Religione

195.000Popolazione

2.842 Km2Superficie

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

Le Samoa sono un arcipelago formato da due isole principali – Upolu e Savai’i – e otto isolotti. La capitale, Apia, è situata su Upolu.

In base all’articolo 11 della Costituzione «ogni persona ha diritto alla libertà religiosa» [1]. Tale diritto include «la libertà di cambiare la propria religione o il proprio credo, e la libertà di manifestare e diffondere la propria religione o il proprio credo, in pubblico in privato, da soli o insieme con altri, attraverso il culto, l’insegnamento, la pratica e l’osservanza». Questi diritti possono essere qualificati dalla legge, che può imporre «restrizioni ragionevoli [. . .] nell’interesse della sicurezza nazionale o dell’ordine pubblico, della salute o della morale, o per proteggere i diritti e la libertà degli altri». Vi è anche una legislazione per prevenire la discriminazione su basi religiose da parte di enti pubblici o privati.

Le Samoa sono un Paese a netta maggioranza cristiana. Secondo il censimento del 2011, i congregazionalisti sono la principale denominazione protestante e rappresentano il 31,8 percento della popolazione. I cattolici rappresentano invece il 19,4 percento, i metodisti il 13,7 percento, l’Assemblea di Dio l’8 percento e i mormoni il 15,2 percento. Vi sono anche altre più piccole denominazioni cristiane. Nel Paese è inoltre presente un certo numero di buddisti, baha’i, ebrei induisti. La piccola comunità musulmana, anch’essa presente nell’arcipelago, può usufruire di una moschea.

Nel giugno 2017, il Parlamento samoano ha approvato una proposta di emendamento
costituzionale (n.2) presentata nel 2016 [2]. Il memorandum esplicativo afferma che «l’oggetto del disegno di legge è di inserire nella Costituzione che Samoa è una nazione cristiana, per affermare il dominio del Cristianesimo a Samoa» aggiungendo un nuovo articolo, 1(3). Il preambolo della Costituzione afferma già che le «Samoa sono uno Stato indipendente basato sui principi cristiani», ma il Primo Ministro ha spiegato che l’emendamento era necessario perché il preambolo non aveva forza legale. Il Procuratore generale ha dichiarato che l’emendamento «custodirà il Cristianesimo dall’interno del corpo della Costituzione e che fornirà effettivamente una definizione legale della religione dello Stato» [3]. Il premier ha inoltre aggiunto che il diritto di ciascun individuo garantito in base all’articolo 11 (libertà di religione) rimane comunque intatto. Non vi è alcuna politica governativa o procedura che può mettere in dubbio questa affermazione.

In base alla Costituzione nessuna persona che frequenti un istituto educativo è tenuta a ricevere un’istruzione religiosa o a partecipare alla pratica di una fede diversa dalla propria. Ogni comunità religiosa ha il diritto di istituire le proprie scuole e di offrire un’educazione religiosa. L’educazione cristiana è obbligatoria nelle scuole primarie pubbliche, ma facoltativa in quelle secondarie [4]. Ai gruppi religiosi non è richiesto di registrarsi presso lo Stato, ma possono registrarsi come opere caritative. Tale provvedimento conferisce loro personalità giuridica e garantisce l’esenzione dalle tasse. I gruppi non registrati non possono acquistare proprietà o avere impiegati.

Incidenti

L’emendamento della Costituzione è stato interpretato da molti come un attacco alla libertà religiosa. Questa deduzione potrebbe essere stata causata da alcune dichiarazioni di importanti personalità pubbliche. Ad esempio, nel maggio 2016, è stato scritto che il segretario generale del Consiglio delle Chiese di Samoa aveva affermato che desiderava bandire l’Islam dalle isole [5]. L’Imam capo di Samoa, l’Imam Mohammed Bin Yahya, ha espresso le proprie preoccupazioni a nome della piccola comunità musulmana che si è trovata ad affrontare simili ostilità. Tuttavia, non sono stati riportati esempi di effettiva discriminazione religiosa o persecuzione nei confronti dei non cristiani da parte delle autorità pubbliche.

Tradizionalmente, i villaggi delle Samoa hanno la tendenza ad avere una sola chiesa cristiana, sebbene nei villaggi più grandi convivano chiese di diverse denominazioni senza apparenti conflitti. I consigli matai (la tradizionale guida all’interno dei villaggi) sono stati a volte segnalati come resistenti all’emergere di nuove Chiese all’interno delle loro comunità [6]. Vi sono tuttavia stati casi di Chiese che si sono radicate con successo, nonostante le difficoltà iniziali [7].

Il 1 ° gennaio 2018 è entrata in vigore una nuova tassa sul reddito dei ministri religiosi. La legislazione assume la forma di un emendamento alla legge sull’imposta sul reddito 2012. Il Primo Ministro ha sottolineato che la tassa non incide sul reddito degli enti ecclesiastici, ma su quello dei singoli pastori [8]. Alcuni ministri religiosi si sono opposti fermamente al provvedimento e lo hanno dipinto come un attacco alla religione; altri lo hanno accettato in linea di principio, ma hanno tenuto a sottolineare che la tassazione dovrebbe avere un giusto scopo. In precedenza, vi era stata per qualche tempo a Samoa una discussione pubblica sui contributi finanziari che i membri delle congregazioni effettuano per sostenere i progetti della Chiesa e i leader della Chiesa. Tale disputa costituisce lo sfondo di quella relativa all’imposta sul reddito.

Prospettive per la libertà religiosa

Non vi è nulla che indichi che le garanzie costituzionali della libertà di religione saranno ridotte nel prossimo futuro. Tuttavia, le modifiche alla tassazione nei confronti dei ministri della Chiesa e dello status costituzionale del Cristianesimo hanno scaturito un dibattito pubblico che ha destabilizzato alcune persone.

Note / fonti

[1] Costituzione delle Samoa del 1962 con emendamenti fino al 2013, constituteproject.org, https://www.constituteproject.org/constitution/Samoa_2013.pdf?lang=en, (consultato il 17 febbraio 2018).

[2] Disegno di emendamento costituzionale (n. 2) del 2016, Memorandum esplicativo, Primo Ministro http://www.palemene.ws/new/wp-content/uploads/Bills/2016/06.Dec/Constitution-Amendment-Bill-No.2-2016-EM-Eng.pdf , (consultato il 17 febbraio 2018).

[3] Kelly Buchanan, “Samoa: Constitutional Amendment makes Christianity the national religion”, 14 giugno 2017, http://www.loc.gov/law/foreign-news/article/samoa-constitutional-amendment-makes-christianity-the-national-religion/ , (consultato il 17 febbraio 2018).

[4] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Samoa”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,
https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato il 17 febbraio 2018).

[5] Gabriel Samuels, “The Pacific Islanders who want to ban Islam”, Independent, 24 maggio 2016, http://www.independent.co.uk/news/world/australasia/church-leader-calls-for-islam-ban-on-samoa-as-constitution-review-gathers-pace-a7046366.html, (consultato il 17 febbraio 2018).

[6] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro…, op. cit.

[7] Lagi Keresoma, “Kingdomised Church established after village lift ban”, Talmua, 9novembre 2015, http://www.talamua.com/kingdomised-church-established-after-village-lift-ban/ , (consultato il 17 febbraio 2018).

[8] Joyetter Feagaimaali’i-Luamanu, “PM firm on Church vs Government tax dispute”, Samoa Observer, 25 gennaio 2018 http://www.samoaobserver.ws/en/25_01_2018/local/29212/PM-
firm-on-Church-vs-Govt-tax-dispute.htm , (consultato il 17 febbraio 2018).

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