Religione

4.654.000Popolazione

309.500 Km2Superficie

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

L’Oman è un sultanato situato tra il Golfo dell’Oman e l’Oceano Indiano. Tre quarti
della popolazione (75 percento), inclusa la dinastia regnante, sono composti da
musulmani ibadhi [1]. Questi non sono né sunniti né sciiti, ma discendenti di un ramo primitivo dell’Islam. L’Oman è l’unico Stato al mondo con una maggioranza di ibadhi.

Il resto della popolazione è costituito da musulmani sunniti e, in minor parte, da sciiti. Vi è inoltre un modesto numero di famiglie cristiane e induiste naturalizzate. La comunità induista è presente da secoli nel Paese e si è insediata originariamente a Muscat.

I residenti privi della cittadinanza, perlopiù lavoratori stranieri, rappresentano circa il 45 percento di quanti vivono nel Paese [2]. Tra loro vi sono induisti, buddisti e sikh. Nel Paese vi sono infatti tre templi induisti ed un gurdwara sikh.

In Oman vivono anche 180mila cristiani appartenenti a diverse denominazioni. I
gruppi cristiani registrati presso il governo sono più di 60, ma soltanto le comunità protestante e cattolica sono riconosciute dal Ministero per gli Affari religiosi [3].

In Oman vi sono quattro parrocchie cattoliche (due a Muscat, una a Sohar ed una a
Salalah) che rientrano nella giurisdizione del Vicariato apostolico dell’Arabia
meridionale (AVOSA). Secondo fonti della Chiesa locale, in Oman vi sono circa
80mila cattolici.

La Costituzione del 1996, così come emendata nel 2011 [4], afferma all’articolo 1 che: «Il Sultanato dell’Oman è uno Stato arabo, islamico e indipendente con piena sovranità». L’articolo 3 dichiara l’Islam religione di Stato: «l’Islam è la religione di Stato e la sharia islamica è fonte di diritto». All’articolo 28 si legge inoltre: «la libertà di praticare riti religiosi è tutelata in accordo ai costumi riconosciuti, a patto che essa non violi l’ordine pubblico o contraddica la morale».

In Oman non vi sono leggi che puniscono il reato di apostasia, sebbene un padre che
si converta dall’Islam ad altra religione perda la patria potestà sui suoi figli.

In base all’articolo 209 del Codice Penale dell’Oman chiunque sia colpevole di: (1)
«avere commesso pubblicamente blasfemia nei confronti di Dio o del Profeta Maometto; (2) offendere una religione o una fede in forma scritta o verbale; (3) turbare la pace di un raduno religioso autorizzato», è passibile di «una pena detentiva
compresa tra 10 giorni e tre anni, o una multa da 5 a 500 riyal (all’incirca da 13
dollari americani a 1.300) [5]. Le regole della sharia islamica si applicano inoltre a tutte le questioni riguardanti le eredità ed i matrimoni contratti anche con una donna non musulmana (“legge n. 32 del 2007 sul diritto individuale”) [6].

Utilizzare Internet in un modo che «possa pregiudicare l’ordine pubblico o i valori
religiosi» comporta una pena detentiva di un massimo di un anno ed un’ammenda di almeno 1000 riyal [7].

Gli imam devono avere una licenza e attenersi ai sermoni diffusi dal governo [8]. Il governo non permette ai gruppi religiosi di svolgere attività di proselitismo in pubblico, ma è possibile fare proseliti privatamente all’interno dei luoghi di culto legalmente registrati [9].

Le comunità non musulmane possono praticare la propria religione in accordo con i
propri valori, costumi e tradizioni, senza alcuna interferenza, a patto che tali attività avvengano in terreni «donati dal sultano espressamente per il culto collettivo» [10]. Riunioni per motivi religiosi sono permesse soltanto in luoghi di culto approvati dal governo.

Incidenti

Durante il periodo preso in esame da questo rapporto, non sono stati riportati casi di
violazione libertà religiosa né da parte del governo nel livello sociale. La mancanza
di spazi dai tipi del culto per le comunità non religiose E la difficoltà ti espone le
rispettive comunità di fede è un problema tuttora esistente in Oman.

Prospettive per la libertà religiosa

Nonostante l’Oman si sia visto schiacciato tra le forti tensioni regionali, in special
modo quelle legate al conflitto tra sunniti e sciiti, il Paese è riuscito a mantenere una posizione relativamente neutrale. È risaputo come l’Oman abbia buone relazioni con
l’Iran, che ha cercato di conservare nonostante la forte pressione a livello regionale. Ed è proprio a causa di tale pressione, che i problemi legati alla già limitata libertà religiosa potrebbero peggiorare in futuro.

Note / fonti

[1] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Oman”, Rapporto 2016
sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,
https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato il 25 febbraio 2018).

[2] “Oman: Population by nationality (Omani/non-Omani), sex and age group (mid-
2014)”, Gulf Labour Markets and Migration, ottobre 2014,
http://gulfmigration.eu/bahrain-population-by-nationality-omani-non-omani-sex-and-age-group-mid-2014/, (consultato il 18 marzo 2018).

[3] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Oman”, Rapporto 2014
sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,
https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/2014religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato il 18 marzo 2018).

[4] Costituzione dell’Oman del 1996 con emendamenti fino al 2011,
constituteproject.org, https://www.constituteproject.org/constitution/Oman_2011.pdf?lang=en, (consultato il 27 febbraio 2018).

[5] Global Legal Research Directorate and Hanibal Goitom, “Oman”, Laws
Criminalizing Apostasy, Biblioteca del Congresso,
http://www.loc.gov/law/help/apostasy/index.php#oman, (consultato il 25 febbraio 2018).

[6] Ibid.

[7] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Oman”, Rapporto 2016
sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense, op. cit.

[8] Ibid.

[9] Ibid.

[10] Ibid.

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