Religione

1.763.000Popolazione

267.667 Km2Superficie

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

Il Gabon è governato dalla Costituzione del 1991, che è stata in seguito emendata nell’agosto 2003 e nel gennaio 2018. L’ultima riforma costituzionale non ha modificato l’articolo 1 che (paragrafo 2) riconosce «le libertà di coscienza, pensiero, opinione, espressione e comunicazione, nonché la libera pratica della
religione, che è garantita per tutti, a patto che si rispetti l’ordine pubblico» [1] . A causa di questo provvedimento legislativo, nell’aprile 2012 il Ministero per gli Affari interni ha bandito una Chiesa denominata “Plenitude Exode”, dopo che questa aveva ricevuto diversi richiami per disturbo della quiete pubblica, a causa del gran rumore provocato dalle funzioni notturne [2].

La Costituzione sancisce il carattere laico dello Stato. L’articolo 1 (paragrafo 13) garantisce «il diritto a istituire associazioni [. . .] e comunità religiose [. . .] secondo i termini fissati dalla legge», e permette alle «comunità religiose di gestire e amministrare i propri beni autonomamente, nel rispetto dell’ordine
pubblico [e] della sovranità nazionale». Infine è stabilito che sono proibiti tutti gli atti di discriminazione fondati su qualsivoglia base, inclusa l’affiliazione religiosa.

La registrazione ufficiale dei gruppi religiosi non è obbligatoria, ma il governo consiglia tale procedura al fine di poter usufruire di una piena tutela costituzionale. Il Ministero dell’Interno possiede un elenco di tutti i gruppi registrati, che a differenza degli altri non sono tenuti a chiedere un permesso di costruzione per edificare i propri edifici di culto. Una volta ottenuto il riconoscimento ufficiale in quanto organizzazione senza scopo di lucro, i gruppi possono inoltre richiedere un certificato di esenzione dalle tasse. I gruppi religiosi che non effettuano la registrazione sono comunque liberi di svolgere le proprie attività, ma sono tenuti a pagare dazi doganali per il materiale importato e non possono usufruire dell’esenzione dalle tasse.

Pur essendo uno Stato laico, il Gabon è membro della Conferenza Islamica. Tuttavia, nel 1977, il Paese è stato la prima nazione africana a firmare un accordo bilaterale con la Santa Sede [3] . Tale documento, tuttora in vigore, riconosce pieni diritti giuridici alla Chiesa cattolica e a tutte le sue istituzioni, e garantisce
inoltre il riconoscimento civile dei matrimoni contratti con rito cattolico.

Cattolici, protestanti e musulmani rappresentano i principali gruppi religiosi e gestiscono scuole di primo e secondo grado. Gli istituti devono tuttavia essere preventivamente registrati presso il Ministero dell’Educazione.

Le seguenti festività religiose sono riconosciute a livello nazionale: Ognissanti, Ascensione, Assunzione di Nostra Signora, Natale, Pasqua, Lunedì dell’Angelo, Pentecoste, Eid al-Fitr ed Eid al-Kebir.

Incidenti

In seguito alle elezioni presidenziali del 26 agosto 2016, si sono verificati degli scontri tra i sostenitori del partito al governo, i quali acclamavano la vittoria del presidente Ali Bongo, e l’opposizione, che invece contestava i risultati delle consultazioni. In una lettera a sua firma del 6 settembre 2016, il presidente della
Conferenza episcopale del Paese e vescovo di Mouila, monsignor Mathieu Madega, denunciava «la mancanza di verità del processo democratico e il mancato rispetto dei diritti umani» [4] . Molti membri del clero locale ed eminenti leader laici hanno ritenuto che il messaggio dei vescovi non denunciasse apertamente le gravi irregolarità registrate durante le elezioni, nonché la pesante repressione ai danni
dell’opposizione che è seguita alle consultazioni. Molti cattolici sostengono che il confronto con le autorità sia stato scientemente evitato dall’episcopato locale, il quale ha mancato di far riferimento ai brogli elettorali nella propria dichiarazione [5] .

In seguito alle consultazioni, don Dimitri Ayatebe Ename, sacerdote diocesano di Libreville e direttore degli studi del seminario minore di Saint Jean, ha denunciato nel corso di un’omelia tenuta il 16 ottobre 2016 «il sistema politico dittatoriale, cinico, oscuro, perverso e omicida» del Paese» [6] . Quattro giorni dopo, il 20 ottobre, il Ministro per gli Affari interni Lambert-Noël Matha, ha inviato una lettera di denuncia al rettore del seminario, padre Laurent Manvoula, inviandone copia anche all’arcivescovo di Libreville, monsignor Basile Mve Engore. Il membro del governo accusava don Ayatebe di offendere le istituzioni della Repubblica. Secondo il ministro, il sacerdote avrebbe inoltre fatto riferimento ai risultati
elettorali «in maniera settaria» [7]

Prospettive per la libertà religiosa

Il dialogo interreligioso tra i più importanti leader musulmani, protestanti e cattolici, mostra come non vi siano significative pressioni sociali o azioni tese a limitare la libertà religiosa. I leader delle tre fedi si incontrano regolarmente, partecipano ciascuno alle più importanti festività degli altri gruppi, e lavorano
insieme per promuovere la tolleranza religiosa e difendere la libertà di fede. La promozione del dialogo interreligioso e le diverse attività organizzate in tal senso includono dibattiti riguardanti tematiche religiose. Prima delle elezioni presidenziali dell’agosto 2016, i leader delle tre principali religioni hanno lanciato un comune appello per la pace nazionale e il dialogo interreligioso [8] .

Così come molte altre nazioni dell’Africa centrale, negli ultimi dieci anni il Gabon è stato teatro di crescenti tensioni politiche e sociali. Tuttavia finora non si è registrata alcuna tendenza che indichi che queste circostanze abbiano influito in modo negativo sulla libertà religiosa, un diritto che nel Paese è sempre stato tutelato. Non sembrerebbe quindi che il grado di rispetto della libertà religiosa sia destinato a subire cambiamenti nei prossimi anni.

Note / fonti

[1] Costituzione del Gabon del 1991 con emendamenti fino al 1997, constituteproject.org,
https://www.constituteproject.org/constitution/Gabon_1997.pdf (consultato l’11 febbraio 2018).

[2] ‘Pollution sonore à Libreville: le silence des autorités’, Gabon Review, 21 febbraio 2013,
http://www.bdpmodwoam.org/articles/2013/02/21/pollution-sonore-a-libreville-le-silence-des-
autorites/ (consultato il 9 febbraio 2018).

[3] Monsignor Lajolo, ‘Historique des concordats et accords conclus par le Saint-Siège’, Zenit, 15
novembre 2005, https://fr.zenit.org/articles/historique-des-concordats-et-accords-conclus-par-le-
saint-siege/ (consultato il 9 febbraio 2018).

[4] Mathieu Madega Lebouakehan, ‘Élection présidentielle Gabon/ Message des évêques du
Gabon’, Église catholique au Gabon, 6 settembre 2016, http://www.eglisecatholique-
gabon.org/election-presidentielle-gabon-message-des-eveques-du-gabon.html (consultato il 9
febbraio 2018).

[5]  Intervista del 12 gennaio 2018 ad un sacerdote che opera a Libreville.

[6] Loic Ntoutoume, ‘L’abbé Dimitri Ayatebe dans le collimateur de Lambert-Noël Matha’, Gabon
Review, 30 ottobre 2016, http://gabonreview.com/blog/labbe-dimitri-ayatebe-collimateur-de-
lambert-noel-matha/ (consultato il 9 febbraio 2018).

[7] Ntoutoume, Ibid.

[8] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Gabon”, Rapporto 2016 sulla libertà
religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato il 9 febbraio 2018).

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