Religione

1.304.000Popolazione

17.363 Km2Superficie

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

Ufficialmente ribattezzato “Regno di eSwatini” nell’aprile 2018 dal re Mswati III, l’ultimo monarca assoluto dell’Africa, il piccolo Paese dello Swaziland senza sbocchi sul mare è diventato sempre più un rifugio per i profughi provenienti da altre parti del continente [1]. La maggior parte degli sfollati proviene dall’Africa orientale [2]. Lo Swaziland è anche divenuto una dimora temporanea – o addirittura permanente – per i rifugiati provenienti dai Paesi limitrofi del Mozambico e dello Zimbabwe.

A causa della sua vicinanza al vasto ed economicamente forte Sudafrica, lo Swaziland è una delle destinazioni preferite dalle ondate di rifugiati che aspettano la possibilità di attraversare il confine. Allo stesso tempo, la situazione degli immigrati nello Swaziland è peggiorata notevolmente in seguito all’estrema siccità che ha interessato l’area tra il 2015 e il 2016. Quasi tutti i Paesi dell’Africa meridionale sono stati colpiti dalla siccità che in alcune regioni ha causato la distruzione parziale se non addirittura totale dei raccolti. Le conseguenze negative del disastro naturale sono tuttora evidenti.

Lo Swaziland ha una notevole diversità religiosa ma la stragrande maggioranza della popolazione è cristiana. Oltre alle comunità protestante, anglicana e cattolica, vi sono Chiese africane indipendenti. Queste sono riunite nel Consiglio delle Chiese dello Swaziland [3]. Si ritiene che circa il 40 percento della popolazione professi un misto di Cristianesimo e riti tradizionali africani. Nello Swaziland, questa forma ibrida viene definita sionismo africano [4].

La Costituzione del 2005 dello Swaziland riconosce e protegge la libertà di religione. La Sezione 20 (sottosezione 2) della Carta recita: «[…] una persona non deve essere discriminata per motivi di sesso, razza, colore, origine etnica, tribù, nascita, credo o religione, condizione economica o sociale, opinione politica, età o disabilità» [5]. La sottosezione 3 chiarisce inoltre che: «discriminare significa offrire un trattamento diverso a persone diverse». La sezione 23 (sottosezione 1) include il diritto alle libertà di pensiero, coscienza e religione. La Costituzione protegge anche la «libertà di culto sia da solo che in comunità con gli altri».

Il diritto di praticare le religioni non cristiane è protetto dalle leggi e dai costumi tradizionali, che sono interpretati dai tribunali tradizionali e dai 360 capi dei villaggi. Nelle loro comunità, i capi hanno il potere di difendere una particolare forma di credenza se questa è legata alle tradizioni locali [6].

I gruppi religiosi che cercano di costruire nuovi luoghi di culto devono prima ottenere l’approvazione delle autorità. Nelle aree rurali, l’approvazione è soggetta al permesso dei capi villaggio [7]. Le comunità che si definiscono cristiane devono registrarsi presso una delle tre associazioni nazionali non denominazionali: Lega delle Chiese, Conferenza delle Chiese dello Swaziland e Consiglio delle Chiese dello Swaziland. Le comunità possono successivamente ricevere una raccomandazione per la registrazione statale e registrarsi presso il Ministero della Giustizia [8]. Il Consiglio delle Chiese dello Swaziland comprende anglicani, cattolici (come osservatori), mennoniti, episcopali e metodisti [9]. La Lega delle Chiese rappresenta la Chiesa sionista e le altre Chiese africane indipendenti [10]. La Conferenza delle Chiese dello Swaziland rappresenta gli Evangelici [11]. Le tre organizzazioni lavorano insieme in progetti di sviluppo rurale e questioni di missione generale.

L’educazione religiosa è una materia obbligatoria nelle scuole primarie dello Swaziland e una facoltativa nelle scuole secondarie [12]. Il programma prevede l’inclusione di tutte le fedi. Tuttavia, tutti i corsi di religione insegnati nelle scuole hanno comunque una prospettiva cristiana. Un aspetto del quale i musulmani si sono lamentati in più occasioni [13]. Gli unici gruppi religiosi di giovani ammessi nelle scuole sono quelli cristiani. In molte scuole statali, gruppi di volontari conducono preghiere pubbliche e celebrazioni liturgiche. Il Venerdì Santo, il lunedì di Pasqua, il giorno dell’Ascensione e il giorno di Natale sono tra le festività ufficiali del Paese [14].

Molte delle attività religiose cristiane organizzate sono sostenute dal governo e dalla famiglia reale. La radio e la televisione di Stato trasmettono la programmazione religiosa cristiana. I gruppi non cristiani hanno lamentato il fatto che a loro non venga concesso alcuno spazio all’intero dei media nazionali [15].

Incidenti

Vi sono state sporadiche segnalazioni di discriminazione religiosa nello Swaziland. Queste riguardano in particolare i gruppi non cristiani presenti nelle aree rurali. I due principali quotidiani del Paese – lo Swazi Observer di proprietà statale e il Times Swaziland indipendente – hanno più volte pubblicato commenti che chiedevano l’abolizione delle imprese dei musulmani che operano nelle aree rurali e sono gestite da persone recentemente immigrate nel Paese, per fare spazio a locali di etnia swazi [16]. Le relazioni tra i diversi gruppi religiosi sono state messe a dura prova in tempi di difficoltà economiche.

Il ruolo della famiglia reale dello Swaziland non è mai stato messo in discussione. Il re Mswati III è stato criticato per aver promosso la costruzione di una grande chiesa nella tradizionale capitale di Lobamba (le celebrazioni religiose su larga scala nello Swaziland venivano in precedenza celebrate negli stadi) [17]. Il settimanale African Independent stima il costo della costruzione della cattedrale, che potrebbe accogliere fino a 30.000 fedeli, in circa 157 milioni di dollari americani [18]. Gli attivisti sono critici nei confronti delle richieste di raccolta fondi a sostegno del progetto. Secondo Sibusiso Nhlabatsi, dell’Associazione Avvocati dello Swaziland per i diritti umani, la maggioranza della popolazione dello Swaziland sopravvive grazie agli aiuti esteri.

Prospettive per la libertà religiosa

Non esiste un’attuale minaccia alla libertà religiosa, ma tensioni che derivano da fattori politici ed economici. Le politiche sempre più repressive del governo nei confronti dell’opposizione e le continue difficoltà economiche del Paese costituiscono motivo di preoccupazione. La situazione dei diritti umani, oggetto di critiche internazionali, include l’uso sproporzionato della forza da parte di agenti della sicurezza statale, uccisioni extragiudiziali e una protezione statale inadeguata nei confronti di gruppi vulnerabili come donne, bambini e persone con disabilità. Non è dunque impossibile che questi sviluppi minino le relazioni tra comunità religiose che fino ad ora sono state in gran parte pacifiche.

Note / fonti

[1] Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani, Rapporto del gruppo di lavoro sulla revisione periodica universale: Swaziland, 13 luglio 2016, http://www.refworld.org/docid/57cd691f4.html, (consultato il 13 febbraio 2018); UNHCR, Dichiarazione del Ministro degli affari interni del Regno dello Swaziland, 3 ottobre 2016, http://www.unhcr.org/excom/announce/57f39a3d7/statement-of-swaziland.html?query=Swaziland, (consultato il 12 aprile 2018).

[2] Dati relativi al 2016. Cfr.: “Rifugiati nello Swaziland”, WorldData.info, https://www.worlddata.info/africa/swaziland/asylum.php, (consultato il 13 febbraio 2018).

[3] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Swaziland”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense, https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato il 2 aprile 2018).

[4] Ibid.

[5] Costituzione dello Swaziland del 2005, constituteproject.org, https://www.constituteproject.org/constitution/Swaziland_2005.pdf?lang=en, (consultato il 13 febbraio 2018).

[6] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, (2016), op. cit.

[7] Ibid.

[8] Ibid.

[9] ‘Consiglio delle Chiese dello Swaziland, Consiglio Mondiale delle Chiese, http://archived.oikoumene.org/en/member-churches/regions/africa/swaziland/csc.html, (consultato il 13 febbraio2018).

[10] League of African Churches, Wikipedia (Svedese), https://sv.wikipedia.org/wiki/League_of_African_Churches, (consultato il 13 febbraio2018).

[11] ‘Homepage’, La Conferenza delle Chiese dello Swaziland, http://scc.org.sz/, (consultato il 13 febbraio2018).

[12] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, (2016), op. cit.

[13] Mark Babatunde, “Swaziland Criticized for New Education Religion Ban”, Face2Face Africa, 26th January 2017, https://face2faceafrica.com/article/swaziland-religion-ban, (consultato il 17 aprile 2018).

[14] “Public holidays in Swaziland”, Wikipedia (English), https://en.wikipedia.org/wiki/Public_holidays_in_Swaziland, (consultato il 13 febbraio 2018).

[15] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, (2016), op. cit.

[16] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Swaziland”, Rapporto 2014 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense, https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/2014religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato il 2 aprile 2018); Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, (2016), op. cit.

[17] Katholische Nachrichtenagentur (KNA), ‘Großkirche statt Stadionnutzung’, domradio.de, 3 marzo 2016, https://www.domradio.de/themen/weltkirche/2016-03-03/koenig-von-swasiland-plant-umstrittenen-kirchenbau, (consultato il 13 febbraio2018).

[18] Musa Ndlangamandla, “Mswati’s $157m church”, African Independent, 26 febbraio 2016, https://www.africanindy.com/southern-africa/saved-from-a-life-of-crime-1630109, (consultato il 17 aprile 2018).

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