Religione

1.277.000Popolazione

1.969 Km2Superficie

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

La Costituzione delle Mauritius del 1968 (riveduta e modificata nel 2016) riconosce la libertà religiosa come un diritto fondamentale[1], vietando di conseguenza la discriminazione per motivi di affiliazione religiosa. Le persone possono convertirsi ad altre religioni e i credenti possono distribuire materiale religioso a coloro che non fanno parte del loro gruppo. Nessuno, tuttavia, può esercitare la coercizione e quindi nessuno può essere costretto a seguire i precetti o a frequentare le funzioni di qualsiasi gruppo religioso. Nuovi gruppi religiosi possono essere fondati e registrati. Il governo protegge i diritti, ma la regolamentazione della religione non risulta invadente[2]. I permessi di soggiorno per i missionari sono limitati a tre anni senza possibilità di estensioni[3].

L’educazione religiosa è impartita sia nelle scuole statali che private. Inoltre, il governo fornisce regolarmente sussidi ai gruppi religiosi in base al numero di seguaci indicato nel censimento nazionale[4].

Incidenti

Le tensioni etniche persistono tuttora nel Paese, specialmente tra i musulmani e la maggioranza induista. Ciò rispecchia le divisioni fortemente legate all’appartenenza etnica e religiosa[5]. Allo stesso modo, la comunità creola (composta in maggioranza da discendenti di razza mista di antichi schiavi che seguono il cattolicesimo) si sente discriminata rispetto ad altri gruppi, in particolare nelle possibilità di accesso al lavoro[6]. Tuttavia, non sono stati segnalati gravi incidenti violenti legati alla religione e la situazione generale è in qualche modo migliore rispetto agli anni precedenti.

Il Consiglio delle religioni ha promosso l’armonia, il dialogo e la convivenza pacifica tra le religioni dal 2001. Il suo nucleo sono i gruppi bahá’í, buddisti, cristiani, indù, islamici ed ebrei – le principali tradizioni religiose del Paese, ma sono coinvolte anche molte denominazioni di minore entità[7]. Il Consiglio promuove, tra l’altro, l’educazione interreligiosa nelle scuole e ha collaborato con il Ministero della Pubblica Istruzione alla stesura di un programma scolastico per l’educazione interculturale[8].

Nel distretto di Savanne, due moschee e un cimitero musulmano hanno riportato danni, inclusi dei graffiti. Nel caso del cimitero, la stampa locale ha che i perpetratori fossero sostenitori dell’Organizzazione patriottica indù (Hindu Swayamsevak Sangh, HSS)[9].

Un tempio tamil è stato danneggiato a Port Louis[10].

Diversi luoghi di culto indù sono stati inoltre vandalizzati in diverse parti del Paese. La polizia è stata accusata di non essere riuscita a trovare i colpevoli di tali incidenti[11].

Il Consiglio delle religioni ha scritto una lettera al Primo Ministro per protestare contro le minacce avanzate attraverso i social media, in seguito agli aiuti di emergenza in favore delle vittime del ciclone Berguitta. Queste minacce erano rivolte contro alcuni gruppi etnici e religiosi (principalmente creoli cristiani). Il consiglio ha invitato il governo ad adottare una legislazione più severa per contrastare tali atti[12].

Bottiglie di succo di frutta contaminato con cherosene e insetticida sono state presumibilmente distribuite tra i pellegrini durante il Festival indù di Maha Shivaratri a Vandermeesh, Rose Hill e Phoenix. Stando a quanto riportato, non vi sono tuttavia state vittime[13].

Prospettive per la libertà religiosa

Nel prossimo futuro, non si prevedono cambiamenti rilevanti del contesto appena descritto.

Note / fonti

[1]    Costituzione delle Mauritius del 1968 con emendamenti fino al 2016, constituteproject.org, https://www.constituteproject.org/constitution/Mauritius_2016.pdf?lang=en (consultato il 23 maggio 2018).

[2]    Cfr. The Arda (Association of Religion of Data Archives)  http://www.thearda.com/internationalData/countries/Country_147_3.asp

[3]    Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Mauritius”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,

https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper (consultato il 23 maggio 2018).

[4]    Ibid.

[5]    Ibid.

[6]    Cfr. Intervista dell’autore con un leader della Chiesa impegnato nel lavoro sociale.

[7]    Storia, Consiglio delle Religioni, http://conseildesreligions.e-monsite.com/ (consultato il 23 maggio 2018).

[8]    “RÉDUIT – CONSEIL DES RELIGIONS : Forum sur l’interculturalité dans le système éducatif”, Le Mauricien, 3 marzo 2016,  https://www.lemauricien.com/article/reduit-conseil-des-religions-forum-sur-l-interculturalite-systeme-educatif/ (consultato il 23 maggio 2018).

[9]    Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[10]    Ibid.

[11]    Ashminta Banto,  “Lieux de culte saccagés: “Si la police ne fait rien, on prendra les choses en main”, lance la VOH”, Inside News, 30 ottobre 2017, https://www.inside.news/2017/10/30/lieux-de-culte-saccages-si-la-police-ne-fait-rien-prendra-les-choses-en-main-lance-le-voh/ (consultato il 22 febbraio 2018).

[12]    Rev Philippe Goupille, “Lettre au premier minister”, 26 gennaio 2018, https://pastoralzenn.org/wp-content/uploads/2018/02/Lettre-au-Premier-Ministre-version-finale-26.01.18-1.pdf (consultato il 23 maggio 2018).

[13]    Nicholas Atiane,  “Du ‘diesel’ et du ‘pétrole’ dilués dans du jus, distribués aux pèlerins”, Inside News, 12 febbraio 2018, https://www.inside.news/2018/02/12/du-diesel-et-du-petrole-dilues-dans-du-jus-distribues-aux-pelerins/ (consultato il 22 febbraio 2018); Vishal Seddur, “Acte machiavélique : Les jus destinés aux pèlerins contenaient de l’insecticide et du kérosène”, Inside News, 12 febbraio 2018, https://www.inside.news/2018/02/12/acte-machiavelique-les-jus-destines-aux-pelerins-contenaient-de-linsecticide-et-du-kerosene/ (consultato il 22 febbraio 2018).

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