Discriminazione / Situazione peggiorata

Tagikistan

Religione

8.669.000Popolazione

143.100 Km2Superficie

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

La Costituzione tagica, approvata nel 1994 e modificata nel 2003, riconosce il diritto alla libertà di coscienza. L’articolo 26 recita: «Ogni individuo ha il diritto di determinare in modo indipendente la propria relazione con la religione e di professare qualsiasi religione individualmente o insieme ad altri» [1].  Tuttavia, la “legge sulla religione”, entrata in vigore nel 2009, ha comportato provvedimenti contro libertà religiosa, ad esempio rendendo obbligatoria la registrazione dei gruppi religiosi e vietando l’attività non registrata, l’educazione religiosa privata e il proselitismo. La legge ha imposto anche limiti severi al numero e alle dimensioni delle moschee e ha conferito allo Stato il potere di nominare imam e definire il contenuto dei sermoni del venerdì. La norma ha anche imposto una rigorosa censura statale sul contenuto, la pubblicazione e l’importazione dei materiali religiosi. Altri ostacoli giuridici all’esercizio della libertà di religione o di credo sono stati introdotti in seguito, con modifiche ai codici civile e penale, attraverso la “legge sulla responsabilità genitoriale”. Questa vieta ai giovani sotto i 18 anni di prendere parte ad attività religiose, ad eccezione dei funerali. Un altro ostacolo legale è la legge sull’estremismo, che è stata spesso usata per giustificare azioni coercitive contro forme di Islam non autorizzate dallo Stato [2].

Il governo vede con sospetto l’influenza straniera, specialmente se riguarda l’Islam. Le autorità hanno cercato di rispondere a tali influenze, promuovendo le tradizioni tagiche. Il 28 agosto 2017 sono entrati in vigore gli emendamenti alla Legge sulle tradizioni, i riti e le celebrazioni, che richiedono ai tagichi di indossare abiti nazionali e seguire la cultura nazionale. Molte donne sono state fermate e i loro nomi registrati – più di 8.000 solo nell’agosto 2017 – perché indossavano un velo islamico. Altri passi del governo per scoraggiare le donne dall’indossare il velo includono l’invio di messaggi di testo ai cittadini sui loro telefoni privati o la chiusura di negozi che non vendono indumenti tradizionali tagichi[3]
. Nell’agosto 2017 i legislatori hanno approvato una proposta di legge che rafforza le norme relative alle cerimonie private nel tentativo di frenare i matrimoni sfarzosi. La nuova legge vieta alle persone di indossare il nero ai funerali e stabilisce regole per fermare le esternazioni di dolore considerate [4].

Nel 2017, l’età minima per il pellegrinaggio annuale hajj alla Mecca è stata innalzata da 35 a 40 anni [5].

A maggio 2016, le restrizioni al numero di mandati durante i quali il presidente Rahmon è autorizzato a rimanere in carica sono state revocate e i partiti politici religiosi sono stati banditi [6].

Incidenti

Alla fine del luglio 2017 a Khujand, nella regione settentrionale del Sogd, Bakhrom Kholmatov, un pastore della Chiesa protestante coreana, Sonmin Sonbogym, è stato condannato a tre anni di reclusione con l’accusa di incitamento all’odio religioso perché aveva cantato inni ritenuti estremisti [7]. Kholmatov è stato arrestato il 10 aprile 2017 dopo un’incursione nella sua chiesa. Le forze dell’ordine si sono anche scagliate contro altre piccole congregazioni protestanti.
A Konibodom, una comunità religiosa è stata chiusa con la forza. Molti dei suoi membri sono stati costretti a rinunciare alla loro fede e, in alcuni casi, hanno perso il lavoro.
A Dushanbe, i funzionari del governo hanno chiuso due scuole materne. La prima perché vi hanno trovato un libro contenente canti natalizi e la seconda perché due suoi dipendenti erano protestanti [8].
L’11 giugno 2017 nella capitale, la polizia segreta ha interrotto il servizio domenicale del Consiglio delle chiese battiste, sequestrando il materiale religioso.
Il 29 ottobre, le autorità hanno fatto irruzione nella Chiesa protestante del Fiume della Vita e multato una delle persone presenti perché possedeva la stampa di un articolo tratto da un sito web russo.
Nell’aprile del 2017 un protestante è stato multato e il suo computer e il materiale religioso sono stati sequestrati, perché l’uomo aveva donato a qualcuno una Bibbia in lingua tagica [9].
Il 6 marzo 2016, agenti di polizia hanno fatto irruzione in una casa privata dove si riunivano alcuni testimoni di Geova ed hanno interrogato le 30 persone presenti per più di sei ore. Due mesi dopo, la polizia ha fatto irruzione durante un’altra riunione dei Testimoni di Geova, multando due dei presenti per possesso illegale di materiale religioso [10]. Il 13 ottobre 2017, un testimone di Geova chiamato Daniil Islamov è stato condannato a sei mesi di prigione dal tribunale militare di Qurghonteppa per aver rifiutato di prestare il servizio militare obbligatorio [11].
Il governo ha usato lo spettro dell’estremismo per controllare varie pratiche religiose islamiche, basandosi sulla premessa che qualsiasi cosa al di fuori dei confini stabiliti dallo Stato minacci la stabilità del Paese. Negli ultimi due anni si sono verificati arresti di massa e processi che hanno coinvolto decine di persone collegate presumibilmente a gruppi islamici estremisti. Molti attivisti religiosi che hanno infranto le regole dello Stato, tra cui circa 20 imam-khatibs, sono stati incarcerati dopo essere stati accusati di essere salafiti, membri della Fratellanza musulmana o del movimento Hizb ut Tahrir [12]. Vi sono stati molti arresti e condanne, specialmente a Sogd e nella capitale, con pene detentive in media di cinque anni.
Le condanne avvenute nel 2016 dei membri del Partito del Rinascimento islamico del Tagikistan (IRPT), dichiarato fuorilegge, hanno sollevato serie preoccupazioni internazionali sul peggioramento della situazione interna, aumentando il timore che la repressione possa aiutare «a radicalizzare coloro che sono stati esclusi dal dibattito pubblico» [13]. I processi si sono conclusi con due membri del partito condannati all’ergastolo, 11 a pene detentive tra i 14 e i 28 anni [14], due avvocati difensori condannati a 20 anni [15] per aver difeso dei rappresentanti del partito, nonché frequenti e brutali atti di intimidazione contro i membri dell’IRPT e le loro famiglie.
Nel tentativo di limitare qualsiasi tipo di influenza straniera, tutti gli imam formati all’estero senza l’approvazione delle autorità tagiche sono stati sostituiti nel novembre 2017 con altri chierici «adatti». Molti studenti che hanno frequentato scuole islamiche all’estero sono stati costretti a tornare [16] nonostante le ultime sei madrasse (scuole islamiche) del Paese siano state chiuse nel 2016 [17].

Prospettive per la libertà religiosa

Il Tagikistan, il più povero Stato post-sovietico dell’Asia centrale, è guidato dal 1992 da Emomali Rahmon, in un clima di completa assenza di rispetto per le libertà civili o le libertà religiosa e politica. Ultimamente, la repressione di tutte le forme di dissenso è aumentata, con molti atti di rappresaglia e intimidazione contro i dissidenti e le loro famiglie, con un conseguente drastico indebolimento della libertà di espressione. Anche se questo non è direttamente correlato a un desiderio specifico di frenare la libertà religiosa, è inevitabile che l’intenzione crescente del governo di eliminare tutte le forme di opposizione avrà ripercussioni negative su tutte le espressioni di religiosità al di fuori dei limiti stabiliti dallo Stato.

 

Note / fonti

[1] Costituzione del Tagikistan del 1994 con emendamenti fino al 2003, constituteproject.org, https://www.constituteproject.org/constitution/Tajikistan_2003.pdf?lang=en, (consultato il 14 febbraio 2018).

[2] Legge della Repubblica del Tagikistan “Sulla coscienza e le associazioni religiose”, 26 marzo 2009, World Trade Organisation, https://www.wto.org/english/thewto_e/acc_e/tjk_e/WTACCTJK26_LEG_6.pdf (consultato il 4 febbraio 2018).

[3] ‘You’ve Got Veil: Millions Of Text Messages Remind Tajiks To Obey New Dress Code’, Radio Free Europe/Radio Liberty, 6 settembre 2017, https://www.rferl.org/a/tajikistan-text-messsages-remind-obey-new-dress-code-hijab/28720266.html, (consultato il 6 febbraio 2018).

[4] ‘Tajik Lawmakers Approve Bill Supporting ‘Traditional Clothes’’, Radio Free Europe/Radio Liberty, 23 agosto 2017, https://www.rferl.org/a/tajikistan-law-pushes-traditional-clothes-not-islamic-hijab/28692417.html, (consultato il 6 febbraio 2018).

[5] ‘Tajikistan Bars Citizens Under 40 From Performing Hajj’, Radio Free Europe/Radio Liberty, 21 giugno 2017, https://www.rferl.org/a/tajikistan-bans-hajj-for-under-40s/28570529.html, consultato il 6 febbraio 2018).

[6] ‘CCER announces the final results of Tajikistan’s constitutional referendum’, Asia-Plus, 2 giugno 2016, http://news.tj/en/news/ccer-announces-final-results-tajikistan-s-constitutional-referendum, (consultato il 14 febbraio 2018).

[7] Mushfig Bayram, ‘Protestant Pastor jailed for three years’, Forum 18 News Service, 20 luglio 2017, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2298, (consultato il 29 gennaio 2018).

[8] Ibid, ‘”Extremism” prison term for Christian books’, Forum 18 News Service, 28 aprile 2017, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2276, (consultato il 29 gennaio 2018).

[9] Ibid, Protestant Pastor jailed for three years’, Op. cit.; Ibid, ‘”Mistakes”, but prisoner of conscience remains jailed’, Forum 18 News Service, 5 dicembre 2017, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2337, (consultato il 29 gennaio 2018).

[10] ‘Religious Freedom in Tajikistan: Jehovah’s Witnesses attempt to have a constructive dialogue with the authorities’, Human Rights Without Frontiers, 26 settembre 2016, http://hrwf.eu/tajikistan-religious-freedom-in-tajikistan-jehovahs-witnesses-attempt-to-have-a-constructive-dialogue-with-the-authorities/, (consultato il 26 gennaio 2018).

[11] Mushfig Bayram, ‘One more prisoner of conscience’, Forum 18 News Service, 20 ottobre 2017, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2327, (consultato il 29 gennaio 2018).

[12] ‘Twenty imam-khatibs jailed in Sughd province this year for membership in the Muslim Brotherhood’, Asia-Plus, 19 dicembre 2016, https://news.tj/en/news/tajikistan/security/20161219/234506, (consultato il 4 febbraio 2018).

[13] ‘Court in Tajikstan Convicts, Sentences Two Human Rights Lawyers’, Radio Free Europe/Radio Liberty, 6 ottobre 2016, https://www.rferl.org/a/tajikistan-rights-lawyers-sentenced-yotov-mahkamov/28036423.html , (consultato il 6 febbraio 2018).

[14] David Kaye, UN Special Rapporteur on Freedom of Expression and Opinion, ‘UN expert deplores harsh sentencing of IRPT leaders and warns of radicalization’, Asia-Plus, 8 giugno 2016, https://news.tj/en/news/tajikistan/politics/20160608/un-expert-deplores-harsh-sentencing-irpt-leaders-and-warns-radicalization, (consultato il 4 febbraio 2018).

[15] ‘Leading members and activists of the banned IRPT jailed’, Asia-Plus, 2 giugno 2016, https://news.tj/en/news/tajikistan/laworder/20160602/leading-members-and-activists-banned-irpt-jailed, (consultato il 4 febbraio 2018).

[16] ‘Dushanbe cracks down on extremism, dismisses foreign-trained imams’, AsiaNews, 8 novembre 2017, http://www.asianews.it/news-en/Dushanbe-cracks-down-on-extremism,-dismisses-foreign-trained-imams-42270.html , (consultato il 28 febbraio 2018).

[17] Mushfig Bayram, ‘Last madrassahs finally closed’, Forum 18 News Service, 6 settembre 2016, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2213 , (consultato il 29 gennaio 2018).

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