Religione

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

La Repubblica araba d’Egitto ha una lunga tradizione come Stato nazionale. Sebbene sia prevalentemente musulmano, il Paese ospita la più grande comunità cristiana del mondo arabo, quella copta. La proporzione di cristiani è al suo massimo nei governatorati dell’Alto Egitto, ma molti copti vivono anche al Cairo. Vi è una piccola minoranza ebraica, che conta soltanto pochi membri [1], e sono presenti pur in numero ridotto anche musulmani sciiti [2], baha’i e altri gruppi. Negli ultimi anni l’Egitto ha sofferto a causa della grave instabilità e delle tensioni politiche ed economiche. Nel 2011 il presidente di lunga data Hosni Mubarak è stato deposto in seguito alle rivolte di massa. Nel 2012 Mohammed Morsi, esponente dei Fratelli Musulmani, è stato eletto presidente con un margine ridotto, ma nel luglio 2013, l’esercito egiziano ha rimosso Morsi dal potere in seguito alle proteste di piazza del giugno 2013, alle quali hanno preso parte di milioni di egiziani che accusavano il presidente di aver cercato islamizzare il Paese e di averlo amministrato male. Chi si opponeva alla destituzione di Morsi dal potere ha definito quanto accaduto come un colpo di stato. I sostenitori dell’ex presidente hanno inoltre affermato che in Egitto fosse necessario salvare la democrazia.

Il Paese rimane nettamente diviso sull’argomento. Nel 2014 il generale Abdel Fatah al-Sisi è stato eletto presidente, e in seguito è stato rieletto nell’aprile 2018. Ma i problemi economici e quelli legati alla sicurezza continuano ad essere presenti. Soprattutto nella penisola del Sinai, dove il Paese sta affrontando una rivolta islamica da parte di gruppi alleati con lo Stato Islamico (ISIS). Il Cairo, la capitale, è stata inoltre teatro di attacchi contro funzionari statali [3]. Nel gennaio 2014 la Costituzione modificata dello Stato è stata approvata tramite un referendum[4]. Più del 98 percento di coloro che hanno votato erano a favore del testo. Anche la Chiesa cattolica ha accolto favorevolmente la nuova Carta. Il vescovo copto cattolico di Assiut, monsignor Kyrill William, ha dichiarato ad Aiuto alla Chiesa che Soffre che la conservazione della legge della shari&”a come fonte di legislazione in Egitto non costituisce necessariamente un aspetto problematico. Il presule ha infatti affermato: «Così è stato in Egitto per molto tempo, anche prima di Morsi. E non ha mai recato danno a noi cristiani. L’aspetto più importante è che il nuovo articolo 3 garantisca l’autonomia dei cristiani e degli ebrei in materia di diritti civili e di affari interni alla Chiesa» [5]. Il preambolo della Costituzione del 2014 descrive l’Egitto come: «La culla delle religioni e l’emblema della gloria delle religioni rivelate. Sulla sua terra, Mosè crebbe, apparve la luce di Dio e il messaggio scese sul monte Sinai. Sulla sua terra, gli egiziani hanno accolto la Vergine Maria e il suo bambino e hanno offerto migliaia di martiri in difesa della Chiesa di Gesù. Quando il Sigillo del Messaggero Mohamed (la Pace e le Benedizioni siano su di Lui) fu inviato a tutta l’umanità per perfezionare la sublime morale, i nostri cuori e le nostre menti furono aperti alla luce dell’Islam. Siamo stati i migliori soldati sulla Terra a combattere per la causa di Dio, e abbiamo diffuso il messaggio della verità e delle scienze religiose in tutto il mondo».

Secondo l’articolo 2, «l’Islam è la religione dello Stato e l’arabo è la sua lingua ufficiale. I principi della sharia islamica sono la principale fonte di diritto». Il preambolo della Carta specifica che «il riferimento per l’interpretazione della stessa è costituito dai testi pertinenti delle sentenze della Corte suprema costituzionale». L’articolo 3 afferma: «i principi e le leggi degli egiziani, cristiani ed ebrei, sono la fonte di diritto principale che regola i loro affari personali e religiosi e come essi scelgono i propri leader». L’articolo 7 protegge l’Università di al-Azhar come la più importante istituzione sunnita di insegnamento islamico. «Al-Azhar è un’istituzione islamica scientifica indipendente, con competenza esclusiva sui propri affari. È la principale autorità per le scienze religiose e gli affari islamici. È responsabile della predicazione dell’Islam e della diffusione delle scienze religiose e della lingua araba in Egitto e nel mondo». L’articolo 53 dichiara: «I cittadini sono uguali davanti alla legge, hanno pari diritti e doveri e non possono essere discriminati sulla base di religione, credo, sesso, origine, razza, colore, lingua, disabilità, classe sociale, politica o affiliazione geografica, o per qualsiasi altra ragione». L’articolo 64 recita: «La libertà di credo è assoluta. La libertà di praticare rituali religiosi e istituire luoghi di culto per i seguaci delle religioni rivelate è un diritto previsto dalla legge». Ai sensi dell’articolo 74, «nessuna attività politica può essere esercitata né partiti politici possono essere formati sulla base della religione, né possono essere compiuti atti di discriminazione in base a sesso, origine, setta o posizione geografica».

L’articolo 244 recita: «Lo Stato garantisce ai giovani, ai cristiani, alle persone con disabilità e agli espatriati egiziani un’adeguata rappresentanza nella prima Camera dei rappresentanti da eleggere dopo l’adozione di questa Costituzione, secondo le modalità previste dalla legge». Ai sensi dell’articolo 98 (f) del codice penale, denigrare le religioni, promuovere pensieri estremisti con lo scopo di incitare allo scontro, screditare una qualsiasi delle «religioni divine» e danneggiare l’unità nazionale, sono reati che comportano pene comprese tra i sei mesi e i cinque anni di reclusione [6].

Sebbene la conversione religiosa non sia proibita dalla legge, in pratica il governo non riconosce la conversione dall’Islam, e i cittadini di origine musulmana che abbandonano l’Islam per un’altra religione non possono cambiare la voce “religione” sulle loro carte d’identità [7]. La legge non riconosce la fede baha’i, né le sue leggi religiose e vieta le istituzioni baha’i e le attività comunitarie. I baha’i non ricorrono alla legge civile per questioni relative allo status personale. Lo stesso vale per i testimoni di Geova[8].

Quando Abdel Fattah al-Sisi ha prestato giuramento come nuovo presidente dell’Egitto nel giugno 2014, ha reso omaggio al ruolo svolto dalla Chiesa copta in Egitto, sia in passato che nel presente. Commentando il discorso di al-Sisi, il vescovo copto cattolico di Giza, monsignor Antonios Aziz Mina, ha dichiarato: «Il nuovo presidente ha affermato che la Chiesa ha svolto un ruolo importante nella storia dell’Egitto e ha fornito innegabili contributi per salvaguardare l’unità nazionale, opponendosi a quanti hanno fomentato i conflitti all’interno del popolo egiziano. Il presule ha inoltre notato come la Chiesa, insieme all’Università sunnita di al-Azhar, possa offrire un prezioso contributo nel difendere la libertà di espressione religiosa dallo sfruttamento che ha patito negli ultimi anni» [9].

Incidenti

Nel maggio 2016 il nuovo testo della legge sulla edificazione dei luoghi di culto è stato emesso nella sua forma pre-definitiva. Il disegno di legge è stato consegnato ai leader della Chiesa copta ortodossa, in modo che potessero valutare il testo e sollevare eventuali obiezioni. Nell’autunno 2014, i rappresentanti delle principali Chiese e comunità cristiane in Egitto hanno inviato un memorandum ai leader del governo egiziano con suggerimenti e proposte. In particolare, avevano proposto che i permessi per la costruzione dei luoghi di culto cristiani fossero concessi dalle autorità municipali locali, come nel caso della realizzazione di edifici privati, anziché soltanto in seguito alla decisione favorevole delle autorità provinciali o nazionali. I vincoli burocratici che complicano la costruzione di nuove chiese risalgono in parte al periodo ottomano. Nel 1934, il ministero dell’Interno aggiunse le cosiddette “10 regole”, che vietano, tra le altre cose, la costruzione di nuove chiese vicino a scuole, canali, edifici governativi, ferrovie e aree residenziali. In molti casi, la rigida applicazione di queste regole ha impedito la costruzione di chiese in città e villaggi abitati da cristiani, specialmente nelle aree rurali dell’;Alto Egitto [10].

Il 30 agosto 2016 la “legge sulla costruzione e la ristrutturazione delle chiese” è stata approvata dalla maggioranza dei due terzi del Parlamento. In base alla nuova legge, per la prima volta nella storia dell’Egitto, il rinnovamento e la costruzione di nuove chiese dipenderanno dal permesso dei governatori provinciali. In precedenza, secondo le regole del periodo ottomano [11] , erano invece necessari il permesso presidenziale e quello dei servizi di sicurezza [12]. La questione della costruzione o del restauro delle chiese nel Paese è sempre stata particolarmente controversa. Sebbene questa nuova legge abbia migliorato la situazione, è ben lungi dall’aver risolto il problema, e vi sono stati a tale riguardo alcuni episodi di violenta opposizione da parte delle locali comunità islamiche.

Secondo l’agenzia di stampa cattolica Catholic News Agency, l'Egitto conta circa 2.600 chiese, ovvero una per ogni 5.500 cittadini cristiani, mentre vi è una moschea per ogni 620 cittadini musulmani [13].

I copti hanno approfittato di questa nuova legge per legalizzare e regolarizzare i loro luoghi di culto. Il governo egiziano ha già approvato la regolarizzazione di 215 chiese, in sette governatorati egiziani, dichiarandoli conformi ai parametri definiti dalle nuove disposizioni legali[14]. Secondo Fides, questo è soltanto il primo passo. Vi sono migliaia di altri luoghi di culto cristiani che dovranno essere esaminati per essere legalizzati e regolarizzati [15].

Il 30 giugno 2016 nella città sinaitica settentrionale di al-Arish, un sacerdote copto ortodosso è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco. Questo attacco è stato rivendicato dal ramo egiziano dello Stato Islamico [16].

L'11 dicembre 2016 un kamikaze si è fatto esplodere nella Chiesa copta ortodossa di San Pietro e San Paolo, vicino alla cattedrale copta ortodossa di San Marco al Cairo. Almeno 29 persone, tra cui sei bambini, sono state uccise e dozzine sono rimaste ferite. ISIS ha rivendicato la responsabilità dell’attacco terroristico, affermando che simili attentati sarebbero continuati contro «ogni infedele e apostata in Egitto e ovunque» [17].

Nel febbraio 2017, in seguito all’aumento degli attacchi da parte dello Stato Islamico che aveva come obiettivo i cittadini copti della città del Sinai settentrionale di al-Arish, molte famiglie hanno deciso di fuggire verso Ismailia, il centro più vicino nell’area del delta del Nilo [18]. Secondo dati ufficiali, fino a 258 famiglie copte cristiane hanno lasciato la città di al- Arish e ora sono state trasferite in 13 diversi governatorati [19].

Il 9 aprile 2017, nella Domenica delle Palme, vi sono stati due attacchi suicidi in due chiese copte ortodosse – San Giorgio a Tanta e San Marco ad Alessandria – che hanno causato 44 morti e oltre 120 feriti. Entrambi gli attacchi sono stati rivendicati dallo Stato Islamico [20]. Il 26 maggio 2017 almeno 28 persone sono state uccise a colpi di arma da fuoco – molte di esse sono state freddate con un solo colpo alla testa – e 23 sono state ferite mentre viaggiavano in autobus verso il monastero ortodosso copto di San Samuele in Egitto. Il presidente al-Sisi ha ribadito il suo invito a punire i Paesi che finanziano, addestrano o armano gli estremisti [21].

In seguito agli attentati di aprile, l’Egitto ha imposto uno stato di emergenza della durata di tre mesi. Alcuni media hanno diffuso voci secondo le quali, dopo aver subito ripetuti attacchi estremisti, i copti non si fiderebbero più del presidente al-Sisi. La posizione ufficiale della Chiesa, tuttavia, non è cambiata e la maggioranza della comunità copta è ancora al fianco del presidente al-Sisi. Un commentatore ha osservato: «Mentre alcuni copti possono mettere in dubbio [il sostegno ufficiale della Chiesa al presidente al-Sisi], molti altri sostengono al-Sisi e stentano a trovare un’alternativa all’attuale regime» [22].

Papa Francesco ha compiuto una storica visita al Cairo nel gennaio 2017. Padre Rafic
Greiche, portavoce della Conferenza episcopale egiziana, ha dichiarato: «La visita del Papa è stata una grande benedizione per gli egiziani, sia musulmani che cristiani. Ha migliorato il morale del popolo egiziano, specialmente dopo le esplosioni della Domenica delle Palme. [Il Papa] ha dato un messaggio di amore, pace e speranza» [23].

A luglio 2017 è stato riferito che un soldato di nome Joseph Reda Helmyhad era stato
picchiato a morte dopo che agenti superiori avevano scoperto la sua fede cristiana.
Il resoconto ufficiale della morte del soldato riferisce che l’uomo è morto per un attacco epilettico. Tuttavia, un esame autoptico del cadavere ha rivelato lividi alla testa, alle spalle, ai genitali e al collo, ed anche alla schiena, dove le lesioni erano ancor più gravi. Stando a quanto riferito, i tre ufficiali sospettati di essere coinvolti sarebbero stati presi in custodia, dopo che il pubblico ministero aveva richiesto l’apertura di un’indagine [24].

Nel gennaio 2018 la Commissione per gli affari esteri del parlamento egiziano ha redatto una risposta a un memorandum sulle ‘Questioni copte’ scritto dall’organizzazione con sede negli Stati Uniti, Coptic Solidarity [25]. Il memorandum, che era stato reso pubblico da alcuni membri del congresso degli Stati Uniti, riportava una sistematica discriminazione contro i copti sotto
l’amministrazione di al-Sisi. Nella sua risposta, la Commissione per gli affari esteri ha negato l’esattezza di queste accuse.

Diversi casi di violenza interreligiosa, attacchi, rapimenti, conversioni e matrimoni forzati sono stati segnalati dall’inizio del 2018 [26].

Nel maggio 2018, i corpi dei 20 cristiani copti uccisi dallo Stato Islamico in Libia nel febbraio 2015 sono stati riportati in Egitto [27].

Prospettive per la libertà religiosa

La situazione relativa alla libertà religiosa è migliorata da quando nell’agosto 2013 si è verificato un picco di violenze anticristiane con attacchi a quasi 80 chiese e ad altri centri copti, inclusi conventi, scuole e cliniche. Padre Rafic Greiche, portavoce della Chiesa cattolica, ha sottolineato che la posizione dei cristiani in Egitto è decisamente più favorevole da quando Mohammed Morsi dei Fratelli Musulmani è stato estromesso dalla Presidenza nel luglio 2013. Nel maggio 2016, padre Greiche ha affermato: «Non vi è paragone tra la situazione odierna e quella durante il governo dei Fratelli Musulmani. Oggi abbiamo ottimi
rapporti tra i leader della Chiesa e le agenzie governative. Ovviamente, vi sono ancora molti problemi, ma è mia impressione che i musulmani stiano diventando più consapevoli della nostra situazione» [28].

Il presidente al-Sisi incoraggia la possibilità di una maggiore unità nazionale tra musulmani e cristiani. La sua partecipazione alle celebrazioni del Natale copto negli ultimi anni ne è la testimonianza. Inoltre, l’appello del Presidente per una riforma dell’Islam ha avuto un’influenza positiva sull’opinione pubblica. La nuova Costituzione del 2014 è un passo nella giusta direzione, ma restano invariate le leggi e le politiche governative che discriminano i non musulmani. L’intolleranza e la discriminazione profondamente radicate nei confronti dei non musulmani, in particolare dei cristiani, rimangono un serio problema sociale, soprattutto nell’Alto Egitto. I cristiani sono spesso vittime di crimini quali ricatti e rapimenti, che sono incoraggiati e favoriti da un clima di impunità. Inoltre, coloro che non appartengono alle tradizionali religioni monoteiste, come gli atei e i baha’i, affrontano sfide scoraggianti rappresentate da atteggiamenti sociali e politiche governative ostili.

Vi sono segnali di un cambiamento di approccio da parte di istituzioni quali l’università sunnita al-Azhar. Ma molto resta ancora da fare. Il vescovo copto cattolico Youssef Aboul- Kheir ha infatti riferito ad Aiuto alla Chiesa che Soffre: «L’Università al-Azhar è considerata una forza moderata, tuttavia vi sono molti aspetti dei suoi insegnamenti e programmi tutt’altro che moderati. Ad esempio è giustificato l’uso della forza nei casi di apostasia. Ciò è in contraddizione con le visioni moderate. L’Università al-Azhar dovrebbe pertanto correggere il proprio programma» [29].

Sebbene la maggior parte dei copti sostenga il presidente al-Sisi per i suoi sforzi nel ripristinare la sicurezza e la stabilità, alcuni di essi, in particolare i giovani copti politicizzati, tendono a criticare i forti legami tra la Chiesa copta ortodossa e il regime [30].

Note / fonti

[1] “Egypt’s Jewish community diminished to 6 women after death of Lucy Saul”, Egypt Independent, 30 luglio 2016, http://www.egyptindependent.com/news/egypt-s-jewish-community-diminished-6-women-after-death-lucy-saul, (consultato il 9 giugno 2018).

[2] Delphine Minoui, “Égypte: les chiites persécutés quel que soit le régime”, Le Figaro, 21 novembre 2013, http://www.lefigaro.fr/international/2013/11/21/01003-20131121ARTFIG00777-les-chiites-persecutes-quel-que-soit-le-regime.php, (consultato il 18 maggio 2018).

[3] “Condolences of the Council of Christian Churches for the assassination of Attorney
General”, Agenzia Fides, ​30 giugno 2015, http://www.fides.org/en/news/38092-
AFRICA_EGYPT_Condolences_of_the_Council_of_Christian_Churches_for_the_assassination_of_Attorney_General#.Vy4Fnp3wCM8, (consultato il 1° giugno 2018).

[4] Costituzione dell’Egitto del 2014, constituetproject.org,
https://www.constituteproject.org/constitution/Egypt_2014.pdf, (consultato il 18 maggio 2018).

[5] Oliver Maksan, “Comunicato stampa – Egypt: ‘I can only recommend that Christians accept the
constitution’”, Aiuto alla Chiesa che Soffre, 15 gennaio 2014,
https://aidchurch.wordpress.com/category/egypt/, (consultato il 15 maggio 2018).

[6] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Egitto”, Rapporto 2016 sulla libertà
religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,
https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/2015religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato il 1° giugno 2018).

[7] Ibid.

[8] Ibid.

[9] “President al-Sisi enhances the role of the Coptic Church in the past and present of the nation”,
Agenzia Fides, 9 giugno 2014, http://www.fides.org/en/news/35864-
AFRICA_EGYPT_New_President_al_Sisi_enhances_the_role_of_the_Coptic_Church_in_the_past_a nd_present_of_the_nation#.V2g8m4-cGax, (consultato il 18 maggio 2018).

[10] “The Egyptian parliament is preparing to discuss the new law on the construction of places of
worship”, Agenzia Fides, 4 maggio 2016, http://www.fides.org/en/news/59958-
AFRICA_EGYPT_The_Egyptian_parliament_is_preparing_to_discuss_the_new_law_on_the_construction_of_places_of_worship#.Vy36ip3wCM8, (consultato il 18 maggio 2018).

[11] Nel 1934 furono aggiunte altre dieci condizioni restrittive che vietarono la costruzione di nuove
chiese vicino a scuole, canali, edifici governativi, ferrovie e aree residenziali.

[12] Mohamed Hamama, “After 150-year wait, Parliament passes church construction law in 3 days”, Mada Masr, 31 agosto 2016, https://www.madamasr.com/en/2016/08/31/feature/politics/after-150-
year-wait-parliament-passes-church-construction-law-in-3-days/, (consultato il 23 maggio 2018).

[13] “102 Churches to be Legalised in Egypt”, Egyptian Streets, 18 aprile 2018,
https://egyptianstreets.com/2018/04/18/102-churches-to-be-legalised-in-egypt/, (consultato il 28
maggio 2018).

[14] “Already ‘legalized’ 215 churches by the government built before the new law on places of
worship”, Agenzia Fides, 4 maggio 2018, http://www.fides.org/en/news/64129-
AFRICA_EGYPT_Already_legalized_215_churches_by_the_government_built_before_the_new_law_on_places_of_worship, (consultato il 18 maggio 2018).

[15] Ibid.

[16] “ISIS claims responsibility for shooting dead Egypt priest”, Al-Arabiya, 30 giugno 2016,
https://english.alarabiya.net/en/News/middle-east/2016/06/30/Egyptian-Coptic-priest-shot-dead-in-north-Sinai-.html, (consultato il 28 maggio 2018).

[17] “Islamic State group claims deadly Cairo church bombing”, The New Arab, 14 dicembre 2016,
www.alaraby.co.uk/ english/news/2016/12/14/islamic-state-group-claims-deadlycairo-church-
bombing, (consultato il 9 maggio 2018).

[18] Taha Sakr, “Coptic families arrive to Ismailia from Al-Arish after militant’s threats”, Daily News Egypt, 24 febbraio 2017, https://dailynewsegypt.com/2017/02/25/616284/, (consultato il 12 giugno 2018).

[19] “Govt count: 258 Coptic Christian families fled Arish for 13 governorates”, Al-Masry Al-Youm, 5 marzo 2017, http://www.egyptindependent.com/govt-count-258-coptic-christian-families-fled-arish-13-governorates/, (consultato il 12 giugno 2018).

[20] “Persecuted and Forgotten? Egypt”, Aiuto alla Chiesa che Soffre,
https://acninternational.org/persecuted-and-forgotten/country-profile/egypt/, (consultato il 23 maggio 2018).

[21] Ibid.

[22] Karoline Kamel, ​“Copts post-June 30: Can Sisi bank on continued Coptic support?”​, Mada Masr, 30 giugno 2017, https://www.madamasr.com/en/2017/06/30/feature/politics/copts-post-june-30-can-sisi-bank-on-continued-coptic-support/, (consultato il 12 giugno 2018).

[23] Dale Gavlak, “Catholic leaders: Papal trip was blessing for Christian, Muslim Egyptians”, Catholic News Service, 1 ° maggio 2017, http://www.catholicnews.com/services/englishnews/2017/catholic-
leaders-papal-trip-was-blessing-for-christian-muslim-egyptians.cfm, (consultato il 9 giugno 2018).
Circa 3.000 giovani cattolici di tutto l'Egitto si sono recati al Cairo grazie ad un progetto finanziato da Aiuto alla Chiesa che Soffre per accogliere papa Francesco.

[24] Jardine Malado, “Coptic Christian soldier beaten to death by officers in Egypt”, The Christian
Times, 31 luglio, 2017, https://www.christiantimes.com/article/coptic-christian-soldier-beaten-to-
death-by-officers-in-egypt/72594.htm, (consultato il 18 maggio 2018).

[25] Gamal Essam El-Din,“Egyptian parliamentary committee responds to ‘Coptic issues’ memo
released by US Congress”, Ahram Online, 22 gennaio 2018,
http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/288598/Egypt/Politics-/Egyptian-parliamentary-committee-responds-to-Copti.aspx, (consultato il 5 maggio 2018).

[26] “Egypt’s disappearing Coptic women and girls”, World Watch Monitor, 1 ° maggio
2018, https://www.worldwatchmonitor.org/2018/05/egypts-disappearing-coptic-women-and-girls/, (consultato il 26 maggio 2018); Hadeer El-Mahdawy, “Disputed status of BeniSuef church sparks sectarian violence”, Mada Masr, 18 aprile 2018,
https://www.madamasr.com/en/2018/04/18/feature/politics/disputed-status-of-beni-suef-church-sparks-sectarian-violence/, (consultato il 26 maggio 2018); “EIPR demands reinvestigation into attacks on the Kafr al-Wasilin church in Atfih, re-opening of the church for worship, and the speedy legalization of all unlicensed churches”, Egyptian Initiative for Personal Rights, 1 ° febbraio
2018, https://eipr.org/en/press/2018/02/eipr-demands-reinvestigation-attacks-kafr-al-wasilin-church-atfih-re-opening-church, (consultato il 21 maggio 2018).

[27] Charles Collins, “Coptic Christians beheaded in Libya returned to Egypt for burial”, Crux, 16
maggio 2018, https://cruxnow.com/global-church/2018/05/16/coptic-christians-beheaded-in-libya-returned-to-egypt-for-burial/, (consultato il 9 maggio 2018).

[28] Oliver Maksan, “Egypt – The ice has been broken”, Aiuto alla Chiesa che Soffre, 7 giugno 2016,
https://acn-canada.org/acn-feature-story-meeting-pope-grand-imam/, (consultato l’11 maggio 2018).

[29] Oliver Maksan, “ACN Press Release – Egypt ‘The Church has been strengthened’”, Aiuto alla
Chiesa che Soffre, 19 febbraio 2015, https://aidchurch.wordpress.com/tag/egypt-2/, (consultato il 18 maggio 2018).

[30] “Les coptes affichent leur soutien à Sissi, malgré des critiques discrètes”, Afrique News Info, 21 marzo 2018, https://afriquenewsinfo.wordpress.com/2018/03/21/les-coptes-affichent-leur-soutien-a-sissi-malgre-des-critiques-discretes/, (consultato il 21 maggio 2018).

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