Religione

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22.966 Km2Superficie

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

Il preambolo della Costituzione[1] riconosce la «supremazia di Dio» ed esprime fede nei diritti umani e nelle libertà fondamentali, nella dignità della persona umana e nei diritti uguali e inalienabili che Dio ha concesso a tutti.

La Costituzione garantisce queste libertà fondamentali, soggette soltanto al rispetto dei diritti e delle libertà altrui e dell’interesse pubblico, che includono le libertà di coscienza, espressione, riunione e associazione, indipendentemente dalla razza, dal luogo di origine, dalle opinioni politiche, dal colore, credo o sesso (articolo 3).

La libertà di coscienza è tutelata, e comprende le libertà di pensiero e di religione, così come la libertà di cambiare religione o credo, di manifestare e diffondere la fede attraverso il culto, l’insegnamento, la pratica e l’osservanza, da soli o con altri, in pubblico o in privato (Articolo 11, sezione 1).

Ad eccezione che con il proprio esplicito consenso (o quello dei genitori o tutori nel caso di minori di 18 anni), nessuna persona che frequenti un istituto educativo, sia detenuta in carcere o presti servizio nelle Forze Armate dovrà ricevere un’educazione religiosa, né essere obbligata a prendere parte o a partecipare a qualsiasi cerimonia religiosa diversa dalla propria religione (articolo 11, sezione 2).

Tutte le comunità religiose riconosciute dallo Stato hanno il diritto di istituire e mantenere istituti scolastici a proprie spese. Nessuna di queste comunità sarà ostacolata nell’offrire un’istruzione religiosa ai propri membri, indipendentemente dal fatto che la comunità in questione riceva o meno sussidi governativi (articolo 11, sezione 3).

A nessuna persona sarà richiesto di prestare un giuramento contrario alle sue convinzioni o in un modo che contravvenga alla sua religione o al suo credo (articolo 11, sezione 4).

Nessuna legge può essere discriminatoria di per sé o nei suoi effetti, laddove per discriminazione si intende il diverso trattamento delle persone in base al sesso, alla razza, al luogo di origine, alle opinioni politiche, al colore o al credo (articolo 16).

Il Governatore Generale nomina uno dei dodici membri del Senato in conformità con la raccomandazione del Consiglio delle Chiese del Belize e dell’Associazione evangelica delle Chiese (articolo 61, sezione 4, comma C).

I gruppi religiosi devono registrarsi presso il Registro delle imprese, al pari delle attività commerciali. La registrazione consente alle organizzazioni religiose di operare legalmente nel Paese ed essere riconosciute dallo Stato. Il governo ha facoltà di chiudere le strutture dei gruppi che non sono registrati.

Le chiese e altri luoghi di culto sono esenti dal pagamento delle tasse sulla proprietà[2].

Le organizzazioni religiose possono operare in collaborazione con lo Stato nel gestire scuole, ospedali e altri enti di beneficenza e possono ricevere assistenza finanziaria dal governo[3].

I religiosi stranieri devono avere un visto da ministro religioso per entrare nel Paese e fare proseliti[4].

Il programma della scuola pubblica comprende classi di “spiritualità” non confessionale, tra cui l’insegnamento della morale, dei valori e delle religioni del mondo. I genitori possono decidere se far frequentare o meno ai loro figli queste lezioni[5].

Un cappellano cristiano è integrato nelle forze armate del Paese. Il clero di altri gruppi religiosi può offrire assistenza ai detenuti in carcere[6].

Incidenti

Nel settembre 2017, il Consiglio delle Chiese del Belize ha rilasciato una dichiarazione contro la decisione di tenere la Parata del decimo giorno, una festa nazionale che commemora la battaglia di San Giorgio Caye, di domenica, ovvero il giorno del Signore per i cristiani. Le Chiese hanno affermato che i tempi dell’evento hanno reso difficile per le persone partecipare alla messa domenicale, minando così la tradizione e il patrimonio religioso del Paese[7].

Nel novembre 2017, il procuratore generale del Belize, Michael Peyrefitte, ha criticato aspramente il ruolo svolto dall’Associazione nazionale evangelica in un dibattito sulla depenalizzazione della cannabis. L’uomo ha affermato che il clero non aveva autorità morale su coloro che fumavano cannabis e che i leader religiosi avrebbero dovuto invece rimanere nelle loro chiese, a pregare[8].

Nel febbraio 2018, la battaglia della Chiesa cattolica, iniziata nell’agosto 2016, contro la legalizzazione dei rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso ha registrato una battuta d’arresto quando l’avvocato della Chiesa si è ritirato, lasciando di fatto la Chiesa senza rappresentanza alcuna[[9]. Dopo che la legislazione è stata approvata, il governo ha annunciato un processo di appello, che tuttavia è incentrato soltanto sulla questione del “sesso”, così come indicato nella Costituzione, per includere «l’orientamento sessuale»[10]. Un tale passo ha offerto alla Chiesa cattolica la possibilità di impugnare la legislazione nella sua interezza. Ad ogni modo, a causa della mancanza di un rappresentante, la Chiesa rischia di essere esclusa dal processo[11].

Prospettive per la libertà religiosa

Gli incidenti verificatisi durante il periodo in esame sono rivelatori delle tensioni tra le Chiese e il governo. Sebbene non siano stati registrati episodi di intolleranza religiosa – a differenza del precedente periodo di riferimento – tra il 2016 e il 2018 si è potuto verificare un aumento delle divergenze tra la Chiesa, con il suo desiderio di riaffermare le credenze tradizionali, e le autorità, che promuovono invece valori più liberali.

Note / fonti

[1] Tutti gli articoli sono tratti da Costituzione del Belize del 1981 con emendamenti fino al 2011, constituteproject.org, https://www.constituteproject.org/constitution/Belize_2011.pdf?lang=en, (consultato il 6 marzo 2018).

[2] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Belize”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense, https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato il 6 marzo 2018).

[3] Ibid.

[4] Ibid.

[5]Ibid.

[6] Ibid.

[7] “Churches Frown on Sunday Tenth Parade”, News 5, 4 settembre, http://edition.channel5belize.com/archives/152215, (consultato il 5 marzo 2018).

[8] “Peyrefitte to Churches: Put Up, Light Up, Or Shut Up”, 7 News Belize, 3 novembre 2017, http://www.7newsbelize.com/sstory.php?nid=42518&frmsrch=1, (consultato il 5 marzo 2018).

[9] “Church Pulls a Disappearing Act in UNIBAM Appeal”, 7 News Belize, 2 febbraio 2018, http://www.7newsbelize.com/sstory.php?nid=43590&frmsrch=1, (consultato il 5 marzo 2018).

[10] “The Section 53 Appeal: Are Catholics Out?”, News 5, 2 febbraio 2018, http://edition.channel5belize.com/archives/160001, (consultato il 12 marzo 2018).

[11] “Catholic Church lawyer pulls out of Section 53 appeal”, Breaking Belize News, 3 febbraio 2018, https://www.breakingbelizenews.com/2018/02/03/catholic-church-lawyer-pulls-out-of-section-53-appeal/, (consultato il 5 marzo 2018).

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