Religione

40.376.000Popolazione

2.381.741 Km2Superficie

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

La netta maggioranza della popolazione algerina è composta da musulmani sunniti. Nel Paese vi è inoltre una comunità di diverse centinaia di fedeli ebrei.

Secondo le statistiche ufficiali, quasi tutti i cristiani sono stranieri, in gran parte provenienti dall’Africa sub-sahariana. Nel Paese vi sono comunità cattoliche e protestanti. La Chiesa cattolica è la principale comunità cristiana ed è suddivisa in quattro diocesi. Vi sono anche comunità evangeliche, specialmente nella regione del Kabyle. Il numero di cittadini musulmani che si convertono al Cristianesimo è alquanto ridotto e, tra questi, la maggioranza si unisce alle comunità evangeliche.

Il preambolo della Costituzione algerina descrive l’Islam come una componente fondamentale dell’identità del Paese[1]. L’articolo 2 della Carta stabilisce inoltre che l’Islam è la religione dello Stato[2]. L’articolo 10 proibisce alle istituzioni statali di compiere atti o prendere decisioni contrari alla moralità islamica[3].

L’articolo 87 specifica che soltanto un musulmano può diventare presidente[4]. La legge algerina non include il reato di apostasia.

I reati legati alla religione sono indicati nell’articolo 144, paragrafo 2, del codice penale, che stabilisce che ogni individuo che insulta il profeta Maometto o denigra il credo o i profeti dell’Islam attraverso la scrittura, il disegno, la dichiarazione o qualsiasi altro mezzo, sarà condannato ad una pena compresa fra i tre a cinque anni di prigione, e / o soggetto al pagamento di una multa compresa tra 50.000 e 100.000 dinari algerini[5] (all’incirca tra 450 e 900 dollari americani).

Inoltre, sebbene l’Algeria permetta alle organizzazioni religiose di svolgere lavori umanitari, il proselitismo da parte di non musulmani costituisce un reato punibile con una multa e fino a cinque anni di reclusione per chiunque «inciti, costringa o utilizzi mezzi di seduzione tendenti a convertire un musulmano ad un’altra religione; o utilizzando a tal fine istituti di insegnamento, educazione, o dedicati alla salute, ai servizi sociali, cultura, formazione … o qualsiasi mezzo finanziario»[6].

Nel 2006 il presidente Abdelaziz Bouteflika ha emanato l’ordinanza 06/03 che regola il culto religioso non musulmano. Il provvedimento giurisdizionale proibisce i tentativi di convertire un musulmano ad un’altra religione o anche soltanto di «scuotere la fede di un musulmano», sebbene non vieti la conversione in quanto tale. Secondo l’ordinanza, gli algerini possono essere multati fino a un milione di dinari e condannati a cinque anni di prigione per la pubblicazione, la conservazione o la distribuzione di materiali destinati alla conversione dei musulmani[7]. Libri e manuali cristiani sono quindi rari nel Paese e i cristiani hanno paura di portare con loro letteratura cristiana.

Tutti i gruppi religiosi devono registrarsi presso il Ministero dell’Interno prima di condurre qualsiasi attività e possono riunirsi soltanto in luoghi approvati dallo Stato.

Le questioni relative al diritto di famiglia sono regolate dalla legge islamica, la shari’a. Secondo il codice di diritto familiare, un musulmano può sposare una donna non musulmana se appartiene a una fede monoteista. Le donne musulmane non possono sposare uomini non musulmani a meno che l’uomo non si converta all’Islam. I bambini nati da un padre musulmano sono considerati musulmani, senza alcun riguardo per la fede della madre.

Incidenti

L’Algeria è stata classificata dal rapporto 2018 di Open Doors al 42 ° posto nella lista dei Paesi del mondo in cui è più difficile essere cristiani[8].

L’8 marzo 2018, due fratelli, che erano stati arrestati nel marzo 2015 per aver trasportato delle Bibbie, sono stati condannati in appello ciascuno ad una pena di tre mesi con la condizionale e a una multa di 100.000 dinari (circa 900 dollari americani) [9].

Il 2 marzo 2018, una chiesa che aveva funzionato per oltre sei anni ha dovuto chiudere dopo aver ricevuto una notifica ufficiale. Nei tre mesi precedenti nella regione di Oran, altre tre chiese affiliate alla Chiesa protestante d’Algeria[10] sono state costrette a chiudere[11].

Nel dicembre 2017, Louis Martinez della Chiesa riformata francese è stato deportato all’arrivo all’aeroporto di Oran. Sebbene non siano state fornite ragioni ufficiali, è stato riferito che «i leader della Chiesa algerina osservano che questa deportazione rientri nell’ambito di un modello più ampio di negazione dei visti per i visitatori della Chiesa, che sembra essere parte di una politica in base alla quale le autorità algerine stanno limitando la capacità delle Chiese algerine di poter collaborare con entità esterne»[12].

Nel luglio 2017, un cristiano convertitosi dall’Islam, Slimane Bouhafs, ha ricevuto una parziale grazia presidenziale. Era stato arrestato nel luglio 2016 ed accusato di «aver insultato l’Islam e il profeta Maometto» in alcuni suoi post sui social media. In occasione del 55 ° anniversario dell’indipendenza algerina, il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika ha ridotto la sua pena a 16 mesi[13].

Nel settembre 2017, Mohamed Fali, capo della piccola comunità ahmadi del Paese, è stato riconosciuto colpevole di «aver offeso l’Islam». Il suo avvocato, Salah Dabouz, ha riferito che gli è stata comminata una condanna a sei mesi con la condizionale[14].

Si ritiene che circa 2.000 musulmani ahmadi vivano in Algeria. Sono considerati eretici e sono stati recentemente vittime di un giro di vite da parte delle autorità algerine[15].

Il ministro degli Affari religiosi, Mohamed Aissa[16], ha dichiarato in più di un’occasione che i musulmani ahmadi in Algeria sono manipolati da «una mano straniera» e ha accusato i loro leader di collusione con Israele[17]. Ha anche detto che la loro presenza fa parte di una «deliberata invasione settaria» e ha annunciato che il governo mira a «fermare la deviazione dai precetti religiosi». In un’intervista televisiva concessa nel febbraio 2017, Aissa ha affermato che i musulmani ahmadi stanno danneggiando le basi stesse dell’Islam[18]

Prospettive per la libertà religiosa

L’ordinanza 06/03 rimane motivo di grande preoccupazione, mentre la revisione della Costituzione del febbraio 2016, rappresenta un’occasione mancata. L’articolo 2, che afferma che l’Islam è la religione dello Stato, non è stato infatti modificato[19]. Il Presidente ha sostenuto un emendamento all’articolo 36 che avrebbe esplicitamente garantito il diritto alla libertà di religione e il diritto a non praticare alcuna religione. Tuttavia, la modifica è stata bloccata a causa dell’opposizione dei musulmani conservatori[20].

L’arcivescovo cattolico algerino, monsignor Paul Desfarges, ha affermato, con riferimento agli stranieri che abitano nel Paese, che i cristiani in Algeria possono praticare la loro religione in libertà (“en toute liberté”). Per quanto riguarda invece i musulmani convertitisi al Cristianesimo, la realtà è molto diversa. Secondo monsignor Desfarges, essi non temono le minacce fisiche, ma sono preoccupati per la pressione sociale e per gli svantaggi economici, ad esempio la perdita dei diritti ereditari. La Chiesa cattolica è critica nei confronti della legge che criminalizza il proselitismo. Monsignor Desfarges si è inoltre lamentato del lento processo di concessione dei visti ai religiosi non musulmani[21].

È alto il timore a causa della presenza dello Stato Islamico nella vicina Libia e di altri gruppi islamici che operano nel Paese. La loro presenza ha un effetto negativo sulla sicurezza in Algeria e accresce le tensioni religiose[22].

Note / fonti

[1] Duane A Miller & Patrick Johnstone, ‘Believers in Christ from a Muslim Background: A Global Census’, Interdisciplinary Journal of Research on Religion, Volume 11 2015, pp. 1-19, p. 14, http://www.academia.edu/16338087/Believers_in_Christ_from_a_Muslim_Background_A_Global_Census  (consultato il 18 marzo 2018).

[2] Gazzetta ufficiale della Repubblica democratica popolare di Algeria. Convenzioni e accordi internazionali – Leggi e decreti, decisioni, opinioni, comunicazioni e annunci (traduzione francese), 7 marzo 2016, n. 14 LV anno, p. 5, https://www.joradp.dz/FTP/jo-francais/2016/F2016014.pdf, (consultato il 18 marzo 2018).

[3] Ibid, p. 7.

[4] Ibid, p. 16.

[5] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Algeria”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense, https://www.state.gov/documents/organization/269128.pdf, (consultato il 12 marzo 2018).

[6] Direzione generale della ricerca legale, “Algeria”, Criminalizzazione delle leggi, Biblioteca del Congresso, http://www.loc.gov/law/help/apostasy/#_ftn11, (consultato il 18 marzo 2018); Ali Amzal, ‘La loi interdit le prosélytisme’, L’Expression, 27 ottobre 2015, http://www.lexpressiondz.com/actualite/228266-la-loi-interdit-le-proselytisme.html, (consultato il 20 marzo 2018).

[7] ‘Algeria: Stop Persecuting a Religious Minority’, Human Rights Watch, 4 settembre 2017, https://www.hrw.org/news/2017/09/04/algeria-stop-persecuting-religious-minority, (consultato il 29 marzo 2018).

[8] ‘World Watch List: Algeria’, Open Doors. Serving persecuted Christian worldwide, 2018, https://www.opendoors.org.za/christian-persecution/world-watch-list/algeria/, (consultato il 29 marzo 2018).

[9] I due fratelli intendono presentare ricorso contro questa sentenza dell’8 marzo e beneficiare del patrocinio dell’EPA (Eglise Protestante d’Algérie). ‘Algeria government criticised over heavy fines for transporting Bibles’, World Watch Monitor, 16 marzo 2018, https://www.worldwatchmonitor.org/2018/03/algeria-government-criticised-over-heavy-fines-for-transporting-bibles/, (consultato il 29 marzo 2018).

[10] Eglise Protestante d’Algérie, la principale Chiesa protestante in Algeria, ufficialmente riconosciuta dal governo dal 1974.

[11] ‘Algeria closes fourth church in four months’, World Watch Monitor, 22 marzo 2018, https://www.worldwatchmonitor.org/2018/03/algeria-closes-fourth-church-in-four-months/,  (consultato il 29 marzo 2018).
[12] ‘Sentencing of pastor adds to uptick in persecution in Algeria’, Morning Star, 12 marzo 2018, https://morningstarnews.org/2018/03/sentencing-of-pastor-adds-to-uptick-in-persecution-in-algeria/, (consultato il 29 marzo 2018).

[13] ‘Jailed Algerian Christian receives partial presidential pardon’, World Watch Monitor, 12 luglio 2017, https://wwrn.org/articles/47075/, (consultato il 29 marzo 2018).

[14] ‘Ahmadiyya Community’s local Head convicted of blasphemy in Algeria’, The Express Tribune, 14 settembre 2017, https://tribune.com.pk/story/1505904/ahmadiyya-communitys-local-head-convicted-blasphemy-algeria/, (consultato il 29 marzo 2018).

[15] ‘Algeria’s Ahmadis forced to worship behind closed doors’, The New Arab, 26 agosto 2017, https://www.alaraby.co.uk/english/society/2017/8/26/algerias-ahmadis-forced-to-worship-behind-closed-doors, (consultato il 29 marzo 2018).

[16] ‘Mohamed Aïssa : «Notre référent religieux est menacé par une invasion sectaire»’, Algérie patriotique, 9 ottobre 2016, https://www.algeriepatriotique.com/2016/10/09/mohamed-aissa-notre-referent-religieux-est-menace-par-une-invasion-sectaire/, (consultato il 29 marzo 2018).

[17] July 2017.

[18] Intervista a Mohamed Aïssa, ministro algerino di Awqaf, Radio Algérie, 23 febbraio 2017, https://www.youtube.com/watch?v=LVJxiWiyQ9U, (consultato il 20 marzo 2018).

[19] ‘L’Algérie adopte une nouvelle constitution contestée par l’opposition’, Le Parisien, 7 febbraio 2016, http://www.leparisien.fr/international/l-algerie-a-adopte-une-nouvelle-constitution-contestee-par-l-opposition-07-02-2016-5523183.php#xtref=http%3A%2F%2Fwww.google.de%2Furl%3Fsa%3Dt%24rct%3Dj%24q%3D%24esrc%3Ds%24frm%3D1%24source%3Dweb%24cd%3D15%24cad%3Drja%24uact%3D8%24ved%3D0ahUKEwiz5NyhvpPMAhXJ2ywKHXs_AMY4ChAWCD4wBA%24url%3Dhttp%253A%252F%252Fwww.leparisien.fr%252Finternational%252Fl-algerie-a-adopte-une-nouvelle-constitution-contestee-par-l-opposition-07-02-2016-5523183.php%24usg%3DAFQjCNF8usXtJ0CjeEUSQ-mj5v4_uX7bCA%24bvm%3Dbv.119745492%2Cd.bGg, (consultato il 10 aprile 2018).

[20] ‘Révision de la constitution. Une pomme de discorde nommée liberté de culte’, Algérie Focus, 15 dicembre 2015, http://www.algerie-focus.com/2015/12/revision-de-la-constitutionla-liberte-de-culte-au-sein-du-palais-del-mouradia/, (consultato il 10 aprile 2018).

[21] Amayas Zmirli, ‘Algérie – Mgr Paul Desfarges : « Nous préférons continuer à parier sur le vivre-ensemble »’, Le Point, 24 dicembre 2017, http://afrique.lepoint.fr/culture/algerie-mgr-paul-desfarges-nous-preferons-continuer-a-parier-sur-le-vivre-ensemble-24-12-2017-2182289_2256.php, (consultato il 10 aprile 2018).

[22] “Tunisia army clashes with armed group on Algeria border”, Middle East Monitor, 29 marzo 2018, https://www.middleeastmonitor.com/20180329-tunisia-army-clashes-with-armed-group-on-algeria-border/, (consultato il 10 aprile 2018).

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