Religione

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

L’accordo di pace firmato ad agosto 2015 dal presidente del Sud Sudan Salva Kiir e dai gruppi ribelli [1] stabiliva che, 18 mesi dopo l’istituzione del governo di transizione di unità nazionale, vi sarebbe stata una nuova Costituzione che avrebbe accolto i punti inclusi nel precedente accordo. Una bozza di Costituzione, nota come emendamento di modifica della Costituzione transitoria, è stata approvata dal governo nel novembre 2017 [2]. Tuttavia al momento della stesura di questo rapporto, gli emendamenti proposti dall’accordo di pace non sono stati ancora incorporati nella Carta [3].

L’attuale Costituzione transitoria, ratificata il giorno dell’indipendenza (9 luglio 2011) e successivamente modificata nel 2013 e nel 2015, sancisce all’articolo 8 la separazione tra religione e Stato e garantisce che tutti i gruppi religiosi siano trattati allo stesso modo. L’articolo 23 illustra nel dettaglio i diritti religiosi nel Paese [4].

In generale, all’interno della società vi è un alto grado di tolleranza verso i gruppi religiosi. I gruppi cristiani e musulmani condividono iniziative comuni. I gruppi religiosi possono registrarsi presso il Ministero degli affari umani attraverso la Commissione di soccorso e riabilitazione [5].

Recentemente l’Autorità nazionale per le comunicazioni ha stabilito che ciascuna delle nove stazioni radio affiliate alla Rete Radiofonica Cattolica dovrà versare annualmente un contribuito di 5.500 dollari americani [6]. Non è noto se tali oneri si applichino anche a stazioni ispirate da altre religioni, ma, in ogni caso, questa tassa molto costosa minaccia la sopravvivenza economica delle stazioni cattoliche esistenti.

La situazione della sicurezza in diverse parti del Paese si è molto deteriorata durante l’attuale periodo di riferimento. Nonostante le tregue e gli accordi di pace, una pace duratura e significativa è molto lontana dalla realtà per la maggior parte del Sud Sudan, dove ogni giorno numerose libertà fondamentali sono a rischio. Inoltre, leader politici e funzionari governativi sono spesso accusati di non aver protetto la popolazione civile.

Il deterioramento dello stato della sicurezza del Sud Sudan, oltre ad essere grave di per sé, ha avuto enormi implicazioni per quanto riguarda la libertà dei gruppi religiosi. Negli ultimi anni, numerosi massacri e atrocità si sono verificati nel Paese, e in molti casi gli autori hanno goduto di totale impunità. Negli ultimi quattro anni, si stima che un numero di persone compreso tra 50.000 e 300.000, sia stato ucciso nell’ambito del conflitto armato.

Gruppi e organizzazioni basati sulla fede sono in prima linea nell’offrire aiuti agli sfollati, ai feriti e alle vittime del conflitto armato. Le chiese e altri luoghi di culto servono spesso come rifugio per migliaia di persone che sono fuggite dalle loro case.

L’imperante insicurezza, il deterioramento dello stato di diritto e l’ampia disponibilità di piccole armi consentono a ladri e criminali armati di colpire case parrocchiali, veicoli della Chiesa, conventi, agenzie religiose e presbiteri. Secondo una ricerca condotta da una stazione radio locale, circa 40 leader religiosi sono stati uccisi tra il 2013 e il 2017 [7].

Data la mancanza di etica all’interno del governo e tra l’élite politica del Sud Sudan, dove le forze di sicurezza sono sospettate di essere responsabili di due terzi delle violazioni dei diritti umani [8], i leader religiosi sono spesso gli unici attori sociali con un’autorità morale credibile, in grado di sfidare quanti sono al potere e denunciare atti di violenza e ingiustizie. Questo ruolo profetico spesso mette a repentaglio la sicurezza personale di quei leader religiosi che parlano apertamente [9]. Alcuni di essi hanno perfino evitato di celebrare la Giornata nazionale di preghiera indetta dal Presidente, accusandolo di essere una delle cause alla radice dell’attuale conflitto armato [10].

Incidenti

Radio Bakhita, una stazione radio cattolica con sede a Juba, è stata presa di mira più volte da agenti di sicurezza, dopo che aveva trasmesso l’omelia di un sacerdote cattolico di alto grado che ha pesantemente criticato il governo e l’opposizione [11].

Un sacerdote della Chiesa episcopale del Sudan appartenente alla diocesi di Mundri è stato arrestato, torturato e giustiziato, presumibilmente per ordine del governatore dello Stato, dopo essere stato accusato di aver fornito cibo a delle unità di un movimento ribelle noto come Esercito di liberazione del popolo sudanese all’opposizione ( SPLM-IO) [12].

Le autorità locali dello Stato di Gbudue hanno chiuso una chiesa chiamata Gundeti Mbori Catholic Church, Genezareth accusando l’istituzione di aver operato in modo irregolare e di falsa affiliazione alla Chiesa cattolica romana. I dirigenti locali della Chiesa hanno chiesto ai membri della congregazione affetti da HIV di smettere di prendere le loro medicine [13].

Un catechista laico incaricato della cappella Mondikolok nella parrocchia cattolica di Lomin (Contea Kajo-Keji) è stato ucciso insieme ad altre quattro persone durante gli scontri tra il governo e le forze di opposizione. Secondo fonti ecclesiastiche, ha lavorato per il dialogo e la riconciliazione tra le parti in guerra [14].

Tre sacerdoti della Chiesa episcopale del Sudan sono stati uccisi all’inizio del 2017. Il reverendo Simon Kwaje, un sacerdote che lavorava nella cattedrale di Emmanuel, è stato trovato morto nella città di Yei il 12 marzo 2017. Il movente dell’omicidio e l’identità degli assalitori sono tuttora sconosciuti [15]. Il reverendo Wilson Tatawa è stato ucciso il 26 marzo 2017 nel villaggio di Kundi, nella contea di Mundari East County / Amadi[16]. Il reverendo Mathew Mangok Alek è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco da uomini armati sconosciuti il ​​18 aprile 2017 nel villaggio di Gargar, nello Stato di Tonj, mentre viaggiava lungo la strada Tonj-Mapel [17].

Joel Mwendwa, un vescovo evangelico di origine keniota, è stato ucciso con un machete nel sobborgo di Juba denominato Munuki nelle prime ore del 24 giugno 2017. L’aggressore, che è stato arrestato dalla polizia, ha accusato il sacerdote di averlo disturbato costantemente con attività rumorose che si svolgevano in chiesa [18].

La coordinatrice del Dipartimento per la pace e la giustizia della diocesi cattolica di Wau è stata arrestata dopo aver preso parte a un seminario organizzato dall’ONU sui diritti umani per le forze armate, durante il quale tre ufficiali dell’esercito che vi partecipavano sono morti per avvelenamento da cibo. Le precise accuse contro la donna non sono chiare [19].

Il 5 febbraio 2018 un sacerdote cattolico keniota della diocesi di Tombura-Yambio è stato espulso dalle autorità dello Stato di Tombura in seguito ad un ordine emesso dal ministro Joseph Marko Wanga Bilali. Il missionario è stato portato in aereo in Kenya [20]. Una successiva dichiarazione del vescovo locale ha accusato le autorità dello Stato di Tombura di maltrattamenti e torture ai danni del clero e di false accuse contro il sacerdote [21]. Diversi sacerdoti sono stati arrestati nello stesso momento, ma in seguito furono rilasciati.

Il 24 aprile 2018, un operatore umanitario impiegato dall’Agenzia Adventista per lo Sviluppo e il Soccorso (ADRA) è stato ucciso da uomini armati sconosciuti che hanno attaccato il suo veicolo [22].

Prospettive per la libertà religiosa

Le massicce violazioni dei diritti umani – compresi i massacri di civili innocenti, gli sfollamenti forzati, il reclutamento di bambini soldato, lo stupro come arma di guerra e altri crimini di guerra – continuano a verificarsi in Sud Sudan. I perpetratori agiscono in totale impunità approfittando del fatto che il livello di sicurezza si è gravemente deteriorato. Le loro azioni sono spesso coperte da formazioni politiche, forze di sicurezza, gruppi ribelli e altri circoli influenti. I civili non sono protetti dagli abusi. Il governo rimane altamente inefficiente ed estremamente parziale, mostrando poca volontà di promuovere un cambiamento sociale. Cariche di governo e altri politici agiscono contro i leader religiosi che criticano le politiche del governo e le pratiche disoneste.

Gran parte della violenza e degli sconvolgimenti nel Sud Sudan è chiaramente attribuibile a fattori politici ed etnici, ma esiste anche una dimensione religiosa. I gruppi religiosi soffrono enormemente per aver preso una posizione morale esplicita contro le atrocità. Vi sono poche possibilità di miglioramento nell’immediato futuro.

Note / fonti

[1] ‘South Sudan president signs peace deal with rebels, Al Jazeera, 27 agosto 2015, https://www.aljazeera.com/news/2015/08/south-sudan-expected-sign-peace-deal-rebels-150826084550000.html (consultato il 6 giugno 2018)

[2] ‘South Sudan expedites efforts to enact new constitution”, Sudan Tribune, 20 novembre 2017,  http://www.sudantribune.com/spip.php?article64059 (consultato il 7maggio2018).
‘JMEC chairperson lauds ‘significant progress’ on S. Sudan’s Constitutional amendment process’, Website Joint Monitoring and Evaluation Commission (JMEC)www.jmecsouthsudan.com, 21 novembre 2017,  http://www.jmecsouthsudan.com/index.php/ncac-news/item/209-jmec-chairperson-welcomes-significant-progress-on-constitutional-amendment-process (consultato il 7maggio2018).

[3] ‘Parliament to incorporate faltering peace deal into constitution’, Radio Tamazuj, 28 aprile 2018, https://radiotamazuj.org/en/news/article/parliament-to-incorporate-faltering-peace-deal-into-constitution (consultato il 7 maggio 2018).

[4] Sud Sudan – 2011 (riv.2013)’, The Constitute Project, www.constituteproject.org,  https://constituteproject.org/constitution/South_Sudan_2013?lang=en (consultato il 7maggio2018).

[5]  Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Sud Sudan”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense, http://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm?year=2016&dlid=268698 (consultato il 29aprile 2018).

[6] ‘High chargesmay force some radio stations to shut down in South Sudan’, Catholic Radio Network, 11 maggio 2018, http://catholicradionetwork.org/?q=node/27094 (consultato il 12maggio2018).

[7] ‘UPDATED: Special investigation: 40 Church leaders killed in South Sudan since 2013′, Radio Tamazuj, 16 aprile 2017, https://radiotamazuj.org/en/news/article/special-investigation-39-church-leaders-killed-in-south-sudan-since-2013 (consultato il 10maggio2018).

[8] “È stato inoltre rilevato che le forze di sicurezza governative, tra cui il Servizio di sicurezza nazionale, l’Esercito di liberazione del popolo sudanese e il servizio di polizia nazionale del Sud Sudan, erano responsabili di due terzi dei casi accertati di violazioni dei diritti umani “. Citazione da:’New UN reports cites violations of rights of freedom of opinion and expression in South Sudan’, UN News, 22 febbraio 2018, https://news.un.org/en/story/2018/02/1003301 (consultato l’11maggio2018).

[9] Alcuni esempi di questo ruolo ricoperto dai leader della Chiesa che denunciano le ingiustizie:
‘The bishops denounce: War crimes committed on the basis of ethnicity’, Agenzia Fides, 24 febbraio 2017, http://www.fides.org/en/news/61808-AFRICA_SOUTH_SUDAN_The_Bishops_denounce_War_Crimes_committed_on_the_basis_of_ethnicity (consultato il 12 maggio 2018).
‘Anglican archbishop accuses govt of failing to protect civilians’, Radio Tamazuj, 4 dicembre 2017,  https://radiotamazuj.org/en/news/article/anglican-archbishop-accuses-govt-of-failing-to-protect-citizens(consultato il 10 maggio 2018).
‘South Sudan top religious leader says carelessness caused war’, Radio Tamazuj, 27 settembre 2016, https://radiotamazuj.org/en/news/article/south-sudan-top-religious-leader-says-carelessness-caused-war (consultato il 10maggio2018).

[10] ‘The Auxiliary of Juba: No to National Prayercalled by the President whose troops are responsible for the tragedy that afflicts us’, Agenzia Fides, 6 marzo 2017, http://www.fides.org/en/news/61872-AFRICA_SOUTH_SUDAN_The_Auxiliary_of_Juba_No_to_National_Prayer_called_by_the_President_whose_troops_are_responsible_for_the_tragedy_that_afflicts_us (consultato il 12maggio2018).

[11] ‘Catholic radio in South Sudan harassed by security after airing ‘devils’ homily’, Radio Tamazuj, 5 luglio 2016, https://radiotamazuj.org/en/news/article/catholic-radio-in-south-sudan-harassed-by-security-after-airing-devils-homily (consultato il 10 maggio 2018)

[12] ‘S. Sudan army accused of killing Mundri diocese priest’, Sudan Tribune, 18 ottobre 2016, http://www.sudantribune.com/spip.php?article60581 (consultato il 10maggio2018).
‘Breaking: SPLA kills a priest of the Episcopal Church of South Sudan’, Nyamile.com, 18 ottobre  2016, http://nyamile.com/2016/10/18/breaking-spla-kills-a-priest-of-the-episcopal-church-of-south-sudan/ (consultato il 10maggio2018).

[13] ‘Gbudue state authorities order Catholic Church’s closure’, Sudan Tribune, 24 gennaio 2017 http://www.sudantribune.com/spip.php?article61479 (consultato l’8 maggio 2018).

[14] ‘Catechistkilled in Kajo-Kejiclashes’, Radio Tamazuj, 25 gennaio 2017, https://radiotamazuj.org/en/news/article/catechist-killed-in-kajo-keji-clashes (consultato il 9maggio2018).

[15] Johnson Thembo, ‘South Sudan Episcopal Priest killed brutally killed in Yeitown’, The Insider, 13 marzo 2017, http://theinsider.ug/index.php/2017/03/13/south-sudan-episcopal-priest-brutally-killed-in-yei-town/ (consultato il 19aprile2018).

[16] ‘Unknown men kill priest in Mundri East County’, Radio Tamazuj, 30 marzo 2017, https://radiotamazuj.org/en/news/article/unknown-gunmen-kill-priest-in-mundri-east-county (consultato il 9maggio).

[17] ‘Unknown gunmen kill priest in Tonj State’,  Radio Tamazuj, 18 aprile 2017, https://radiotamazuj.org/en/news/article/unknown-gunmen-kills-priest-in-tonj-state (consultato il 9 maggio 2018).

[18] ‘South Sudan denounces murder of Kenyanbishop’, Sudan Tribune, 25 giugno 2017, http://www.sudantribune.com/spip.php?article62832 (consultato il 19 aprile 2018).

[19] ‘The coordinator of ‘Justice and Peace’ of the Diocese Wau arrested’. Agenzia Fides, 28 agosto 2017, http://www.fides.org/en/news/62811-AFRICA_SOUTH_SUDAN_The_coordinator_of_Justice_and_Peace_of_the_diocese_of_Wau_arrested (consultato il 12 maggio 2018).

[20] ‘Kenyan priest threatened, deported from South Sudan’, La Croix, 5 febbraio 2018, https://international.la-croix.com/news/kenyan-priest-threatened-deported-from-south-sudan/6869 (consultato il 9maggio2018).

[21] Per il testo integrale della lettera Cfr.: ‘Expulsion of Catholic missionary priest in South Sudan’, Sudan Google Group, 6 febbraio 2018,   https://groups.google.com/d/msg/sudans-john-ashworth/um-xlhqiOFc/NLsJILG3AwAJ  (consultato il 9 maggio 2018).

[22] ‘Aid worker killed in Terekeka State’, Radio Tamazuj, 1° maggio 2018, https://radiotamazuj.org/en/news/article/aid-worker-killed-in-terekeka-state (consultato il 10 maggio 2018).

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