Religione

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

L’articolo 9 della Costituzione sudafricana del 1996 (come modificato in seguito) vieta ogni forma di discriminazione, inclusa la discriminazione basata sulla religione [1]. Secondo l’articolo 15: «Ognuno ha diritto alla libertà di coscienza, religione, pensiero, fede e opinione» [2]. Secondo l’articolo 31, i membri di determinate comunità religiose hanno il diritto di praticare la loro religione e di formare o aderire ad associazioni religiose[3].

L’educazione religiosa è una materia approvata ma non obbligatoria nelle scuole pubbliche e non deve rappresentare le opinioni di nessuna singola religione [4]. Il calendario scolastico tiene conto delle festività religiose delle principali comunità di fede. Natale e Venerdì Santo sono tra le festività osservate a livello nazionale.

La Commissione per i diritti umani del Sudafrica è l’entità incaricata di monitorare il trattamento delle garanzie costituzionali relative alla libertà religiosa. La commissione, insieme ai tribunali, è responsabile del perseguimento delle violazioni sospette [5].

Le comunità religiose non sono obbligate dalla legge a registrarsi presso le autorità, ma le comunità che si registrano possono beneficiare di agevolazioni fiscali [6].

Incidenti

La prima relazione della Commissione per la promozione e la protezione dei diritti delle comunità culturali, religiose e linguistiche è stata pubblicata nel luglio 2016. Nel rapporto è stato criticato il fatto che le questioni e i temi religiosi fossero esposti ad una crescente commercializzazione in Sudafrica. Il rapporto porta ad esempio la pubblicità illegale e non etica dei servizi di guarigione religiosi e tradizionali e l’abuso dei sistemi di credenze delle persone [7]. I sistemi di religione e di credo in Africa sono minacciati non soltanto dagli estremisti violenti, ma anche dalla diffusione di fenomeni associati alle moderne forme di vita.

In Sudafrica esiste un numero relativamente alto di attacchi ai danni di persone di fede ebraica, anche se le cifre mostrano una diminuzione rispetto al periodo esaminato dalla precedente edizione di questo rapporto [8]. Soltanto dal gennaio al novembre 2016, il Consiglio dei Deputati ebraico sudafricano ha registrato 38 episodi antisemiti [9]. Gli incidenti includevano intimidazioni, attacchi verbali e graffiti antisemiti sugli edifici pubblici. Tra gli altri incidenti riportati, un’esortazione a «Uccidere un ebreo» è stata dipinta con vernice spray su uno degli edifici dell’Università del Witwatersrand [10]. Si presume che questo atto vandalico fosse legato alle richieste di scarcerazione del noto antisemita Mcebo Dlamini [11]. Dlamini è stato incarcerato in attesa di essere processato per diversi reati. L’uomo ha attirato l’attenzione durante il precedente periodo di riferimento per le dichiarazioni antisemite diffuse tramite la radio e i social media online.

Durante il periodo in esame vi sono stati anche attacchi anti-islamici in Sudafrica. A settembre 2016, alcuni vandali hanno scritto messaggi contro i musulmani sui muri delle case nel quartiere residenziale di Eersterust nel comune di Tshwane. Il distretto ha una moschea e una numerosa comunità islamica.

Nell’aprile 2016, 3.000 su un totale di 10.000 abitanti di Valhalla, vicino a Pretoria, hanno protestato contro la prevista costruzione di una moschea [12]. Secondo i media, alcuni manifestanti hanno minacciato di macellare i maiali sul luogo in cui il tempio islamico andrebbe edificato. Altri hanno affermato che la moschea, se effettivamente costruita, sarebbe divenuta un terreno fertile per i terroristi. Alcuni manifestanti portavano cartelli con la scritta «Parigi, Bruxelles, Valhalla??? NO!»  oppure «Geen ISIS in Valhalla» (che in lingua afrikaans significa «No allo Stato Islamico a Valhalla»).

Prospettive per la libertà religiosa

Vi sono poche ragioni per aspettarsi un sostanziale cambiamento nella situazione attuale in relazione alla libertà di religione in Sudafrica. Tuttavia, la crescente immigrazione da altre regioni dell’Africa attualmente in crisi, includi Paesi islamici come la Somalia, crea un potenziale conflitto. Inoltre, la povertà in Sudafrica è in aumento e l’esperienza dimostra che un livello significativo di povertà è spesso una delle maggiori forze trainanti per le tensioni religiose.

Secondo la Chiesa cattolica, il sentimento xenofobo nei confronti di migranti provenienti da altre parti dell’Africa è già presente in ampi segmenti della popolazione sudafricana [13]. La situazione economica è difficile per molte persone – sia per i nativi sudafricani che per i non cittadini – e i migranti sono spesso visti come causa di impoverimento generale. La Chiesa ha posto alcun riflessioni sul razzismo e la xenofobia al centro della sua campagna quaresimale del 2018. Lo ha fatto sullo sfondo delle sue numerose attività precedenti a sostegno dei migranti in Sudafrica.

Le conseguenze del cambio di governo in Sudafrica nel 2018 sono ancora da valutarsi. I vescovi cattolici hanno accolto con favore le dimissioni dell’ex presidente Jacob Zuma [14] e intendono fare tutto ciò che è in loro potere per sostenere il nuovo governo del presidente Cyril Ramaphosa [15]: «Siamo in un momento della storia della nostra nazione in cui le persone, attraverso la loro determinazione, hanno iniziato a cambiare il Paese», ha detto il nuovo Presidente eletto nel suo discorso sullo stato della nazione in Parlamento. Questo segna la prima volta dal 1994 che un presidente ha parlato di un cambio di direzione per il Sudafrica. La Conferenza episcopale cattolica ha osservato in una dichiarazione: «Siamo particolarmente felici dell’enfasi posta dal Presidente su unità, leadership etica e uguaglianza totale di tutti i cittadini; della sua intenzione di ridurre la povertà e la disoccupazione giovanile, e di migliorare l’accesso all’istruzione per i bambini più poveri; uno sforzo concentrato su una maggiore occupazione porterà sicuramente speranza a tutti i sudafricani» [16].

Note / fonti

[1] Costituzione del Sudafrica del 1996 (versione del 2012), https://www.constituteproject.org/constitution/South_Africa_2012?lang=en#18 , (consultato il 3 marzo 2018).

[2] Ibid.

[3] Ibid.

[4] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Sudafrica”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,

https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper , (consultato il 4 aprile 2018).

[5] Ibid.

[6] Ibid.

[7] Ibid.

[8] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Sudafrica”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,

[9] Ibid.

[10] Ibid.

[11] Ibid.

[12] ‘Valhalla mosque fury simmers’, The Daily Vox, 25 aprile 2018, https://www.iol.co.za/news/south-africa/gauteng/valhalla-mosque-fury-simmers-2014117 (consultato il 29 maggio 2018)

[13] Südafrika: Fremdenfeindlichkeit und Rassismus bedrohen die “Regenbogennation”’, agenzia fides, 17 febbraio 2018, http://fides.org/de/news/63768 , (consultato il 3 marzo 2018)

[14] ‘The Bishops: “President Jacob Zuma’s resignation should have been presented a long time ago”’, agenzia fides, 16 febbraio 2018, http://www.fides.org/en/news/63762-AFRICA_SOUTH_AFRICA_The_Bishops_President_Jacob_Zuma_s_resignation_should_have_been_presented_a_long_time_ago, (consultato il 3 marzo 2018).

[15] ‘The Bishops applaud the State of the Nation Address by President Ramaphosa’, agenzia fides, 21 febbraio 2018, http://www.fides.org/en/news/63790-AFRICA_SOUTH_AFRICA_The_Bishops_applaud_the_State_of_the_Nation_Address_by_President_Ramaphosa, (consultato il 3 marzo 2018).

[16] Ibid.

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