Religione

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

Andorra è una democrazia parlamentare, con due principi come capi di Stato. I due principi sono il presidente della Francia e il vescovo di Urgell, la cui diocesi si trova in Spagna[1].

La Costituzione di Andorra garantisce la libertà di religione e prevede che «la libertà di manifestare la propria religione o le proprie convinzioni sia soggetta soltanto alle limitazioni previste dalla legge e necessarie nell’interesse della sicurezza pubblica, dell’ordine, della salute o della morale, o per la protezione dei diritti e delle libertà fondamentali altrui»[2].

La Carta stabilisce una relazione speciale dello Stato con la Chiesa cattolica, «secondo la tradizione di Andorra» e «riconosce la piena capacità giuridica degli organi della Chiesa cattolica romana che hanno uno status giuridico conforme alle proprie norme»[3]. Il concordato del 2008 regola i rapporti con la Chiesa cattolica.

La Costituzione prevede che tutte le persone siano uguali davanti alla legge e che la discriminazione su basi religiose sia proibita[4].

Come conseguenza del suo status religioso, la Chiesa cattolica gode di alcuni privilegi non concessi agli altri gruppi religiosi. Ad esempio, il governo provvede al pagamento dei salari dei sacerdoti cattolici stranieri che servono nelle chiese locali. Invece, gli stranieri che svolgono funzioni religiose per gruppi non cattolici, si sono spesso visti negare i permessi di lavoro di carattere religioso e sono stati costretti ad entrare in Andorra con un diverso status di immigrati[5].

In una relazione pubblicata il 22 maggio 2012, la Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI) del Consiglio d’Europa ha raccomandato ad Andorra di apportare alcune modifiche per proteggere le minoranze religiose. La commissione ha raccomandato al Paese di porre rimedio alla mancanza di cimiteri per le comunità ebraiche e musulmane, di creare uno status speciale per le religioni minoritarie affinché possano essere riconosciute come religioni (e non soltanto “organizzazioni culturali”), di migliorare l’informazione pubblica sulle religioni minoritarie in Andorra, e di autorizzare la costruzione di una moschea per la comunità musulmana[6].

In una relazione di follow-up pubblicata il 9 giugno 2015, l’ECRI non ha riesaminato nessuna di queste raccomandazioni né ha dichiarato se il governo di Andorra vi avesse o meno adempiuto[7]. Il 14 settembre 2015, l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha pubblicato la sua revisione periodica sul Paese, senza rilevare alcuna preoccupazione specifica riguardo alla condizione delle minoranze religiose[8].

Dieci comunità religiose si sono unite in un organismo noto come Gruppo di dialogo interreligioso. Durante il periodo in esame, la Commissione nazionale di Andorra per l’UNESCO ha collaborato con il gruppo, che si è riunito periodicamente per discutere questioni di interesse comune in materia di tradizioni religiose, credenze e tolleranza[9].

Incidenti

Nel periodo analizzato non sono stati segnalati episodi di violazione della libertà religiosa nel Paese. L’assenza di cimiteri ebraici e musulmani rimane un problema irrisolto. Qualche tempo fa, i rappresentanti di queste comunità hanno avviato discussioni con il governo relative alla costruzione di cimiteri in cui avrebbero potuto dare degna sepoltura ai propri defunti secondo le loro tradizioni e costumi. Sebbene queste comunità possano utilizzare i cimiteri esistenti, non esiste all’interno di questi un’area separata o di rilievo per loro. Di conseguenza, la maggior parte sceglie di seppellire i propri cari fuori dal Paese[10].

I membri della comunità musulmana hanno espresso preoccupazione per l’obbligo di rimuovere i copricapo religiosi e il velo per le fotografie dei documenti d’identità[11].

Prospettive per la libertà religiosa

La relazione 2017 dell’ECRI relativa ad Andorra ha rilevato che il Paese ha compiuto progressi nella lotta alla discriminazione apportando modifiche pertinenti al proprio codice penale e affrontando la questione attraverso l’istruzione pubblica. Tuttavia, alcuni hanno richiesto e auspicato la creazione di un organismo nazionale specializzato nel combattere il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia, l’antisemitismo e l’intolleranza. La mancanza di una legislazione generale contro la discriminazione è stata anche identificata come un difetto nel quadro legislativo del Paese che, se affrontato, potrebbe ulteriormente proteggere il diritto alla libertà religiosa[12].

Note / fonti

[1] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Andorra”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense, https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato il 25 aprile 2018).

[2] Costituzione di Andorra del 1993, Articolo 11, constituteperoject.org, https://www.constituteproject.org/constitution/Andorra_1993.pdf?lang=en, (consultato il 25 aprile 2018).

[3] Ibid.

[4] Ibid., Articolo 6

[5] Ibid.

[6] Commissione Europea contro il Razzismo e l’Intolleranza (ECRI), ECRI Rapporto su Andorra (quarto ciclo di monitoraggio), Direzione generale II – Democrazia, Consiglio d’Europa, https://www.coe.int/t/dghl/monitoring/ecri/country-by-country/andorra/AND-CBC-IV-2012-024-ENG.pdf, (consultato il 25 aprile 2018).

[7] Commissione Europea contro il Razzismo e l’Intolleranza (ECRI), ECRI Rapporto su Andorra (quarto ciclo di monitoraggio), Direzione generale II – Democrazia, Consiglio d’Europa, https://www.coe.int/t/dghl/monitoring/ecri/country-by-country/andorra/AND-IFU-IV-2015-21-ENG.pdf, (consultato il 25 aprile 2018).

[8] Stefan Schennach, The progress of the Assembly’s monitoring procedure (October 2014-August 2015), Assemblea parlamentare, Consiglio d’Europa, http://assembly.coe.int/nw/xml/XRef/X2H-Xref-ViewPDF.asp?FileID=22023&lang=en, (consultato il 25 aprile 2018).

[9] “Andorra”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,   www.state.gov/documents/organization/171680.pdf, (consultato il 25 aprile 2018).

[10] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[11] Ibid.

[12] Commissione Europea contro il Razzismo e l’Intolleranza (ECRI), ECRI Rapporto su Andorra (quarto ciclo di monitoraggio), Direzione generale II – Democrazia, Consiglio d’Europa, https://www.coe.int/t/dghl/monitoring/ecri/Country-by-country/Andorra/AND-CbC-V-2017-001-ENG.pdf, (consultato il 25 aprile 2018).

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