Religione

5.272.000Popolazione

386.194 Km2Superficie

Leggi il Rapporto
keyboard_arrow_down

homekeyboard_arrow_rightNorvegia

Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

La Costituzione della Norvegia garantisce il libero esercizio della religione, così come il diritto a scegliere o a cambiare la propria religione.

Un emendamento costituzionale garantisce la separazione tra lo Stato e la Chiesa di Norvegia, sebbene quest’ultima continui a ricevere il sostegno finanziario statale. La Costituzione specifica che tutte le comunità religiose e filosofiche devono essere sostenute «ad un pari livello» [1]. Sono concessi sussidi statali a tutte le comunità religiose e spirituali registrate, in proporzione al numero di seguaci segnalati al governo. Per potersi registrare, le religioni e le organizzazioni religiose e spirituali devono fornire informazioni specifiche riguardanti credo, dottrina, attività e regole interne. I gruppi che non si registrano, non possono ricevere il sostegno finanziario statale, ma le loro attività non sono in alcun modo limitate [2].

La legge punisce le discriminazioni o le molestie in base alla religione o al credo. Questo include la mancanza di rispetto nei confronti dei credi o dei membri dei gruppi religiosi e comprende qualsiasi tipo di violazione della libertà religiosa [3]. Le denunce riguardanti i casi di discriminazione su base religiosa possono essere presentate al difensore civico per l’uguaglianza e contro la discriminazione [4].

Le tecniche di macellazione rituale non precedute dallo stordimento dell’animale (quali quelle halal e kosher) sono illegali, ma i cibi halal e kosher possono essere importati [5]. I simboli religiosi, inclusi i copricapo, possono essere indossati sulle uniformi militari, ma non su quelle della polizia. Il governo permette alle singole scuole di decidere se vietare abiti religiosi che coprono il volto, come il burqa o il niqab [6]. Tuttavia, nel giugno 2017, il governo ha proposto di bandire i capi d’abbigliamento che coprono interamente il volto, inclusi burqa e niqab, negli asili, nelle scuole e nelle università. Indossare il semplice velo continua invece ad essere consentito [7].

La circoncisione maschile è legale purché sia eseguita alla presenza di un medico. Nel maggio 2017, un partito della coalizione di governo ha adottato una risoluzione per vietare la circoncisione per i maschi di età inferiore ai 16 anni, ma ha ricevuto critiche da parte di leader sia ebrei che musulmani [8].

Il corso di religione su “Conoscenza cristiana, Informazione religiosa ed etica, Teologia evangelica luterana, Studi cristiani e Religioni del mondo” è obbligatorio nelle scuole pubbliche. Il programma comprende nozioni sulle religioni e sulle filosofie del mondo, promuovendo la tolleranza e il rispetto di tutte le fedi religiose, ed anche dell’ateismo. I genitori possono chiedere che i loro figli siano esonerati dalla partecipazione ad atti religiosi specifici, come ad esempio assistere alle funzioni religiose [9].

Nell’ottobre 2016 il governo ha lanciato un programma in 11 punti denominato “Piano di azione contro l’antisemitismo 2016-2020”. Le misure comprendono programmi di
formazione e istruzione, maggiori finanziamenti per attività culturali ebraiche, la
considerazione nelle statistiche della polizia dell'antisemitismo come una forma separata di reato di odio ed un aumento della ricerca sull'antisemitismo in Norvegia [10].

Incidenti

Il Ministro del Governo locale e della Modernizzazione ha risposto agli incidenti
interpretati come antisemiti, finanziando un migliore sistema di sicurezza per la sinagoga ebraica di Oslo [11]. Nel settembre 2016, due “pietre d’inciampo” (mattoni con lastre di ottone riportanti il nome di una vittima dell’olocausto) che si trovavano di fronte al museo ebraico di Oslo sono state vandalizzate con dei graffiti [12].

Un sondaggio sull’atteggiamento nei confronti di ebrei e musulmani, condotto nel 2017 del Centro di studi sull’Olocausto e sulle minoranze religiose, indica che le opinioni antisemite sono più comuni tra i musulmani che nella popolazione generale. Il 28,9 percento dei musulmani che hanno affermato di vivere in Norvegia da almeno cinque anni, hanno una visione negativa degli ebrei, mentre la percentuale di tutti gli intervistati scende all’8,3 percento [13]. Quando è stato chiesto al campione di intervistati se le violenze e le molestie ai danni degli ebrei fossero giustificate in base a come Israele tratta i palestinesi, il 12 percento del campione si è detto d’accordo, mentre tra i musulmani la percentuale è stata del 20 percento. Due intervistati di fede ebraica su tre hanno affermato di dover nascondere la loro religione in pubblico al fine di evitare reazioni negative [14].

Secondo lo stesso sondaggio, il 39 percento degli intervistati era d’accordo con l’affermazione: «i musulmani rappresentano una minaccia alla cultura norvegese», mentre il 31 percento crede che «i musulmani vogliono impossessarsi dell’Europa». Nel settembre 2016, una parrucchiera è stata giudicata colpevole di discriminazione per essersi rifiutata di servire una donna che indossava l’hijab. Secondo le dichiarazioni del tribunale, la parrucchiera avrebbe detto alla donna islamica che non serviva «persone come lei» e che sarebbe dovuta andare in un altro salone [15].

Prospettive per la libertà religiosa

Nonostante non vi sia stato un significativo cambiamento nelle limitazioni governative alla libertà religiosa durante il periodo preso in esame da questo rapporto, all’interno della società norvegesesi può riscontrare una crescente intolleranza nei confronti delle minoranze religiose.[16]

Note / fonti

[1] “Articolo 16”, Costituzione della Norvegia del 1814 con emendamenti fino al 2016,
constituteproject.org, https://www.constituteproject.org/constitution/Norway_2016.pdf?lang=en, (consultato il 21 febbraio 2018).

[2] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Norvegia”, Rapporto 2016
sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,,
https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato il 21
febbraio 2018).

[3] Ibid.

[4] “Siamo qui per aiutarvi”, Likestillings-og diskrimineringsombudet (Difensore civico per
l’uguaglianza e contro la discriminazione), Ministro dell’infanzia e dell’uguaglianza
(Norvegia), http://www.ldo.no/en, (consultato il 20 febbraio 2018).

[5] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[6] Ibid.

[7] “Norway to ban full-face veil in nurseries, schools and universities”, BBC, 12 giugno
2017, http://www.bbc.com/news/world-europe-40251760, (consultato il 19 febbraio
2018).

[8] R. Revesz, “Norwegian ruling party votes to ban circumcision for men under 16 years
old”, The Independent, 8 maggio 2017, http://www.independent.co.uk/news/world/europe/norwegian-ruling-progress-party-ban-
circumcision-men-under-16-years-old-vote-annual-conference-a7723746.html,
(consultato il 19 febbraio 2018).

[9] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[10] Piano di azione contro l’antisemitismo 2016-2020, Ministro del Governo locale e della
Modernizzazione (Norvegia), https://www.regjeringen.no/contentassets/dd258c081e6048e2ad0cac9617abf778/action-
plan-against-antisemitism.pdf, (consultato il 21 febbraio 2018).

[11] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[12] M. Wasvik, “Snublesteiner vandalisert” (Pietre d’inciampo vandalizzate), Antirasistisk
Senter, 6 settembre 2016, https://antirasistisk.no/snublesteiner-vandalisert/, (consultato il
26 febbraio 2018).

[13] S. Prestegård, “Vil ha felles front mot muslimhets” (Voi volete un fronte comune
contro quello dei musulmani), Da Dagsvisen, 6 dicembre 2017,
https://www.dagsavisen.no/innenriks/vil-ha-felles-front-mot-muslimhets-
1.1066616#cxrecs_s, (consultato il 26 febbraio 2018).

[14] Ibid.

[15] Ibid.

[16] “Norwegian hairdresser who threw woman out of salon for wearing hijab found guilty
of discrimination”, The Independent, 12 settembre 2016, http://www.independent.co.uk/news/world/europe/norwegian-hairdresser-who-threw-
woman-out-of-salon-for-wearing-hijab-found-guilty-of-discrimination-a7238246.html,
(consultato il 12 febbraio 2018).

Riguardo a noi

Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN) è una Fondazione pontificia, Nata nel 1947, ogni anno sostiene più di 6mila progetti in oltre 140 Paesi nel mondo. Attraverso tre pilastri – informazione, preghiera e azione – ACN aiuta i cristiani ovunque essi siano perseguitati, oppressi o in difficoltà.