Religione

2.055.000Popolazione

11.295 Km2Superficie

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

In base all’articolo 1 della propria Costituzione, il Gambia è una Repubblica sovrana e laica [1]. L’articolo 25 garantisce la libertà religiosa ed il governo ha generalmente sempre rispettato questa disposizione. Le comunità religiose non sono obbligate a registrarsi presso le autorità. Per i musulmani, la legge islamica, shari’a, viene applicata su questioni riguardanti i matrimoni, i divorzi e le controversie ereditarie. La legge nazionale prevede l’istruzione religiosa islamica e cristiana nelle scuole statali e private, una disposizione generalmente rispettata dal governo.

La situazione in Gambia in materia di libertà religiosa è significativamente migliorata durante il periodo preso in esame da questo rapporto. Ad esempio, nel gennaio 2017 il nuovo presidente, Adama Barrow, ha annullato la decisione del suo predecessore, il dittatore di lunga data Yahya Jammeh, di trasformare il Gambia in una Repubblica islamica [2]. Nonostante la Costituzione dichiarasse il Paese uno Stato laico, nel dicembre 2015 Jammeh aveva deciso di dare al Gambia una
connotazione religiosa, rendendo così il Paese la seconda repubblica islamica dell’Africa dopo la Mauritania [3].

Inizialmente, Jammeh non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale che indicasse quali effetti specifici avrebbe comportato la creazione di uno Stato islamico. In ogni caso, il dittatore ha perso il sostegno popolare e, dopo le elezioni presidenziali del dicembre 2016, il Paese ha visto una transizione pacifica al potere. Si è trattato del primo cambio di governo democratico e pacifico da quando il Gambia ha ottenuto l’indipendenza nel 1965.

Dopo le elezioni, Jammeh – almeno inizialmente e con grande sorpresa da parte di tutti gli osservatori – ha ammesso la sua sconfitta elettorale e ha fatto rilasciare alcune figure dell’opposizione [4]. Tuttavia, il 9 dicembre 2016 ha pubblicamente rifiutato il risultato delle elezioni, ha insistito per rimanere in carica e ha chiesto nuove elezioni. La Comunità economica degli Stati
dell’Africa occidentale [5], con il sostegno del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha quindi tentato, inizialmente invano, di mediare e fare pressione su Jammeh affinché si dimettesse dall’incarico. Soltanto la minaccia di un intervento militare ha infine convinto il dittatore a cedere [6].

Durante la sua permanenza in carica, Jammeh aveva in gran parte soppresso sia le forze politiche dell’opposizione, che la magistratura indipendente, così come i media critici nei confronti del governo. Di volta in volta, il regime ha fatto in modo che tutti coloro che non approvavano la propria linea governativa, “sparissero” nel nulla, ed ha commesso numerose violazioni dei diritti umani.

Nel suo discorso di insediamento, Barrow ha dichiarato che il Paese sarebbe di nuovo stato conosciuto come una ‘Repubblica’, e che avrebbe rimosso la parola ‘islamica’ istituita da Jammeh. Si è inoltre impegnato a promuovere un buon governo, lo stato di diritto e le istituzioni democratiche, la libertà di stampa e l’istituzione di una Commissione per la verità e la riconciliazione. Il neo presidente ha poi annunciato il ritorno alla comunità del Commonwealth che
il Paese aveva lasciato nel 2013, ed ha anche rovesciato la decisione di Jammeh di ritirarsi dalla Corte penale internazionale. Il partito di Barrow, il Partito democratico unito, ha ottenuto una chiara vittoria nelle elezioni del nuovo parlamento tenutosi nell’aprile 2017 – elezioni considerate pacifiche, libere ed eque.

Incidenti

Le relazioni interreligiose in questo Paese a maggioranza islamica sono tradizionalmente sempre state buone. Il sufismo, infatti, noto per il suo atteggiamento tollerante nei confronti delle persone di altre fedi, ha una posizione forte in Gambia. Il sufismo si articola di confraternite – quali la
tijaniyya, la qadiriya e la muradiya, – che sono note per la loro particolare
forma di misticismo e le loro idee non violente.

L’annuncio, tuttavia, che il Gambia si sarebbe trasformato in una Repubblica islamica aveva all’epoca suscitato grande preoccupazione nella società civile. I timori si sono attenuati notevolmente dopo che Adama Barrow è divenuto presidente e quando ha dichiarato che avrebbe messo fine ai piani di islamizzazione messi in atto da Jammeh. Il nuovo governo si pone come obiettivi quelli di aprire il Gambia alla comunità internazionale e di difendere il Paese dalle tendenze estremiste [7].

Le organizzazioni islamiche e la Chiesa cattolica mantengono buone relazioni. Oltre alle principali ricorrenze musulmane, si celebrano le festività cristiane del Natale, il Venerdì Santo e Pasqua. I membri del Gruppo interreligioso per il dialogo e la pace, comprende musulmani, cristiani e baha’i, che si incontrano regolarmente per discutere questioni importanti per tutte le comunità religiose del Gambia, in particolare inerenti alla convivenza interreligiosa [8].

I matrimoni tra cristiani e musulmani sono piuttosto comuni in Gambia. Occasionalmente, vi sono tensioni nei quartieri musulmani se un residente intende convertirsi al Cristianesimo, cosa che di solito accade in vista di un matrimonio interreligioso [9].

Non vi sono state gravi violazioni della libertà religiosa durante il periodo di riferimento.

Prospettive per la libertà religiosa

La stabilità sociale è posta in pericolo dalla crescente migrazione. Secondo le Nazioni Unite, il Gambia è uno dei Paesi più poveri al mondo [10] . L’esodo dei giovani verso l’Europa è particolarmente problematico. Il nuovo governo sta cercando di contrastare la migrazione attraverso misure legali ed economiche. Coloro i quali abbandonano il Paese lasciano solitamente alle loro spalle un grande vuoto, non soltanto all’interno delle proprie famiglie, ma spesso anche nella più ampia comunità e nel loro gruppo religioso. Le rimesse inviate dai cittadini residenti all’estero sono molto importanti per i loro cari, ma non colmano l’assenza a lungo termine dei giovani membri della famiglia.

Note / fonti

[1] Costituzione della Repubblica del Gambia, Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale, (WIPO), http://www.wipo.int/wipolex/en/text.jsp?file_id=221242, (consultato il 2 aprile 2018).

[2] Vasudevan Sridharan, “Adama Barrow removes 'Islamic' from The Gambia's official name”, International Business times UK, 30 gennaio 2017, http://www.ibtimes.co.uk/adama-barrow-removes-islamic-gambias-official-name-
1603686, (consultato l’11 febbraio 2018); ‘Munzinger Länder: Gambia', Munzinger Archiv 2018, https://www.munzinger.de/search/start.jsp, (consultato il 30 marzo 2018).

[3] Die Tagespost, 9 gennaio 2016.

[4] Munzinger Archiv 2018, op.cit.

[5] La Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale spesso indicata come ECOWAS.

[6] “Profile: Former Gambian President Yahya Jammeh”, BBC, 22 gennaio 2017, http://www.bbc.com/news/world-africa-24383225, (consultato il 3 aprile 2018).

[7] Stephan Detjen, “Ein Land im politischen Aufbruch”, Deutschlandfunk, 15 dicembre 2017,
http://www.deutschlandfunk.de/gambia-ein-land-im-politischen-aufbruch.1773.de.html?dram:article_id=406118, (consultato l’11febbraio 2018).

[8] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Gambia”, Rapporto 2016 sulla libertà
religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,
https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato il 2 aprile
2018).

[9] Ibid.

[10] “Multidimensional poverty index”, Human Development Reports, Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, http://hdr.undp.org/en/content/multidimensional-poverty-index, (consultato il 3 aprile 2018).

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