Religione

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

La Costituzione australiana proibisce al governo di emanare «qualsiasi legge per istituire una religione, per imporre alcuna osservanza religiosa, o per proibire il libero esercizio di qualsiasi religione, e nessun esame di carattere religioso deve essere richiesto come qualificazione per qualsiasi ufficio o fiducia pubblici»[1].

L’Australia è parte del Patto internazionale sui diritti civili e politici che garantisce libertà di pensiero, coscienza e religione. Il diritto alla libertà religiosa può essere limitato in determinate circostanze, come quando è necessario proteggere la sicurezza pubblica, l’ordine e la salute, oppure i diritti e le libertà fondamentali degli altri[2]. Lo Stato della Tasmania è l’unico Stato o territorio la cui Costituzione garantisce espressamente, fatte salve l’ordine pubblico e la moralità, «la libertà di coscienza assieme alla libera professione e alla pratica della religione»[3].

La discriminazione basata sulla religione o su base etno-religiosa è esplicitamente proibita dalla legge in tutti gli otto Stati e territori, ad eccezione del Sud Australia. Gli altri sette hanno agenzie per indagare sulle denunce di discriminazione religiosa[4].

Nell’agosto 2016 l’Assemblea legislativa del Territorio della Capitale Australiana, l’organo rappresentativo della capitale federale di Canberra e dei suoi dintorni, ha approvato una legge sulla diffamazione illecita riguardante l’odio religioso. La legge criminalizza l’incitamento all’odio, alla ribellione, al grave disprezzo o alla seria ridicolizzazione di una persona o di un gruppo di persone in base alle sue/loro «convinzione religiosa[5].

I gruppi religiosi non sono tenuti a registrarsi presso il governo, ma per ricevere lo status di esenzione fiscale, i gruppi religiosi senza scopo di lucro devono rivolgersi all’ufficio fiscale dell’Australia[6].

Tutti gli Stati e i territori forniscono una qualche forma di educazione religiosa nelle scuole pubbliche, con alcuni Stati che gestiscono sistemi “opt-in” e altri invece sistemi “opt-out”. Nel 2016, Victoria ha istituito un nuovo programma “opt-in” per la scuola pubblica che ha rimosso l’educazione religiosa ma consente agli studenti di frequentare corsi di religione nei locali della scuola «per un massimo di 30 minuti a settimana, durante l’ora di pranzo o nell’ora precedente o successiva alle lezioni»[7].

L’One Nation Party ha vinto quattro seggi al Senato nelle elezioni federali del luglio 2016[8]. Il programma del partito prevedeva l’arresto dell’immigrazione musulmana, la messa al bando del burqa e del niqab in pubblico, nessuna nuova costruzione di moschee e il monitoraggio delle moschee esistenti[9]. La leader del partito Pauline Hanson è stata criticata per aver indossato un burqa in una delle camere del Parlamento, nel tentativo di sostenere il divieto di indossare l’abito islamico. Il procuratore generale George Brandis ha avvertito la Hanson di stare attenta ad offendere la «sensibilità religiosa degli australiani», aggiungendo che «offendere [gli abiti religiosi di una comunità] è una cosa spaventosa da fare»[10].

Nel giugno 2016 l’Alta corte federale ha respinto una richiesta di ricorso contro la costruzione di una moschea a Bendigo, nello Stato di Victoria, e ha ordinato al ricorrente principale di pagare le spese processuali[11]. Nel 2017 il governo ha commissionato uno studio sulla reazione alla moschea Bendigo per comprendere meglio l’impatto divisivo della controversia sulla popolazione locale e in particolare sulla comunità musulmana[12].
Nel settembre 2017, tre uomini appartenenti a un gruppo di estrema destra sono stati riconosciuti colpevoli di incitamento al disprezzo e alla ridicolizzazione dei musulmani per una protesta promossa nell’ottobre 2015 contro la costruzione della moschea di Bendigo. Gli uomini avevano decapitato un fantoccio con una spada giocattolo di fronte agli uffici del Consiglio comunale di Bendigo mentre urlavano «Allahu Akbar» (Dio è grande) e versavano sangue finto[13].

Secondo un rapporto del 2017, la «comunità ebraica è l’unica comunità in Australia i cui luoghi di culto, scuole, organizzazioni comunali e centri comunitari hanno bisogno, per ragioni di sicurezza, di operare sotto la protezione di alte recinzioni, guardie armate, metal detector, telecamere a circuito chiuso e simili. La necessità è riconosciuta dalle forze dell’ordine australiane e deriva dalla natura radicata e mutevole dell’antisemitismo nella cultura occidentale e musulmana, che negli ultimi trent’anni, si è tradotta in un’alta incidenza di aggressioni ai danni degli ebrei e degli edifici comunali ebraici nonché in continue minacce»[14].

Nel novembre 2016 un Consiglio di Sydney ha approvato retroattivamente un eruv (recinzione rituale ebraica) che era stato costruito un anno prima nel sobborgo di St. Ives. «Un eruv consiste in dei condotti posizionati a diversi metri in aria tra i pali dell’elettricità sul suolo pubblico. Durante lo sabbath, i membri osservanti della comunità ebraica possono condurre attività all’interno dell’eruv, che altrimenti non potrebbero eseguire a causa del divieto loro imposto durante quella festività»[15] I membri della comunità cristiana si sono spesi a sostegno della misura, affermando che: «Non vi è posto per l’esclusione, la discriminazione, o l’antisemitismo»[16].

Un tribunale ha confermato il divieto del Consiglio comunale dell’agosto 2017, relativo alla costruzione di una nuova sinagoga a Bondi un sobborgo di Sydney, a causa dei timori che sarebbe un «rischio inaccettabile per la sicurezza», in quanto diverrebbe un obiettivo dello Stato Islamico (ISIS). Il capo della comunità ebraica locale ha definito «senza precedenti» la decisione del consiglio e della corte, aggiungendo che «le sue implicazioni [della sentenza] sono enormi. Fondamentalmente implica che nessuna organizzazione ebraica dovrebbe essere autorizzata ad esistere nelle aree residenziali. Si tratta di soffocare l’esistenza e le attività ebraiche a Sydney, creando così un precedente per l’intera Australia e, per estensione, premiando il terrorismo»[17]. Alla fine di settembre 2017, sono stati presentati al consiglio progetti di costruzione modificati con misure di sicurezza più elevate[18].

Incidenti

Secondo un rapporto del Consiglio esecutivo degli ebrei australiani, gli incidenti antisemiti nel periodo 1 ° ottobre 2016 – 30 settembre 2017 sono aumentati del 9,5 percento rispetto all’anno precedente, principalmente a causa di un aumento di graffiti e manifesti antisemiti. Mentre il numero di “attacchi” è rimasto stabile, le “minacce” sono aumentate del 39 percento[19]. L’ECAJ ha riferito di 230 incidenti, con tre aggressioni fisiche, 76 episodi di abuso, molestie o intimidazioni, 66 episodi di danni materiali, atti vandalici o graffiti, e un totale di 85 minacce in varie forme[20].

Le aggressioni fisiche includevano un uomo ebreo che è stato verbalmente maltrattato, picchiato e gettato a terra in un parcheggio di un centro commerciale di Melbourne e uno studente ebreo insultato, sputato, preso a calci e pugni al petto su un autobus a Sydney veniva[21]. Abusi e molestie si sono verificati spesso nei pressi delle sinagoghe e in altri centri ebraici e hanno incluso insulti e minacce urlati da alcune persone che stavano passando dall’interno delle loro auto[22].

Gli incidenti di vandalismo includono invece, rocce lanciate attraverso la finestra della casa di un rabbino ed anche diverse svastiche incise su delle autovetture appartenenti a fedeli ebraici. Nell’agosto, nel settembre e nel dicembre 2016, i cavi degli eruv di St Ives sono stati vandalizzati più volte[23] e nel settembre 2016 la porta di vetro di una sinagoga di Canberra è stata distrutta[24]. Un sistema informatico di un’organizzazione ebraica è stato violato da un individuo che utilizzava il nome “Dr Mengele” nel febbraio 2017[25].

In un rapporto che analizza 14 mesi tra il 2014 e il 2015 (il più recente disponibile), sono stati analizzati 243 incidenti raccolti dal Registro dell’islamofobia in Australia. Una delle scoperte chiave è stata che le donne che indossavano il velo islamico rappresentano i principali bersagli dell’islamofobia[26]. Il rapporto ha anche rilevato che i passanti sono in genere riluttanti ad intervenire in favore dell’aggredito, con appena il 25 percento delle vittime che hanno riferito di essere state soccorse da chi aveva assistito alla scena[27].

A giugno 2016, mentre centinaia stavano pregando all’interno di una moschea di Perth, all’esterno del luogo di culto è stata incendiata un’auto e sono stati dipinti con vernice spray dei graffiti anti-islamici. Nella stessa settimana un’altra moschea di Perth è stata vandalizzata con graffiti e la testa di un maiale è stata lasciata fuori dall’ingresso principale[28]. Nel luglio 2016, una moschea di Adelaide è stata vandalizzata con graffiti che recitavano «No ai musulmani» e comprendevano simboli nazisti[29].

Nell’aprile 2017 sono stati dipinti con vernice spray dei graffiti anti-islamici e razzisti su una recinzione a Bundaberg, nel Queensland. I leader dell’intera comunità hanno risposto con una denuncia contro l’intolleranza e l’ignoranza e a sostegno della comunità musulmana[30]. Una testa di maiale e uno zaino con sopra disegnata una svastica sono stati lasciati al cancello anteriore del College Islamico di Brisbane nel luglio 2017[31].

Le autorità hanno indagato sugli attacchi dolosi avvenuti nel maggio 2016 ai danni di due chiese ortodosse di Melbourne e Sydney[32]. Nell’aprile e nel maggio 2016, altri roghi hanno distrutto due luoghi di culto a Geelong: una chiesa presbiteriana e la principale moschea che era ospitata nei locali di una ex chiesa cristiana[33].

Nel dicembre 2016, un attivista ha guidato un furgone fino alla soglia dell’edificio dell’Australian Christian Lobby (Lobby cristiana australiana) di Canberra, causando un danno di $ 100.000. Il perpetratore ha detto alla polizia che ha scelto di colpire quell’edificio perché non gradiva la Lobby cristiana a causa della sua «posizione sulla sessualità» e perché «le religioni sono fallite»[34].

Un uomo greco-ortodosso con un grande crocifisso è stato attaccato a Sydney nell’aprile del 2017 da quattro uomini che lo hanno insultato, gli hanno strappato il crocifisso dal collo e lo hanno calpestato. Un ministro battista ha riferito che si trattava del quarto attacco religiosamente motivato contro i cristiani di cui era stato informato negli ultimi sei mesi[35].

Nell’ottobre 2017 durante il sondaggio Australian Marriage Law Postal Survey, un’indagine nazionale per valutare il sostegno al matrimonio omosessuale, diverse chiese sono state profanate con graffiti come «botte ai bigotti» e «crocifiggiamo chi vota “no”», nonostante le chiese non avessero detto parrocchiani come votare nel sondaggio[36].

Prospettive per la libertà religiosa

Sembrerebbe che durante il periodo in esame non vi siano state nuove significative o maggiori restrizioni governative alla libertà religiosa. Tuttavia, sembra esservi un aumentato rischio di intolleranza sociale verso le religioni, alimentato da questioni culturali come il matrimonio, conflitti geopolitici e sentimenti anti-immigrazione in Australia.

Note / fonti

[1]Commonwealth of Australia Constitution Act del 1901 (rev. 1985), sezione 116, constituteproject.org, https://www.constituteproject.org/constitution/Australia_1985?lang=en, (consultato il 20 marzo 2018).

[2]Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (16 dicembre 1966), Art. 18, ohchr.org, www.ohchr.org/Documents/ProfessionalInterest/ccpr.pdf, consultato il 30 marzo 2018).

[3]Legge costituzionale 1934, sezione 46 (1), Tasmanian Consolidated Acts, http://www8.austlii.edu.au/cgi-bin/viewdoc/au/legis/tas/consol_act/ca1934188/s46.html, (consultato il 20 marzo 2018).

[4]Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Australia”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense, State,http://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm?year=2016&dlid=268714, (consultato il 21 marzo 2018).

[5]Legge recante modifica sulla Discriminazione 2016, Sezione 67A, Assemblea legislativa del Territorio della Capitale Australiana, http://www.legislation.act.gov.au/a/2016-49/20160824-64513/pdf/2016-49.pdf, (consultato il 20 marzo 2018).

[6]Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[7] Dipartimento dell’istruzione e della formazione, Politica scolastica e guida consultiva: Istruzione religiosa speciale, governo dello Stato di Victoria, gennaio 2016, http://www.education.vic.gov.au/school/principals/spag/curriculum/Pages/sri.aspx#link4, (consultato il 30 marzo 2018).

[8] J. Butler, ‘One Nation Get Four Senators, As Full Senate Results Finally Released’, Huffington Post, 4 agosto 2016, https://www.huffingtonpost.com.au/2016/08/03/one-nation-get-four-senators-as-full-senate-results-finally-rel_a_21444636/, (consultato il 28 marzo 2018).

[9] A. Remeikis, ‘One Nation policies: The definitive guide to the views of Pauline Hanson and her senators’, The Sydney Morning Herald, 18 ottobre 2016, https://www.smh.com.au/politics/federal/one-nation-policies-the-definitive-guide-to-the-views-of-pauline-hanson-and-her-senators-20161017-gs3z1s.html, (consultato il 28 marzo 2018).

[10] E. McKirdy, ‘Far-right Australian senator slammed for burqa “stunt”’, CNN, 17 agosto 2017, https://edition.cnn.com/2017/08/17/asia/australia-pauline-hanson-burqa/index.html, (consultato il 28 marzo 2018).

[11] ‘Bendigo mosque: high court throws out request to hear appeal’, The Guardian, 15 giugno 2016, https://www.theguardian.com/australia-news/2016/jun/15/bendigo-mosque-high-court-throws-out-request-to-hear-appeal, (consultato il 28 marzo 2018).

[12] S. Corsetti, ‘Study of reaction to Bendigo mosque proposal unveils extent of community polarisation’, ABC, 16 giugno 2017, http://www.abc.net.au/news/2017-06-16/study-into-bendigo-mosque-reaction-shows-community-polarisation/8620884, (consultato il 28 marzo 2018).

[13] ‘United Patriots Front trio found guilty of inciting serious contempt of Muslims’, The Guardian, 5 settembre 2017, https://www.theguardian.com/australia-news/2017/sep/05/united-patriots-front-trio-say-beheading-stunt-during-bendigo-mosque-protest-an-act-of-free-speech, (consultato il 28 marzo 2018).

[14] J. Nathan, Report on Antisemitism in Australia 2017, Consiglio esecutivo degli ebrei australiani, 26 novembre 2017, p. 9, http://www.ecaj.org.au/wp-content/uploads/2012/08/ECAJ-Antisemitism-Report-2017.pdf, (consultato il 25 marzo 2018).

[15]Eruv at St Ives, Ku-ring-gai Council, 8 novembre 2016, http://www.kmc.nsw.gov.au/Current_projects_priorities/Key_priorities/Eruv_at_St_Ives, (consultato il 20 marzo 2018).

[16] S. Desiatnik, ‘Eruv decision a win for the community’, The Australian Jewish News, 10 novembre 2016, https://www.jewishnews.net.au/eruv-decision-win-community/56601, (consultato il 20 marzo 2018).

[17] J. Hildebrand, ‘Bondi synagogue ban over terrorism risk leaves Jewish community shocked and furious’, news.com.au, 3 agosto 2017, http://www.news.com.au/national/nsw-act/news/bondi-synagogue-ban-over-terrorism-risk-leaves-jewish-community-shocked-and-furious/news-story/6ec6252d613583df7797c7cac2b25de4, (consultato il 20 marzo 2018).

[18] S. Laughlin, ‘Synagogue at Bondi Beach back on cards with new development application’, The Daily Telegraph, 10 ottobre 2017, https://www.dailytelegraph.com.au/newslocal/wentworth-courier/new-synagogue-at-bondi-beach-back-on-cards-with-new-development-application/news-story/654174fadd374733ef0995458f3c38dc, (consultato il 20 marzo 2018).

[19] J. Nathan, Report on Antisemitism in Australia 2017, p. 7.

[20] Ibid, p. 24.

[21] Ibid, p. 30.

[22] Ibid, pp. 30-36 and J. Nathan, Report on Antisemitism in Australia 2016, Executive Council of Australian Jewry, 27 novembre 2016, pp. 30-32, http://www.ecaj.org.au/wp-content/uploads/2012/08/ECAJ-Antisemitism-Report-2016d-WEB.pdf, (consultato il 20 marzo 2018).

[23] J. Nathan, Report on Antisemitism in Australia 2016, p. 33 and J. Nathan, Report on Antisemitism in Australia 2017, p. 36.

[24] J. Nathan, Report on Antisemitism in Australia 2016, p. 33.

[25] J. Nathan, Report on Antisemitism in Australia 2017, p. 36.

[26] D. Iner, Islamophobia in Australia 2014-2016, Islamophobia Register Australia, p. 5, http://www.deakin.edu.au/__data/assets/pdf_file/0006/1075164/Islamophobia.pdf, (consultato il 15 marzo 2018).

[27] K. Stephens, ‘New report finds 75 per cent of people do not help when they see a Muslim being abused in public’, news.com.au, 12 luglio 2017, http://www.news.com.au/lifestyle/real-life/news-life/new-report-finds-75-per-cent-of-people-do-not-help-when-they-see-a-muslim-being-abused-in-public/news-story/5133bca6bb0be0221fd37521efd2c968, (consultato il 25 marzo 2018).

[28] D. Weber and N. Roberts, ‘Perth mosque attack: Car firebombed, anti-Islam graffiti sprayed in “act of hate”’, ABC, 29 gugno 2016, http://www.abc.net.au/news/2016-06-29/firebombing-ant-islam-graffiti-attack-at-thornlie-mosque-school/7552394, (consultato il 25 marzo 2018).

[29] D. Keane, ‘Elizabeth Grove mosque vandalized in racist attack’, ABC, 31 luglio 2016, http://www.abc.net.au/news/2016-07-30/adelaide-mosque-targeted-by-racist-vandals/7675084, (consultato il 25 marzo 2018).

[30] E. Reid, ‘Community leaders in show of support for Bundy’s Muslims’, NewsMail, 21 April 2017, https://www.news-mail.com.au/news/community-leaders-in-show-of-support-for-bundys-mu/3169183/, (consultato il 29 marzo 2018).

[31] J. Robertson, ‘Rotting pig’s head left at Islamic school gate in Queensland’, The Guardian, 19 luglio 2017, https://www.theguardian.com/australia-news/2017/jul/19/rotting-pigs-head-left-at-islamic-school-gate-in-queensland, (consultato il 25 marzo 2018).

[32] ‘Authorities in Melbourne and Sydney investigating Orthodox church fires’, The Guardian, 2 maggio 2016, https://www.theguardian.com/australia-news/2016/may/02/authorities-in-melbourne-and-sydney-investigating-orthodox-church-fires, (consultato il 20 marzo 2018).

[33] S. Juleff, ‘Who is burning Geelong’s churches?’ ABC, 18 maggio 2016, http://www.abc.net.au/news/2016-05-18/who-is-burning-geelong-churches/7425416, (consultato il 20 marzo 2018).

[34] M. Devine, ‘Jaden Duong told cops he disliked the Australian Christian Lobby’, The Daily Telegraph, 19 agosto 2017, https://www.dailytelegraph.com.au/rendezview/jaden-duong-told-cops-he-disliked-the-australian-christian-lobby/news-story/7ca184254c6f175f95e26f9d20a0e3d4, (consultato il 25 marzo 2018).

[35] M. Devine, ‘We rush to condemn Islamophobia. What about anti-Christian attacks?’ The Daily Telegraph, 8 aprile 2017, https://www.dailytelegraph.com.au/rendezview/we-rush-to-condemn-islamophobia-what-about-antichristian-attacks/news-story/2bb6f9a158146e963355a6da3adbe70a, (consultato il 25 marzo 2018).

[36] S. Johnson, ‘“Christians are Nazis”: Church sprayed with vile graffiti telling people to “bash bigots” and “crucify No voters”’, Mail Online, 15 ottobre 2017, http://www.dailymail.co.uk/news/article-4981608/Anglican-church-sprayed-Vote-Yes-bash-bigots.html, (consultato il 25 marzo 2018).

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