Religione

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homekeyboard_arrow_rightSri Lanka

Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

Sebbene la pace sia tornata in Sri Lanka dopo decenni di guerra civile conclusasi con la sconfitta militare delle tigri tamil nel 2009, nel Paese l’armonia e l’unità religiosa rimangono fragili. Come parte dell’attuale processo di riforma costituzionale, i legislatori stanno valutando se le istituzioni nazionali debbano o meno mantenere l’attuale forma centralizzata di governo o muovere piuttosto verso una sorta di federalismo. Allo stesso tempo, come parte di questo processo, deve essere presa una decisione riguardo al posto del Buddismo nella nuova legge fondamentale, la religione della maggioranza della popolazione.

Per il presidente Maithripala Sirisena, l’obiettivo è quello di allontanarsi dal sistema di governo presidenziale istituito dalla Costituzione del 1978. Questo è stato accusato di aver permesso il regime autoritario vissuto dal Paese sotto la presidenza di Mahinda Rajapaksa (2005-2015). La nuova legge fondamentale dovrebbe aumentare i poteri del Parlamento e definire il livello di devoluzione del potere alle regioni al fine di soddisfare le aspirazioni politiche delle minoranze musulmana e tamil. Tuttavia, nel fare ciò, il presidente ha toccato un nervo particolarmente sensibile, vale a dire il ruolo del Buddismo nelle istituzioni della nazione [1]. Mentre la Costituzione del 1948, concessa dagli inglesi al tempo dell’indipendenza, stabilì il principio secondo il quale ai sensi della legge nessuno dovrebbe ricevere un trattamento preferenziale in base alla religione, la Carta del 1972 e quella del 1978 fecero del Buddismo la religione di Stato concedendole lo status di “principale” tra le fedi. Come afferma l’articolo 9 della Costituzione del 1978: «La Repubblica dello Sri Lanka riserverà al Buddismo il posto più importante e di conseguenza sarà dovere dello Stato proteggere e promuovere il Buddha Sasana» [2]. Non è ancora chiaro se il nuovo testo costituzionale manterrà lo stato attuale del Buddismo. Per ora, l’amministrazione attuale sembra giocare per tempo.

Dopo le consultazioni tenutesi nel 2015, le prossime elezioni legislative e presidenziali sono previste per il 2020. Le votazioni locali del 10 febbraio 2018 hanno essenzialmente contrapposto il Partito della Libertà dello Sri Lanka al presidente Maithripala Sirisena e al suo alleato, il Partito Nazionale Unito del Primo Ministro Ranil Wickremesinghe, contro l’Alleanza della Libertà del Popolo Unito dell’ex presidente Mahinda Rajapaksa [3]. La consultazione ha portato a una vittoria assoluta del partito di opposizione dell’ex presidente, che ha vinto la maggioranza dei consigli locali [4]. Le tensioni hanno indotto il governo in carica ad assumere un atteggiamento attendista per evitare scontri con gli elementi più nazionalisti della maggioranza singalese ed i più estremisti tra i monaci buddisti del Paese.

Le battute d’arresto relative alle riforme istituzionali ritenute necessarie per la pace hanno spinto alcuni leader religiosi a prendere in mano la situazione. Il 10 marzo 2017, a Colombo, la Società Maha Bodhi ha riunito diversi leader religiosi buddisti e cristiani. Votata alla diffusione del Buddismo in Asia meridionale, la società organizza un forum di dialogo tra le principali religioni mondiali. Il venerabile Bellanwila Wimalarathana Nayaka Thero, un monaco che per molti anni si è impegnato nelle iniziative di promozione dell’armonia interreligiosa, ha fatto una proposta da molti considerata unica. «Non sono i politici ad essere vicini alla gente, ma noi – ha affermato – e quindi ai leader religiosi dovrebbe essere dato un posto più prominente nel processo di riconciliazione nazionale. Propongo un meccanismo di consigli religiosi da istituire a livello divisionale, distrettuale e nazionale per promuovere l’unità nazionale e la riconciliazione». Il monaco ha inoltre osservato che mentre il ruolo della Costituzione stabilisce le condizioni necessarie per l’unità politica della nazione, l’armonia religiosa è un’area in cui i leader religiosi devono prendere l’iniziativa [5].

È improbabile che queste espressioni di buona volontà siano sufficientemente solide da mantenere l’armonia religiosa in una nazione ancora profondamente divisa tra la sua maggioranza singalese e la minoranza tamil. Questa frattura ha anche una dimensione religiosa poiché i singalesi tendono ad essere buddisti e i tamil sono principalmente indù. La minoranza cristiana, in maggioranza cattolica, è l’unica ad essere presente sia nella comunità singalese che in quella tamil, mentre i musulmani sono considerati un gruppo a parte.

Incidenti

Negli ultimi anni, si sono regolarmente verificati incidenti. I tamil induisti si sono più volte lamentati del fatto che i gruppi buddisti abbiano costruito templi e allestito statue di Buddha nelle aree controllate dai militari nelle province settentrionali e orientali, che sono prevalentemente tamil. I tamil indù vedono questo come prova che la maggioranza singalese desideri espandere la propria influenza culturale e religiosa.

L’aggressione maggiormente nota verificatisi durante il periodo in esame è stata registrata e pubblicata sui social media nel novembre 2016; a Batticaloa, ex roccaforte dei Tamil, un monaco vicino agli estremisti del Bodu Bala Sena (la Brigata buddista – BBS) ha minacciato un funzionario del governo locale, dopo che questi aveva avviato un procedimento legale contro alcune donne singalesi. Le esatte parole del monaco sono state: «Tu, cane tamil, ti ucciderò» [6].

Secondo un rapporto dell’Alleanza Cristiana Evangelica Nazionale dello Sri Lanka [7], anche se la violenza contro le minoranze religiose è leggermente diminuita negli ultimi anni, gli estremisti continuano a portare avanti attività mirate a «intimidire» gli appartenenti ai gruppi religiosi minoritari. Oltre al Bodu Bala Sena, altre realtà come il Sinha Le (Il sangue del Leone [8]) hanno promosso la loro visione di una “nazione singalese”. In totale, l’Alleanza evangelica ha segnalato 89 incidenti contro i cristiani nel 2016 e 36 nei soli primi cinque mesi del 2017. Tali episodi includono la negazione del diritto dei cristiani di seppellire i propri defunti nei cimiteri pubblici, la demolizione e la chiusura di alcune chiese, aggressioni fisiche e minacce di morte ai danni di singoli individui. Lo stesso rapporto afferma che tra l’inizio del 2015 e il maggio 2017 si sono verificati 44 incidenti ai danni della comunità islamica, che includono attacchi a moschee e madrasse (scuole islamiche), incitamento all’odio, nonché minacce e attacchi fisici. Va notato inoltre che gli estremisti buddisti sono molto attivi nella diffusione di discorsi di incitamento all’odio sui social media e le loro parole e i loro video hanno un vasto pubblico.

Nel giugno 2017 un avvocato per i diritti umani, Lakshan Dias, è dovuto fuggire dal Paese dopo aver partecipato a un dibattito televisivo durante il quale aveva denunciato la crescente intolleranza religiosa nello Sri Lanka, riportando a sostegno delle sue affermazioni il già citato rapporto dell’Alleanza evangelica [9]. Il ministro della Giustizia lo ha ammonito, definendolo un «traditore» e un «animale». Dopo aver cercato rifugio all’estero per qualche tempo, l’avvocato è tornato a casa dove è stato interrogato per sette ore dalla polizia. Anche tre funzionari dell’Alleanza evangelica sono stati interrogati dalle autorità.

All’inizio del marzo 2018, due musulmani sono stati uccisi e numerose moschee, case, negozi e veicoli sono stati distrutti durante tre giorni di rivolta a Kandy, nello Sri Lanka centrale. Secondo quanto riportato, i monaci buddisti collegati al Bodu Bala Sena e al Maha Sohon Balakay sono stati inviati in città per incitare gli attacchi. Politici e agenti di polizia locali sono anche stati accusati di aver preso parte agli eventi. Più di 300 persone sono state arrestate in connessione con le rivolte. La violenza è stata provocata dalla morte del buddista H.G. Kumarasinghe, che è stato aggredito da quattro uomini musulmani in seguito a un incidente stradale [10].

Prospettive per la libertà religiosa

Nel periodo in esame, vi sono stati alcuni tentativi di favorire la riconciliazione tra le comunità religiose. Ad esempio, alla vigilia del Natale 2016 a Colombo, i servizi sociali Arjuna Ranatunga hanno eretto il più grande albero di Natale artificiale del mondo [11]. Tuttavia, alla luce delle azioni e delle dichiarazioni del governo, vi sono motivi per temere che la tanto necessaria riconciliazione nazionale progredirà molto lentamente in Sri Lanka, permettendo ai gruppi estremisti buddisti di commettere violenze, specialmente ai danni delle minoranze religiose.

Note / fonti

[1] “Le bouddhisme doit-il conserver une place “prééminente” dans la Constitution ?”, Églises d’Asie, 9 febbraio 2017, http:// eglasie.mepasie.org/asie-du-sud/sri-lanka/2016-02-09-la-reforme-en-cours-de-la-constitution-provoque-de-forts-remous, (consultato il 21 febbraio 2018).

[2] La Costituzione della Repubblica Socialista Democratica dello Sri Lanka, Parlamento dello Sri Lanka, http://www.parliament.lk/en/constitution/main, (consultato il 24 febbraio 2018).

[3] Jehan Perera, “Sri Lanka hopes for reconciliation at last”, Ucanews, 29 gennaio 2018 https://www.ucanews.com/news/sri-lanka-hopes-for-reconciliation-at-last/81329, (consultato il 21 febbraio 2018).

[4] Mujib Mashal e Dharisha Bastians, “Election Losses Test Sri Lanka’s Leader, and the Country’s Direction”, New York Times, 11 febbraio 2018, https://www.nytimes.com/2018/02/11/world/asia/sri-lanka-elections.html, (consultato il 6 marzo 2018).

[5] Kingsley Karunaratne, “Sri Lankan monks, bishops propose religious councils”, Ucanews, 14 marzo 2017, https://www.ucanews.com/news/sri-lankan-monks-bishops-propose-religious-councils/78652, (consultato il 24 febbraio 2018).

[6] “La recrudescence des tensions ethniques et religieuse sternit la politique gouvernementale de réconciliation nationale”, Églises d’Asie, 13 dicembre 2016, http://eglasie.mepasie.org/asie-du-sud/sri-lanka/2016-12-13-la-recrudescence-des-tensions-ethniques-et-religieuses-ternit-la-politique-du-gouvernement-en-matiere-de-reconciliation-nationale, (consultato il 21 febbraio 2018).

[7] Sri Lanka – Rapporto di sintesi sulla libertà religiosa, dell’Alleanza Cristiana Evangelica Nazionale dello Sri Lanka, maggio 2017, https://www.colombotelegraph.com/wp-content/uploads/2017/06/Attcks-onevangelical-Christian-churches-in-Sri-Lanka-NCESL-Summary-brief_May-2017-1.pdf, (consultato il 21 febbraio 2018).

[8] Zachary Walko, ‘Lion’s Blood: Behind Sri Lanka’s Sinha Le Movement’, The Diplomat, 29 giugno 2016 https://thediplomat.com/2016/06/lions-blood-behind-sri-lankas-sinha-le-movement/, (consultato il 21 febbraio 2018).

[9] “Well-known Lawyer Lakshan Dias Flees Sri Lanka After Justice Minister WijeyadasaRajapakshe Threatens to Take Action in Two Days”, Dbsjeyaraj.com, 29 giugno 2017, http://dbsjeyaraj.com/dbsj/archives/53873, (consultato il 21 febbraio 2018).

[10] Dichiarazione dell’All Party Parliamentary Group for International Freedom of Religion or Belief sulle violenze in Sri Lanka, All Party Parliamentary Group for International Freedom of Religion or Belief, 8 marzo 2018, https://appgfreedomofreligionorbelief.org/appg-statement-on-violence-in-sri-lanka/ (consultato il 9 aprile 2018); Tom Allard e ShiharAneez, “Police, politicians accused of joining Sri Lanka’s anti-Muslim riots”, Reuters, 25 marzo 2018, https://www.reuters.com/article/us-sri-lanka-clashes-insight/police-politicians-accused-of-joining-sri-lankas-anti-muslim-riots-idUSKBN1H102Q (consultato il 9 aprile 2018).

[11] Surinder Kaur, “The World’s Biggest Christmas Tree Hasn’t Helped Sri Lankan Christians”, Christianity Today, 22 dicembre 2017, http://www.christianitytoday.com/news/2017/december/sri-lanka-guinness-worlds-biggest-christmas-tree-christians.html, (consultato il 21 febbraio 2018); Lahiru Pothmulla, “SL’s Christmas tree enters Guinness world records”, Daily Mirror, 13 dicembre 2017, http://www.dailymirror.lk/article/SL-s-Christmas-tree-enters-Guinness-world-records-142128.html, (consultato il 21 febbraio 2018).

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