Religione

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

Conosciuta come la “Costituzione nazionale ad interim”, la legge fondamentale provvisoria del Sudan è ormai in vigore da anni dopo la firma dell’Accordo di pace globale e la creazione dello Stato indipendente del Sud Sudan nel 2011. La posizione centrale della diversità etnica e religiosa in Sudan è sancita nel preambolo e nell’articolo 1 della Carta. I diritti religiosi sono enunciati dettagliatamente nell’articolo 6 [1].

La cupa atmosfera politica che ha seguito l’istituzione del Sud Sudan ha comportato uno spostamento verso una sempre minore tolleranza religiosa. Questo cambiamento di atteggiamento si riflette principalmente nel comportamento di governanti e politici [2], anche se i recenti emendamenti costituzionali conferiscono ai servizi di intelligence e di sicurezza nazionali poteri estesi che possono essere usati per limitare la libertà di religione in Sudan [3].

Nonostante il diritto alla libertà religiosa sia espresso nella Costituzione, le questioni che includono la conversione, l’apostasia, la blasfemia, il proselitismo e altri “reati religiosi” rimangono aree di grande interesse per il governo e i legislatori del Sudan. Sono state recentemente aumentate anche le pene relative al reato di blasfemia previste dal codice penale [4]. L’apostasia, la conversione dall’Islam, la discriminazione religiosa e altri ambiti oggetto di controversie religiose raramente raggiungono una corte costituzionale; ma sono piuttosto giudicati in conformità con le leggi e le pratiche fondate sulla giurisprudenza islamica [5]. In questo modo coloro che sono sospettati di agire contro le norme islamiche non sono pressoché affatto tutelati da un punto di vista legale ed hanno scarse possibilità di accesso a tribunali imparziali.

Il Ministero della Pubblica Istruzione richiede un minimo di 15 studenti di fede cristiana per impartire l’insegnamento di tale religione in una qualsiasi classe. Dall’istituzione del Sud Sudan, questo numero è stato raramente raggiunto, e dunque gli studenti cristiani devono ricorrere a corsi di religione extra-curriculari forniti dalle loro stesse Chiese [6]. Vi è il sospetto che il regime sfrutti le divisioni interne o le tendenze dissidenti intrinseche ai gruppi religiosi minoritari al fine di indebolire le Chiese e le congregazioni consolidate, in particolare in occasione di dispute relative alle proprietà immobiliari ecclesiastiche [7].

Il Sudan è stato spesso definito uno “Stato miliziano”, noto per l’arresto immediato dei cittadini in base ad accuse quali indecenza e disturbo dell’ordine pubblico, imputazioni facilmente attribuite ad individui considerati una minaccia per il governo come dissidenti politici, attivisti, giornalisti, religiosi o leader politici, ecc. Le forze armate e le agenzie di sicurezza sono state spesso accusate di detenzione arbitraria, uccisioni extragiudiziali, torture e maltrattamenti di detenuti [8]. Le violazioni dei diritti umani sembrano particolarmente evidenti in quelle regioni ancora interessate dai conflitti armati, in particolare il Darfur, il Kordofan meridionale e il Nilo azzurro.

Il Sudan ha forti legami con i gruppi salafiti jihadisti legati ad Al-Qaeda o allo Stato Islamico che nel Paese godono di libertà di azione e libero accesso ai media [9].

Le organizzazioni per i diritti umani confermano che il governo di Omar Hasan Ahmad al-Bashir continua a discriminare e opprimere i gruppi per motivi religiosi [10], come se questi rappresentassero una minaccia per la coesione sociale o la sicurezza. Ad essere presi di mira sono spesso membri di chiese cristiane situate sulle montagne Nuba, una regione contesa e popolata da gruppi di insurrezionalisti che chiedono l’indipendenza. Anche alcune comunità musulmane, in particolare le congregazioni sciite e coraniste, sono poste sotto la stretta sorveglianza delle agenzie di sicurezza [11]. A tal riguardo una nota positiva è rappresentata dalla decisione di emettere un ordine pubblico che liberava i detenuti politici, presa nell’aprile 2018 dal presidente, probabilmente in seguito a forti pressioni internazionali e interne [12].

Nel luglio 2017 il Ministero della Pubblica istruzione dello Stato di Khartoum ha emanato un ordine che impediva alle scuole cristiane di tenere lezioni il sabato imponendo loro il «fine settimana musulmano» osservato il venerdì e il sabato, anziché concedere come giorni festivi il venerdì e la domenica come accaduto fino a quel momento negli istituti scolastici cristiani [13]. Nonostante le obiezioni di diversi gruppi cristiani, questo regolamento continua ad essere applicato, disturbando il calendario di molte scuole gestite dalla Chiesa.

Questo e alcuni altri problemi legati alla libertà religiosa sono stati affrontati durante la visita del vice segretario di Stato degli Stati Uniti, John Sullivan, nel novembre 2017 [14]. La visita si è svolta poco dopo la storica revoca delle sanzioni statunitensi al Sudan il 6 ottobre 2017, decisione che ha messo fine a 20 anni di embargo. L’attuale amministrazione statunitense ha inoltre rimosso il Sudan dall’elenco dei Paesi i cui abitanti sono soggetti a restrizioni di viaggio nel territorio degli Stati Uniti [15].

Nel marzo 2018, il presidente della Chiesa avventista del settimo giorno è volato a Khartoum per incontrare funzionari governativi e ringraziarli del riconoscimento ufficiale offerto alla Chiesa avventista [16]. I visti d’ingresso ai missionari cristiani sono stati emessi con più generosità rispetto agli anni precedenti al 2017 [17].

Incidenti

Nell’agosto 2016 il tribunale penale del Sudan ha aperto una causa contro tre pastori (due sudanesi e uno ceco) e un attivista sudanese, accusati di cospirazione contro lo Stato, spionaggio e ingresso in aree militari [18]. Questo caso è stato rinviato più volte e il 29 gennaio 2017, l’attivista e un pastore sono stati condannati a 12 anni di reclusione; l’altro sudanese era stato rilasciato in precedenza mentre il pastore ceco è stato condannato all’ergastolo, per poi essere graziato e rilasciato dal governo un mese dopo. Gli altri due condannati sono stati invece graziati nel maggio 2017 [19].

Mudawi Ibrahim, un noto attivista per i diritti umani riconosciuto a livello internazionale, fondatore ed ex direttore dell’Organizzazione per lo sviluppo sociale del Sudan, è stato arrestato il 7 dicembre 2016, con l’accusa di aver commesso vari atti contro lo Stato e l’ordine costituzionale. Il suo arresto è giunto in un momento in cui sono stati imprigionati anche altri 23 attivisti dell’opposizione. Dopo diversi ritardi nel caso, tutte le accuse a suo carico sono state ritirate. L’uomo è stato graziato e rilasciato nell’agosto 2017 [20].

All’inizio del 2017, i leader cristiani si sono lamentati con il governo a seguito di alcuni manifesti anti-cristiani che promuovevano il boicottaggio delle celebrazioni cristiane, stampati da gruppi musulmani radicali e affissi in diverse zone della capitale [21].

Nel febbraio 2017, il governo sudanese ha annunciato l’intenzione di demolire 25 chiese. Esponenti dell’amministrazione di al-Bashir sono stati interrogati al riguardo da un rappresentante dell’Unione europea [22].

Nell’aprile 2017, in seguito ad una disputa interna riguardante le proprietà immobiliari della Chiesa, un anziano che cercava di impedire che alcune donne venissero picchiate è stato pugnalato a morte [23].

Due uffici e un tempio appartenenti alla Chiesa di Cristo Sudan, frequentata principalmente da cristiani delle Montagne Nuba, sono stati distrutti il ​​7 maggio 2017 nel distretto di Soba Aradi a Khartum [24].

Un uomo che ha chiesto di essere registrato come «non religioso» piuttosto che «musulmano» nel registro civile è stato arrestato ai sensi della legislazione sull’apostasia (articolo 126 del Codice penale sudanese). In seguito è stato rilasciato perché è stato ritenuto «incapace di intendere e di volere e dunque non poteva essere processato» [25].

Nell’agosto 2017, due pastori appartenenti alla Chiesa evangelica presbiteriana del Sudan sono stati sfrattati dalle rispettive abitazioni a Omdurman [26].

Nell’ottobre 2017, un luogo di culto appartenente alla Chiesa sudanese di Cristo ad Al-Thawra è stato chiuso e cinque persone affiliate sono state arrestate [27].

Una chiesa evangelica ad Al Hajj Jousif, un sobborgo di Khartoum, è stata distrutta nel febbraio 2018 nonostante i documenti dimostrassero che il luogo di culto era di proprietà della Chiesa dal 1989 [28].

Prospettive per la libertà religiosa

Le sanzioni internazionali contro il Paese sono state revocate alla fine del 2017 e i cittadini sudanesi possono nuovamente viaggiare senza indebite restrizioni. Sopravvissuto a un embargo di 20 anni, il Sudan è ora estremamente desideroso di essere rimosso dalla lista degli Stati Uniti relativa ai Paesi che sostengono il terrorismo internazionale. L’Occidente potrebbe sfruttare la possibilità di questo cambiamento di status per costringere il regime sudanese a concedere maggiori libertà ai suoi cittadini e ad apportare cambiamenti a livello giuridico e sociale per consentire la diversità religiosa, culturale e politica all’interno della società.

Se gli Stati Uniti e la comunità internazionale riusciranno ad attuare un monitoraggio efficace sul rispetto e la tutela delle libertà civili e saranno in grado di esercitare pressioni sul governo, potrebbero verificarsi alcuni sviluppi positivi. Altrimenti, considerata la storia e il carattere provocatorio del governo sudanese, è improbabile che il regime possa apportare miglioramenti significativi all’attuale stato di violazioni della libertà religiosa in Sudan.

Note / fonti

[1] Costituzione del Sudan del 2005, www.constituteproject.org, https://www.constituteproject.org/constitution/Sudan_2005?lang=en (consultato il 29 aprile 2018).

[2] Un riflesso di tale cambiamento è il divieto emesso nel luglio 2014 sulla costruzione delle chiese, emanato dal Ministro per l’orientamento e le dotazioni religiose, Shalil Abdullah. Cfr. “Sudan confirms ban on church building”, Independent Catholic News, 16 luglio 2014, https://www.indcatholicnews.com/news.php?viewStory=25176 (consultato il 5 maggio 2018)

[3] “Emendamento dell’articolo 151 dell’INC”. Amnesty International, Report 2015-2016, https://www.amnesty.org/download/Documents/POL1025522016ENGLISH.PDF pag. 342 (consultato il 29 aprile 2018 2018).

[4] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Sudan”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense, http://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm?year=2016&dlid=268700 (consultato il 29 aprile 20182018).

[5] Ibid.

[6] Ibid.

[7] Cfr. Dr. Suliman Baldo, “Radical Intolerance: Sudan’s Religious Oppression and Embrace of Extremist Groups”, Report di Enough Project, https://enoughproject.org/wp-content/uploads/2017/12/SudanReligiousFreedom_Enough_Dec2017_final.pdf, 12 dicembre 2017, pag. 6 (consultato il 6 maggio 2018).

[8] “HRW 2018 World Report – Sudan”, Human Rights Watch, https://www.hrw.org/world-report/2018/country-chapters/sudan#ada87c (consultato il 1° maggio 2018). “292 political detainees still in Sudan prisons: activists”, Radio Dabanga, 17 aprile 2018, https://www.dabangasudan.org/en/all-news/article/292-political-detainees-still-in-sudan-prisons-activists (consultato il 1° maggio 2018).

[9] Dr. Suliman Baldo, “Radical Intolerance: Sudan’s Religious Oppression and Embrace of Extremist Groups”, Report by Enough Project, https://enoughproject.org/wp-content/uploads/2017/12/SudanReligiousFreedom_Enough_Dec2017_final.pdf, 12 dicembre 2017, pp. 8-11 (consultato il 6 maggio 2018)

[10] Cfr. “Expansion of the religious discrimination against Christians in Sudan”, Sudan Democracy First Group (Press Release), 8 aprile 2017, https://us7.campaign-archive.com/?u=7acabab6ae470b89628f88514&id=c8e9ad21d8&e=a9db638c83 (consultato il 28 aprile 2018). “HRW 2018 World Report – Sudan”, Human Rights Watch, https://www.hrw.org/world-report/2018/country-chapters/sudan#ada87c (consultato il 1° maggio 2018).

[11] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[12] “Sudan’s President Al Bashir bows to opposition pressure, orders release of detainees”, Radio Dabanga, 11 aprile 2018, https://www.dabangasudan.org/en/all-news/article/sudan-s-president-al-bashir-bows-to-opposition-pressure-orders-release-of-detainees (consultato il 1° maggio 2018).

[13] “Sudan’s church schools ordered to follow Muslim week”, Radio Dabanga, 28 luglio 2017, https://www.dabangasudan.org/en/all-news/article/sudan-s-church-schools-ordered-to-follow-muslim-week (consultato il 26 aprile 2018). Sebbene non sia esplicitamente menzionato nel testo dell’articolo, questo ordine si applica solo allo Stato di Khartoum, poiché è stato emesso dal Ministero della Pubblica Istruzione di questo Stato. (Fonte: rappresentante della chiesa locale). Abdur Rahman Alfa Shaban, “Sudan orders Christian-minority to open schools on Sundays”, Africanews, 29 luglio 2017, http://www.africanews.com/2017/07/29/sudan-orders-christian-minority-to-open-schools-on-sundays// (consultato il 26 aprile 2018).

[14] “Visiting U.S. Deputy Secretary of State calls for cessation of hostilities in Sudan”, Sudan Tribune, 19 novembre 2017,  https://www.dabangasudan.org/en/all-news/article/visiting-us-deputy-secretary-of-state-calls-for-cessation-of-hostilities-in-sudan (consultato il 6 maggio 2018).

[15] Carol Morello, “U.S. lifts sanctions on Sudan, ending two decades of embargo”, The Washington Post, 6 ottobre 2017, https://www.washingtonpost.com/world/national-security/us-lifts-sanctions-on-sudan-ending-two-decades-of-embargo/2017/10/06/aac1bd22-86d5-434e-9a21-1e0d57a72cb0_story.html?noredirect=on&utm_term=.64de9501a05c (consultato il 6 maggio 2018).

[16] Chanmin Chung, “Government of Sudan grants religious freedom to Adventist Church”, News Adventist Org, 14 marzo 2018, https://news.adventist.org/en/all-news/news/go/2018-03-14/government-of-sudan-grants-religious-freedom-to-adventist-church/ (consultato il 17 aprile 2018).

[17] Intervista con una fonte anonima legata alla Chiesa.

[18] “Court case against Christan pastors begins in Sudan”, Radio Dabanga, 22 agosto 2016, https://www.dabangasudan.org/en/all-news/article/court-case-against-christian-pastors-begins-in-sudan (consultato il 26 aprile 2018).

[19] “Long prison sentences in Sudan espionage case”, Radio Dabanga, 29 gennaio 2017, https://www.dabangasudan.org/en/all-news/article/long-prison-sentences-in-sudan-espionage-case , (consultato il 26 aprile 2018). “Sudan pardons, releases Czech Christian activist”, Radio Dabanga, 26 febbraio 2017, https://www.dabangasudan.org/en/all-news/article/sudan-pardons-releases-czech-christian-activist , (consultato il 26 aprile 2018). “Sudan also pardons co-convicted of Christian activist”, Radio Dabanga, 12 maggio 2017, https://www.dabangasudan.org/en/all-news/article/sudan-also-pardons-co-convicted-of-christian-activist (consultato il 26 aprile 2018).

[20] “Sudanese Human Rights champion detained”, Radio Dabanga, 8 dicembre 2016, https://www.dabangasudan.org/en/all-news/article/sudanese-human-rights-champion-detained (consultato il 3 maggio 2018). “Sudan: Dr. Mudawi released after pardon, all charges dropped”, Radio Dabanga, 30 agosto 2017,  https://www.dabangasudan.org/en/all-news/article/sudan-dr-mudawi-released-after-pardon-all-charges-dropped (consultato il 3 maggio 2018).

[21] “Sudan churches complain about anti-Christian posters”, Radio Dabanga, 12 gennaio 2017, https://www.dabangasudan.org/en/all-news/article/sudan-churches-complain-about-anti-christian-posters (consultato il 26 aprile 2018).

[22] “Sudan ‘to demolish at least 25 Christian Churches’ in Khartoum”, www.news24.com, 2 febbraio 2017,  https://www.news24.com/Africa/News/sudan-to-demolish-at-least-25-christian-churches-in-khartoum-20170202 (consultato il 25 aprile 2018). “EU envoy asks Sudanese lawmakers about churches demolition”, Sudan Tribune, 16 marzo 2017, http://www.sudantribune.com/spip.php?article61912 (consultato il 19 aprile 2018).

[23] “SPLM-N condemns murder of Sudanese Church elder in Omdurman”, Sudan Tribune, 8 aprile 2017, http://www.sudantribune.com/spip.php?article62141 (consultato il 19 aprile 2018).

[24] “Last church in Soba Aradi district demolished”, Christian Solidarity Worldwide, 10 maggio 2017, http://www.csw.org.uk/2017/05/10/news/3552/article.htm (consultato il 26 aprile 2018).

[25] “Call for Sudan to release man accused of apostasy”, Radio Dabanga, 11 maggio 2017,   https://www.dabangasudan.org/en/all-news/article/call-for-sudan-to-release-man-accused-of-apostasy (consultato il 26 aprile 2018). “Lawyers reject release of Sudanese activist on insanity grounds”, Radio Dabanga, 14 maggio 2017,  https://www.dabangasudan.org/en/all-news/article/lawyers-reject-release-of-sudanese-activist-on-insanity-grounds (consultato il 26 aprile 2018).

[26] “Two Sudanese pastors evicted from their homes in Omdurman”, Radio Tamazuj, 23 agosto 2017, https://radiotamazuj.org/en/news/article/two-sudanese-pastors-evicted-from-their-homes-in-omdurman (consultato il 25 aprile 2018).

[27] “Sudanese authorities close church, detain religious leaders”, Sudan Tribune, 23 ottobre 2017, http://www.sudantribune.com/spip.php?article63830 (consultato il 25 aprile 2018).

[28] “Authorities in Sudan demolish church building in Khartoum”, Morning Star News, 12 febbraio 2018, https://morningstarnews.org/2018/02/authorities-sudan-demolish-church-building-khartoum/ (consultato il 25 aprile 2018). “Sudanese authorities demolish Evangelical church in Khartoum suburb”, Sudan Tribune, 13 febbraio 2018 http://www.sudantribune.com/spip.php?article64728 (consultato il 26 aprile 2018).

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