Discriminazione / Situazione peggiorata

Kirghizistan

Religione

6.034.000Popolazione

199.900 Km2Superficie

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

La Costituzione kirghisa conferisce il diritto alla libertà di coscienza e di credo [1]. Tuttavia, la “legge sulla religione”, entrata in vigore nel gennaio 2009 [2], fornisce un quadro normativo molto più rigoroso per le varie comunità religiose. La registrazione statale è obbligatoria e i gruppi religiosi possono richiederla presentando un elenco di almeno 200 membri fondatori. Sono previste varie limitazioni all’attività missionaria, all’educazione religiosa e alla diffusione di materiale religioso, mentre il proselitismo è assolutamente proibito. Il diritto all’obiezione di coscienza è invece riconosciuto.

Alcuni emendamenti preoccupanti alla già restrittiva “legge sulla religione” del 2009, elaborati dalla Commissione statale per gli affari religiosi (SCRA) e approvati dal governo l’11 aprile 2017, sono stati presentati in Parlamento. Qualora fossero accettate le modifiche proposte, il numero minimo di membri necessari per la registrazione di un gruppo religioso verrebbe aumentato da 200 a 500, sarebbe previsto un sistema di censura che riguarda tutta la letteratura religiosa e verrebbe proibita la condivisione di idee religiose in pubblico [3].

La Camera costituzionale della Corte Suprema ha dichiarato incostituzionale l’articolo 10-2 della esistente Legge sulla religione, che richiede ai gruppi religiosi di svolgere le proprie attività esclusivamente al loro indirizzo registrato e stabilisce che i consigli locali debbano approvare la lista dei nomi dei 200 fondatori del gruppo religioso che desidera registrarsi. Tuttavia, l’articolo in questione è ancora in vigore dal momento che il Parlamento non ha ancora attuato la sentenza della Corte. Ciò è stato evidenziato da un’altra decisione della Corte Suprema che ha respinto un appello dei testimoni di Geova contro il rifiuto della Commissione statale per gli affari religiosi di registrare quattro delle sue comunità [4].

Nel maggio 2016, il Parlamento del Kirghizistan ha adottato alcuni emendamenti alla legge sulla lotta all’estremismo, ampliando la gamma delle attività perseguibili, includendo azioni come cliccare “mi piace” su determinati contenuti online [5]. Nell’aprile 2016, il presidente kirghiso ha firmato una legge che manterrebbe i terroristi condannati separati dagli altri prigionieri, al fine di prevenire la diffusione di idee estremiste nelle prigioni del Paese [6].

Il Kirghizistan ha introdotto la responsabilità penale nel caso di matrimoni con un coniuge minorenne celebrati secondo la tradizione islamica. La pena prevista è da tre a cinque anni di carcere per il celebrante, il coniuge adulto e i familiari del coniuge minorenne [7].

Nel dicembre 2016, un referendum ha approvato alcune modifiche costituzionali che hanno rafforzato l’autorità del Primo Ministro e del Parlamento a spese della presidenza. In seguito alla consultazione diretta è stato inoltre rimossa la sezione che richiedeva al Kirghizistan di adottare misure nel caso in cui gli organismi per i diritti umani avessero confermato che nel Paese si erano verificate violazioni dei diritti umani [8].

Incidenti

La maggiore criticità per le comunità religiose, specialmente per quelle piccole e per quelle considerate non tradizionali, è ottenere il riconoscimento dello Stato e quindi l’autorizzazione legale a svolgere le loro attività religiose. L’ostacolo principale in questo processo è ottenere le firme di 200 membri fondatori, soprattutto perché questi gruppi inizialmente tendono ad avere pochi seguaci. Poi vi è il timore dei membri che fornire informazioni personali possa portarli all’attenzione delle autorità e delle forze dell’ordine. Un’altra importante fonte di difficoltà per i componenti delle piccole comunità, specialmente se sono convertiti dall’Islam, è la forte opposizione sociale che devono affrontare. Molti di loro subiscono diversi atti di ritorsione, quali la perdita di posti di lavoro, sanzioni amministrative [9], minacce di divorzio ed espulsione dai loro villaggi [10]. Numerosi luoghi di culto sono stati attaccati e danneggiati; ad esempio, a Kaji-Sai, un villaggio nella parte settentrionale del Paese, una chiesa battista è stata quasi distrutta da un incendio doloso. I suoi membri, circa 40 persone di etnia russa e kirghisa, hanno subito minacce e persecuzioni [11]. Nella città di Tokmak un’altra chiesa cristiana è stata vandalizzata nel luglio 2017 e gli aggressori hanno impresso graffiti come: «Vi uccideremo», «Non insegnate ai nostri figli», e «Allah» [12].

Seppellire i corpi degli appartenenti alle minoranze religiose è tuttora un problema irrisolto a causa della forte opposizione dei residenti locali e dei religiosi musulmani. Diversi casi sono stati segnalati negli ultimi due anni [13]. Il più notevole riguarda Kanygul Satybaldieva, una convertita al Cristianesimo morta il 13 ottobre 2016 nel distretto di Ala-Buka, nel Kirghizistan meridionale. La famiglia della donna è stata costretta a seppellirla tre volte dopo che il suo corpo era stato ripetutamente dissotterrato [14]. Il governo locale e le autorità islamiche non hanno permesso che la donna fosse sepolta nel cimitero del villaggio, accanto ai suoi defunti genitori. La famiglia ha acconsentito a farla riposare in un vicino cimitero, ma un gruppo di 30 residenti locali ha dissotterrato il corpo, e – alla presenza di agenti di polizia, funzionari del governo locale e religiosi musulmani – lo ha posizionato fuori dal cimitero accanto alla spazzatura per mostrare il proprio disprezzo e lanciare un avvertimento a tutti coloro che rifiutano l’Islam. La stessa cosa è successa quando la sua famiglia ha cercato di seppellire il corpo una seconda volta. Infine, il corpo della Satybaldieva è stato sepolto tra le montagne, in un luogo noto solo alla famiglia e alle autorità locali. Soltanto cinque delle 70 persone coinvolte nel caso sono state oggetto di procedimenti penali, che hanno portato a quattro condanne con sentenze sospese e un’assoluzione [15]. Le controversie sull’intervento hanno indotto la Commissione statale per gli affari religiosi a elaborare un piano per dividere i cimiteri del Paese in diverse sezioni, in base alla religione [16].

Come in altre nazioni dell’Asia centrale, l’atteggiamento dello Stato kirghiso nei confronti dell’Islam è un difficile equilibrio tra sostegno e controllo. Se, da un lato, la crescita dei sentimenti religiosi e dell’impegno nella popolazione è vista come un fattore positivo per promuovere l’identità nazionale; dall’altra, solleva timori di una possibile radicalizzazione e conseguente diffusione dell’estremismo islamico [17]. La lotta contro l’estremismo ha preso strade diverse in Kirghizistan. Lo Stato, insieme all’Amministrazione spirituale dei musulmani kirghisi (muftiato), ha cercato di promuovere correnti moderate dell’Islam. Allo stesso tempo, gli imam devono inviare rapporti mensili al muftiato locale, riportando in dettaglio il contenuto dei loro sermoni e fornire informazioni sulle loro congregazioni [18]. Recentemente, vari imam sono stati messi alla prova al fine di certificare il loro livello di preparazione. Lo scorso anno alcune madrasse sono state chiuse perché mancavano i requisiti fondamentali per ottenere una licenza che permettesse di svolgere attività educative [19]. Il presidente kirghiso Atambayev ha anche ribadito l’importanza del sistema educativo all’interno della strategia per contrastare il fanatismo religioso [20].

I membri dello Yaqyn Inkar, un movimento islamico dichiarato estremista nel giugno 2017 e quindi bandito, sono stati arrestati nel giugno 2016 e nell’ottobre 2017 [21].

L’anno scorso il parlamento del Kirghizistan ha approvato una lista di 20 organizzazioni terroristiche pubblicate dal Comitato nazionale per la sicurezza nazionale del Kirghizistan [22].

Prospettive per la libertà religiosa

Il 15 ottobre 2017, il Kirghizistan ha assistito al suo primo passaggio pacifico dei poteri presidenziali. Sostenuto dal presidente uscente Almazbek Atambayev, l’ex Primo Ministro Sooronbay Jeenbekov ha vinto le elezioni presidenziali in modo definitivo [23] conducendo una campagna incentrata su una base di continuità con la precedente amministrazione.

Il clima che si è sviluppato nell’ultimo anno – con molti oppositori politici e critici di Atambayev processati e condannati [24] e l’aumento della pressione governativa e giudiziaria sui media indipendenti [25] – ha sollevato crescenti preoccupazioni tra gli osservatori internazionali in merito al destino della giovane democrazia del Kirghizistan. Secondo il rapporto 2017 delle Nazioni in transito di Freedom House [26], il Kirghizistan è classificato come un «regime autoritario consolidato», una definizione che gli era stata attribuita per l’ultima volta nel 2011.

Al momento, il clima politico teso non sembra aver influito direttamente sulla libertà religiosa. Tuttavia, la sfiducia e l’avversione sociale verso i membri delle religioni delle minoranze rimangono forti, specialmente in caso di minoranze i cui membri sono ex musulmani.

Note / fonti

[1] Cfr. Articolo 32, Costituzione del Kirghizistan del 2010, in seguito modificata,constituteproject.org,  https://www.constituteproject.org/constitution/Kyrgyz_Republic_2010.pdf?lang=en, (consultato il 13 gennaio 2018).

[2] Felix Corley, “Religious censorship, sharing faiths ban?”, Forum 18 News Service, 31 maggio 2017, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2283, (consultato il 16 gennaio 2018).

[3] Ibid.

[4] Mushfig Bayram, “Impunity for officials, mob and torturers ignoring law”, Forum 18 News Service, 3 marzo 2016 http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2155, (consultato il 16 gennaio 2018).

[5] Freedom on The Net 2017, Freedom House, https://freedomhouse.org/report/freedom-net/2017/kyrgyzstan, (consultato il 19 gennaio 2018).

[6] “Kyrgyzstan To Keep Convicted Terrorists Separated From Other Inmates”, Radio Free Europe/Radio Liberty, 18 aprile 2016, https://www.rferl.org/a/kyrgyzstan-terrorists-inmates-separated/27681717.html,  (consultato il 18 gennaio 2018).

[7] “Kyrgyzstan bans religious marriages with minors”, Interfax, 21novembre 2016, http://www.interfax-religion.com/?act=news&div=13428, (consultato il 22 gennaio 2018). Poiché, secondo il Codice della famiglia del Kirghizistan, i minori non possono sposarsi, la legge si applica solo ai matrimoni religiosi islamici.

[8] Bruce Pannier, “What Did Kyrgyz Referendum Change?”, Radio Free Europe/Radio Liberty, 1° gennaio 2017, https://www.rferl.org/a/majlis-podcast-kyrgyzstan-constitutional-referendum/28208330.html, (consultato il 18 gennaio 2018). L’approvazione di questo emendamento è dovuta, in termini di tempi e precedenti legali, al caso di Azimjan Askarov, un cittadino uzbeko che è stato condannato all’ergastolo nel 2010 per la sua presunta partecipazione ad una violenza di massa. Molti gruppi per i diritti umani lo hanno difeso pubblicamente. La Corte suprema del Kirghizistan ha sospeso la sua condanna a luglio 2016 e ha rinviato il caso a un tribunale di grado inferiore per il nuovo processo. Quest’ultimo ha tuttavia confermato il verdetto originale del gennaio 2017, che aveva condannato l’imputato alla detenzione a vita.

[9] “MBB Pastor in Kyrgyzstan faces difficult dilemma”, Open Doors, 6 ottobre 2017, https://www.opendoorsusa.org/take-action/pray/mbb-pastor-kyrgzstan-faces-difficult-dilemma/, (consultato il 15 gennaio 2018).

[10] “Mother and daughter from Kyrgyzstan targeted as believers”, Open Doors, 8 agosto 2016, https://www.opendoorsusa.org/take-action/pray/mother-and-daughter-from-kyrgyzstan-targeted-as-believers/, (consultato il 15 gennaio 2018).

[11] “Kyrgyz Police Probe Fire At Baptist Church Amid Hate Crime Fears”, Radio Free Europe/Radio Liberty, 4 gennaio 2018, https://www.rferl.org/a/kyrgyzstan-baptist-church-fire-hate-crime-police-inestigation/28955135.html, (consultato il 18 gennaio 2018)

[12] “Church Burned Late at Night in Kyrgyzstan”, Open Doors, 12 gennaio 2018, https://www.opendoors.org.hk/en/2018/01/18973/, (consultato il 15 gennaio 2018).

[13] Cfr. Mushfig Bayram, “No effective punishment for body snatching”, Forum 18 News Service, 20 gennaio 2017, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2248; Ibid , “Freedom of religion or belief without state permission = murder?”, Forum 18 News Service, 18 febbraio 2016, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2150, (consultato il 16 gennaio 2018); “Kyrgyz Police Probe Fire At Baptist Church Amid Hate Crime Fears”, Radio Free Europe/Radio Liberty, 4 gennaio 2018, https://www.rferl.org/a/kyrgyzstan-baptist-church-fire-hate-crime-police-inestigation/28955135.html, (consultato il 18 gennaio 2018).

[14] Uran Botobekov, “The Kyrgyz Baptists: A Case Study in Religious Persecution in Central Asia”, The Diplomat, 6 febbraio 2017, https://thediplomat.com/2017/02/the-kyrgyz-baptists-a-case-study-in-religious-persecution-in-central-asia/, (consultato il 17 gennaio 2018).

[15] Mushfig Bayram, “Impunity for body snatching officials”, Forum 18 News Service, 22 marzo 2017, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2266, (consultato il 16 gennaio 2018).

[16] “Kyrgyz cemeteries to be divided into sectors for various religions groups”, Interfax, 13 marzo 2017, http://www.interfax-religion.com/?act=news&div=13632, (consultato il 16 gennaio 2018).

[17] Anastasia Mokrenko, “Terrorism and extremism remain most urgent threats for Kyrgyzstan”, 24.kg News Agency, 5 dicembre 2017, https://24.kg/english/70050_Terrorism_and_extremism_remain_most_urgent_threats_for_Kyrgyzstan/, (consultato il 15 gennaio 2018).

[18] Timur Toktonaliev, “Kyrgyz Imams Tasked With Battling Extremism”, Institute for War & Peace Reporting, 9 dicembre 2016, https://iwpr.net/global-voices/kyrgyz-imams-tasked-battling-extremism, (consultato il 15 gennaio 2018).

[19] Darya Podolskaya, “Six madrasahs closed in southern Kyrgyzstan”, 24.kg News Agency, 9 gennaio 2018, https://24.kg/english/72798_Six_madrasahs_closed_in_southern_Kyrgyzstan/ e “Four madrasahs closed in Kyrgyzstan as illegal”, 24.kg News Agency, 12 aprile 2017, https://24.kg/english/49304_Four_madrasahs_closed_in_Kyrgyzstan_as_illegal/, (consultato il 15 gennaio 2018).

[20] “More money to teachers and professors. President Atambayev aims at education to counter religious fanaticism”, Agenzia Fides, 17 luglio 2017, http://www.fides.org/en/news/62652-ASIA_KYRGYZSTAN_More_money_to_teachers_and_professors_President_Atambayev_aims_at_education_to_counter_religious_fanaticism, (consultato il 22 gennaio 2018).

[21] Pete Baumgartner, “Muslim Leader’s Arrest In Kyrgyzstan Puts Attention On Secretive Islamic Society”, Radio Free Europe/Radio Liberty, 18 novembre 2017, https://www.rferl.org/a/kyrgyzstan-secretive-islamic-society-yaqyn-inkar/28861188.html, and “Kyrgyz Officials Detain Islamic Group Members”, Radio Free Europe/Radio Liberty, 18 agosto 2016, https://www.rferl.org/a/kyrgyzstan-islamic-group-followers/27932406.html, (consultato il 18 gennaio 2018).

[22] Tatyana Kudryavtseva, “List of terrorist and extremist organizations banned in Kyrgyzstan”, 24.kg News Agency, 5 aprile 2017, https://24.kg/english/48835_List_of_terrorist_and_extremist_organizations_banned_in_Kyrgyzstan_/,  (consultato il 15 gennaio 2018); Ibid, “20 organizations declared terrorist in Kyrgyzstan”, 24.kg News Agency, 5 aprile 2017, https://24.kg/english/48819_20_organizations_declared_terrorist_in_Kyrgyzstan/, (consultato il 28 febbraio 2018).

[23] Abdujalil Abdurasulov, “Kyrgyzstan election: A historic vote, but is it fair?”, BBC News, 15 ottobre 2017, http://www.bbc.com/news/world-asia-41594816, (consultato il 16 gennaio 2018).

[24] Cfr. ad esempio, la condanna a otto anni imposta a Omurbek Telebaev, leader del partito di opposizione Ata-Meken, Cfr.”Kyrgyz Opposition Leader Tekebaev Handed Eight-Year Prison Sentence”, Radio Free Europe/Radio Liberty, 16 agosto 2017, https://www.rferl.org/a/kyrgyzstan-tekebaev-8-year-sentence-/28680250.html, (consultato il 15 gennaio 2018); o vari oppositori condannati con l’accusa di corruzione o golpe programmati, Cfr. “Supporters Of Kyrgyz Opposition Politicians Protest Convictions, Prison Terms”, Radio Free Europe/Radio Liberty, 18 aprile 2017, https://www.rferl.org/a/kyrgyzstan-oppostion-politicians-kaybekov-kadyrov-asanov-protest-convictions/28436562.html l, (consultato il 15 gennaio 2018).

[25] Cfr. per esempio, il caso del sito di notizie indipendente Zanoza.org, i cui reporter e scrittori sono stati condannati a giugno 2017 a pagare multe di 27 milioni di Som kirghisi (circa 390.000 dollari americani), Cfr. “Kyrgyzstan: Officials Shackle Journalists with Giant Libel Damages”, Eurasianet, 3 agosto 2017, https://eurasianet.org/s/kyrgyzstan-officials-shackle-journalists-with-giant-libel-damages (consultato il 14 gennaio 2018).

[26] Nations in Transit 2017, Freedom House, https://freedomhouse.org/report/nations-transit/2017/kyrgyzstan, (consultato il 28 febbraio 2018).

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