Religione

4.063.000Popolazione

33.846 Km2Superficie

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

Il diritto alla libertà di religione o di credo in Moldavia è sancito nella Costituzione del 1994[1], che riconosce alle persone il diritto di praticare il culto in maniera indipendente e autonoma dallo Stato (articolo 31 sulla libertà di coscienza), il diritto di riunirsi pacificamente (articolo 40 sulla libertà di assemblea), e il diritto all’uguaglianza indipendentemente dalla religione o dal credo (articolo 16 sull’eguaglianza).

Sebbene queste libertà siano garantite dalla Costituzione e non vi sia alcuna religione ufficiale di Stato, la Chiesa ortodossa moldava funge de facto da religione ufficiale dello Stato.

La Legge sulle confessioni religiose e le loro parti componenti, n. 125 dell’11 maggio 2007 (che rivede la legge del 1992 sulle confessioni religiose) regola i rapporti tra lo Stato e le associazioni religiose. La legge evidenzia in particolar modo il ruolo della Chiesa ortodossa moldava. L’articolo 15, paragrafo 5, recita: «Lo Stato riconosce l’importanza speciale e il ruolo guida della religione cristiana ortodossa e, rispettivamente, della Chiesa ortodossa moldava nella vita, nella storia e nella cultura della Moldavia»[2]. Ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 4, la legge proibisce il «proselitismo abusivo»[3].

Il Ministero della Giustizia supervisiona il processo di registrazione dei gruppi religiosi. Non è necessario registrarsi ma vi sono dei vantaggi nel farlo. Le religioni registrate possono fondare associazioni e fondazioni, essere esenti dal pagamento di beni immobili e tasse fondiarie, possedere proprietà e terreni nei cimiteri, richiedere permessi di soggiorno temporanei per i missionari, costruire chiese, pubblicare letteratura religiosa, accendere conti bancari e assumere dipendenti[4].

Se ad un gruppo viene negata o rifiutata la registrazione come entità religiosa, può provare a registrarsi come organizzazione civile.

Vi sono 52 entità religiose ufficialmente riconosciute dal governo moldavo[5]. Alcuni gruppi religiosi minoritari hanno avuto problemi con la registrazione. Due casi sono stati portati alla Corte europea dei diritti dell’uomo dai ricorrenti: il caso della Chiesa Metropolita di Bessarabia e altri vs. Moldavia (2002)[6] e il caso di Cârmuirea Spirituală a Musulmanilor din Republica Moldavia vs. Moldavia (2005)[7].

La situazione nella regione separatista della Transnistria è rimasta invariata dall’accordo di cessate il fuoco nel 1992. Si tratta di uno Stato di fatto che non è riconosciuto dalla comunità internazionale. La Moldavia lo designa come Unità Territoriale Autonoma della Transnistria conferendole speciale status giuridico. A causa della mancata istituzione di una Costituzione comune sia per la Moldavia che per la Transnistria, due Costituzioni, due parlamenti e due serie di leggi governano il territorio ufficiale della Moldavia e la sua regione separatista[8].

In Transnistria, circa l’80 percento della popolazione appartiene alla Chiesa ortodossa moldava. Altri gruppi religiosi includono battisti, testimoni di Geova, musulmani, cattolici, avventisti del settimo giorno, ebrei, luterani, cristiani evangelici e carismatici e seguaci dell’ortodossia del rito antico[9].

La Costituzione transnistriana richiede che le organizzazioni religiose siano registrate per godere di certi benefici, sebbene la registrazione non sia obbligatoria. La preferenza è data dalla legge alla Chiesa ortodossa moldava e in pratica i requisiti per la registrazione rendono difficile per molti gruppi delle minoranze religiose di operare correttamente nella regione. La supervisione della legge sulla libertà religiosa è affidata alla procura[10].

Incidenti

Nel caso di Mozer vs. Repubblica di Moldavia e Federazione Russa[11], «il richiedente ha presentato ricorso perché sostiene, in particolare, di essere stato arrestato e detenuto illegalmente» sul territorio della proclamata Repubblica moldava di Transnistria. Il richiedente si è anche lamentato del fatto che gli era stato negato l’accesso a un parroco per assistenza spirituale, sebbene «tale rifiuto fosse incompatibile con la Costituzione e le leggi della Repubblica moldava di Transnistria»[[12].

Poiché la Transnistria non è membro del Consiglio d’Europa, la denuncia è stata presentata contro la Repubblica di Moldavia, che ha perso il controllo del territorio separatista, ed anche contro la Federazione Russia come la potenza che co-governa la Transnistria insieme con i separatisti. La domanda è stata dichiarata accettabile dalla Corte europea. Nel suo giudizio[13], la Corte ha stabilito – con sedici voti a favore ed uno contrario – che, tra le altre cose, la Federazione russa aveva violato l’articolo 13 della Convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali congiuntamente agli articoli 3, 8 e 9 (libertà di pensiero, coscienza e religione).

La Corte Suprema di giustizia ha negato l’appello di due organizzazioni del Falun Gong con sede in Moldavia, che sono state ordinate sciolte dai tribunali di primo grado a causa dell’uso di un simbolo spirituale che contiene la svastica, un’immagine che è classificata come estremista ai sensi della legge[14]. Tuttavia, in Asia, dove il gruppo ha avuto origine, il simbolo non ha alcuna connessione con il nazismo.

I leader dei testimoni di Geova della Moldavia affermano che la polizia ha ignorato casi riportati di aggressioni fisiche, minacce e abusi verbali contro i loro membri[15].

Nelle scuole statali sono disponibili due tipi di corsi di religione facoltativi: un programma scolastico specifico per i cattolici ortodossi e romani e un altro programma per i cristiani evangelici e gli avventisti del settimo giorno[16].

Gli appartenenti al Movimento di Riforma degli Avventisti del settimo giorno hanno avuto problemi a iscrivere i propri figli nelle scuole perché essi rifiutano di farli vaccinare[17].

La comunità ebraica della Moldavia ha riportato un aumento degli atti antisemiti. Inoltre, i fedeli ebraici sostengono che la polizia non abbia fatto nulla contro gli atti di vandalismo e gli episodi di incitamento all’odio nei confronti della loro comunità[18].

In Transnistria, i testimoni di Geova hanno continuato a denunciare molestie, aggressioni, abusi verbali, discriminazioni e restrizioni alle loro attività da parte delle autorità locali[19].

Prospettive per la libertà religiosa

Il principale problema per la libertà religiosa in Moldavia è il sistema di religioni in cui la Chiesa ortodossa moldava occupa una posizione privilegiata e le associazioni religiose registrate godono di determinati diritti, mentre l’identità religiosa dei gruppi non registrati, ai quali viene indebitamente rifiutato lo status di associazioni religiose registrate, viene nagata dallo Stato.

Inoltre, il buco nero giuridico derivante dalla situazione in Transnistria continua a costituire un ostacolo alla possibilità delle minoranze religiose di trovale un reale ricorso legale alle loro denunce.

Note / fonti

[1]Costituzione della Moldavia (Repubblica di) del 1994 con emendamenti fino al 2016, constituteproject.org, https://www.constituteproject.org/constitution/Moldova_2016.pdf?lang=en, (consultato il 15 marzo 2018).

[2]Parlamento della Repubblica di Moldavia, Legge sulle confessioni religiose e loro parti componenti, Legislazione online, 2007, http://www.legislationline.org/documents/action/popup/id/15972, (consultato il 15 marzo 2018).

[3]Ibid.

[4]Ibid.

[5]Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Moldavia”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense, https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato il 15 marzo 2018).

[6]La corte ha stabilito che la Chiesa ortodossa bulgara era stata discriminata e il suo diritto alla libertà di religione era stato violato ai sensi dell’articolo 9 a causa del rifiuto da parte del governo moldavo di approvare la sua registrazione separatamente dalla Chiesa ortodossa moldava. Cfr. Corte europea dei diritti dell’uomo, “Chiesa metropolitana di Bessarabia e altri c. Moldova”, Strasbourg Consortium, 13 dicembre 2001, http://www.strasbourgconsortium.org/portal.case.php?pageId=10#caseId=175, (consultato il 5 aprile 2018).

[7]Alla Riunione spirituale dei musulmani della Moldavia è stata negata più volte la registrazione. La Corte di Strasburgo ha dichiarato che la domanda era inammissibile. Il Tribunale ha notato che i procedimenti presentati dal richiedente contro il Governo erano infruttuosi a causa della mancata osservanza della procedura di registrazione come previsto dalla Legge sulle Denominazioni Religiose. Cfr. Corte europea dei diritti dell’uomo, “Cârmuirea Spirituală a Musulmanilor din Republica Moldavia vs. Moldavia”, Strasbourg Consortium, http://www.strasbourgconsortium.org/common/document.view.php?docId=4174, (consultato il 9 maggio 2018).

[8]Paul Marshall, Rowman & Littlefield Publishers Inc. (eds.), Religious Freedom in the World, Center for Religious Freedom at the Hudson Institute, 2008. 8

[9] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[10]Ibid.

[11]Corte Europea dei Diritti dell’uomo, “Mozer vs. Repubblica di Moldavia e Federazione Russa, app. 11138/10”, Strasbourg Consortium, 23 febbraio 2016, https://www.strasbourgconsortium.org/common/document.view.php?docId=7328, (consultato il 5 aprile 2018).

[12]Ibid.

[13]Ibid.

[14]Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.; Parlamento della Repubblica di Moldavia, Legge sulla lotta all’attività estremista, Legislazione online, http://www.legislationline.org/documents/action/popup/id/4824, (consultato il 5 aprile 2018); Articolo 24 del Parlamento della Repubblica di Moldavia, legge sulle confessioni religiose e relative parti N. 125 dell’11 maggio 2007, op. cit.

[15]Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.;

[16]Ibid.

[17]Ibid.

[18] Ibid.

[19] Ibid.

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