Religione

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

Il preambolo della Costituzione invoca Dio e riafferma i principi di una «democrazia pluralistica» [1].

In base all’articolo 24, «le libertà di religione, di culto e la libertà [ideologica] sono riconosciute senza restrizioni se non quelle stabilite in questa Costituzione e dalla legge». Secondo l’articolo 82, «il ruolo predominante della Chiesa cattolica nella formazione storica e culturale della nazione viene riconosciuto». Tuttavia, l’articolo 24 specifica che «nessuna fede religiosa avrà carattere ufficiale» e «i rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica si basano sull’indipendenza, sulla cooperazione e sull’autonomia di entrambi». L’articolo 24 garantisce anche «l’indipendenza e l’autonomia delle Chiese e delle fedi religiose», senza alcuna restrizione oltre a quelle giuridiche.

Sempre secondo l’articolo 24, «nessuno può essere ostacolato, interrogato o costretto a testimoniare in ragione delle proprie convinzioni o della propria ideologia». L’articolo 46 afferma: «tutti gli abitanti della Repubblica sono uguali in dignità e diritti». L’articolo 88 condanna la discriminazione religiosa nei confronti dei lavoratori.

L’articolo 74 sancisce «il diritto a ricevere un’educazione religiosa» e «il diritto al pluralismo ideologico». Vi è un Ministero delegato per il Culto nell’ambito Ministero dell’Istruzione e della Scienza. Le funzioni del Ministero per il Culto comprendono l’educazione religiosa, la registrazione di organizzazioni religiose e la certificazione di missionari stranieri [2]. Il dicastero monitora anche la libertà di religione e il dialogo interreligioso [3].

In base agli articoli 197 e 235 della Costituzione, i ministri religiosi non possono candidarsi come Presidente, Vice Presidente o Senatore, né diventare membri del Congresso.

Incidenti

Nel dicembre 2016 varie associazioni evangeliche hanno espresso preoccupazione per il fatto che, se fosse stata approvata una proposta di emendamento della Costituzione per consentire la rielezione presidenziale, la democrazia, lo stato di diritto e le libertà civili e politiche avrebbero rischiato di essere danneggiati [4]. Nel marzo 2017, anche la Conferenza episcopale del Paraguay si è espressa contro la rielezione, affermando che questa avrebbe creato tensione e polarizzato la società, con il rischio di scatenare delle violenze [5].

Nel gennaio 2018, in considerazione dei numerosi templi e chiese nelle città, il Ministero dell’Istruzione e della Scienza, attraverso il Ministero delegato per il Culto, ha introdotto un nuovo regolamento, secondo il quale per continuare a operare legalmente, i gruppi religiosi dovevano iscriversi a un registro ufficiale. Lo scopo era di ottenere dettagli sui gruppi, i loro sistemi di credenze e i dati relativi al numero di seguaci. Le istituzioni religiose già iscritte sono tenute ad aggiornare la loro registrazione [6].

Nel marzo 2018, mentre si avvicinavano le elezioni nazionali, l’Associazione delle Chiese Evangeliche del Paraguay, l’Associazione dei Pastori Evangelici del Paraguay, hanno invitato le persone a votare secondo i principi biblici e i valori enunciati dalla Costituzione [7].

Prospettive per la libertà religiosa

Non vi sono state notizie relative ad episodi di intolleranza religiosa. Dall’ultimo periodo di riferimento, la situazione della libertà di religione non è cambiata e le prospettive sono positive.

Note / fonti

[1] Costituzione del Paraguay del 1992 con gli emendamenti fino al 2011, constituteproject.org,
https://www.constituteproject.org/constitution/Paraguay_2011.pdf?lang=en, (consultato il 12
maggio 2018). Costituzione della Repubblica del Paraguay del 1992 (rev.2011),
art.1,24,37,42,43,46,63,74,82,88,129,197,235, https://www.constituteproject.org/constitution/Paraguay_2011?lang=en (consultato il 29 marzo 2018).

[2] ‘MEC dio a conocerlo gros del Viceministerio de Culto’, La Nación, 2gennaio 2017,
https://www.lanacion.com.py/2017/01/02/mec-dio-conocer-logros-del-viceministerio-culto/,
(consultato il 23 aprile2018).

[3] ‘Viceministerio de Culto’, Ministerio de Educación y Ciencias de Paraguay,
https://www.mec.gov.py/cms/?ref=298271-viceministerio-de-culto, (consultato il 23 aprile
2018).

[4] ‘Paraguay’, Comunicado de organizaciones evangélicas ante la iniciativa de enmienda de la
Constitución para permitir la reelección presidencial por considerar que atenta contra el Estado
de Derecho y las libertades civiles, Boletín Jurídico del Observatorio de libertad religiosa de
América Latina y El Caribe, dicembre 2016, p. 80-81, http://derechoyreligion.uc.cl/es/docman/boletin-juridico/2016/1031-boletin-juridico-diciembre-2016/file, (consultato il 23 aprile 2018).

[5] ‘Comunicado del Consejo Episcopal Permanente de la CEP’, Conferencia Episcopal
Paraguaya, 29marzo 2017, http://episcopal.org.py/news-item/comunicado-del-consejo-
episcopal-permanente-de-la-cep-2/, (consultato il 23 aprile 2018).

[6] ‘Ante aumento de templos, decretan la obligación de registrar entes religiosos’, Ultima Hora,
27gennaio 2018, http://www.ultimahora.com/ante-aumento-templos-decretan-la-obligacion-
registrar-entes-religiosos-n1130769.html, (consultato il 23 aprile 2018).

[7] Asociación de Iglesias Evangélicas del Paraguay (ASIEP), ‘Elecciones Generales 2018’,
Facebook ASIEP, 12marzo 2018, https://www.facebook.com/notes/asociaci%C3%B3n-de-
iglesias-evangelicas-del-paraguay-asiep/elecciones-generales-2018/1615705848505268/,
(consultato il 23 aprile 2018).

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