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Religione

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

Sebbene la Costituzione dell’Azerbaigian riconosca il diritto alla libera espressione religiosa[1], nella pratica questo diritto è limitato da altre normative.

La “legge sulla religione” del 2009 impone alle organizzazioni religiose l’obbligo di registrarsi e prescrive un rigido sistema di censura valido per tutta la letteratura religiosa importata, venduta e distribuita nel Paese[2].

Il 15 maggio 2017 il parlamento dell’Azerbaigian ha approvato emendamenti per consentire ai cittadini azeri e agli stranieri, che hanno ricevuto un’istruzione religiosa all’estero, di guidare cerimonie islamiche nel Paese (possibilità che il Parlamento aveva invece vietato nell’ottobre 2016), a condizione che essi siano autorizzati dal Consiglio musulmano del Caucaso. Su richiesta di questo organismo religioso, gli azerbaigiani possono essere inviati in centri di insegnamento religioso all’estero e lo scambio di studenti e insegnanti tra istituzioni estere e nazionali è ora consentito. La propaganda religiosa da parte degli stranieri è proibita a meno che essi non siano stati invitati da un’istituzione religiosa locale[3].

Secondo altri emendamenti approvati nell’ottobre 2016, qualsiasi organizzazione religiosa riconosciuta colpevole di estremismo può essere sciolta immediatamente[4]. Le modifiche alla “legge sulla cittadinanza” introdotte nel dicembre 2016 prevedono che il coinvolgimento in azioni religiose estremiste o nell’addestramento militare religiosamente motivato all’estero, costituiscano motivi per la perdita della cittadinanza[5].

Nel marzo 2017 i legislatori azerbaigiani hanno anche preso provvedimenti per regolamentare l’uso di Internet, vietando la pubblicazione di materiale che promuove la violenza, l’estremismo religioso o il terrorismo, nonché l’odio etnico, razziale o religioso[6].

Attraverso un referendum tenutosi nel settembre 2016, sono stati approvati importanti cambiamenti costituzionali che hanno spostato gli equilibri di potere in favore della presidenza, in particolare estendendo il mandato presidenziale da cinque a sette anni e conferendo al presidente il diritto di sciogliere il Parlamento e indire elezioni anticipate[7]. Alcuni cambiamenti introdotti dal referendum – come la limitazione del diritto alla libertà di riunione per ragioni di «ordine pubblico e moralità» e il diritto di proprietà per ragioni di «giustizia sociale» – hanno sollevato il timore che possano essere utilizzati contro le minoranze religiose[8].

Incidenti

L’Azerbaijan da tempo cerca di costruire un’immagine di sé come di un Paese multiculturale in cui i rappresentanti di vari gruppi etnici e religiosi vivono in pace e armonia[9]. Se questo è vero per i gruppi religiosi percepiti come tradizionali, e per le formazioni islamiche associate al Consiglio musulmano del Caucaso – anche Papa Francesco ha elogiato le buone relazioni istituzionali e interreligiose durante la sua visita nell’ottobre 2016[10] – la situazione è diversa per i gruppi non tradizionali. Ciò vale soprattutto per alcune confessioni protestanti, per i testimoni di Geova e per i musulmani che operano al di fuori del Consiglio musulmano del Caucaso. Secondo il rapporto 2017 della Commissione degli Stati Uniti sulla libertà religiosa internazionale, lo stato della libertà religiosa in Azerbaigian è addirittura deteriorato e nel 2016 vi è stata una maggiore repressione delle attività religiose indipendenti[11]. Per i gruppi non tradizionali, ad esempio, ottenere la registrazione, obbligatoria per legge, rappresenta un obiettivo difficile da perseguire.

Vi sono aspetti positivi degni di nota, come la registrazione della Società Biblica, avvenuta nell’ottobre 2016 dopo un periodo di attesa di 20 anni. Tuttavia, non è ancora chiaro quale tipo di libri potrà essere pubblicato dalla Società Biblica[12], dal momento che nel Paese esiste un sistema di censura molto restrittivo. Tutta la letteratura religiosa, sia quella pubblicata in Azerbaigian che quella importata, deve essere autorizzata dal Comitato di Stato per le opere con organizzazioni religiose, il quale specifica anche un numero massimo di copie per pubblicazione. L’Antico Testamento, gli scritti del teologo turco Said Nursi e varie pubblicazioni dei testimoni di Geova sono ancora tra i libri proibiti[13].

I controlli sono frequenti e minuziosi. Tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre 2016, sono state effettuate ispezioni in 26 librerie e sei abitazioni e nell’ambito delle operazioni è stata sequestratala letteratura religiosa non autorizzata[14]. Nella città di Baku, le incursioni contro le librerie sono continuate nel mese di dicembre, quando in una libreria cristiana sono stati sequestrati 396 libri (tutti con permesso di distribuzione o in attesa di approvazione). Alla fine, i procedimenti amministrativi contro la libreria sono stati respinti e il materiale sequestrato è stato restituito. Nell’aprile 2017, l’attività in questione ha finalmente ottenuto una licenza per vendere libri e altri articoli religiosi, otto anni dopo la sua prima richiesta[15].

Nel 2017, diversi librai sono stati multati per importi pari a 2.000 manat (1.100 euro o 1.200 dollari americani), l’equivalente di circa quattro mesi di salario medio, per aver venduto testi religiosi senza autorizzazione statale[16].

Molti credenti sono stati multati per aver organizzato riunioni religiose, nella maggior parte dei casi per un importo di 1.500 manat (825 euro)[17].

Il reverendo Hamid Shabanov della Chiesa battista di Aliabad – che dalla metà degli anni ’90 cerca di ottenere la registrazione da parte dello Stato – e il suo collaboratore Mehman Agamemedov sono stati multati a dicembre 2016 per aver tenuto un incontro religioso in una casa privata[18].

Nel marzo 2017, 21 musulmani di Quba sono stati multati per 1.500 Manat, per aver partecipato a un incontro non autorizzato[19]. Shahin Ahmadov, un altro musulmano, è stato multato per lo stesso importo dopo essere stato colto sul fatto, nell’aprile 2017, mentre leggeva le opere del teologo Said Nursi durante un picnic con tre amici in montagna[20].

Anche i testimoni di Geova hanno subito vari raid da parte delle forze dell’ordine[21].

Tra gli sviluppi positivi si segnala,l’8 febbraio 2017, l’assoluzione da parte della Corte Suprema di Irina Zakharchenko e Valida Jabrayilova, due testimoni di Geova che sono state arrestate nel febbraio 2015 e detenute in carcere per 11 mesi con l’accusa di distribuzione di letteratura religiosa senza autorizzazione statale. Il tribunale ha concesso loro i danni per detenzione immotivata[22].

Le autorità statali hanno sottoposto le comunità musulmane a ulteriori restrizioni. Le uniche comunità che per lo Stato hanno legalmente il diritto di esistere, sono quelle appartenenti al Consiglio musulmano del Caucaso, che sovrintende alle loro attività, compresi la formazione e la nomina degli imam, il monitoraggio regolare dei sermoni e l’organizzazione dei pellegrinaggi alla Mecca[23].

Molte moschee sono state chiuse negli ultimi anni, sia perché non si erano registrate, sia per altri motivi (come ad esempio la violazione delle norme di sicurezza). Nel luglio 2016, le autorità hanno chiuso la moschea Lezgin nella città vecchia di Baku[24] e la moschea Omar bin Khattab Sunni a Qobustan, attiva da oltre 25 anni. Il proprietario del terreno su cui sorgeva la moschea di Omar bin Khattab, Ahmad Simirov, che era anche l’imam del tempio islamico, è stato multato per 1.500 manat (825 euro) per aver guidato un’organizzazione religiosa non registrata[25]. La storica moschea Haji Javad Shia di Baku è stata demolita nella notte il 1 ° luglio 2017 dopo che i fedeli avevano più volte cercato di salvarla[26].

L’Azerbaigian ha seguito la Turchia nel lanciare un’indagine criminale contro i sostenitori del mistico islamico Fethullah Gulen in relazione a un colpo di stato in Turchia[27]. L’inchiesta si è conclusa con l’arresto di varie persone ritenute legate al movimento, tra cui Faiq Amirli, un esponente di spicco del partito di opposizione Fronte popolare dell’Azerbaigian e redattore capo del giornale Azadlig, che è stato preso in custodia nel luglio 2017. L’uomo è stato condannato a tre anni e tre mesi di prigione, ma la sua condanna è stata in seguito sospesa[28]. Il pro-rettore e 50 membri di facoltà dell’università di Qafqaz, considerata una delle migliori istituzioni di istruzione superiore del Paese, sono stati licenziati per presunti legami con il religioso turco Gulen[29].

Nel gennaio 2017, 17 persone legate al Movimento di Unità islamica, compreso il leader Taleh Bagirov, sono state condannate a lunghe pene detentive. Sono stati tutti arrestati a seguito di un raid della polizia a Nardaran, nel novembre 2015[30]. 14 di loro che erano stati condannati, sono stati poi rilasciati nel settembre 2017[31].

Nel luglio 2017, l’imam sciita Sardar Babayev di Masalli è stato il primo musulmano ad essere condannato per aver guidato la preghiera del venerdì nonostante avesse ricevuto un’educazione teologica al di fuori dall’Azerbaijan. Dovrà scontare una pena detentiva di tre anni[32].

Sebbene il presidente Alyiev abbia affermato che in Azerbaigian non vi è radicalismo, né fondamentalismo religioso[33], nel Paese persiste un elevato livello di preoccupazione per le possibili derive estremiste. Vi sono stati numerosi arresti e condanne per sospetto terrorismo. Ad esempio, un tribunale di Baku ha condannato sette cittadini azerbaigiani che erano stati accusati di aver combattuto per lo Stato Islamico (ISIS) e li ha condannati a pene detentive comprese tra i due e i quattordici anni[34]. Nel 2016, 58 persone sono state private della cittadinanza per presunto coinvolgimento in estremismo religioso e in attività terroristiche all’estero[35].

Prospettive per la libertà religiosa

Con un’economia in crisi, il presidente dell’Azerbaigian Aliyev ha fatto del suo meglio per rafforzare la propria posizione al potere e quella della sua famiglia. Insieme ad un importante giro di vite sulle voci dissenzienti, questo ha allarmato molti osservatori internazionali[36]. Per quanto riguarda la libertà religiosa, la preoccupazione principale risiede nell’inasprimento della politica governativa nei confronti dei gruppi non tradizionali e nei confronti di coloro che operano al di fuori del controllo diretto dello Stato, che sono più vulnerabili alle azioni repressive da parte delle forze di polizia e delle autorità giudiziarie.

Note / fonti

[1] Art 48 Costituzione dell’Azerbaigian del 1995 con emendamenti fino al 2016, constituteproject.org, https://www.constituteproject.org/constitution/Azerbaijan_2016.pdf?lang=en, (consultato il 14 maggio 2018).

[2]Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Azerbaigian”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,

https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/2016/, (consultato il 15 maggio 2018).

[3] “Azerbaijani president approves amendments to law on freedom of religion”, APA, 22 giugno 2017, http://en.apa.az/azerbaijan_religion_news/azerbaijani-president-approves-amendments-to-law-on-freedom-o-religion-1777.html, (consultato il 15 maggio 2018).

[4]Babayev Nijat, “Azerbaijani president approves amendments to law on freedom of religion, APA, 12 dicembre 2016, http://en.apa.az/azerbaijan_religion_news/azerbaijani-president-approves-amendments-to-law-on-freedom-of-religion-9074.html, (consultato il 15 maggio 2018).

[5]Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op cit.

[6]Azerbaijani Lawmakers Approve Bill Toughening Internet Regulations, Radio Free Europe/Radio Liberty, 10 marzo 2017, https://www.rferl.org/a/azerbaijan-internet-regulations-aliyev/28362360.html, (consultato il 19 maggio 2018).

[7]Nailia Bagirova, “Azerbaijan vote lengthens Aliyev’s time in office, boosts his powers”, Reuters, 27 settembre 2016, https://www.reuters.com/article/us-azerbaijan-presidency-term/azerbaijan-vote-lengthens-aliyevs-time-in-office-boosts-his-powers-idUSKCN11X11Q, (consultato il 18 maggio 2018).

[8]Azerbaijani President Proposing Amendments to Increase Power and Central Control, ICC Note, 20 luglio 2016, https://www.persecution.org/2016/07/21/azerbaijani-president-proposing-amendments-to-increase-power-and-central-control/ (consultato il 16 maggio 2018)

[9]Malahat Najafova, “Ilham Aliyev: Development of democracy, human rights protection among Azerbaijan’s top priorities”, APA, 20 settembre 2017, http://en.apa.az/azerbaijan-politics/foreign-news/ilham-aliyev-development-of-democracy-human-rights-protection-among-azerbaijan-s-top-priorities.html, (consultato il 19 maggio 2018).

[10] “Pope Francis praises religious tolerance in volatile region with Catholic minority”, 2 ottobre 2016, Fox News, http://www.foxnews.com/world/2016/10/02/pope-tops-off-caucasus-visit-with-stop-in-azerbaijan.html (consultato il 18 maggio 2018)

[11]Rapporto Annuale 2017, Commissione sulla libertà religiosa internazionale del Dipartimento di Stato statunitense, Azerbaigian, http://www.uscirf.gov/sites/default/files/2017.USCIRFAnnualReport.pdf, (consultato il 18 maggio 2018).

[12] “Azerbaijan registers Bible Society after 20 years, but will it be able to print Bibles?”, World Watch Monitor, 3 ottobre 2016, https://www.worldwatchmonitor.org/2016/10/azerbaijan-registers-bible-society-after-20-years-but-will-it-be-able-to-print-bibles/, (consultato il 16 maggio 2018).

[13] Felix Corley, “AZERBAIJAN: State’s theological review bans book on Islam”, Forum 18, 13 febbraio 2018, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2351 , (consultato il 15 maggio 2018).

[14] Felix Corley, “AZERBAIJAN: Raids, fines enforce state religious censorship”, Forum 18, 16 novembre 2016 http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2231, (consultato il 15 maggio 2018).

[15] Felix Corley, “AZERBAIJAN: Fined for selling religious books”, Forum 18, 10 maggio 2017, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2278, (consultato il 15 maggio 2018).

[16]Ibid.

[17] Felix Corley, “AZERBAIJAN: Fined for home religious meetings, picnic”, Forum 18, 6 luglio 2017, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2294, (consultato il 13 maggio 2018).

[18]Ibid.

[19]Ibid.

[20]Ibid.

[21]Ibid.

[22] “Azerbaijan Court Compensates Irina Zakharchenko and Valida Jabrayilova”, Jehovah’s Witnesses, 13 dicembre 2017, https://www.jw.org/en/news/legal/by-region/azerbaijan/baku-court-compensation-for-two-jehovahs-witnesses/, (consultato il 15 maggio 2018).

[23]Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op cit.

[24] Felix Corley, “AZERBAIJAN: Mosques ordered to close for ‘repairs’”, Forum 18, 27 luglio 2016, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2202, (consultato il 15 maggio 2018).

[25] Felix Corley, “AZERBAIJAN: Police, officialscloseSunni home mosques”, Forum 18, 20 settembre 2016, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2216, (consultato il 15 maggio 2018).

[26] “Azerbaijan”, Nations in Transit 2018, Freedom House, https://freedomhouse.org/report/freedom-world/2016/marshall-islandshttps://freedomhouse.org/report/nations-transit/2018/azerbaijan, (consultato il 19 maggio 2018).

[27] “Azerbijan Prosecutor’s Office Opens criminal case against Gulen supporters”, Sputnik News, 15 agosto 2016, https://sputniknews.com/world/201608151044294326-azerbaijan-turkey-gulen/, (consultato il 17 maggio 2018).

[28] “Opposition Newspaper Executive released from prison in Azerbaijan”, Radio Free Europe/Radio Liberty, 15 settembre 2017, https://www.rferl.org/a/azerbaijan-opposition-newspaper-executive-released-amirli/28737481.html, (consultato il 18 maggio 2018).

[29] “Gulen-supporting prorector fired from Azeri university”, Interfax, 25 agosto 2016, http://www.interfax-religion.com/?act=news&div=13206, (consultato il 16 maggio 2018).

[30]Mike Runey, “Azerbaijan: Show Trial Ends with Harsh Sentences for Islamic Activists”, Eurasianet, 26 gennaio 2017, https://eurasianet.org/s/azerbaijan-show-trial-ends-with-harsh-sentences-for-islamic-activists, (consultato il 17 maggio 2018).

[31]LizFuller, “Has Azerbaijan turned a Corner?”, Radio Free Europe/Radio Liberty, 18 settembre 2017, https://www.rferl.org/a/caucasus-report-has-azerbaijan-turned-a-corner/28742921.html, (consultato il 16 maggio 2018).

[32] Felix Corley, “AZERBAIJAN: Extra prison term for Koran micro-discs”, Forum 18, 16 febbraio 2018, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2353, (consultato il 18 maggio 2018).

[33]“Aliyevdeems social justice to be best protection from religious radicalism”, Interfax, 21 giugno 2017, http://www.interfax-religion.com/?act=news&div=13874, (consultato il 17 maggio 2018).

[34] “Azerbaijan jails 7 who joined militants in Syria, Iraq”, Fox News, 16 novembre 2016, http://www.foxnews.com/world/2016/11/16/azerbaijan-jails-7-who-joined-militants-in-syria-iraq.html, (consultato il 16 maggio 2018).

[35] “Azerbaijan revokes citizenship of 58 people involved in terrorism abroad”, APA, 16 gennaio 2017, http://en.apa.az/azerbaijani-news/social-news/azerbaijan-revokes-citizenship-of-58-people-involved-in-terrorism-abroad.html, (consultato il 15 maggio 2018).

[36] “UN Expert: Azerbaijan’s Civil Society Facing ‘Worst Situation’ In 25 Years”, Radio Free Europe/Radio Liberty, 23 settembre 2016, https://www.rferl.org/a/azerbaijan-un-rights-expert-civil-society-worst-situation-25-years/28008014.html, (consultato il 14 maggio 2018).

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