Stabile / Immutato

Repubblica del Congo

Religione

4.741.000Popolazione

342.000 Km2Superficie

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homekeyboard_arrow_rightRepubblica del Congo

Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

La Repubblica del Congo ha adottato una nuova Costituzione il 6 novembre 2015. L’articolo 1 sancisce il carattere laico dello Stato. Ai sensi dell’articolo 8, sono vietati tutti i tipi di discriminazione, inclusa la discriminazione per motivi religiosi. L’articolo 24 prevede che siano garantite la libertà di coscienza e la libertà di credo. Lo stesso articolo afferma che «l’uso della religione per scopi politici è proibito» e che «ogni forma di fanatismo religioso deve essere punita»[1].

Tutti i gruppi religiosi devono registrarsi e ricevere l’approvazione da parte del governo. Non vi sono state segnalazioni di discriminazione nei confronti di alcun gruppo religioso che ha tentato di registrarsi, sebbene vi siano state alcune lamentele sul fatto che il processo richiedesse molto tempo. La mancata iscrizione può comportare una multa, la confisca dei beni del gruppo, la cancellazione dei contratti con terzi e la deportazione del personale straniero.

La Repubblica del Congo ha una minoranza musulmana che è cresciuta costantemente negli ultimi anni. Molti dei fedeli islamici sono lavoratori migranti dei Paesi dell’Africa occidentale. A partire dal 2014, vi è stato anche un afflusso di diverse migliaia di musulmani provenienti dalla Repubblica Centrafricana che sono venuti come rifugiati.

In base ad un decreto che ha forza di legge è vietato indossare il velo islamico integrale (inclusi il niqab e il burqa) nei luoghi pubblici. Questo decreto impedisce anche ai musulmani stranieri di trascorrere la notte nelle moschee. Il governo afferma che queste misure servono a proteggere il Paese da attentati terroristici[2].

Il programma di studio delle scuole pubbliche non include l’insegnamento della religione come materia scolastica. Tuttavia, le scuole private sono libere di fornire un’educazione religiosa ai propri studenti.

Il governo spesso facilita l’uso di edifici pubblici per le cerimonie religiose sia cristiane che musulmane. Ad esempio, nell’agosto 2017, una chiesa evangelica ha tenuto una conferenza nel parco del Ministero degli affari esteri e all’interno dell’edificio del Parlamento a Brazzaville.

Le seguenti feste religiose sono festività nazionali: lunedì di Pasqua, Ascensione, Pentecoste, Ognissanti e Natale. Le feste religiose musulmane non sono feste nazionali, ma ai musulmani viene dato il permesso di celebrare le loro principali festività, come Eid al-Fitr e Eid al-Kebir.

Incidenti

Un rapporto congiunto delle Nazioni Unite e del governo congolese ha riportato che un’operazione di sicurezza condotta dal governo il 5 aprile 2017 ha causato gravi danni a una Chiesa pentecostale di Soumouna, un villaggio nella regione meridionale del Pool. La Chiesa è gestita dal pastore Ntumi (Frederic Bintsamou), i cui seguaci credono di possegga poteri mistici. Si ritiene che l’uomo fosse il comandante del gruppo ribelle “Ninja / Nsiloulou”, che si è scontrato con il governo durante la guerra civile del 1997-2003. Le autorità hanno affermato che il pastore Ntumi e gli ex miliziani da un tempo lui guidati, erano dietro le incursioni del 4 aprile 2017 negli uffici militari, di polizia e del governo locale a Brazzaville. Sei settimane dopo, il Ministro dell’Interno e del Decentramento ha emanato un decreto che vietava le attività della Chiesa del pastore Ntumi, sostenendo che questa ospitasse milizie armate e quindi rappresentasse una grave minaccia per la sicurezza[3]. Il 22 dicembre 2017 i seguaci del pastore Ntumi hanno firmato un accordo di pace con il governo.

Durante il periodo in esame, non vi sono state segnalazioni di incidenti o azioni religiose motivate contro qualsiasi comunità a causa della loro affiliazione religiosa. In generale, i gruppi religiosi sono liberi di svolgere i loro atti di culto pubblico e altre attività senza alcun impedimento. In tutto il Paese esiste una coesistenza pacifica tra fedeli di diverse confessioni[4].

 

Prospettive per la libertà religiosa

Sembra probabile che nei prossimi anni la Repubblica del Congo continuerà a sostenere il diritto alla libertà religiosa. Anche se a volte sono segnalate delle tensioni tra i cristiani e la crescente minoranza musulmana, in particolare a Pointe-Noire, finora questi rapporti indicano che le frizioni tra persone di origini e religioni diverse possono essere gestite senza gravi incidenti. È probabile che il rispetto per la libertà religiosa, inclusa quella delle minoranze religiose, continui.

Note / fonti

[1]Congo-Brazzaville, Costituzione del 2015, Digithèque MJP, https://www.ilo.org/dyn/natlex/docs/ELECTRONIC/100814/121082/F1693068911/COG-100814.pdf, (consultato il 1° maggio 2018).

[2]Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Congo, Repubblica del”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,

https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato il 1° maggio 2018).

[3]‘Congo-Brazzaville: un cessez-le-feu dans le Pool, et des questions’, RFI Afrique, 24 dicembre 2017. http://www.rfi.fr/afrique/20171223-congo-brazzaville-accord-paix-pool-pasteur-ntumi-questions, (consultato il 1° maggio 2018).

[4]Intervista con un sacerdote della Repubblica del Congo del 20 febbraio 2018.

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