Religione

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

L’articolo 53 della Costituzione della Polonia garantisce la libertà di religione e di coscienza. Lo stesso articolo consente lo svolgimento di manifestazioni pubbliche di culto, purché esse non costituiscano una minaccia per l’ordine pubblico, la sicurezza dello Stato oppure le libertà individuali e i diritti altrui. Lo stesso vale per l’educazione religiosa nelle scuole statali. «Gli organismi di autorità pubblica» non possono obbligare un individuo a rivelare le proprie convinzioni personali. E nessuno può essere costretto a partecipare, o non partecipare, alle attività religiose. L’articolo 48 riconosce ai genitori di un bambino il diritto di educarlo secondo le proprie convinzioni [1].

Il preambolo della Costituzione menziona esplicitamente Dio e l’eredità cristiana della nazione, mentre allo stesso tempo include coloro che non credono in Dio ma rispettano i valori universali di verità, giustizia, bene e bellezza [2]. L’articolo 25 specifica ulteriormente le relazioni tra lo Stato e gruppi religiosi, garantisce l’eguaglianza giuridica di tutte le Chiese e le organizzazioni religiose, nonché la «autonomia e mutua indipendenza» della Chiesa e dello Stato, con possibilità di cooperazione per l’individuo e il bene comune. Lo stesso articolo menziona ai commi 25.4 e 25.5 che lo Stato regola le sue relazioni con la Chiesa cattolica romana e altre organizzazioni religiose attraverso accordi bilaterali [3].

In base all’articolo 196 del codice penale, offendere pubblicamente i sentimenti religiosi di un’altra persona costituisce un reato [4].

Incidenti

Nel febbraio 2018 è stato introdotto un disegno di legge controverso che rende illegale accusare «la nazione polacca, o lo Stato polacco, di essere responsabile o complice dei crimini nazisti commessi dal Terzo Reich tedesco». La pena massima è di tre anni di prigione. La legislazione è stata emanata per rispondere alle preoccupazioni che le autorità polacche fossero accusate di aver collaborato formalmente con i nazisti nella creazione di campi di concentramento come Aushwitz, dove morirono milioni di ebrei. Israele, Stati Uniti e Francia hanno condannato la legge, e l’Unione delle comunità ebraiche in Polonia ha dichiarato in una
lettera aperta che da quando è stato annunciato il disegno di legge vi è stata una «crescente ondata di intolleranza, xenofobia e antisemitismo» che ha comportato minacce ai membri della comunità ebraica. Anche la Conferenza episcopale polacca ha condannato il crescente antisemitismo nel Paese [5].

Michael Bilewicz, direttore del Centro di ricerca sul pregiudizio presso l’Università di Varsavia, ha dichiarato che la quantità di materiale antisemita su Internet è aumentata enormemente in seguito alla legge sull’Olocausto, raggiungendo un picco intorno al gennaio 2018. Da allora la situazione si è stabilizzata e la quantità di materiale è nuovamente diminuita [6].

Un articolo del The Times of Israel ha presentato i risultati di un rapporto
sull’attuale rinascita ebraica in Polonia. Pur notando come l’incitamento all’odio su Internet abbia raggiunto un picco, nell’articolo si rileva anche che gli ebrei in Polonia si sentono generalmente molto sicuri e subiscono relativamente pochi attacchi, specialmente se confrontati con le centinaia di assalti subiti dalla stessa comunità in altri Paesi occidentali
come ad esempio la Francia [7].

Il 3 novembre 2016, la notte dopo la festa di Ognissanti, ignoti hanno vandalizzato un cimitero nella città di Ełk. Oltre 100 tombe cristiane sono state distrutte o danneggiate. La polizia sta ancora indagando sul caso. Nell’agosto 2017 è stato arrestato un sospetto, ma l’uomo è stato in seguito rilasciato per mancanza di prove [8].

L’8 febbraio 2017 nella città di Kąpino almeno due uomini hanno brutalmente aggredito un sacerdote cattolico mentre tornava da una celebrazione serale nella sua chiesa. Dopo circa sei ore di torture fisiche, il sacerdote è stato anche rapinato dai suoi aggressori che gli hanno rubato la macchina. La polizia ha arrestato tre sospetti in relazione al crimine, due uomini e una donna, tuttavia il caso è tuttora sotto inchiesta [9].

L’organizzazione polacca Ordo Iuris sta catalogando gli episodi in cui i sentimenti religiosi dei cristiani sono stati offesi oppure in cui sono stati commessi crimini d’odio basati su motivi religiosi. La loro raccolta di dati viene poi trasmessa all’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) per un rapporto sui crimini d’odio. Questo rapporto è pubblicato dall’Ufficio OSCE per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR). Il rapporto del 2016 conteneva 19 casi di attacchi contro proprietà cristiane, tre contro proprietà ebraiche e cinque casi di violenza anti-islamica aventi un movente chiaramente religioso e non razziale [10]. L’ultima indagine compiuta da Ordo Iuris per il rapporto ODIHIR relativo al 2017 conta circa 34 tra episodi di vandalismo o profanazione e offese ai sentimenti religiosi dei cristiani. La lista anche: il danneggiamento di una statua di Gesù Cristo avvenuto a Danzica a gennaio; la profanazione della tomba di un sacerdote nella città di Rawa Mazowiecka in febbraio; la distruzione della facciata di una cappella evangelica a Biała Piska in agosto; la profanazione di alcune tombe a Zbrosławice in settembre; la distruzione di una targa commemorativa delle vittime della Catastrofe di Smolensk del 2010 a Gdynia in ottobre; una parodia del Padre Nostro trasmessa su RMF FM Radio e intesa come critica al governo di destra; e il furto di una piccola statuetta di Gesù da un presepe di Natale avvenuto a Danzica in dicembre. La maggior parte di questi episodi è attualmente sotto inchiesta da parte della polizia, mentre soltanto sette casi sono stati finora risolti. Gli autori della distruzione della facciata della Cappella Evangelica di Biała Piska, sono stati multati di 4000 zloty polacchi e hanno dovuto sostenere le spese processuali. La multa è stata utilizzata per coprire i costi delle riparazioni [11].

Vi sono stati anche diversi casi di insulti ai sentimenti religiosi da parte di artisti e attivisti. Spesso questi insulti rappresentano in realtà uno forma di protesta diretta contro l’attuale governo di destra [13]. Tra i vari casi vi è una mostra di dipinti di Piotr Jakubczak, le cui caricature di politici di destra contengono simboli religiosi. Ad esempio vi un’immagine del deputato Jarosław Kaczyński crocifisso che indossa soltanto i suoi boxer [13]. Probabilmente l’episodio più noto è quello del dramma teatrale intitolato Maledizione del drammaturgo Oliver Frljić. La pièce raffigura un atto sessuale durante il quale viene profanata una croce e si scorge una figura, che rappresenta Giovanni Paolo II, intenta in atti sessuali. Durante un’intervista sul quotidiano liberale Gazeta Wyborcza, un impiegato dell’Istituto di teatro ha definito lo spettacolo «liberatorio» di fronte alle «molestie» commesse dalla Chiesa cattolica. Al termine della versione web dell’articolo sono stati pubblicati numerosi commenti anonimi anti-cattolici che il quotidiano non ha rimosso [14]. Il musical Kinky Boots ha inoltre provocato diverse polemiche per aver rappresentato una parodia di Maria Maddalena messa in scena da una drag queen [15].

Come in altri Paesi europei, i sentimenti anti-islamici sono aumentati in seguito alla crisi dei rifugiati. L’11 novembre 2017, durante una marcia di estrema destra tenutasi nel giorno dell’indipendenza della Polonia, alcuni manifestanti hanno mostrato un grande striscione che raffigurava un cavallo di Troia con su la scritta «Islam» e con all’interno un terrorista dal naso aquilino [16].

Prospettive per la libertà religiosa

A causa del basso numero di immigrati musulmani o ebrei in Polonia, la mole di episodi di violenza diretti contro persone appartenenti a questi gruppi religiosi rimane alquanto limitata, a differenza di quanto accade nella vicina Germania o in Ucraina. L’intolleranza religiosa e l’incitamento all’odio su internet, tuttavia, sono aumentati negli ultimi due anni. La Polonia è sempre più divisa politicamente e culturalmente, con un modello molto complesso di conflitti che tendono ad associare le opinioni politiche alla religiosità. Il governo di destra al potere è filo-cristiano, spesso anti-islamico e teoricamente filo-ebraico. Eppure la spaccatura sulla proposta di legge sull’Olocausto ha danneggiato le relazioni con gli ebrei. I gruppi marginali, di estrema destra, che rappresentano relativamente poche persone, sono molto visibili nei media mainstream e molto attivi sui social media. Accusano il governo di destra di non essere abbastanza severo con i rifugiati musulmani e di essere filo-ebraico. Attivisti e artisti attratti dall’opposizione liberale attaccano il partito di governo filo-cattolico prendendo di mira la fede cattolica. L’incitamento all’odio su Internet è presente in tutte le correnti politiche.

Dal momento che il governo di destra è ideologicamente in disaccordo con alcuni altri Stati occidentali e con i media liberali, si deve essere consapevoli del fatto che quanto riportato è potenzialmente distorto. Casi estremi sono rappresentanti dall’attribuzione da parte del The Times of Israel al presidente di Israele Reuven Rivlin di una dichiarazione pubblica secondo cui la Polonia sarebbe complice dell’Olocausto [17], o dalle accuse del deputato americano Ro Khanna il quale ritiene che lo Stato polacco approvi leggi che glorificano i collaboratori nazisti e negano l’Olocausto [18]. Tuttavia, mentre le azioni e le intenzioni del governo sono aperte all’interpretazione, la crescente ondata di incitamento all’odio su internet e la diffusione degli insulti pubblici nella società non lo sono. Finora, gli abusi sono stati denunciati dalle vittime e indagati dalle autorità, quindi siamo ancora al livello di ‘intolleranza’ e l’accesso alla giustizia rimane saldamente in essere.

Note / fonti

[1] Costituzione della Polonia del 1997, https://www.constituteproject.org/constitution/Poland_2009?lang=en
(consultato il 30 aprile 2018).

[2] Ibid.

[3] Ibid.

[4] Polonia Codice penale del 1997, https://ihl-databases.icrc.org/applic/ihl/ihl-
nat.nsf/0/e1742de4fa6ee960412565d9002e3915/$FILE/Penal%20Code_ENG.pdf (consultato il 30 aprile 2018).

[5] James Masters e Antonia Mortensen “Poland’s Jewish groups say Jews feel unsafe since new Holocaust law”, CNN, 20 febbraio 2018 https://edition.cnn.com/2018/02/20/europe/poland-holocaust-law-jewish-community-intl/index.html (consultato il 7 giugno 2018); “Poland's Senate passes controversial Holocaust bill”, BBC News,
1 ° febbraio 2018 https://www.bbc.co.uk/news/world-europe-42898882 (consultato il 7 giugno 2018).

[6] Ibid.

[7] Cnaan Liphshiz “In Krakow, Jews celebrate their community’s ‘revival’ amid rising xenophobia”, The Times of Israel, 28 aprile 2018, https://www.timesofisrael.com/in-krakow-jews-celebrate-their-communitys-revival-amid-rising-xenophobia/ (consultato il 2 maggio 2018).

[8] Adam Białous “Szokująca profanacja na cmentarzu w Ełku! Ponad 100 nagrobków zniszczonych”, PCh24.pl, 4 novembre 2016, http://www.pch24.pl/szokujaca-profanacja-na-cmentarzu-w-elku–ponad-100-nagrobkow-zniszczonych,47134,i.html (consultato il 30 aprile 2018).

[9] Joanna Kielas “Zarzuty dla zatrzymanych ws. pobicia księdza w Kąpinie”, Dziennik Bałtycki, 16 febbraio 2017, http://www.dziennikbaltycki.pl/wiadomosci/wejherowo/a/zarzuty-dla-zatrzymanych-ws-pobicia-ksiedza-w-kapinie-zdjeciawideo,11799592/ (consultato il 1° maggio 2018).

[10] Rapporto sui crimini motivati dall’odio dell' Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa,
http://hatecrime.osce.org/poland (consultato il 29 aprile 2018).

[11] Istituto Ordo Iuris per la cultura legale, presentazione della raccolta di dati dell’Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti dell'Uomo (ODIHIR) Rapporto annuale 2017 sui crimini motivati dall’odio, aprile 2018, http://www.ordoiuris.pl/sites/default/files/inline-
files/ODIHR_Hate_Crimes_Report_Submission_Ordo_Iuris_2017_final.pdf (consultato il 1° maggio 2018).

[12] Jim O’Quinn, “Poland Takes a Right Turn, but Theatremakers Aren’t Taking It Lying Down”, American Theatre, 27 aprile 2018, https://www.americantheatre.org/2018/04/27/poland-takes-a-right-turn-but-theatremakers-arent-taking-it-lying-down/ (consultato il 29 aprile 2018).

[13] Ewa Furtak “Prezes Kaczyński w slipach obraża uczucia. Wójt: Więcej takich wystaw nie będzie”, Gazeta Wyborcza, 9 maggio 2017, http://wyborcza.pl/7,75398,21782312,prezes-kaczynski-w-slipach-obraza-uczucia-wojt-wiecej-takich.html (consultato il 30 aprile 2018).

[14] Arkadiusz Gruszczyński “Diagnoza Frljicia jest wstrząsająca. Pokazuje skrajnie zinfantylizowane, brutalnie podporządkowane społeczeństwo. Rozmowa o spektaklu Klątwa”, Gazeta Wyborcza, 18 febbraio 2018, http://warszawa.wyborcza.pl/warszawa/7,54420,23030888,klatwa-zostala-rzucona.html (consultato il 1° maggio 2018).

[15] “Kpina ze św. Marii Magdaleny, gender i dziecko w szpilkach w teatrze współfinansowanym przez resort”,
PCh24.pl, 12 luglio 2017, http://www.pch24.pl/kpina-ze-sw–marii-magdaleny–gender-i-dziecko-w-szpilkach-w-teatrze-wspolfinansowanym-przez-resort,53011,i.html (consultato il 30 aprile 2018).

[16] Shafhik Mandhai “How big an issue is Islamophobia in Poland?”, aljazeera.com, 14 novembre 2017,
https://www.aljazeera.com/news/2017/11/big-issue-islamophobia-poland-171113064903344.html (consultato il 1° maggio 2018).

[17] TOI Staff “Poles helped in Nazi extermination, Rivlin tells Polish counterpart”, The Times of Israel, 12 aprile 2018, https://www.timesofisrael.com/poland-and-poles-helped-in-nazi-extermination-rivlin-tells-polish-counterpart/ (consultato il 1° maggio 2018).

[18]  Vanessa Gera “Poland criticizes US claim that Polish law glorifies Nazism”, The Washington Post, 26 aprile 2018, https://www.washingtonpost.com/politics/congress/poland-rebukes-us-criticism-of-holocaust-law/2018/04/26/fd4141dc-4947-11e8-8082-
105a446d19b8_story.html?noredirect=on&utm_term=.353982092296 (consultato il 30 aprile 2018).

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