Religione

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64.573 Km2Superficie

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

L’articolo 99 della Costituzione lettone garantisce la separazione tra Stato e Chiesa, nonché le «libertà di pensiero, coscienza e religione»[1]. I limiti a questi diritti sono definiti come qualsiasi atto che minaccia la sicurezza pubblica, il benessere, la morale e i diritti degli altri. Otto gruppi religiosi godono di privilegi speciali, ovvero luterani, cattolici, cristiani ortodossi, vecchi credenti, battisti, metodisti, avventisti del settimo giorno ed ebrei. I privilegi includono il diritto di offrire un’educazione religiosa nelle scuole pubbliche e di officiare matrimoni senza una licenza di matrimonio civile. Il Consiglio Ecclesiastico della Lettonia, un organo consultivo presieduto dal Primo Ministro, si incontra periodicamente per discutere questioni religiose e consigliare il governo. Le raccomandazioni formulate dal Consiglio non sono giuridicamente vincolanti. Nell’organismo sono rappresentati soltanto gli otto gruppi sopra menzionati[2].

La Legge del 1995 sulle organizzazioni religiose disciplina le questioni relative alla registrazione di realtà religiose[3]. I gruppi religiosi non sono tenuti per legge a registrarsi, ma soltanto così facendo possono godere di determinati diritti e privilegi. Questi includono lo status di entità giuridica necessario per possedere proprietà, la possibilità di condurre transazioni finanziarie e di offrire benefici fiscali ai propri donatori. I gruppi religiosi registrati sono autorizzati a svolgere attività religiose in ospedali, prigioni e unità militari. Con l’autorizzazione delle autorità locali, possono anche tenere funzioni in luoghi pubblici come parchi e piazze pubbliche. Se un gruppo non registrato svolge una di queste attività, è soggetto a una multa. Per registrarsi, un gruppo religioso deve avere almeno 20 membri di età superiore ai 18 anni regolarmente censiti nella popolazione nazionale. Se la registrazione di un gruppo religioso rappresenta una minaccia per i diritti umani, la democrazia o la sicurezza pubblica, il Ministero della giustizia ha il diritto di negare la domanda. La legge richiede che i gruppi religiosi si registrino ogni anno per i primi dieci anni[4]. Questa condizione è stata criticata dai rappresentanti di alcuni gruppi religiosi, che l’hanno come onerosa, specialmente per quei gruppi che sono stati presenti nel Paese non registrati da molti anni. I missionari stranieri possono ricevere un permesso di soggiorno, tenere riunioni o fare proselitismo se sono invitati da gruppi religiosi nazionali registrati.

La legge in Lettonia consente la macellazione halal e kosher.

Nel 2016 il Parlamento lettone ha adottato una legge che vieta il velo islamico integrale. Sebbene quasi nessuno indossi il velo integrale in Lettonia, fonti governative hanno giustificato la decisione come una misura preventiva rivolta ai futuri migranti[5].

Incidenti

Non vi sono state segnalazioni di episodi antisemiti o anti-islamici da parte del Difensore civico o del Ministero della Giustizia. I leader di entrambe le comunità ebraica e musulmana hanno tuttavia citato episodi di incitamento all’odio avvenuti online, perlopiù post sui social media o commenti dei lettori agli articoli di notizie. Per il Centro Culturale Islamico in Lettonia, l’islamofobia è un problema, principalmente a causa del diffuso sentimento anti-immigrazione. I membri della stessa comunità musulmana, in maggioranza lettoni convertiti all’Islam, non hanno incontrato invece problemi di discriminazione[6].

Secondo Russia Today, le autorità lettoni hanno a volte mostrato un atteggiamento indulgente nei confronti dei graffiti contenenti delle svastiche oppure delle esposizioni del simbolo nazista altamente offensivo nei riguardi delle vittime dell’Olocausto. Un caso del genere si è verificato durante il periodo natalizio del 2017, quando un’enorme svastica è esposta come decorazione natalizia sulla facciata di una casa di Saldus, una città nella parte occidentale della Lettonia[7].

Nel 2016 la leadership del Centro Culturale Islamico in Lettonia ha criticato il ritardo nell’apertura di un nuovo centro di preghiera, definendolo ingiustificato e discriminatorio. In una dichiarazione, il consiglio comunale della città di Riga ha dichiarato che ciò era dovuto al mancato rispetto dei requisiti di sicurezza e antincendio. Il problema è rimasto irrisolto dal febbraio 2016 fino alla fine dello stesso anno[8]. Secondo il sito Internet del Centro, il nuovo edificio è ora in uso[9].

Sempre nel 2016, la polizia di sicurezza lettone ha riferito che la tendenza alla radicalizzazione di alcuni musulmani osservata nel resto dell’Europa non aveva risparmiato la comunità della Lettonia[10]. Negli ultimi anni, le autorità hanno identificato più persone con tendenze estremiste, compresi individui che hanno espresso l’intenzione di aderire al gruppo terroristico dello Stato Islamico (ISIS). Secondo la polizia, la società lettone rimane tuttavia molto moderata rispetto a quella di altri Paesi dell’UE, con, nel migliore dei casi, soltanto piccoli gruppi marginali che sono radicalizzat.

Un rappresentante del Centro Culturale Islamico in Lettonia ha riferito alla stampa che il «senso di alienazione» provato da alcuni musulmani lettoni potrebbe essere una delle ragioni che li ha spinti a partire per la Siria per unirsi alle fila di ISIS. Secondo le forze di sicurezza, nel 2016 meno di 10 lettoni si sono arruolati nel gruppo terroristico. Da allora non vi sono stati aggiornamenti ufficiali. A Riga, i fedeli di una moschea locale hanno dichiarato ai media che la radicalizzazione è stata fortemente scoraggiata[11].

Prospettive per la libertà religiosa

Come altrove in Europa, vi è una tendenza preoccupante verso la radicalizzazione di alcuni musulmani lettoni. Il fenomeno viene monitorato da vicino dalla polizia e fortemente scoraggiato dalle autorità religiose islamiche. Per ora, la situazione generale rimane stabile per le varie comunità religiose della Lettonia.

Note / fonti

[1] Costituzione lettone del 1922, reintegrata nel 1991, con emendamenti fino al 2016, constituteproject.org, https://www.constituteproject.org/constitution/Latvia_2016.pdf?lang=en, (consultato il 29 aprile 2018).

[2] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Lettonia”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense, https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato il l’8 marzo 2018).

[3]Leggi sulle organizzazioni religiose, Università degli Studi Roma Tre, http://host.uniroma3.it/progetti/cedir/cedir/Lex-doc/Let_L_1995.pdf, (consultato il 22 marzo 2018).

[4]Articolo 8.4, ibid.

[5]Rachael Pells, ‘Islamic face veil to be banned in Latvia despite being worn by just three women in entire country’, The Independent, 26 aprile 2016, https://www.independent.co.uk/news/islamic-muslim-face-veil-niqab-burqa-banned-latvia-despite-being-worn-by-just-three-women-entire-a6993991.html, (consultato il 19 febbraio 2018).

[6]Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[7] ‘Latvian man lights up swastika Christmas ornament, authorities say it’s a folk symbol’, Russia Today, 17 dicembre 2018, https://www.rt.com/news/413433-latvian-display-not-swastika/, (consultato il 19 febbraio 2018).

[8]Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[9] Homepage, Islamic Cultural Centre in Latvia, http://www.likc.lv/en/?page_id=1317, (consultato il 21 febbraio 2018. Siti chiuso nell’aprile 2018)

[10]‘Latvia’s Muslim community affected by radicalisation’, The Baltic Times, 14 marzo 2016, https://www.baltictimes.com/latvia_s_muslim_community_affected_by_radicalisation/, (consultato il 20 febbraio 2018).

[11]Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

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