Religione

1.309.000Popolazione

45.227 Km2Superficie

Leggi il Rapporto
keyboard_arrow_down

homekeyboard_arrow_rightEstonia

Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

La Costituzione stabilisce la separazione tra Chiesa e stato. L’articolo 40 dichiara che gli individui sono liberi di appartenere a qualsiasi gruppo religioso e praticare qualsiasi religione, da soli o con altri, pubblicamente o privatamente, a patto che ciò non arrechi «danno all’ordine pubblico, alla salute o alla morale» [1]. L’articolo 12 vieta l’istigazione all’odio religioso, alla violenza o alla discriminazione. Secondo l’articolo 124, gli obiettori di coscienza hanno il diritto costituzionale di rifiutare il servizio militare per motivi religiosi, ma sono tenuti per legge a svolgere un servizio alternativo.

La “legge sulle Chiese e le Congregazioni” [2] del 2002 regola le attività delle associazioni e società religiose. Le associazioni religiose sono definite come «chiese, congregazioni, associazioni di congregazioni e monasteri». Le società religiose sono definite come «associazioni di volontariato» le cui attività principali sono di natura religiosa o ecumenica relative a «morale, etica, educazione, cultura, confessione o ecumenismo, diaconato e riabilitazione sociale al di fuori delle forme tradizionali dei riti religiosi di una chiesa o di congregazione e che non hanno bisogno di essere collegato ad una specifica associazione ecclesiale di congregazioni o congregazioni».

Le associazioni religiose devono registrarsi presso il Tribunale di Tartu [3]. Le Chiese, le congregazioni e le associazioni di congregazioni sono obbligate a istituire un proprio consiglio di amministrazione i cui membri devono essere cittadini estoni o residenti legali. I monasteri hanno bisogno di un superiore (eletto o nominato) [4]. Per presentare una richiesta di registrazione formale, un’associazione religiosa ha bisogno di un minimo di 12 membri. I membri del consiglio di amministrazione devono firmare e autenticare la domanda di registrazione, che deve contenere anche i verbali della sua riunione costitutiva e una copia degli statuti dell’associazione.

La registrazione da parte delle associazioni religiose rientra nella legge sulle associazioni no-profit. Ciò offre alle associazioni religiose registrate alcune agevolazioni fiscali, come l’esenzione dall’imposta sul valore aggiunto. Complessivamente, circa 550 associazioni religiose sono registrate presso le autorità [5]. Le associazioni religiose non registrate possono svolgere attività religiose ma non possono agire come entità giuridiche [6].

Anche le società religiose rientrano nella legge sulle associazioni no-profit. Allo stesso modo delle associazioni religiose, anche queste godono di certi vantaggi fiscali. Per registrarsi ai sensi della suddetta legge, i fondatori di una società religiosa devono redigere un contratto costitutivo e degli statuti e presentare la loro domanda in forma elettronica o cartacea al registro delle imprese [7].

Secondo il Rapporto internazionale 2016 sulla libertà religiosa nel mondo [8], il governo estone ha finanziato il Consiglio delle Chiese estoni, un organismo di 10 Chiese che include la Chiesa luterana e le due Chiese ortodosse del Paese. Le autorità non hanno avuto alcun ruolo nell’assegnazione dei fondi. Parte del denaro è andato alle singole Chiese, alcuni fondi sono stati utilizzati in progetti ecumenici e altri sono stati investiti nella formazione di funzionari della Chiesa che possano operare all’interno della società civile. Il governo ha consultato i rappresentanti della comunità musulmana dell’Estonia e il Consiglio delle Chiese nel redigere la legislazione sui rifugiati e l’immigrazione.

Nel gennaio 2018 il governo ha deciso di pagare un risarcimento alle Chiese che hanno sofferto durante la seconda guerra mondiale. La Chiesa luterana estone riceverà 6,8 milioni di euro, mentre la Chiesa ortodossa apostolica estone riceverà 1,4 milioni di euro. In cambio del denaro, le due Chiese rinunceranno a tutte le ulteriori richieste di restituzione. La Chiesa ortodossa estone legata al Patriarcato di Mosca ha criticato la decisione e non riceverà alcun risarcimento
nonostante le sofferenze patite durante la guerra [9].

Incidenti

Secondo un rapporto della rivista TIME, l’Estonia, a differenza di altri Paesi, non ha avuto una reazione anti-musulmana su vasta scala collegata alla crisi dei rifugiati [10]. Il governo rimane uno dei più desiderosi di attuare il piano di ricollocazione dei rifugiati dell’Unione europea. Gli atteggiamenti all’interno della popolazione potrebbero essere descritti come quasi indifferenti. Tuttavia, il rapporto osserva che questo potrebbe cambiare in futuro a causa della schiacciante insoddisfazione dei rifugiati in relazione al piano di ricollocazione stesso. Molti rifugiati preferirebbero rischiare raggiungendo la Germania, come inizialmente intendevano, piuttosto che integrarsi in una società che non hanno scelto. La loro critica include la mancanza di strutture religiose adeguate, quali le moschee e il cibo halal. Il rapporto suggerisce che in futuro l’atteggiamento della popolazione locale estone potrebbe cambiare in senso negativo a causa di un’apparente ingratitudine da parte dei rifugiati che ricevono gli stessi benefici della popolazione locale.

Alcuni media locali, come il quotidiano Eesti Paevaleht, hanno segnalato una maggiore ostilità anti-islamica rispetto agli anni precedenti, ma è difficile determinare se questa si basa unicamente sull’identità religiosa poiché la religione e l’etnicità spesso si sovrappongono [11].

Nel frattempo, ‘Soldiers of Odin’, un’organizzazione di estrema destra nata in Finlandia, ha guadagnato una certa popolarità anche in Estonia. I suoi membri hanno preso a pattugliare le strade per monitorare i movimenti dei rifugiati. I musulmani sono esplicitamente esclusi come reclute. Hannes Hanso, ministro della Difesa estone, ha criticato i gruppi di vigilanti definendo i loro obiettivi come alquanto discutibili [12].

Il Partito Popolare Conservatore dell’Estonia, che attualmente detiene sette
seggi in Parlamento, sostiene alcune misure dirette contro musulmani, ebrei e cristiani ortodossi, tra cui il divieto di nuove moschee e di chiese ortodosse orientali. Uno dei suoi membri, Georg Kirsberg, disse che voleva depenalizzare la negazione dell’olocausto e promuovere «un corretto insegnamento della storia del Terzo Reich». Il leader del partito ha detto che tali affermazioni non rientravano nella politica di partito [13].

Nonostante il caso appena citato, gli episodi antisemiti rimangono molto rari in Estonia. I membri della comunità ebraica hanno affermato di sentirsi molto sicuri e trattati con calore [14].

Prospettive per la libertà religiosa

Come negli anni precedenti, la situazione in Estonia rimane molto stabile, con pochi o nessun incidente di violenza religiosa. Per la maggior parte dei gruppi religiosi non vi sono stati cambiamenti importanti. Tuttavia, con l’intensificarsi della crisi dei rifugiati, è possibile che l’atteggiamento della società nei confronti dei musulmani possa peggiorare. Finora, la maggior parte degli estoni è stata in gran parte indifferente nei confronti dei rifugiati. Alcune congregazioni luterane (Harju Risti e Talinn Bethel) hanno aiutato le famiglie di rifugiati a trovare alloggio [15].

Note / fonti

[1] Costituzione dell'Estonia del 1992 con emendamenti fino al 2015, constituteproject.org,
https://www.constituteproject.org/constitution/Estonia_2015.pdf?lang=en, (consultato il 23 marzo 2018).

[2] Legge sulle Chiese e le Congregazioni (2002), Riigi Teataja (Gazzetta di Stato),
https://www.riigiteataja.ee/en/eli/530102013065/consolide, (consultato il 23 marzo 2018).

[3] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Estonia”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,
http://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm?year=2016&dlid=268810 (consultato il 23 marzo 2018).

[4] Legge sulle Chiese e le Congregazioni (2002), op. cit.

[5] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[6] Legge sulle Chiese e le Congregazioni (2002), op. cit.

[7] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[8] Ibid.

[9] ‘Estonia: rząd zapłaci Kościołom odszkodowania za straty wojenne’ (Estonia: il governo pagherà il risarcimento alle chiese per le perdite di guerra),wiadomosci.onet.pl, 24 gennaio 2018,
https://wiadomosci.onet.pl/swiat/estonia-rzad-zaplaci-kosciolom-odszkodowania-za-straty-
wojenne/bb35m68, (consultato il 23 marzo 2018).

[10] Aryn Baker ‘When Home isn’t where the Heart is’, TIME.com, 25 maggio 2017,
http://time.com/4793913/finding-home-estonia-where-the-heart-is/ (consultato il 23 marzo 2018).

[11] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[12] Sam Klingsley, ‘Estonian Defense Ministry doesn’t want anti-migrant groups patrolling streets’, Russia Today, 16 febbraio 2016, https://www.rt.com/news/332683-estonia-anti-migrant-patrols-odin/, (consultato il 23 marzo 2018).

[13] ‘Estonian politician vows to legalize Holocaust denial’, Jerusalem Post, 3 giugno 2017,
http://www.jpost.com/Diaspora/Estonian-politician-vows-to-legalize-Holocaust-denial-494661,
(consultato il 23 marzo 2018).

[14] Tamara Zieve, ‘Estonia celebrates 10 years of first Jewish Community Center since WWII’,Jerusalem Post, 27 maggio 2017,http://www.jpost.com/Diaspora/Estonia-celebrates-10-years-of-first-Jewish-Community-Center-since-WWII-494058, (consultato il 23 marzo 2018).

[15] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

Riguardo a noi

Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN) è una Fondazione pontificia, Nata nel 1947, ogni anno sostiene più di 6mila progetti in oltre 140 Paesi nel mondo. Attraverso tre pilastri – informazione, preghiera e azione – ACN aiuta i cristiani ovunque essi siano perseguitati, oppressi o in difficoltà.