Religione

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

Il preambolo della Costituzione[1] invoca la protezione di Dio per quanto riguarda l’istituzione di una società democratica che sostiene tutti i diritti, inclusa la libertà di non discriminazione. L’articolo 59 della Costituzione dichiara che «lo Stato garantisce la libertà di culto e religione». Lo stesso afferma che ognuno ha il «diritto di professare la propria fede religiosa o il proprio credo e manifestare le proprie convinzioni, in privato o in pubblico, attraverso l’insegnamento o altre pratiche, purché non contrarie alla moralità, ai buoni costumi e all’ordine pubblico». Sono garantite anche l’indipendenza e l’autonomia delle Chiese e delle confessioni religiose. I genitori hanno il diritto di educare i figli secondo le proprie convinzioni.

L’articolo 61 sostiene la libertà di coscienza e di espressione. Detto questo, afferma che l’obiezione di coscienza non può essere invocata per evitare il rispetto della legge.

Tutte le forme di discriminazione religiosamente motivate sul lavoro sono proibite ai sensi dell’articolo 89.

Lo Stato riconosce i diritti delle popolazioni indigene ai sensi dell’articolo 119 della Costituzione, incluso il loro diritto alla libertà religiosa. Secondo l’articolo 121, gli indigeni hanno anche il diritto di mantenere e sviluppare i loro costumi e valori, inclusa la loro spiritualità e luoghi di culto. Questi diritti sono altresì confermati altrove nella Costituzione e da altre leggi del Paese[2].

La Costituzione, nell’articolo 97, riconosce anche la spiritualità e il credo delle comunità indigene come componenti fondamentali della loro visione del mondo. L’imposizione di credenze religiose ai popoli indigeni non è consentita, né si possono negare le loro pratiche e credenze, in base all’articolo 98. Secondo l’articolo 100, l’educazione religiosa dei bambini e degli adolescenti indigeni è responsabilità dei loro genitori, parenti e membri del loro popolo. L’articolo 107 tutela gli indigeni dal fanatismo politico e religioso.

Altre leggi[3]  riconoscono il diritto dei bambini e degli adolescenti alle libertà di pensiero, coscienza e religione. I loro genitori o tutori hanno il diritto e il dovere di guidarli nell’esercizio di questo diritto. I minori hanno diritto alla propria vita culturale, a professare e a praticare la propria religione o credo, e ad usare la propria lingua, specialmente quelli che appartengono a minoranze etniche, religiose o indigene. Nel campo dell’educazione[4], lo Stato si dichiara laico, preservando la propria indipendenza rispetto a tutte le religioni. I genitori hanno il diritto di scegliere l’educazione religiosa dei propri figli.

In conformità con la riforma fiscale del 2014[5], sono state eliminate le esenzioni fiscali per le istituzioni dedicate alle attività religiose, artistiche, scientifiche e di altro tipo. Tali esenzioni sono ora limitate alle organizzazioni di beneficenza e di assistenza sociale. Il codice penale[6] classifica i tipi di condotta che minacciano la libertà di culto. L’articolo 168 riguarda la punizione di persone che tentano di prevenire o disturbare servizi religiosi o cerimonie o di danneggiare intenzionalmente oggetti usati nel culto. Le Chiese sono anche riconosciute come entità giuridiche[7]. In base ad un accordo con la Santa Sede, firmato nel 1964, la Chiesa cattolica è riconosciuta come entità giuridica pubblica e internazionale[8]. Nel 1994, un altro accordo è stato firmato con la Santa Sede in merito alla fornitura di assistenza spirituale nelle Forze Armate[9].

Incidenti

Nel luglio 2016, la Conferenza episcopale del Venezuela ha dichiarato che il Paese era sull’orlo di una crisi a causa della mancanza di cibo e della mancanza di medicine e di beni di prima necessità. I vescovi hanno dichiarato che lo Stato di diritto era stato indebolito e che la democrazia era fallita. L’episcopato ha altresì invitato il governo a consentire l’accesso di medicine nel Paese, offrendo le strutture della Chiesa come punti di raccolta e distribuzione[10].

Nel dicembre 2016, l’allora presidente della Conferenza episcopale del Venezuela, monsignor Diego Rafael Padrón Sánchez, ha criticato le politiche economiche del presidente Nicolás Maduro. Notando come i poveri e gli emarginati fossero i più svantaggiati, il presule ha chiesto solidarietà e proteste pacifiche[11]. L’Università cattolica Andrés Bello ha affermato nell’aprile 2017 che non poteva rimanere in silenzio di fronte alla violazione dei diritti umani, invitando il governo a porre fine alla repressione delle manifestazioni pacifiche[12].

Nel maggio 2017, la Conferenza episcopale ha respinto la proposta di Maduro di istituire un’Assemblea nazionale costituente, ritenendola non necessaria e pericolosa per la democrazia. I vescovi hanno invece chiesto soluzioni non violente. I leader religiosi sono stati quindi invitati a partecipare all’assemblea. Una proposta accettata da alcuni leader della Chiesa e rifiutata da altri. La Confederazione delle associazioni ebraiche del Venezuela ha dichiarato di avere una posizione apolitica e ha chiesto che le iniziative fossero prese in conformità con la legge, l’etica e la morale[13].

Nell’agosto 2016, il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, ha risposto a una richiesta avanzata dall’Unione delle nazioni sudamericane – che include Argentina, Perù, Guyana, Suriname, Cile, Venezuela, Ecuador e Bolivia – in cui si chiedeva un intervento di Papa Francesco al fine di facilitare il dialogo tra governo e opposizione. Jesús Torrealba, segretario generale della Mesa de la Unidad Democrática, un’alleanza contraria al governo, ha dichiarato di essere felice di un eventuale ruolo mediatore del Pontefice. L’inviato speciale del Vaticano in Venezuela, monsignor Claudio Maria Celli, ha incontrato il presidente Maduro nel novembre 2016, sottolineando che la crisi poteva essere risolta soltanto attraverso il dialogo[14] Il giugno seguente, attraverso la Nunziatura Apostolica, il governo del presidente Maduro ha chiesto la mediazione di Papa Francesco[15].

Durante il periodo in esame, vi sono stati atti di vandalismo, sebbene i motivi alla base della violenza non siano del tutto chiari. Nel giugno 2016, il parroco di Guarenas è stato ferito durante un’irruzione nella sua chiesa, nel corso della quale alcuni oggetti sacri sono stati profanati e altri rubati[16]. Nel gennaio 2018, la Chiesa della Sagrada Familia è stata derubata e all’interno del luogo di culto sono stati compiuti atti di profanazione. Gli aggressori hanno forzato l’apertura del tabernacolo contenente il Santissimo Sacramento e hanno rubato articoli preziosi utilizzati nelle funzioni quotidiane[17]. Secondo un rapporto dei media, l’attacco potrebbe essere stato effettuato da cosiddetti santeros o spiritisti, che usano questi oggetti nelle loro cerimonie. Nei giorni che precedono la Settimana Santa del 2018, una campana di 500 chili è stata rubata da una chiesa nella città di Cumaná[18].

A luglio 2016, cinque studenti del Seminario Cattolico di Mérida sono stati picchiati e privati dei loro vestiti e averi mentre si trovavano vicino al luogo di una manifestazione. In molti ritenevano che la moglie di un prigioniero politico avrebbe preso parte alla protesta. L’arcivescovo Baltazar Porras di Mérida ha denunciato l’attacco, criticando i gruppi filogovernativi[19]. Nell’agosto del 2017, all’alba, membri della sicurezza di Stato hanno fatto irruzione nella residenza studentesca di Cristo Rey gestita dalla comunità religiosa delle Figlie di Cristo Re[20].

Nel novembre 2017, un gruppo di persone è entrato nella Basilica di Nostra Signora della Consolazione, a Táriba, e ha impedito lo svolgimento della messa. Successivamente l’altare maggiore è stato usato dagli intrusi per contare i voti delle elezioni primarie che si erano tenute il giorno precedente[21].

Nel settembre 2017, il presidente Maduro ha accusato alcuni vescovi cattolici di essere complici delle violenze. Durante la sua regolare trasmissione domenicale, il presidente ha infatti affermato: «i violenti hanno agito con la benedizione di alcuni vescovi che non proteggono la gente, che non camminano come Cristo per le strade, che non soffrono, che non sono solidali con il popolo, ma fanno invece parte di una cospirazione permanente e indossano la veste per tramare e danneggiare il Paese»[22]

Nel gennaio 2018, il presidente ha inoltre accusato i leader cattolici di boicottare la canonizzazione di José Gregorio Hernández, noto come «il santo dei poveri»[23]. Quello stesso mese, un gruppo di persone in rappresentanza della società civile, ha protestato pacificamente a Barquisimeto, respingendo le accuse del governo contro i rappresentanti della Chiesa cattolica[24]. Il presidente Maduro ha incolpato due vescovi di “crimini d’odio”, chiedendo alla Corte Suprema di giustizia di aprire un’inchiesta contro i prelati[25].

Nel febbraio 2017, i rappresentanti della Confederazione delle associazioni ebraiche del Venezuela hanno incontrato il presidente Maduro, riferendo lui che il sentimento antisemita stava aumentando nel Paese. Gli esponenti della confederazione hanno ugualmente sottolineato i commenti denigratori su Israele diffusi tramite i media vicini al partito di governo e hanno insistito sulla necessità di ristabilire le relazioni con lo Stato di Israele[26].

Nel settembre del 2017, i vescovi venezuelani hanno incontrato Papa Francesco durante la sua visita in Colombia, informando il Pontefice del peggioramento della crisi e delle minacce ricevute da sacerdoti e suore[27].

Nell’ottobre del 2017, un editoriale diffuso attraverso i media ha esaminato la situazione della libertà religiosa in Venezuela, notando che non vi erano restrizioni per quanto riguardava la celebrazione delle messe, le visite ai luoghi di culto o la partecipazione alle processioni. L’articolo affermava inoltre che «la Chiesa ha denunciato sistematicamente varie forme di violazione della libertà religiosa, a volte brutale o velata, in tutto il mondo». L’autore ha aggiunto che «vengono esercitate pressioni su parrocchie e diocesi, vengono avviati procedimenti giudiziari contro rappresentanti della Chiesa, vengono demolite, profanate o mutilate immagini sacre cattoliche e vengono poste minacce in tutte le forme possibili»[28].

I cristiani di diverse tradizioni hanno portato avanti il dialogo. Varie iniziative hanno avuto luogo nell’ottobre 2017 in occasione del 500 ° anniversario della Riforma protestante[29].

Intanto, però, nel novembre del 2017 è stata diffusa una notizia secondo la quale le carceri avevano ricevuto ordine «dall’alto» di impedire le visite del clero ai detenuti[30].

Nel novembre 2017, un servizio giornalistico ha evidenziato la rinnovata emigrazione degli ebrei venezuelani. Secondo quanto riferito, più della metà della comunità ebraica è emigrata a causa dell’attuale crisi finanziaria venezuelana. L’esodo è aumentato in risposta all’antisemitismo presente ai più alti livelli del governo e delle agenzie statali, compresi i funzionari che lavorano nell’ufficio dell’amministrazione fiscale[31]. David Bittan, avvocato ed ex presidente della Confederazione delle associazioni israelite del Venezuela, ha dichiarato: «Non esiste alcun censimento e sarebbe irresponsabile fornire una cifra, ma la percezione è che negli ultimi 10 o 12 anni sia emigrato più del 50 percento della nostra comunità». Un altro ex presidente della Confederazione, Abraham Levy, ha dichiarato: «La decisione di emigrare è sempre personale e potrebbe verificarsi nella stessa proporzione anche tra i non ebrei, che sono colpiti dall’insicurezza, dalle preoccupazioni sui loro figli, dall’instabilità politica e dall’inflazione. Tuttavia, non vi è alcun motivo per cui siano state interrotte le relazioni con Israele e questo è un elemento di grande preoccupazione». L’articolo sopracitato fa anche riferimento alle azioni del presidente quando questi era ministro degli Esteri nel gennaio 2009. A quel tempo, Maduro espulse l’ambasciatore israeliano in Venezuela e lo dichiarò persona non grata.

Nel marzo 2018, padre José Palmar è divenuto il terzo sacerdote di origine venezuelana ad essere esiliato. Gli altri ecclesiastici costretti a partire sono Pedro Freites, nell’aprile 2017, e Alexander Hernández, nel gennaio 2018[32].

Diverse organizzazioni religiose hanno criticato gli ufficiali governativi perché non hanno approvato i loro statuti in tempi brevi. Alcuni gruppi religiosi hanno ricevuto un trattamento preferenziale a causa del loro sostegno alla politica del governo[33].

Nel marzo 2018, Sam Brownback, l’ambasciatore degli Stati Uniti per la libertà religiosa internazionale, ha messo in evidenza le difficoltà affrontate dai vescovi cattolici del Venezuela che sono stati duramente criticati dal presidente Maduro per aver parlato della crisi in atto del Paese[34].

Prospettive per la libertà religiosa

Nonostante abbia la più grande riserva di petrolio al mondo, il Venezuela è impantanato in una profonda crisi politica, sociale ed economica, che include una grave carenza di cibo, medicine e criminalità a livelli record. La Chiesa cattolica ha continuato insistentemente a denunciare la situazione, chiedendo la fine della repressione e delle violenze da parte del governo. Ciò ha portato a uno scontro continuo con le autorità che hanno risposto accusando alcuni vescovi di essere coinvolti in cospirazioni al fine di commettere violenze. Alcuni vescovi sono stati perfino indagati dal governo. I sacerdoti sono stati minacciati, aggrediti e ostacolati nello svolgimento delle loro funzioni pastorali, ad esempio non potendo visitare in carcere i detenuti. Alcuni sacerdoti sono stati costretti all’esilio. Ritardi e ostacoli burocratici sono stati inoltre segnalati in relazione alla registrazione di entità religiose non supportate dal governo.

Il governo è stato altresì accusato di antisemitismo. Inoltre, alla luce degli attacchi e delle profanazioni ai danni dei luoghi di culto, vi è la percezione di una minore tolleranza e un minor rispetto per la fede degli altri. Vi sono rapporti che indicano come un gran numero di ebrei abbia lasciato il Paese a causa dell’intolleranza crescente subita dalla propria comunità.

Rispetto al periodo precedente, la situazione della libertà religiosa in Venezuela è apparentemente peggiorata e le prospettive per i prossimi anni sono negative.

Note / fonti

[1] Costituzione del Venezuela (Repubblica bolivariana di) del 1999 con emendamenti fino al 2009, constituetproject.org, https://www.constituteproject.org/constitution/Venezuela_2009.pdf?lang=en, (consultato l’11 luglio 2018).

[2] Legge organica sulle popolazioni e comunità indigene 2005, http://www.acnur.org/fileadmin/Documentos/Pueblos_indigenas/ley_organica_indigena_ven.pdf?file=fileadmin/Documentos/Pueblos_indigenas/ley_organica_indigena_ven, (consultato il 31 maggio 2018).

[3] Legge organica per la protezione di bambini e adolescenti del 2007, http://aliadasencadena.org/wp-content/uploads/2017/01/LOPNNA.pdf (, (consultato il 31 maggio 2018).

[4] Legge organica sull’educazione del 2009. Sito Internet sospeso, http://www.venezuelaigualitaria.org/Documentos/Ley_Educacion.pdf, (consultato il 31 maggio 2018, sito Internet sospeso alcuni giorni dopo).

[5]Decreto con dignità, valore e forza di legge N°1.435, 17 novembre 2014, art 1, Gazzetta Ufficiale No. 6.152, 18 novembre 2014. https://dhqrdotme.files.wordpress.com/2013/02/decreto-con-rango-valor-y-fuerza-de-ley-del-cc3b3digo-orgc3a1nico-tributario.pdf, (consultato il 4 giugno 18)

[6] Codice penale del Venezuela del 2000, Organizzazione degli Stati, https://www.oas.org/juridico/spanish/mesicic3_ven_anexo6.pdf, (consultato il 4 giugno 18)

[7]Codice civile del Venezuela del 1982, art. 19 N°2, Organizzazione degli Stati, https://www.oas.org/dil/esp/Codigo_Civil_Venezuela.pdf, (consultato il 4 giugno 18)

[8] Accordo tra la Repubblica del Venezuela e la Santa Sede Apostolica del 1964, Gazzetta Ufficiale, nº 27.551, 24 settembre 1964, http://gacetaoficial.tuabogado.com/gaceta-oficial/decada-1960/1964/gaceta-oficial-27551-del-24-septiembre-1964, (consultato il 9 giugno 2018).

[9]Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica del Venezuela per la creazione di un Ordinariato militare, Segreteria di Stato, Vaticano, http://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/archivio/documents/rc_seg-st_19941031_s-sede-venezuela_sp.html, (consultato il 31 maggio 2018).

[10] “Exhortación de la Conferencia Episcopal Venezolana Centésima Sexta Asamblea Plenaria Ordinaria ‘El Señor ama a quien busca la justicia’ (Prov. 15, 9)”, Conferenza Episcopale Venezuelana, 12 luglio 2016, http://www.cev.org.ve/index.php/noticias/189-exhortacion-de-la-conferencia-episcopal-venezolanacentesima-sexta-asamblea-plenaria-ordinaria-el-senor-ama-al-que-busca-la-justicia-prov-15-9, (consultato il 18 aprile 2018).

[11] “Mensaje de la Presidencia de la Conferencia Episcopal Venezolana ante la crisis que golpea a Venezuela”, Conferenza Episcopale Venezuelana, 17 dicembre 2016, http://www.cev.org.ve/index.php/noticias/206-mensaje-de-la-presidencia-de-la-conferencia-episcopal-venezolana-ante-la-situacion-del-pais-en-las-ultimas-horas, (consultato il 18 aprile 2018).

[12] “La UCAB exige el cese a la represión y criminalización de las manifestaciones pacíficas (Comunicado)”, Confirmado, 12 aprile 2017, http://confirmado.com.ve/la-ucab-exige-el-cese-de-la-represion-y-criminalizacion-de-las-manifestaciones-pacificas-comunicado/, (consultato il 18 aprile 2018).

[13] “Conferencia Episcopal Venezolana: No reformar la Constitución sino cumplirla”, Prodavinci, 5 maggio 2017, http://historico.prodavinci.com/2017/05/05/actualidad/conferencia-episcopal-venezolana-no-reformar-la-constitucion-sino-cumplirla-monitorprodavinci/, (consultato il 28 aprile 2018); “Consejo Evangélico de Venezuela desmintió apoyo a la Constituyente (+Comunicado)”, Caraota Digital, 11 maggio 2017, http://www.caraotadigital.net/nacionales/consejo-evangelico-de-venezuela-desmintio-apoyo-la-constituyente-comunicado/, (consultato il 18 aprile 2018); “Comunicado CAIV 11-05-2017- sobre la situación en Venezuela”, caiv.org, 11 maggio 2017, https://www.caiv.org/2017/05/11/comunicado-caiv-11-05-2017-sobre-la-situacion-de-venezuela/, (consultato il 10 luglio 2018)

[14] “Claudio María Celli advierte: ‘Si fracasa el dialogo, puede haber un baño de sangre en Venezuela”, Religión Digital, 6 novembre 2016, http://www.periodistadigital.com/religion/america/2016/11/06/monsenor-claudio-maria-celli-advierte-venezuela-podria-enfrentarse-camino-sangre-si-fracasa-el-dialogo-religion-iglesia-dios-jesus-papa-francisco-fe-esperanza.shtml, (consultato l’8 luglio 2018).

[15] “Mientras Maduro solicita mediación del papa Francisco, el Vaticano pide elecciones en Venezuela”, CNN Latinoamerica, 14 giugno 2017, https://cnnespanol.cnn.com/2017/06/14/mientras-maduro-solicita-mediacion-del-papa-francisco-el-vaticano-pide-elecciones-en-venezuela/, (consultato l’11 aprile 2018).

[16] “Herido sacerdote en asalto de antisociales a una iglesia”, La Voz, 26 giugno 2016, https://diariolavoz.net/2016/06/26/herido-sacerdote-asalto-antisociales-una-iglesia/, consultato il 9 luglio 2018).

[17] H. Boscán, “FOTOS: Hasta las hostias hurtaron de la iglesia de Los Rastrojos”, El IMPULSO.COM, 17thJanuary 2018, http://www.elimpulso.com/featured/fotos-las-hostias-hurtaron-la-iglesia-los-rastrojos, (consultato l’11 aprile 2018).

[18] “Roban campana de 500 kg en iglesia de Venezuela”, Plano Informativo, 1° aprile 2018, http://planoinformativo.com/582527/roban-campana-de-500-kg-en-iglesia-de-venezuela-internacionales, (consultato il 1° aprile 2018).

[19] R. A. Pérez, “Venezuela: Desnudan y humillan a seminaristas”, Aleteia, 2 luglio 2016, https://es.aleteia.org/2016/07/02/venezuela-desnudan-y-humillan-a-seminaristas/, (consultato il 13 aprile 2018).

[20] “Carta del Arzobispo de Valencia al SEBIN ante irrupción en casas de las hijas de Cristo Rey”, Conferenza Episcopale Venezuelana, 8 agosto 2016, http://www.cev.org.ve/index.php/noticias/252-carta-del-arzobispo-de-valencia-al-sebin-ante-irrupcion-en-casa-de-las-hijas-de-cristo-rey, (consultato il 18 aprile 2018).

[21] M. Arenas, “Venezuela y una insólita profanación: Convierten un altar en mesa electoral”, Aleteia, 21 novembre 2017, https://es.aleteia.org/2017/11/21/venezuela-y-una-insolita-profanacion-convierten-un-altar-en-mesa-electoral/, (consultato il 13 aprile 2018).

[22] E. Delgado, “Táchira: Moronta rechaza acusaciones contra obispos venezolanos”, El Nacional, 22 settembre 2017, http://www.el-nacional.com/noticias/sociedad/tachira-moronta-rechaza-acusaciones-contra-obispos-venezolanos_204710 , (consultato l’11 aprile 2018); “Los violentos actuaron en el país con la bendición de los obispos”, Ultima Hora, 17 settembre 2017, http://ultimahoradigital.com/2017/09/los-violentos-actuaron-en-el-pais-con-la-bendicion-de-los-obispos/, (consultato l’11 luglio 2018).

[23] B. Vidal, “Maduro: “Cúpula’ de la Iglesia está en contra de santificar a José Gregorio Hernández”, EL IMPULSO.COM, 9 gennaio 2018, http://www.elimpulso.com/home/maduro-cupula-la-iglesia-esta-santificar-jose-gregorio-hernandez, (consultato l’11 aprile 2018).

[24] “Sociedad Civil protesta en Barquisimeto en apoyo a la iglesia católica”, El IMPULSO.COM, 18 gennaio 2018, http://www.elimpulso.com/noticias/regionales/sociedad-civil-protesta-barquisimeto-apoyo-la-iglesia-catolica, (consultato l’11 aprile 2018).

[25] “Exigen a Maduro respeto a la libertad religiosa en Venezuela”, Aciprensa, 25 gennaio 2018, https://www.aciprensa.com/noticias/exigen-a-maduro-respeto-a-la-libertad-religiosa-en-venezuela-90494, (consultato l’11 aprile 2018).

[26] “Comunicado CAIV -21-02-2017- La comunidad judía de Venezuela se reunió con Nicolás Maduro”, caiv.org (sito web), 21 febbraio 2017, https://www.caiv.org/2017/02/21/comunicado-caiv-21-02-2017-la-comunidad-judia-de-venezuela-se-reunio-con-nicolas-maduro/, (consultato il 10 aprile 18)

[27] “Los obispos venezolanos alertaron al papa en Colombia de la ‘agudización de la crisis’ en su país”, Infobae, 8 settembre 2017, https://www.infobae.com/america/venezuela/2017/09/08/los-obispos-venezolanos-alertaron-al-papa-en-colombia-de-la-agudizacion-de-la-crisis-en-su-pais/, (consultato il 6 aprile 2018).

[28] M. Arenas, “¿Hay libertad religiosa en Venezuela?”, Aleteia, 28 ottobre 2017, https://es.aleteia.org/2017/10/28/hay-libertad-religiosa-en-venezuela/, (consultato il 12 aprile 2018).

[29] “Ecumenismo: noticias de Venezuela”, Focolares, 13 ottobre 2017, http://www.focolare.org/es/news/2017/10/13/ecumenismo-noticias-de-venezuela/, (consultato il 10 luglio 2018).

[30] C. Zapata, “Venezuela: A sacerdotes y obispos les impiden visitar a los presos”, Aleteia, 3 novembre 2017, https://es.aleteia.org/2017/11/03/venezuela-a-sacerdotes-y-obispos-les-impiden-visitar-a-los-presos/, (consultato l’11 aprile 2018); C. Zapata, “Visito presos políticos como abogado, porque si digo que soy sacerdote no me dejan entrar”, Reporte Católico Laico, http://reportecatolicolaico.com/2017/11/visito-presos-politicos-como-abogado-porque-si-digo-que-soy-sacerdote-no-me-dejan-entrar/, (consultato il 10 luglio 2018).

[31] E. Avendaño, “Adiós Venezuela, dice la comunidad judía”, Climax, 9 novembre 2017, http://elestimulo.com/climax/adios-venezuela-dice-la-comunidad-judia/, (consultato il 10 luglio 2018).

[32] R. A. Pérez, “El Padre Palmar, tercer sacerdote que sale al exilio desde Venezuela”, Aleteia, 14 marzo 2018, https://es.aleteia.org/2018/03/14/el-padre-palmar-tercer-sacerdote-que-sale-al-exilio-desde-venezuela/, (consultato l’11 aprile 2018).

[33] “Cinco países donde practicar la libertad religiosa podría ser peligroso”, Diario Las Américas, 17 agosto 2017, https://www.diariolasamericas.com/eeuu/cinco-paises-donde-practicar-la-libertad-religiosa-podria-ser-peligroso-n4129477, (consultato l’11 aprile 2018).

[34] J. Septién, “Hoy es más peligroso que nunca tener fe en muchos países del mundo”, Aleteia, 29 marzo 2018, https://es.aleteia.org/2018/03/29/hoy-es-mas-peligroso-que-nunca-tener-fe-en-muchos-paises-del-mundo/, (consultato l’11 aprile 2018).

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