Religione

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

La Costituzione garantisce il diritto degli individui a praticare la fede secondo le proprie convinzioni fintanto che queste non siano contrarie alla morale e non disturbino l’ordine pubblico. Allo stesso modo, è permesso formare congregazioni [1]. Nessuno può essere privato dei suoi diritti civili e politici a causa delle proprie credenze religiose [2], e gli obiettori di coscienza sono dispensati dal servizio militare [3].

La Chiesa evangelica luterana (ELC) è la Chiesa nazionale ed è finanziata dallo Stato. Il monarca regnante deve anche essere un membro della Chiesa nazionale [4]. Il Ministero della Cultura e degli Affari Ecclesiastici ha registrato ufficialmente 176 altri gruppi religiosi, dei quali 113 cristiani, 30 musulmani, 15 buddisti, 8 indù e tre comunità ebraiche. Sebbene i gruppi non riconosciuti abbiano comunque il diritto di svolgere pratiche religiose, la registrazione ufficiale conferisce ai gruppi religiosi diritti speciali, incluso il diritto di celebrare matrimoni e battesimi, l’ottenimento di permessi di soggiorno per il clero e l’esenzione dal pagamento delle tasse [5].

L’insegnamento della religione è obbligatorio nella teologia evangelica luterana, così come lo studio delle religioni del mondo, delle filosofie di vita e dell’etica. I genitori possono tuttavia richiedere che i loro figli siano esonerati dal seguire tali corsi. Tutte le scuole pubbliche e private, incluse quelle religiose, sono finanziate dallo Stato. La preghiera, sebbene non obbligatoria, è consentita nelle scuole a discrezione delle autorità dell’istituto stesso [6].

Le pratiche rituali di macellazione non precedute dallo stordimento (comprese quindi
quelle halal e kosher) sono illegali, ma gli alimenti halal e kosher possono essere
importati. Ai giudici non è permesso indossare simboli religiosi come foulard, turbanti, grandi crocifissi e copricapo [7]. Un disegno di legge redatto dal Ministero della Giustizia all’inizio del 2018 potrebbe vietare la possibilità di indossare in pubblico indumenti che coprono il viso, come il burqa e il niqab [8].

La circoncisione maschile è legale se viene praticata in modo conforme alla legge danese e se viene eseguita da un medico. Tuttavia, nel 2018 è stata presentata una petizione da parte dei cittadini che chiedeva al Parlamento di vietare tale procedura. Una proposta largamente criticata dai leader musulmani ed ebraici [9].

Il 10 giugno 2017, il Parlamento danese ha abrogato la clausola relativa alla blasfemia contenuta nel codice penale danese. Nei mesi successivi, il pubblico ministero ha ritirato le accuse di blasfemia a carico di un uomo accusato di aver bruciato un Corano [10]. I discorsi che minacciano, insultano o degradano pubblicamente gli individui sulla base della loro religione o del loro credo rimangono illegali [11].

Nel dicembre 2016 la Legge sugli stranieri è stata modificata per includere la sezione 29C che consente al Servizio di immigrazione danese di creare una «lista di sanzioni» per proibire a determinati predicatori religiosi di entrare nel Paese, qualora fosse necessario a causa di timori riguardanti la difesa dell’ordine pubblico in Danimarca [12]. Al dicembre 2017, l’elenco vietava l’ingresso a 11 predicatori, tutti musulmani ad eccezione di un pastore americano che nel 2011 ha bruciato alcune copie del Corano [13].

Incidenti

Il database delle Segnalazioni dei crimini d’odio del 2016 fornisce dati ufficiali relativi a sei reati non specificati motivati da pregiudizi anticristiani [14]. Non sono stati segnalati atti anticristiani da parte delle organizzazioni della società civile [15].

Secondo un’indagine del luglio 2016 sui sacerdoti che vivono vicino ai centri di accoglienza per richiedenti asilo e un rapporto del 2016 dell’Istituto danese per i diritti umani, dei richiedenti asilo cristiani hanno subito molestie e minacce a causa della loro conversione dall’Islam al Cristianesimo [16].

Il database delle Segnalazioni dei crimini d’odio fornisce dati ufficiali relativi a 21 crimini non specificati motivati dall’antisemitismo [17]. Vi sono stati cinque incidenti (un attacco contro una proprietà e quattro minacce) riportati dalle organizzazioni della società civile [18].

Nell’agosto 2016, ignoti hanno lanciato un mattone attraverso la finestra di una macelleria kosher a Copenaghen [19]. Nel settembre 2016, un uomo di religione ebraica ha ricevuto messaggi minacciosi relativi all’Olocausto, mentre un suo correligionario che lavora per un’organizzazione giovanile è stato offeso con insulti antisemiti e minacciato [20].

Nel maggio 2017, un leader della comunità ebraica danese si è lamentato di un sermone, pronunciato da un imam nella moschea Masjid al-Faruq a Copenaghen, in cui il leader islamico incoraggiava gli attacchi contro gli ebrei [21].

Il database delle Segnalazioni dei crimini d’odio non ha riportato alcun crimine anti-islamico e nessun incidente è stato segnalato dalle organizzazioni della società civile [22]. Nell’agosto 2016, una scuola musulmana è stata vandalizzata con graffiti contenenti epiteti anti-islamici dipinti su alcune finestre. Nel settembre 2016, membri di un gruppo anti-islamico hanno vandalizzato una tomba in un cimitero musulmano con una sostanza che sembrava sangue ed una testa di maiale [23].

Prospettive per la libertà religiosa

Nel periodo analizzato, non vi sono stati altri incidenti significativi né sviluppi negativi riguardanti la libertà religiosa in Danimarca. Se la legislazione proposta che criminalizza la circoncisione maschile dovesse essere approvata, questa potrebbe avere un impatto negativo sulla libertà religiosa dei musulmani e degli ebrei nel Paese.

Note / fonti

[1] Costituzione della Danimarca del 1953, Articolo 67, constituteproject.org,
https://www.constituteproject.org/constitution/Denmark_1953.pdf?lang=en, (consultato il
12 febbraio 2018).

[2] Ibid., Articolo 70.

[3] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Danimarca”, Rapporto 2016
sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,
https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato il 12
febbraio 2018).

[4] Costituzione della Danimarca del 1953, Articoli 4 e 6.

[5] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[6] Ibid.

[7] Ibid.

[8] “Denmark’s burka ban could also forbid masks and fake beards”, The Local – Denmark,
26 gennaio 2018, https://www.thelocal.dk/20180126/denmarks-burka-ban-could-also-
forbid-masks-and-fake-beards, (consultato il 26 febbraio 2018); J. Blem Larsen and P.
Glud, “Forbud mod burkaer skal også gælde kunstigt skæg, masker og huer”, DR, 25
gennaio 2018, https://www.dr.dk/nyheder/politik/forbud-mod-burkaer-skal-ogsaa-gaelde-
kunstigt-skaeg-masker-og-huer, (consultato il 26 febbraio 2018).

[9] S. Gadd, “Ban circumcision for boys under-18s, says Intact Denmark”, The Copenhagen
Post, 30 gennaio 2018, http://cphpost.dk/news/ban-circumcision-for-boys-under-18s-
says-intact-denmark.html, (consultato il 20 febbraio 2018).

[10] Elin Hofverberg, “Denmark: Blasphemy Law Repealed”, Global Legal Monitor,
Library of Congress, 6luglio 2017, http://www.loc.gov/law/foreign-news/article/denmark-blasphemy-law-repealed/, (consultato il 4 febbraio 2018).

[11] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[12] Forslag til Lov om ændring af udlændingeloven [Disegno di legge sulla modifica della
legge sugli stranieri], Sezione 29C, Folketinget (Parlamento Danese),
http://www.ft.dk/RIpdf/samling/20161/lovforslag/L48/20161_L48_som_vedtaget.pdf,
(consultato il 25 febbraio 2018).

[13] “Denmark adds Saudi cleric to list of banned hate preachers”, The Local – Denmark, 12
dicembre 2017, https://www.thelocal.dk/20171212/denmark-adds-saudi-priest-to-list-of-
banned-hate-preachers, (consultato il 25 febbraio 2018).

[14] Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani, Segnalazioni dei crimini d’odio
2016 – Danimarca, Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa,
http://hatecrime.osce.org/denmark, (consultato il 7 febbraio 2018).

[15] Ibid.

[16] Jonas Christoffersen, Louise Holck, Ulla Dyrborg, Emil Kiørboe and Christoffer Badse
(eds), Human Rights in Denmark: Status 2016-2017, The Danish Institute for Human
Rights, https://www.humanrights.dk/sites/humanrights.dk/files/media/dokumenter/udgivelser/stat
us/dihr_status_2016-17_uk.pdf, (consultato il 16 febbraio 2018);

[17] Segnalazioni dei crimini d’odio 2016 – Danimarca, op. cit.

[18] Ibid.

[19] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[20] Segnalazioni dei crimini d’odio 2016 – Danimarca, op. cit.

[21] “Copenhagen imam accused of calling for killing of Jews”, BBC, 11maggio 2017,
http://www.bbc.com/news/world-europe-39885745, (consultato il 22 febbraio 2017).

[22] Jonas Christoffersen et al., op. cit.

[23] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

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