Discriminazione / Situazione peggiorata

Kazakistan

Religione

17.855.000Popolazione

2.724.902 Km2Superficie

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

L’attività religiosa nel Paese è governata principalmente dalla “legge sulla religione”, entrata in vigore nel 2011. La legislazione vieta tutte le attività religiose non registrate. Nel settembre 2016 è stato creato un nuovo Ministero degli affari religiosi e della società civile, che è diventato responsabile della formulazione e dell’attuazione delle politiche statali in materia di libertà religiosa e lotta contro l’estremismo [1]. Dopo due attacchi da parte di presunti estremisti a metà 2016 ad Aqtobe e Almaty, vi è stata una nuova spinta del governo verso la stesura e l’approvazione della legislazione anti-terrorismo.

Nel 2016 la Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani e l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) hanno espresso preoccupazione che la definizione eccessivamente ampia di estremismo nella legge kazaka «limiti indebitamente» la libertà religiosa. La Commissione degli Stati Uniti sulla libertà religiosa internazionale (USCIRF) ha esortato il Kazakistan «a garantire che le leggi anti-estremismo non servano da pretesto per la violazione dei diritti all’osservanza e all’espressione religiosa pacifica»[2]. Eppure, nonostante ciò, i cambiamenti legislativi dei due anni appena trascorsi sembrano muoversi verso maggiori restrizioni della libertà religiosa.

Se alcuni emendamenti antiterrorismo introdotti nel dicembre 2016 [3] hanno aumentato le restrizioni di coloro che viaggiano all’estero per motivi religiosi e hanno reso la censura più severa, il cambiamento legislativo che causa più preoccupazione è il disegno di legge che mira a modificare la “legge sulla religione del 2011” e altre regole, presentato formalmente in Parlamento il 29 gennaio 2018 [4]. Il provvedimento, oltre ad introdurre un nuovo processo di ri-registrazione per quasi tutte le comunità religiose [5], comporta norme e pene più severe per il mancato rispetto delle norme relative all’educazione religiosa, indicando chiaramente dove questa può avvenire e chi può impartirla. Il disegno di legge prevede anche nuove condanne per coloro che disturbano la pace interna di una comunità religiosa e aggiunge ulteriori limitazioni al proselitismo, con il divieto specifico di menzionare le organizzazioni religiose non registrate. Il provvedimento richiede anche la confisca di tutto il materiale religioso che non rispetti i regolamenti stabiliti dal governo. Tra le questioni che destano maggiore preoccupazione vi è la nuova definizione dei membri del clero come di individui formalmente nominati da un’organizzazione religiosa registrata per svolgere «servizi spirituali e di predicazione» [6]. Questa definizione potrebbe restringere il numero di persone alle quali è consentito parlare della loro fede e alle quali è concessa l’obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio.

Un altro cambiamento significativo riguarderà i minori di età inferiore ai 16 anni, per i quali non sarà più sufficiente il solo consenso dei genitori per assistere ad una funzione religiosa; sarà invece necessaria la presenza fisica di almeno uno dei genitori. La nuova legge vieta anche «qualsiasi simbolo che mostri aderenza a movimenti religiosi distruttivi, compresi oggetti e capi di abbigliamento» [7], certi tipi di barbe lunghe e qualsiasi forma di vestiario che nasconda il viso. Il Kazakistan ha già bandito l’hijab dagli istituti educativi nel gennaio 2016, nonostante le critiche di alcuni genitori che di conseguenza si sono rifiutati di mandare le proprie figlie a scuola [8].

Il nuovo disegno di legge conferisce inoltre ai funzionari di polizia e distrettuali maggiori poteri per monitorare le attività religiose dei singoli cittadini e dei diversi gruppi.

Con poche eccezioni, soltanto coloro che si sono diplomati nelle scuole religiose kazake possono studiare nelle scuole religiose straniere.

Lo Stato garantirà sovvenzioni alle organizzazioni che offrono misure per prevenire l’estremismo religioso e il terrorismo, inclusi i centri che «aiutano coloro che hanno ceduto all’influenza di movimenti religiosi distruttivi ed estremisti» [9].

Infine, come misura tesa a salvaguardare il carattere laico dello Stato, i funzionari pubblici non possono essere fondatori o membri di associazioni religiose.

Incidenti

Nonostante le indicazioni riguardanti il dialogo interreligioso e i passi compiuti verso una maggiore diversità religiosa, nel periodo in esame sono aumentati gli atti di persecuzione, specialmente ai danni di gruppi minoritari e non tradizionali.

La Chiesa cattolica, con le sue 90 comunità [10], opera senza particolari restrizioni, grazie ad un accordo speciale firmato tra la Santa Sede e il governo kazako.

Per quanto riguarda la Chiesa ortodossa, per la prima volta un sacerdote ortodosso, Vladimir Vorontsov, è stato incriminato con l’accusa di aver organizzato incontri di preghiera con la sua comunità durante un campo ricreativo in montagna, e quindi non in un luogo di culto riconosciuto. Padre Vorontsov è stato tuttavia assolto al termine del processo [11].

Nel 2017, almeno 279 processi amministrativi sono stati condotti ai danni di persone, comunità religiose e istituzioni caritative che avevano esercitato il loro diritto alla libera espressione religiosa [12]. 258 di queste azioni hanno comportato come pene sanzioni, brevi periodi di detenzione, divieti permanenti o temporanei alle attività religiose, deportazioni, sequestri e distruzione della letteratura religiosa. Le principali vittime di tali provvedimenti sono stati musulmani, protestanti e testimoni di Geova. In media le multe imposte variavano tra le tre settimane e i sei mesi di stipendio medio (nel 2017 tra i 79.415 e i 680.700 tenge kazaki, ovvero tra i 221 euro e i 1.814 euro).

Circa un terzo delle sanzioni è stato imposto per violazioni dei paragrafi 9 e 10 dell’articolo 489 del codice amministrativo. Il primo punisce i leader del gruppo religioso; il secondo sanziona la partecipazione alle attività dei gruppi religiosi non registrati. Il paragrafo 1 dell’articolo 490 punisce la violazione delle procedure stabilite per lo svolgimento dei riti, delle cerimonie e delle riunioni religiose. Inoltre, in base a quanto consentito dal codice amministrativo rivisto nel 2015, circa un quarto delle sanzioni sono state imposte direttamente dalla polizia al termine di irruzioni effettuate durante le funzioni religiose e senza alcun ordine giudiziario precedente [13].

Alcune delle persone alle quali sono state comminate tali punizioni sono pensionati anziani. Il caso più eclatante riguarda Yegor Prokopenko, un battista di 89 anni, che il 22 maggio 2016 ha ricevuto una multa pari a quasi tre mesi di stipendio medio di un lavoratore [14] perché aveva tenuto una riunione di preghiera nella sua abitazione.

Quattro cittadini stranieri sono stati condannati all’espulsione, ma due di loro sono riusciti a rovesciare la decisione della corte in appello. Uno era l’uomo d’affari indiano Daniel Gunaseelan, erroneamente considerato pastore della Chiesa della Fonte della Vita di Almaty, Chiesa di cui era in realtà solo un membro e, come tale, autorizzato a partecipare alle funzioni [15].

In alcuni casi i tribunali hanno punito i gruppi religiosi che avevano organizzato riunioni non autorizzate, vietando l’attività religiosa per un certo periodo di tempo. In quattro occasioni, il divieto è stato applicato a intere comunità religiose, alle quali non è stato permesso svolgere attività per tre mesi. In due casi, la punizione è stata imposta perché avevano organizzato delle attività religiose in luoghi non registrati. Questo, ad esempio è quanto che è successo, nell’agosto 2017 alla Chiesa protestante di New Life in Oskemen dopo che i suoi membri avevano cantato inni religiosi durante un campo estivo. Il giudice ha paragonato il canto all’esecuzione di un servizio religioso. Ad Almaty, un tribunale ha invece vietato ai testimoni di Geova di usare il loro centro per tre mesi perché le 25 telecamere di sorveglianza che avevano installato per conformarsi alla legge lasciavano tre piccole aree senza copertura [16].

Altre 100 multe comprese tra i 221 e i 1.814 euro sono state imposte per la distribuzione o la vendita di materiale religioso. In alcuni casi, la corte ha ordinato la distruzione del materiale sequestrato [17].

Trenta persone sono state multate per aver condiviso la loro fede con altri.

Nel 2017, sono stati avviati almeno sette procedimenti amministrativi, cinque dei quali si sono conclusi con multe contro i leader religiosi che avevano permesso ai figli o ai nipoti dei membri della comunità di assistere o partecipare a rituali religiosi senza prima verificare se l’altro genitore – o entrambi i genitori nei casi in cui i minori erano accompagnati dai nonni – avesse delle obiezioni [18].

Nel maggio 2017 ad Astana, un testimone di Geova di nome Teymur Akhmedov è stato condannato a cinque anni di prigione ai sensi dell’Articolo 174 (Sezione 2) del codice penale, che punisce l’incitamento all’odio interreligioso. Il suo crimine era l’aver parlato ad altre persone della propria fede. Nel 2016 Akhmedov aveva accettato di incontrare alcuni studenti, che in seguito si sono rivelati informatori della polizia segreta, che avevano espresso interesse per gli insegnamenti della sua religione. Ad Akhmedov, a cui è stato diagnosticato un cancro, è stato anche proibito di svolgere attività religiosa per altri tre anni al termine del periodo di detenzione [19]. Asaf Guliyev, un altro testimone di Geova, che era presente alle stesse riunioni, è stato condannato a cinque anni di libertà vigilata [20].

Il 31 ottobre 2017, un tribunale di Akmola ha condannato il battista Yuri Bekker ad un anno di libertà vigilata perché si è rifiutato di pagare le multe impostegli a causa delle attività religiose non registrate da lui svolte. All’uomo è stato richiesto anche il pagamento delle analisi specialistiche effettuate sui testi religiosi trovati in suo possesso. Se Bekker non pagherà le multe ed i debiti, ciò comporterà il sequestro della sua casa [21].

Anche i musulmani devono affrontare notevoli ostacoli nell’esercizio della loro libertà religiosa. La scuola hanafi dell’Islam sunnita è l’unica forma di Islam permessa, inoltre riconosciuta dall’Associazione Spirituale dei Musulmani del Kazakistan, l’organismo che governa le attività di oltre 2.500 gruppi musulmani registrati. L’Associazione è responsabile della costruzione delle nuove moschee, nonché della nomina e della conferma degli imam. Nel novembre 2016, l’associazione ha approvato un nuovo regolamento per l’organizzazione interna delle moschee, vietando, tra le altre cose, l’uso della parola «Amen» nei luoghi di culto islamici: 21 musulmani sono stati multati per aver violato questa nuova regolamentazione [22].

Il pericolo del terrorismo e l’articolo 174 del codice penale sono stati spesso usati per giustificare la chiusura forzata di moschee indipendenti e misure repressive contro avversari politici o semplici fedeli musulmani che aderiscono ad altre scuole o tradizioni islamiche.

Molte persone sono state condannate a pene detentive fino a 12 anni di reclusione perché accusate di attività terroristiche e di essere in qualche modo legate allo Stato Islamico (ISIS) [23]. Molti salafiti, che sono stati ritenuti colpevoli di aver commesso attacchi violenti nel 2016, sono stati arrestati con l’accusa di estremismo e terrorismo [24].

Tra i movimenti islamici non tradizionali, il più colpito è il Tabligh Jamaat – un movimento missionario originario dell’India che è stato bandito in quanto “estremista” nel febbraio 2013 [25]. Dal dicembre 2014, 60 persone sono state condannate per l’appartenenza a tale gruppo [26], di cui 18 nel 2017, con condanne fino a tre anni di prigione, a cui sono spesso stati aggiunti divieti di svolgere attività religiose per un certo periodo di tempo in seguito alla scarcerazione [27].

Nel 2017, cinque musulmani sunniti che avevano vissuto in Arabia Saudita, uno per motivi di lavoro e quattro per ragioni di studio, sono stati condannati per «incitamento all’odio religioso», con condanne comprese dai quattro agli otto anni di reclusione [28]. In alcuni di questi casi il presunto colpevole stava semplicemente parlando con altri correligionari degli insegnamenti coranici oppure stava criticando l’Associazione Spirituale dei Musulmani del Kazakistan [29].

Oltre ai tribunali, anche la lotta contro il terrorismo ha preso altre strade. Si va dall’azione preventiva nelle istituzioni educative alla sensibilizzazione tramite il sito web E-Islam, dal lavoro del centro di riabilitazione di Akniet per detenuti radicali [30] al blocco dei siti sospettati di propaganda estremista e terroristica [31], fino all’invio di teologi nelle prigioni al fine di frenare la diffusione di idee radicali tra i detenuti [32]. Il Ministro degli affari religiosi e della società civile, Nurlan Yermekbayev, ha anche espresso la sua volontà di fondare un istituto educativo kazako per studi islamici moderati [33] mirato a ridurre l’analfabetismo religioso e a rendere i credenti meno vulnerabili alle ideologie religiose straniere [34].

Prospettive per la libertà religiosa

Governato da Nursultan Nazarbayev dal 1991, il Kazakistan ha cercato di mostrarsi al mondo come uno dei principali attori internazionali. Nel 2017 è diventato membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU. La sua capitale, Astana, ha ospitato incontri in occasione di importanti negoziati di pace sulla crisi siriana e la città è stata offerta anche come sede per la risoluzione di altri conflitti. Dal 2003 il Kazakistan organizza il Congresso dei leader delle religioni mondiali e tradizionali, un forum per il dialogo interreligioso che si tiene ogni tre anni. Tuttavia, l’approccio di Nazarbayev «economia prima, politica dopo» ha lasciato il Paese senza elezioni libere, con azioni legali politicamente motivate contro gli attivisti della società civile e una bassa tolleranza per la libertà di parola. I gruppi religiosi, specialmente quelli non tradizionali, sono stati perseguitati non solo attraverso un evidente inasprimento normativo, ma anche mediante un numero crescente di procedimenti amministrativi e penali ai loro danni, nell’ambito di una guerra al terrorismo che ha mietuto molte vittime innocenti cadute nel fuoco incrociato. Tutti i segnali indicano che il diritto alla libera espressione religiosa è destinato a divenire progressivamente sempre più limitato.

Note / fonti

[1] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Kazakistan”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato il 15 febbraio 2018).

[2] Commissione Usa sulla Libertà Religiosa Internazionale, “2017 Country Reports: Tier 2 Countries – Kazakhstan”, Rapporto Annuale, http://www.uscirf.gov/sites/default/files/2017.USCIRFAnnualReport.pdf, (consultato il 15 febbraio 2018).

[3] Human Rights Watch, World Report 2017, Kazakhstan – Events of 2016 https://www.hrw.org/world-report/2017/country-chapters/kazakhstan, (consultato il 16 febbraio 2018) and Human Rights Watch, World Report 2018, Kazakhstan – Events of 2017 https://www.hrw.org/world-report/2018/country-chapters/kazakhstan, (consultato il 16 febbraio 2018).

[4] Felix Corley, “KAZAKHSTAN: 279 known administrative prosecutions in 2017”, Forum 18 News Service, 30 gennaio 2018, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2347, (consultato il 18 febbraio 2018).

[5] Ibid., “KAZAKHSTAN: Compulsory re-registration if restrictions become law”, Forum 18 News Service , 29 novembre 2017, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2335, (consultato il 18 febbraio 2018).

[6] Ibid.

[7] Ibid.

[8] Marat Doszhanov, “Headscarf as symbol of faith in Kazakhstan”, Fergana News, 29 novembre 2017, http://enews.fergananews.com/articles/3067, (consultato il 17 febbraio 2018).

[9] Felix Corley, “KAZAKHSTAN: More legal restrictions to reach parliament”, Forum 18 News Service, 18 agosto 2017, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2308, (consultato il 25 marzo 2018).

[10] Gulshat Abdulaeva, “Unconventional Religious Sects Of Kazakhstan”, Eurasia Review, 5 dicembre 2017, https://www.eurasiareview.com/05122017-unconventional-religious-sects-of-kazakhstan-oped/, (consultato il 16 febbraio 2018).

[11] “Orthodox priest accused of praying in the mountains acquitted”, AsiaNews, 26 agosto 2017, http://www.asianews.it/news-en/Orthodox-priest-accused-of-praying-in-the-mountains-acquitted-41614.html, (consultato il 16 febbraio 2018).

[12] Felix Corley, “KAZAKHSTAN: 279 known administrative prosecutions in 2017”, op. cit.

[13] Ibid.

[14] “Baptist pastor, 89, fined, believers detained at religious gatherings”, AsiaNews, 17 giugno 2016, http://www.asianews.it/news-en/Baptist-pastor,-89,-fined,-believers-detained-at-religious-gatherings-37806.html, (consultato il 16 febbraio 2018).

[15] Felix Corley, “KAZAKHSTAN: Fingerprints, mugshots, fines follow worship raid”, Forum 18 News Service, 8 giugno 2017, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2285, (consultato il 18 febbraio 2018).

[16] Ibid., “KAZAKHSTAN: Worship banned”, Forum 18 News Service, 6 settembre 2017 http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2313, (consultato il 18 febbraio 2018).

[17] Felix Corley, “KAZAKHSTAN: 279 known administrative prosecutions in 2017”, op. cit.

[18]

[19] Ibid., “KAZAKHSTAN: Five years jail, three year ban”, Forum 18 News Service, 3 maggio 2017, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2277, (consultato il 18 febbraio 2018).

[20] Ibid., “KAZAKHSTAN: Article 174 cases increase, Cancer sufferer tortured”, Forum 18 News Service, 7 marzo 2017, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2262, (consultato il 18 febbraio 2018).

[21] “Kazakhstan Baptist convicted for refusing to pay state ‘expert’ to analyse his Christian books”, World Watch Monitor, 6 novembre 2017, https://www.worldwatchmonitor.org/coe/24662/, (consultato il 19 febbraio 2018).

[22] Felix Corley, “KAZAKHSTAN: 279 known administrative prosecutions in 2017”, op. cit.

[23] Cfr. ‘Kazakhstan Jails 12 ‘Who Tried To Join IS’, Radio Free Europe/Radio Liberty, 12 luglio 2016, https://www.rferl.org/a/kazakhstan-12-jailed-joining-is/27854151.html, (consultato il 20 febbraio 2018); “Three Kazakhs Jailed For Spreading Terrorist Ideas Via WhatsApp”, Radio Free Europe/Radio Liberty, 11 agosto 2016, https://www.rferl.org/a/kazakhstan-terrorist-ideas-whatsapp-mobile-phones/27915305.html, (consultato il 20 febbraio 2018); “Kazakh Man Convicted Of Terrorism In Aqtobe”, Radio Free Europe/Radio Liberty, 25 ottobre 2016, https://www.rferl.org/a/kazakhstan-aqtobe-terrorism-convicted-omirbekov/28074145.html, (consultato il 20 febbraio 2018).

[24] Cfr., “Kazakh Security Forces Detain Alleged Illegal Oil Sellers, Extremists In Aqtobe”, Radio Free Europe/Radio Liberty, 7 dicembre 2016, https://www.rferl.org/a/kazakhstan-ullegal-oil-sellers-arrests/28161634.html, (consultato il 21 febbraio 2018).

[25] Felix Corley, “KAZAKHSTAN: Four years’ jail for sharing faith”, Forum 18 News Service 15 agosto 2017, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2307, (consultato il 18 febbraio 2018).

[26] Human Rights Without Frontiers, Kazakhstan 2017 Prisoners Database, http://hrwf.eu/wp-content/uploads/2018/01/Kazakhstan-FBL-2017.pdf, (consultato il 21 febbraio 2018).

[27] Felix Corley, “KAZAKHSTAN: Six jailed for sharing faith”, by, Forum 18 News Service 30 giugno 2017, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2292 (consultato il 18 febbraio 2018); Ibid., “KAZAKHSTAN: Ten more Sunni Muslims sentenced”, Forum 18 News Service, 10 ottobre 2016, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2223 (consultato il 18 febbraio 2018).

[28] Ibid, “KAZAKHSTAN: 22nd known 2017 criminal conviction”, Forum 18 News Service 29 August 2017, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2311 (consultato il 18 febbraio 2018).

[29] Mushfig Bayram, “KAZAKHSTAN: Criminal cases for meeting, criticising Muslim Board”, Forum 18 News Service, 6 febbraio 2017, http://www.forum18.org/archive.php?article_id=2253 (consultato il 18 febbraio 2018).

[30] Kamila Zhumabayeva, “Kazakh security agencies have prevented 12 terrorist attacks in recent years”, Astana Times, 18 aprile 2017, https://astanatimes.com/2017/04/kazakh-security-agencies-have-prevented-12-terrorist-attacks-in-recent-years/, (consultato il 20 febbraio 2018).

[31] “Kazakhstan Fights Online Terrorist Propaganda”, Astana Times, 30 luglio 2016, https://astanatimes.com/2016/07/kazakhstan-fights-online-terrorist-propaganda, (consultato il 20 febbraio 2018).

[32] “Theologians In Kazakh Penitentiaries To Prevent Inmates’ Radicalization”, Radio Free Europe/Radio Liberty, 14 giugno 2017, https://www.rferl.org/a/kazakhstan-theologians-penitentiaries-inmates-radicalization/28553030.html, (consultato il 21 febbraio 2018).

[33] “Kazakhstan plans to set up own school of Islamic studies”, Interfax Religion, 19 settembre 2017, http://www.interfax-religion.com/?act=news&div=13993, (consultato il 20 febbraio 2018).

[34] Akorda, Sito ufficiale del Presidente della Repubblica del Kazakhstan, Meeting with Kazakhstan’s Spiritual Board of the Muslims, 19 aprile 2017, http://www.akorda.kz/en/events/akorda_news/meetings_and_receptions/meeting-with-kazakhstans-spiritual-board-of-the-muslims, (consultato il 21 febbraio 2018).

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