Pietroburgo. Sono stati accusati di aver partecipato a un’organizzazione estremista, di aver gestito un’attività illegale, incitando all’odio e alla violazione della dignità umana. Sono stati accusati di violazione dell’articolo 171 del codice penale, che vieta le attività commerciali non registrate, e degli articoli 282 e 282.1, che impediscono la partecipazione a organizzazioni estremiste o che svolgono attività correlate. Nel maggio 2018, erano ancora in detenzione preventiva[38].

Prospettive per la libertà religiosa

La situazione della libertà religiosa è peggiorata negli ultimi due anni e non vi è alcun segno che questa tendenza possa finire o rallentare nel prossimo futuro.

La legge del 1997 così come le posizioni e le politiche ideologiche che sono state successivamente adottate dalle autorità russe sono state tutte ispirate dal desiderio di assicurare la «sicurezza spirituale» della Russia, un nuovo concetto che esprime il ruolo della Chiesa ortodossa russa nella salvaguardia dei «valori nazionali».

Nel Decreto presidenziale sul concetto di sicurezza spirituale, decreto n. 24 del 10 gennaio 2000[39],  l’amministrazione dichiara che «garantire la sicurezza nazionale della Federazione Russa comprende anche la protezione del retaggio culturale, spirituale e morale, delle tradizioni storiche e delle norme della vita sociale, la preservazione della ricchezza culturale di tutti i popoli della Russia […] insieme alla contromisura contro l’influenza negativa delle organizzazioni religiose e dei missionari stranieri».

Questo concetto spiega la pulizia religiosa che viene ora svolta e che si sta sempre più diffondendo.

Nonostante l’opinione negativa della Commissione di Venezia, le leggi contro l’estremismo e sulle attività missionarie sono state modificate in modo così impreciso che i membri delle comunità religiose non ortodosse e le comunità musulmane non tradizionali e di origine straniera possono essere facilmente perseguiti e condannati per il legittimo e pacifico esercizio della loro libertà religiosa. La messa al bando dei testimoni di Geova, la confisca di tutte le loro proprietà nel Paese e l’imprigionamento dei loro membri – per la prima volta dal crollo dell’Unione Sovietica – invia un segnale forte ad altri movimenti religiosi di minoranza in competizione con la Chiesa ortodossa russa e l’Islam tradizionale.

Note / fonti

[1]Costituzione della Federazione Russa del 1993 con emendamenti fino al 2014, The Constitute Project,https://www.constituteproject.org/constitution/Russia_2014.pdf?lang=en (consultato l’8 maggio 2018).

[2]Ibid.

[3]‘ Legge federale n. 125-FZ del 26 settembre 1997 sulla libertà di coscienza e le associazioni religiose ‘, Stetson.edu.https://www2.stetson.edu/~psteeves/relnews/freedomofconscienceeng.html (consultato l’8 maggio 2018).

[4] Ibid.

[5]Miroshnikova, Elena, “National Report: Russia’” in Religione e Stato laico: rapporti nazionali, ed. by Javier Martinez-Torron& W. Cole Durham, Jr.,(Il Centro internazionale di studi giuridici e religiosi, Brigham Young University, 2010), pp. 578-579.

[6] Ibid.

[7] Ibid.

[8]Ibid.

[9]Arnold, Victoria, “Russia: Religious freedom survey, January 2017”, Forum 18 News Service, 13 gennaio 2017, http://forum18.org/archive.php?article_id=2246  (consultato il 17 maggio 2018).

[10]RG.RU, “Federal law of July 25, 2002 N 114-FZ On Countering Extremist Activity”,RG.RU,30 July 2002.http://www.legislationline.org/documents/id/4368 (consultato il 17 maggio 2018).

[11]Miroshnikova, Elena, “National Report: Russia’”, op cit.

[12] Ibid.

[13] Commissione di Venezia, “Opinion on the Federal Law on Combating Extremist Activity in the Russian Federation”, Council of Europe, 20 giugno 2012 http://www.venice.coe.int/webforms/documents/?opinion=660&year=all (consultato il 30 maggio 2018).

[14]Ibid.

[15]Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Russia”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense, http://www.uscirf.gov/sites/default/files/USCIRFAnnualReport2018_wlinks.pdf (consultato il 16 maggio 2018).

[16] Arnold, Victoria, “Russia: Religious freedom survey, January 2017”, op cit.

[17]Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Russia”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense, http://www.uscirf.gov/sites/default/files/USCIRFAnnualReport2018_wlinks.pdf (consultato il 16 maggio 2018).

[18] Human Rights Without Frontiers, “Russia: HRWF Statement on the Legislation About Anti-Extremism and Anti-Evangelism at the OSCE/ODIHR in Warsaw”, 27 settembre 2016, http://hrwf.eu/russia-hrwf-statement-on-the-legislation-about-anti-extremism-and-anti-evangelism-at-the-osce-odihr-in-warsaw/( consultato il 18 maggio 2018).

[19]Ibid.

[20]Ibid.

[21] Ibid.

[22] Ibid.

[23] Corley, Felix, “Crimea: Religious freedom survey, March 2015”, Forum 18 News Service, 27 marzo 2015, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2051 (consultato il 30 maggio 2018).

[24] Corley, Felix, ‘Crimea: One year of Russian ‘anti-missionary’ punishments’, Forum 18 News Service, 24 luglio 2017. http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2299(consultato il 30 maggio 2018).

[25] Ibid.

[26]Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Russia”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense, http://www.uscirf.gov/sites/default/files/USCIRFAnnualReport2018_wlinks.pdf (consultato il 16 maggio 2018).

[27] Human Rights Without Frontiers, “Russia”, Human Rights Without Frontiers, 2017,http://hrwf.eu/wp-content/uploads/2018/01/Russia2017-B.pdf (consultato il 30 maggio 2018).

[28]Ibid.

[29] Human Rights Without Frontiers, “2018 FoRB Prisoners Database: Russia”, Human Rights Without Frontiers, 30 maggio 2018,http://hrwf.eu/wp-content/uploads/2018/05/Russia-FBL-2018.pdf (consultato il 18 maggio 2018). ; Human Rights Without Frontiers, ‘Russia: Persecution of Jehovah’s Witnesses’,Human Rights Without Frontiers, 30 maggio 2018,http://hrwf.eu/russia-persecution-of-jehovahs-witnesses/( consultato il 17 maggio 2018).

[30] “Dichiarazione della presidenza bulgara dell’UE sulla situazione dei testimoni di Geova nella Federazione russa”, Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, 10 maggio 2018, https://www.osce.org/permanent-council/381820 (consultato il 30 maggio 2018).

[31] “Dichiarazione della presidenza bulgara dell’UE sulla situazione dei testimoni di Geova nella Federazione russa”, Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa,10 maggio 2018,https://www.osce.org/permanent-council/381820 (consultato il 30 maggio 2018); “Dichiarazione della Delegazione degli Stati Uniti d’America sulla situazione dei Testimoni di Geova nella Federazione Russa”, Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa,10 maggio 2018https://www.osce.org/permanent-council/381823 (consultato il 30 maggio 2018).

[32]Chugunov, Sergey, “High Court fixes strict requirements on evangelism”, Religiia i Pravo, 22 dicembre 2017,

http://www.sclj.ru/news/detail.php?SECTION_ID=487&ELEMENT_ID=7737&print=Y (consultato il 31 maggio 2018).

[33]Arnold, Victoria, “Russia: Alleged ‘missionary activity’ prosecutions continue”, Forum18 News Service, 1° marzo 2017, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2261 (consultato il 29 maggio 2018).

[34] Stetson, “Russia Religion News: Baptist in Russian far northeast ruled in violation of anti-evangelism law”, Stetson.edu, 26 marzo, 2018 https://www2.stetson.edu/~psteeves/relnews/180326b.html (consultato il 29 maggio 2018).

[35] Stetson, “Russia Religion News: African Pentecostal student sentenced for illegal evangelism”, Stetson.edu,17 maggio 2018https://www2.stetson.edu/~psteeves/relnews/180517c.html(consultato il 29 maggio 2018).

[36]Human Rights Without Frontiers, “Russia”, Human Rights Without Frontiers FoRB and Blasphemy Prisoners Database, 2018,http://hrwf.eu/wp-content/uploads/2018/05/Russia-FBL-2018.pdf (consultato il 19 maggio 2018).

[37]Maza, Cristina, “Religion in Russia: Orthodox Christian Anti-Cult Activist Accused of Targeting, Harassing Leading Hindu Guru”. Newsweek, 6 febbraio 2018, http://www.newsweek.com/hindu-russia-orthodox-cult-religion-789860 (consultato il 30 maggio 2018); Facoltà di studio comparato di religioni e umanesimo, “Les mouvements antisectes et la laicite Le cas de la FECRIS”, Human Rights Without Frontiers, 2017,http://hrwf.eu/wp-content/uploads/2017/10/2017-FECRIS-Fr.pdf(consultato il 30 maggio 2018).

[38]Human Rights Without Frontiers, Rapporto annuale 2017 Comunità religiose e di credenze in stato di oppressione, Human Rights Without Frontiers, 2017,http://hrwf.eu/forb/forb-annual-reports/ (consultato il 19 maggio 2018).

[39] Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa,

http://www.mid.ru/en/foreign_policy/official_documents/-/asset_publisher/CptICkB6BZ29/content/id/589768 (consultato il 28 maggio 2018)

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