Religione

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65.286 Km2Superficie

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

L’articolo 26 della Costituzione[1] stabilisce che non vi è alcuna religione di Stato e prevede il diritto delle persone di scegliere liberamente qualsiasi religione o credo, professare la propria religione e tenere riti religiosi, individualmente o con altri, in privato o in pubblico, e praticare e insegnare le loro credenze. La Carta afferma che nessuno può essere obbligato – né costringere gli altri a farlo – a scegliere o a professare una religione o un credo. La Costituzione si riserva il diritto di limitare la libertà di professare e diffondere credenze religiose al fine di proteggere la salute, la sicurezza, l’ordine pubblico o i diritti e le libertà fondamentali degli altri. L’articolo 25 limita la libertà di espressione per prevenire l’incitamento all’odio religioso, alla violenza o alla discriminazione. L’articolo 27 stabilisce che le credenze religiose non possono servire come giustificazione per il mancato rispetto delle leggi.

L’articolo 4 della “legge sulle comunità religiose e sulle organizzazioni” del 1995[2] divide i gruppi religiosi in (1) comunità religiose, (2) associazioni religiose, che comprendono almeno due comunità religiose sotto una leadership comune e (3) centri religiosi, che sono organi di governo delle associazioni religiose.

L’articolo 5 della legge riconosce come «tradizionali» quei gruppi religiosi che possono rintracciare la loro presenza nel Paese da almeno 300 anni, elencando nove gruppi religiosi «tradizionali»: cattolici, cattolici, evangelici, riformati evangelici, ortodossi russi, vecchi credenti, ebreo, musulmani sunniti e caraiti. I gruppi religiosi tradizionali non hanno bisogno di registrarsi presso il governo. Possono celebrare matrimoni riconosciuti dallo Stato, istituire scuole private o pubbliche congiunte, offrire l’educazione religiosa nelle scuole pubbliche e beneficiare di fondi pubblici su base annuale[3] Il governo contribuisce alla sicurezza sociale e ai piani sanitari dei membri del clero, degli ordini monastici e dei religiosi che appartengono a gruppi religiosi tradizionali. Questi ultimi sono anche esentati dal pagamento delle tasse di assicurazione sociale e sanitaria per i membri del clero, gli ordini monastici e la maggior parte degli altri religiosi[4].

Secondo l’articolo 6 della “legge sulle comunità religiose e sulle organizzazioni”, altre associazioni religiose (non tradizionali) possono richiedere al Ministero della Giustizia il riconoscimento statale se sono state registrate ufficialmente nel Paese per almeno 25 anni[5]. Il Parlamento lituano (Seimas) vota quindi se concedere questo status su raccomandazione del Ministero della Giustizia. L’Unione evangelica battista della Lituania, la Chiesa avventista del settimo giorno e l’Unione cristiana dei credenti evangelici pentecostali sono gli unici gruppi religiosi non tradizionali riconosciuti dallo Stato[6].

I gruppi religiosi devono registrarsi se vogliono aprire un conto in banca, possedere proprietà e operare legalmente come una comunità. Tutti i gruppi religiosi registrati possono legalmente possedere proprietà da utilizzare per vari scopi come case di preghiera o abitazioni, oltre a richiedere i permessi di costruzione per edificare le strutture di cui hanno bisogno per le loro attività religiose[7].

Le comunità religiose tradizionali ricevono fondi pubblici per il mantenimento delle loro case di preghiera e altre necessità. Ciò comporta un fondo base di 3.075 euro (3.240 dollari americani), oltre ad una quota variabile basato sulla dimensione di ciascuna comunità[8].

Nel 2018 i fondi sono stati quasi raddoppiati rispetto all’anno precedente. Ciò indica un maggiore sostegno del governo nei confronti dei gruppi religiosi[9].

Incidenti

I commenti antisemiti e anti-islamici diffusi su Internet sono stati all’ordine del giorno durante il periodo in esame. Vi sono attacchi ricorrenti contro gli ebrei, accusati di dominare l’economia, controllare gli Stati Uniti o di credere di essere il popolo eletto. I musulmani, d’altra parte, sono spesso collegati al terrorismo. È possibile che questo possa essere il risultato di troll che sono divenuti sempre più attivi su Internet negli ultimi anni. Vi sono rapporti di gruppi di volontari civili che si stanno formando per combattere la crescente ondata di incitamento all’odio e disinformazione tramite Internet[10].

Nella comunità delle organizzazioni non governative, alcuni gruppi che includono l’Istituto per gli studi etnici, assieme a membri della comunità musulmana della Lituania, hanno segnalato un costante aumento del sentimento anti-islamico a causa dell’attuale afflusso di rifugiati[11]. La maggior parte delle centinaia di rifugiati accolti nell’ambito del programma europeo di trasferimento dei rifugiati ha lasciato il Paese a causa dei maggiori benefici offerti loro in Germania[12].

Nel gennaio 2018 la Corte europea per i diritti umani ha dichiarato legale l’uso di simboli religiosi nella pubblicità. Il tribunale ha multato il governo lituano per aver punito una società che aveva usato le immagini di Cristo e Maria nelle proprie pubblicità nel 2012[13].

Nell’ottobre 2017 si è tenuto un dibattito pubblico sulla pubblicità relativa all’apertura di una nuova filiale della catena di supermercati discount Lidl[14] con sede principale in Germania. La pubblicità mostrava una vista della città lituana di Kaunas, con tutti i simboli cristiani, come le croci in cima alle numerose chiese, eliminati dall’immagine. Le reazioni sono state in larga parte negative. La società ha dichiarato che non era intenzionale, ma, come hanno osservato diversi commentatori, la società tedesca ha utilizzato la stessa tattica di marketing per cancellare simboli religiosi dalle immagini di altri Paesi, tra cui Grecia, Italia, Belgio e Germania. La compagnia ha difeso la pratica in nome della neutralità religiosa.

Nel febbraio 2018 il difensore civico per l’etica e le procedure accademiche, Vigilijus Sadauskas, è stato invitato a dimettersi dopo aver proposto di premiare una tesi di ricerca sui crimini ebraici nel XX secolo. Sadauskas ha difeso la proposta dicendo che voleva vedere come il pubblico avrebbe reagito alla nozione di responsabilità collettiva di un gruppo per le azioni di pochi individui. L’uomo sostiene che la Lituania nel suo insieme è considerata colpevole per i crimini dei singoli lituani, mentre la nazione ebraica è esente da tale sentenza. Finora si è rifiutato di dimettersi. Il caso è giunto in un momento di dibattito pubblico sulla nozione della colpa collettiva delle nazioni per le atrocità del tempo di guerra. La Lituania ha bandito tali richieste nel 2010, ma la discussione è stata ripresa dopo che la vicina Polonia ha adottato una legge simile[15].

Prospettive per la libertà religiosa

Rispetto agli anni precedenti, le tensioni sociali relative alla religione sono leggermente aumentate. Questo può essere attribuito a specifici incidenti, ma anche a un maggiore interesse dei media nei confronti di questi casi.

Il governo è attivo nel promuovere la tolleranza religiosa e un maggiore sostegno finanziario alle comunità religiose, mentre le autorità giudiziarie rimangono molto sensibili a qualsiasi reclamo relativo ad abusi e discriminazioni. Il 25 marzo 2018, si è tenuta in Parlamento un’audizione sui cristiani perseguitati. Tra gli argomenti discussi vi è stata la nomina di un ambasciatore per la libertà di religione internazionale e la cooperazione diretta con le Chiese nei Paesi in cui ha luogo la persecuzione anticristiana[16].

A livello sociale, vi sono state diverse proteste relative a pubblicità percepite come blasfeme, affermazioni considerate antisemite e ostilità verso profughi prevalentemente musulmani. Nel complesso, la situazione è stabile.

Note / fonti

[1]Costituzione della Lituania del 1992 con emendamenti fino al 2006, constituteproject.org, https://www.constituteproject.org/constitution/Lithuania_2006.pdf?lang=en, (consultato il 22 marzo 2018).

[2]La legge sulle comunità e organizzazioni religiose, Repubblica di Lituania, http://www.litlex.lt/litlex/eng/frames/laws/Documents/332.HTM (consultato il 22 marzo 2018).

[3]Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Lituania”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense, https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato l’8 marzo 2018).

[4]Ibid.

[5]La legge sulle comunità religiose e sulle organizzazioni, op. cit.

[6]Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[7]Ibid.

[8]Ibid.

[9]‘ Dwukrotnie wyzsze dofinansowanie wspólnot religijnych’ (Il doppio dei fondi per le comunità religiose), Zw.lt, 18 febbraio 2018, http://zw.lt/wilno-wilenszczyzna/dwukrotnie-wyzsze-dofinansowanie-wspolnot-religijnych/ (consultato il 19 febbraio 2018).

[10]Anne Sofie Hoffmann Schrøder, ‘Fake News aus dem Osten’ (Fake News from the East), Welt-Sichten, 11 dicembre 2017, https://www.welt-sichten.org/artikel/33243/litauen-fake-news-aus-dem-osten, (consultato il 22 marzo 2018).

[11]Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[12]Oxana Antonenko, ‘Refugees frustrated and trapped in chilly Baltic states’, BBC, 4 luglio 2017, http://www.bbc.com/news/world-europe-40479224 (consultato il 24 febbraio 2018).

[13]‘Trybunał w Strasburgu: można używać symboli religijnych w reklamach handlowych’ (Tribunale di Strasburgo: i simboli religiosi possono essere utilizzati nella pubblicità commerciale), deon.pl, 30 gennaio 2018, https://www.deon.pl/religia/kosciol-i-swiat/z-zycia-kosciola/art,33176,trybunal-w-strasburgu-mozna-uzywac-symboli-religijnych-w-reklamach-handlowych.html, (consultato il 21 febbraio 2018).

[14]‘Komentatorzy o usuniętych krzyżach: Lidl obraził trzy czwarte mieszkańców Litwy’ (Commentatori sulle croci rimosse: Lidl ha offeso tre quarti dei lituani), Zw.lt, 17 ottobre 2017,http://zw.lt/litwa/komentatorzy-o-usunietych-krzyzach-lidl-obrazil-trzy-czwarte-mieszkancow-litwy/ (consultato il 21 febbraio 2018).

[15]‘Lithuanian official offers cash reward for thesis pinning war crimes on Jews’, The Times of Israel, 9 febbraio 2018, https://www.timesofisrael.com/lithuanian-official-offers-cash-reward-for-thesis-pinning-war-crimes-on-jews/, (consultato il 21 febbraio 2018).

[16]Lithuania and Syria united in memory of persecuted Christians in the Middle East‘. Aiuto alla Chiesa che Soffre, 26 marzo 2018,  https://acninternational.org/featured/lithuania-and-syria-united-in-memory-of-persecuted-christians-in-the-middle-east/ (consultato il 30 aprile 2018)

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