Religione

34.817.000Popolazione

446.550 Km2Superficie

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

Il Marocco è una monarchia ereditaria governata da una dinastia sunnita che regna da secoli. L’attuale monarca è il re Mohammed VI, che è considerato un discendente diretto del Profeta Muhammad. Più del 99 percento della popolazione del Paese è composto da musulmani sunniti della scuola maliki-ashari. Altri gruppi religiosi – inclusi gli ebrei – costituiscono meno dell’1 percento della popolazione. La comunità ebraica è molto antica, ma la maggioranza degli ebrei ha lasciato il Marocco dopo la creazione dello Stato di Israele. I leader della comunità stimano che il numero degli ebrei sia, al massimo, di 4.000 fedeli, la cui maggioranza vive a Casablanca[1].

I leader cristiani stimano che il numero di cristiani di tutte le denominazioni presenti nel Paese sia di circa 40.000 persone (30.000 cattolici e 10.000 protestanti)[2]. Fonti non confermate ritengono invece che la presenza cristiane sia di appena 5.000 fedeli. La stragrande maggioranza dei cristiani è composta da stranieri che utilizzano le chiese costruite durante l’era del protettorato francese (1912-1956). Non è chiaro quanti cittadini musulmani si siano convertiti al Cristianesimo; alcuni hanno stimato la loro cifra in circa 8.000 convertiti[3]. Vi sono inoltre piccoli gruppi sciiti e bahá’í che vivono nel Paese. Secondo la Costituzione marocchina, il Marocco è uno Stato musulmano sovrano. L’articolo 3 infatti recita: «L’Islam è la religione dello Stato, che garantisce a tutti il libero esercizio del proprio credo»[4]. La Costituzione proibisce a partiti politici, parlamentari o emendamenti costituzionali di violare i precetti dell’Islam[5]. Il Parlamento europeo riconosce che la libertà religiosa è costituzionalmente solida in Marocco, aggiungendo tuttavia che «i cristiani e soprattutto i musulmani convertiti al Cristianesimo affrontano «numerose forme di discriminazione» e «non è loro permesso dimettere piede in una chiesa»[6].

L’articolo 41 afferma che il re, in quanto «comandante dei fedeli, vigila sul rispetto dell’Islam». L’articolo continua dichiarando che il sovrano è anche il «garante del libero esercizio delle religioni», e che presiede il Consiglio superiore degli ulema. Questo consiglio ha il solo potere di commentare e stabilire se i verdetti religiosi (fatwa) siano ufficialmente concordati in accordo con i «precetti e i disegni dell’Islam». L’articolo aggiunge che questo consiglio è istituito da un dahir [regio decreto][7].

Secondo il codice penale marocchino, il proselitismo dei non musulmani, ovvero lo «scuotere la fede» della popolazione musulmana, è illegale[8]. La distribuzione di materiale religioso non islamico è anche limitata dal governo[9].

L’articolo 220 del codice penale[10] prescrive la reclusione da sei mesi a tre anni, e in aggiunta una multa compresa tra 100 e 500 dirham (ovvero tra circa 11 e 55 dollari americani, oppure tra 9,20 e 46 euro), per chiunque impieghi «mezzi di seduzione per convertire» un musulmano ad un’altra religione sfruttando la sua debolezza o i suoi bisogni, facendo uso di «educazione, salute, istituzioni come asili e orfanotrofi» per ottenere la conversione[11].

La conversione volontaria non è un crimine ai sensi dei codici penale o civile11. Tuttavia, sono stati segnalati casi di persone arrestate, tra cui un convertito marocchino al Cristianesimo sospettato di proselitismo[12]. In Marocco, in base alle disposizioni del codice penale, non è prevista la pena di morte ai danni degli apostati dall’Islam.

L’articolo 219 della nuova bozza del codice penale «prevede» la reclusione da un anno a cinque anni «per chiunque si sia reso colpevole di “minare”, “offendere” o “insultare” Dio e i profeti con qualsiasi mezzo»[13]. Ai sensi dell’articolo 223 chiunque sia condannato per vandalismo ai danni di luoghi di culto o testi sacri può essere condannato alla reclusione per un periodo compreso tra sei mesi e due anni[14].

Lo status personale dei cittadini musulmani è regolato dall’interpretazione nazionale della legge coranica, la shari’a. I cittadini musulmani maschi possono sposare donne non musulmane. Ma le donne musulmane non possono sposare uomini non musulmani. Gli ebrei hanno tribunali rabbinici che sovrintendono ai loro affari personali come il matrimonio o l’eredità. Ma i cristiani non hanno uno status legale che garantisce i loro diritti in quanto minoranza[15]. Inoltre, a nessuna Chiesa è permesso ammettere marocchini che si sono convertiti al Cristianesimo.

La non osservanza in pubblico del digiuno durante il Ramadan è un crimine punito dal codice penale con sei mesi di carcere e una multa fino a 500 dirham[16].

Stando a quanto riportato, che il governo marocchino starebbe inoltre sviluppando iniziative di sicurezza volte ad impedire ai gruppi estremisti di radicalizzare la popolazione[17]. Mbarka Bouaida, vice ministro degli esteri del Marocco, ha dichiarato: «Questa idea di avere una strategia specifica all’interno della sfera religiosa è davvero volta a preservare la popolazione marocchina da qualsiasi messaggio estremista o terrorista, e finora è stata di grande aiuto. Ci ha aiutato a conservare il nostro Islam moderato e ci ha aiutato anche a riuscire in qualche modo nel processo di de-radicalizzazione». «Infine – ha aggiunto – ci sta aiutando a comprendere questo nuovo fenomeno e forse anche a trovare soluzioni a lungo termine».

L’approccio del governo è considerare l’Islam sunnita sia come un servizio civile che un sistema religioso. In base alle nuove misure di sicurezza, tutti i sermoni del venerdì sono ora monitorati dal governo. Ulteriori misure adottate includono il fatto che tutti gli imam siano sottoposti a screening e tenuti a superare un corso di certificazione prima di condurre le preghiere del venerdì; tutte le moschee devono inoltre soddisfare specifici standard di sicurezza e saranno controllate come edifici pubblici; gli standard imposti dal governo si applicano anche all’educazione religiosa e le donne hanno il diritto di diventare “mourchida”, ovvero leader secondari all’interno delle comunità musulmane.

Incidenti

Sia il governo che la società limitano la libertà religiosa dei cittadini. Tuttavia nel periodo preso in esame da questo rapporto vi sono stati anche alcuni segnali incoraggianti.

Desiderando ricevere più riconoscimenti e poter condurre una vita religiosa pubblica, un gruppo di convertiti marocchini al Cristianesimo si è recentemente unito formando la Coalizione nazionale dei cristiani marocchini. Nell’aprile 2017 si sono rivolti al Consiglio nazionale per i diritti umani[18] chiedendo la fine della persecuzione ai loro danni. Alcuni rapporti riferiscono che un certo numero di cristiani in Marocco sta iniziando a chiedere il rispetto dei propri diritti e a denunciare le discriminazioni subite[19].

Le loro richieste principali sono quelle di ottenere il diritto di pregare nelle chiese, di sposarsi secondo la loro religione, di dare ai loro figli nomi cristiani e di essere sepolti in cimiteri cristiani. Il portavoce della Coalizione, Mustafa Susi, ha dichiarato: «Il gruppo ha inoltre richiesto per i cristiani il diritto di decidere se vogliono che i loro figli frequentino o meno le lezioni di religione islamica a scuola»[20]. Sebbene in generale la situazione stia migliorando, è ancora problematico celebrare pubblicamente le festività cristiane, istituire un gruppo di preghiera cristiana, oppure pregare pubblicamente.

I cristiani marocchini concordano nel ritenere che gli arresti sono quasi cessati. Un cristiano convertito che ora è un religioso protestante ha inoltre notato come «le aggressioni siano diventate poche»[21]. Ma le pressioni sociali e talvolta le minacce alla sicurezza persistono tuttora, e i testi religiosi continuano ad essere confiscati. Pochissimi convertiti parlano apertamente perché temono di essere assaliti per strada, aggrediti verbalmente e – in rare occasioni – perfino fisicamente[22].

La tendenza generale osservata da studiosi, ricercatori, attivisti per i diritti umani, predicatori e rappresentanti delle minoranze religiose è che vi sia un progresso verso la libertà religiosa. Le prove, tuttavia, suggeriscono che il progresso è lento e pieno di battute d’arresto. Un esempio di questa tendenza è rappresentato dall’incontro di metà novembre 2017 tra i rappresentanti delle minoranze religiose del Marocco, cui hanno partecipato anche la Commissione marocchina delle minoranze religiose e altri attori della società civile[23]. Sebbene l’incontro sia stato visto come un importante passo avanti, uno degli organizzatori ha lamentato che vi sia stato un cambiamento di sede e che «alcuni relatori si siano ritirati in seguito alle «pressioni» ricevute. Inoltre, i media locali hanno etichettato i partecipanti come «atei» e «omosessuali»[24].

Prospettive per la libertà religiosa

Nonostante le indicazioni suggeriscano che la libertà religiosa in Marocco stia guadagnando terreno, gli osservatori si chiedono se la corsa del governo contro il jihadismo non segua un verso opposto rispetto ai cambiamenti sociali nel Paese. Con un evidente cambiamento nella società verso un Islam conservatore, esperti come lo scienziato politico marocchino Abdeslam Maghraoui affermano che «la direzione generale del Paese non è in linea con l’idea che il Marocco stia facendo uno sforzo per sradicare le ideologie estremiste». «Il Paese– ha aggiunto lo studioso – sta diventando decisamente più conservatore e il governo non sa come gestirlo. O peggio, potrebbe persino stare manipolando questa tendenza per i propri scopi politici»[25].

Più recentemente, il re ha proposto una riforma dell’istruzione per combattere le idee estremiste. Ha sollecitato la commissione che ha nominato per rivedere i libri scolastici e rimuovere i contenuti problematici. Il ministro dell’educazione, Rachid Benmokhtar, ha affermato che i libri scolastici sono stati sottoposti a «un’operazione di pulizia». Dopo che ben 390 libri censiti, vi sono stati 400 commenti su 147 testi. Ai redattori dei libri di testo è stato detto che non potevano ripubblicare i libri senza apportare le necessarie modifiche riguardo a ciò che il ministro descriveva come «contenuto discriminatorio nei confronti di genere e gruppi di razza, nonché verso le persone disabili e i cittadini delle zone rurali»[26].

Per quanto riguarda la questione dei convertiti e della libertà di religione e di credo in generale, il Marocco sta affrontando un dilemma. Da un lato, il Paese vuole rimanere severo riguardo alle questioni religiose in conformità con la scuola di giurisprudenza islamica di maliki, evitando così di dispiacere soprattutto la parte più conservatrice della società. D’altra parte, vuole proiettare una certa immagine di apertura nei confronti dei Paesi occidentali[27].

Sebbene vi siano alcuni segnali incoraggianti, ai cristiani viene ancora negato il riconoscimento ufficiale. Ottenere quest’ultimo sarebbe un passo importante in termini di miglioramento della loro situazione legale, di sicurezza e sociale.

Note / fonti

[1] “In Morocco, Muslims and Jews study side-by-side but for how long?”, PBS, 29 luglio 2015, https://www.pbs.org/newshour/world/morocco-muslims-jews-study-side-side, (consultato il 18 marzo 2018).

[2] Marion Joseph, ‘Morocco’s Christian converts pray in hiding’, La Croix International, 5gennaio 2017, https://international.la-croix.com/news/moroccos-christian-converts-pray-in-hiding/4445, (consultato il 16 febbraio 2018).

[3] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Marocco”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense, https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato il 5 marzo 2018)

[4] Jeffrey Jay Ruchti (ed), Morocco Draft Text of the Constitution Adopted at the Referendum of 1 July 2011, World Constitutions Illustrated, William S. Hein & Co., Inc. Buffalo, New York 2011, http://www.constitutionnet.org/files/morocco_eng.pdf,  (consultato il 21 febbraio 2018).

[5] Immigration and Refugee Board of Canada, Morocco: General situation of Muslims who converted to Christianity, and specifically those who converted to Catholicism; their treatment by Islamists and the authorities, including state protection (2008-2011) http://www.refworld.org/docid/4f4361e72.html (consultato il 27 marzo 2018) [Cfr. anche nota n. 13]

[6] Jeffrey Jay Ruchti, op. cit.

[7] ‘Christian man arrested’, PorteAperte, 31gennaio 2015, https://www.opendoorsusa.org/take-action/pray/morocco-christian-arrested/, (consultato il 18 marzo 2018).

[8] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro,  op. cit.

[9] Codice penale (promulgato dal dahir N. 1-59-413 del 26 novembre 1962 (28 Jumada II 1382)) (in Arabic and French), WIPO Lex, http://www.wipo.int/wipolex/en/details.jsp?id=7323, (consultato il 18 marzo 2018).

[10] ‘Christian man arrested’, Porte Aperte, 31gennaio 2015, op. cit. (pagina web consultata il 27 marzo 2018)

[11] Larbi Arbaoui, ‘There Is No Law That Punishes Apostasy: Moroccan Minister’, Morocco World News, 9 luglio 2015, http://www.moroccoworldnews.com/2015/07/162856/there-is-no-law-that-punishes-apostasy-moroccan-minister/, (consultato il 19 febbraio 2018).

[12] ‘Morocco Christian Arrested’, op. cit.; ‘Morocco: Christian convert arrested in Fez’, Morocco World News, 22 gennaio 2015, http://www.moroccoworldnews.com/2015/01/149976/morocco-christian-convert-arrested-in-fez/, (consultato il 12 febbraio 2018).

[13] Larbi Arbaoui, ‘Morocco Toughens Law Against Blasphemy, Sexual Harassment’, Morocco World News, 2 aprile 2015, https://www.moroccoworldnews.com/2015/04/155330/morocco-toughens-law-against-blasphemy-sexual-harassment/, (consultato il 18 marzo 2018).

[14] Larbi Arbaoui, op. cit.

[15] Canada: Immigration and Refugee Board of Canada, Morocco: General situation of Muslims who converted to Christianity, and specifically those who converted to Catholicism; their treatment by Islamists and the authorities, including state protection (2008-2011), 10 novembre 2011, MAR103889.FE, http://www.refworld.org/docid/4f4361e72.html , (consultato l’8 febbraio 2018).

[16] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[17] Paul D. Shinkman, ‘Can Government Purge Extremism From Islam?’, US News, 16 aprile 2015, https://www.usnews.com/news/articles/2015/04/16/moroccan-government-delves-into-citizens-religious-lives-to-purge-extremism(consultato il 28 marzo 2018)

[18] Saad Eddine Lamzouwaq, ‘Moroccan Christians Speak Out, Demand Their Right to Worship’, Morocco World News, 1° maggio 2017, https://www.moroccoworldnews.com/2017/05/215356/moroccan-christians-speak-demand-right-worship/, (consultato l’8 febbraio 2018).

[19] Sonia Farid, ‘Are Christians in Morocco emerging from shadows of the past?’, El Arabiyah English, 22 maggio 2017, https://english.alarabiya.net/en/features/2017/05/22/Are-Christians-in-Morocco-emerging-from-shadows-of-the-past-.html,  (consultato il 12 febbraio 2018).

[20] Ibid.

[21] Hamza Mekouar, ‘Morocco’s Christian converts emerge from the shadows’, Yahoo News, 30 April 2017, https://sg.news.yahoo.com/moroccos-christian-converts-emerge-shadows-040700450.html, (consultato il 18 marzo 2018).

[22] Sarah Williams, ‘Why Are There Hidden Christian Communities in Morocco?’, Culture Trip, 27 ottobre 2017, https://theculturetrip.com/africa/morocco/articles/why-are-there-hidden-christian-communities-in-morocco/, (consultato il 15febbraio 2018).

[23] Accademici e ricercatori, attivisti per i diritti umani, predicatori e rappresentanti di minoranze religiose.

[24]‘Morocco minorities call for religious freedom’, Daily Mail, 18 novembre 2017, http://www.dailymail.co.uk/wires/afp/article-5096439/Morocco-minorities-call-religious-freedom.html, (consultato il 15 febbraio 2018).

[25] Paul D. Shinkman, ‘Can Government Purge Extremism From Islam?’, U.S. News, op. cit.

[26] Myriam Ait Malk, Morocco to Clear Out Discriminatory Content From School Textbooks, Morocco World News, 21 giugno 2016, https://www.moroccoworldnews.com/2016/06/189641/morocco-to-clear-out-discriminatory-content-from-school-textbooks/(consultato il 28 marzo 2018)

[27] Marion Joseph, op. cit.

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