Religione

37.800Popolazione

160 Km2Superficie

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

Il Liechtenstein, un piccolo Stato di lingua tedesca, è una monarchia ereditaria costituzionale con una forma di governo democratica e parlamentare guidata dal principe del Liechtenstein. Il Paese è tra i primi al mondo per prodotto interno lordo pro capite ed è la seconda nazione più ricca (in base al prodotto interno lordo pro capite) dopo il Qatar[1].

Secondo gli ultimi dati disponibili (relativi al 2010), i cattolici rappresentano 76 percento della popolazione, mentre i membri della Chiesa evangelica riformata rappresentano il 6,5 percento[2].

La maggior parte dei musulmani è sunnita e proviene soprattutto da Turchia, Kosovo e Bosnia-Erzegovina[3]. Nel Paese vi sono inoltre 30 ebrei[4].

La Costituzione afferma che ogni persona ha la libertà di scegliere la propria fede (articolo 37) e garantisce parità di diritti politici e civili a tutti (articolo 39) pur assicurando alla Chiesa cattolica una posizione privilegiata (articoli 37 e 38).

Non vi è alcuna legge che richieda ai gruppi religiosi di registrarsi presso lo Stato. Le comunità religiose hanno la libertà di istituire associazioni private, per le quali è tuttavia obbligatoria una autorizzazione da parte del registro commerciale. Se i gruppi registrano le proprie associazioni seguendo questa procedura, possono ricevere un contributo governativo per diversi tipi di attività, incluso l’impartire l’educazione religiosa nelle scuole[5].

L’educazione religiosa è offerta nelle scuole primarie e secondarie. Nelle scuole primarie, seguire corsi di religione cattolica o protestante è obbligatorio. Detto ciò ai genitori è tuttavia permesso fare richiesta all’ufficio per l’educazione affinché i loro figli vengano esonerati dal seguire i suddetti corsi. La Chiesa cattolica controlla il programma scolastico per quanto riguarda l’educazione cattolica, in larga parte senza alcuna ingerenza da parte dello Stato. Anche l’educazione islamica è offerta (come materia facoltativa) nelle scuole primarie ed è in parte finanziata dai fondi dello Stato per l’integrazione, pur lasciando alla comunità islamica la libertà di selezionare gli insegnanti[6].

Nelle scuole secondarie, i genitori e gli studenti possono scegliere se frequentare i corsi di educazione religiosa. Da una parte possono decidere di seguire i corsi di educazione cattolica, che organizza la comunità cattolica e sono finanziati dal governo. Oppure possono optare per dei corsi in cui la religione e la cultura sono insegnate da un punto di vista generale e da una prospettiva più che altro sociologica.

L’educazione alla tolleranza ha una grande importanza nell’educazione sociale, religiosa e culturale. Nell’ambito dei programmi di educazione religiosa tutte le fedi, è incluso inoltre un corso sulla religione e sulla cultura che comprende studi su materie inter-confessionali e sulle principali religioni del mondo[7].

Il codice penale del Liechtenstein proibisce l’incitamento pubblico all’odio o alla discriminazione contro gruppi i religiosi o gli individui sulla base dell’affiliazione religiosa, e vieta l’appartenenza a qualsiasi tipo di associazione che miri a promuovere la discriminazione contro i gruppi religiosi o gli individui[8].

La macellazione degli animali senza stordimento è proibita per legge, il che rende la procedura di macellazione per cibi kosher o halal illegale. Importare la carne ottenuta con questi due metodi è invece consentito[9].

Al fine di ottenere un permesso di soggiorno, il personale religioso straniero deve aver completato i propri studi teologici, appartenere a un gruppo religioso conosciuto a livello nazionale ed avere come sponsor un membro del clero del medesimo gruppo religioso che sia residente nel Paese.

Incidenti

Negli ultimi anni non si è verificato alcun incidente riguardante la libertà religiosa. Tuttavia il 4 e il 5 luglio 2017, la Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite (HRC) ha messo in discussione lo stretto legame tra lo Stato e la Chiesa cattolica[10], che è finanziata dallo Stato attraverso le municipalità comunali di tutto il Paese[11].  Le minoranze religiose vengono invece registrate come associazioni private e devono effettuare una richiesta per ottenere un contributo statale. Analizzando la situazione dello Stato, il rapporto dell’HRC esprime preoccupazione[12] in merito all’impatto che questi stretti legami tra lo Stato e la Chiesa cattolica possono avere sulla tutela della libertà religiosa così come intesa dalla Convenzione internazionale sui Diritti civili e politici.

In risposta, la delegazione del Liechtenstein ha affermato che le proposte di emendamenti costituzionali intendevano offrire un riconoscimento alle altre comunità, a patto che queste riuscissero a soddisfare determinati criteri quali esempio avere un minimo di 200 seguaci ed essere presenti in Liechtenstein da più di 20 anni, nonché rispettare l’ordine pubblico[13].

Nelle proprie raccomandazioni, il Comitato per i diritti umani dell’Onu[14]ha chiesto al Liechtenstein di assicurare che: «(a) si raddoppino gli sforzi per raggiungere un accordo con i comuni a statuto speciale al fine di modificare la Costituzione; (b) siano finanziate le organizzazioni religiose di tutte le comunità di fede sulla base dell’uguaglianza senza limitare tali finanziamenti agli sforzi mirati all’integrazione delle comunità di minoranza; (c) la legge garantisca uguali diritti a tutti i gruppi di ogni fede e credo».

Prospettive per la libertà religiosa

La popolazione del Liechtenstein è lentamente diventata sempre più pluralistica negli ultimi decenni. Mentre i cattolici rappresentavano più del 95 percento della popolazione negli anni Trenta e Quaranta del 1900, e circa il 90 percento negli anni Settanta, la loro proporzione ha iniziato da allora a diminuire costantemente, raggiungendo il 76 percento nel 2010.

Una riorganizzazione delle relazioni tra lo Stato e le comunità religiose è al vaglio delle autorità. Tale riorganizzazione pianificata mira a creare delle basi legali uniformi per le relazioni tra lo Stato e le comunità religiose, portando così ad un equo trattamento di tutti i gruppi religiosi.

Tuttavia, durante l’analisi effettuata dalla Commissione per i Diritti umani dell’Onu, la delegazione del Liechtenstein ha espresso il proprio rammarico per il fatto che i progressi relativi alla separazione tra Stato e religione difficilmente potranno avvenire nel prossimo futuro. Il nodo centrale di tale difficoltà sta nel fatto che i comuni a statuto speciale del Paese si oppongono a risolvere il problema delle proprietà possedute congiuntamente dalle istituzioni religiose e statali.

Note / fonti

[1] “Liechtenstein”, The Association of Religion Data Archives, 2015, http://www.thearda.com/internationalData/countries/Country_133_1.asp, (consultato nel gennaio del 2018).

[2] Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, Considerazione dei rapporti presentati dagli Stati in base all’articolo 40 della Convenzione, Centro per i Diritti politici e civili, 12 maggio 2016, http://ccprcentre.org/files/documents/CCPR:C:LIE:2.pdf , (consultato nel gennaio del 2018).

[3] The Association of Religion Data Archives, op. cit.

[4] Costituzione del Principato del Liechtenstein, Servizio legislativo del Governo del Principato del Liechtenstein, 2003, http://hrlibrary.umn.edu/research/liechtenstein-constitution.pdf, (consultato il 13 febbraio 2018).

[5] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Liechtenstein”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense, https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato nel gennaio del 2018).

[6] Ibid.

[7] Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, op. cit.

[8] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[9] Ibid.

[10] “Liechtenstein: implementazione della Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici considerati i problemi legati alla disuguaglianza di genere e alla libertà religiosa”, Centro per i Diritti politici e civili (CCPR-Centre), 2017, http://ccprcentre.org/ccprpages/liechtenstein-implementation-of-iccpr-affected-by-issues-related-to-gender-inequality-and-religious-freedom, (consultato nel gennaio del 2018).

[11] Costituzione del Principato di Liechtenstein, op. cit.

[12] Centro per i Diritti politici e civili (CCPR-Centre), op. cit.

[13] Ibid.

[14] Ibid.

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