Religione

8.192.000Popolazione

22.072 Km2Superficie

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

Sin dalla sua fondazione nel 1948, Israele si definisce uno Stato ebraico e democratico [1]. Gli ebrei di tutto il mondo che soddisfano determinati criteri hanno il diritto di diventare cittadini dello Stato. Nel 1967, Israele conquistò Gerusalemme Est, la Cisgiordania, Gaza e le alture del Golan. Fino ad oggi questi territori sono contesi e l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e la Corte internazionale di giustizia li considerano sotto occupazione e in parte insediati illegalmente [2].

Il principale gruppo non ebreo del Paese è costituito dai palestinesi arabi sunniti. Anche la maggior parte dei cristiani israeliani è composta da arabi palestinesi. Entrambi hanno la cittadinanza israeliana. La maggioranza dei cristiani appartiene alle Chiese greco-cattolica melchita e cattolica romana, seguite dalla Chiesa greco-ortodossa. Altre minoranze includono la comunità dei drusi, che conta 102.000 persone. Nel 1957, i drusi furono designati come una distinta comunità etnica dal governo su richiesta dei loro leader religiosi [3].

Nel periodo preso in esame, diversi episodi di natura politica, che avevano anche una connotazione religiosa, hanno provocato un’ondata di violenza. Nel luglio 2017, tre uomini hanno aperto il fuoco su due poliziotti drusi israeliani presso la Porta dei Leoni a Gerusalemme [4]. Il sito è stato chiuso e riaperto dopo un paio di giorni, in seguito all’istallazione di checkpoint con metal detector. Queste misure di sicurezza hanno provocato importanti proteste da parte dei leader musulmani, che hanno portato alla rimozione dei metal detector [5].

La decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di trasferire l’ambasciata americana da Tel-Aviv a Gerusalemme, e quindi di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, ha portato a manifestazioni e ad una serie di dichiarazioni ufficiali di condanna.

Israele non ha una Costituzione formale, ed è quindi necessario fare riferimento alla Dichiarazione di indipendenza del 1948 per trovare disposizioni relative alla libertà religiosa. Secondo la dichiarazione, «Lo Stato di Israele […] assicurerà la completa uguaglianza dei diritti sociali e politici a tutti i suoi abitanti indipendentemente dalla religione, dalla razza o dal sesso; garantirà le libertà di religione, coscienza, lingua, educazione e cultura; salvaguarderà i luoghi sacri di tutte le religioni; e sarà fedele ai principi della Carta delle Nazioni Unite» [6]. La Corte Suprema israeliana ha stabilito che la legge fondamentale sulla dignità umana e la libertà è la base delle libertà fondamentali come quella religiosa [7].

L’Ebraismo non è la religione ufficiale di Stato in Israele. Le istituzioni statali sono laiche e funzionano secondo il modello delle democrazie occidentali. Ciononostante, le disposizioni specifiche per l’Ebraismo predominano nelle pratiche sociali, come l’osservanza dello sabbath, il cibo kasher, ecc. Queste possono creare tensioni tra ebrei osservanti e ebrei non osservanti. I cittadini non ebrei godono in teoria degli stessi diritti civili e degli stessi obblighi dei cittadini ebrei e nella pratica possono partecipare alle elezioni, aderire a partiti politici ed essere eletti alla Knesset (Parlamento). Ma di fatto il loro ruolo è irrilevante nella vita politica e, salvo alcune eccezioni come quella dei drusi, non vengono neanche arruolati per il servizio militare. Il primo ministro Benjamin Netanyahu favorisce tuttavia l’ammissione dei cristiani arabi nell’esercito israeliano [8].

Le conversioni sono legali ma comportano una notevole pressione sociale.

Il proselitismo è legale per tutti i gruppi religiosi. La legge proibisce l’offerta di incentivi materiali per indurre alla conversione. È altrettanto illegale convertire una persona di età inferiore ai 18 anni a meno che uno dei genitori non sia un membro del gruppo religioso che cerca di convertire il minore [9].

Le questioni relative allo status personale sono regolate in base alla comunità religiosa riconosciuta a cui appartiene un cittadino. Non esiste un matrimonio civile, anche se tali matrimoni contratti all’estero sono riconosciuti. Per la legge religiosa ebraica, i matrimoni interreligiosi, per esempio tra ebrei e non ebrei, non sono possibili. Mentre gli uomini musulmani possono sposare non musulmane, le donne musulmane non possono sposare uomini di una fede diversa dalla loro.

Incidenti

Il 18 gennaio 2017 la Commissione bilaterale permanente di lavoro tra la Santa Sede e lo Stato di Israele si è incontrata a Gerusalemme per proseguire i negoziati in conformità con l’Accordo Fondamentale del 1993 tra la Santa Sede e lo Stato di Israele [10] (articolo 10, paragrafo 2)[11].

Il 20 settembre 2017 l’Assemblea degli Ordinari Cattolici di Terra Santa ha rilasciato una dichiarazione che condannava la profanazione e gli atti di vandalismo ai danni della chiesa di Santo Stefano, situata all’interno del monastero salesiano di Beit Jamal a ovest di Gerusalemme, avvenuti il giorno precedente [12]. Una statua della Madonna è stata distrutta, le vetrate raffiguranti volti di icone sono state infrante e una croce distrutta. Padre Scudu, custode della chiesa, ha dichiarato di ritenere che il danno fosse motivato dall’odio. «Hanno distrutto tutto», ha osservato [13]. È stata la terza volta negli ultimi cinque anni in cui il monastero di Beit Jamal veniva vandalizzato.

A seguito dell’attacco, il portavoce della polizia israeliana, Micky Rosenfeld, ha negato le accuse di inefficienza rivolte alla polizia nel corso delle indagini su questo e altri analoghi atti vandalici, osservando che «vi sono stati arresti in casi precedenti. […] Le persone possono dire quello che vogliono. Questo tipo di incidenti ha la priorità assoluta» [14]. Il portavoce ha aggiunto che la maggior parte dei casi non è correlata e che non esiste una «cellula vandalica» che agisce contro i luoghi di culto cristiani e musulmani. I vescovi hanno rilasciato una dichiarazione in cui si chiedeva allo Stato di punire gli aggressori «ed educare le persone a non commettere reati simili. Speriamo che tutti i popoli, specialmente nella nostra Terra Santa, imparino a coesistere tra loro nell’amore e nel rispetto reciproco, indipendentemente dalle reciproche diversità» [15].

Wadie Abunassar, consigliere dell’Assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa, ha affermato che, nonostante gli 80 episodi di vandalismo contro chiese e siti cristiani avvenuti nell’ultimo decennio, vi sono stati pochissimi arresti o incriminazioni. «Riceviamo attestazioni di solidarietà e belle parole da tutti, ma siamo stanchi di tutto ciò. Vogliamo condanne, non soltanto incriminazioni»,[16]  ha detto. Nel settembre 2017, Abunassar ha osservato che il primo ministro Benjamin Netanyahu non aveva ancora risposto a diverse richieste dei vescovi di incontrarlo per discutere dei continui atti di vandalismo [17]. «Dobbiamo organizzare un movimento di protesta e incontrare i politici israeliani per chiarire che tali atti non sono accettabili in Israele» [18].

Dal 2009, almeno 53 chiese e moschee sono state vandalizzate in Israele e nella Cisgiordania occupata. Dei 53 casi, solo otto erano ancora sotto inchiesta nel luglio 2017 [19]. Per quanto riguarda l’elevato numero di crimini irrisolti, Gadi Gvaryahu, presidente di Tag Meir, una coalizione di organizzazioni religiose moderate [20], ha dichiarato ad Haaretz che tale tipologia di crimini dovrebbe rappresentare una priorità per la polizia. «Senza dubbio, non stanno investigando abbastanza bene» [21]. Gvaryahu ha aggiunto che, nonostante le numerose riprese delle telecamere di sicurezza che includono immagini delle auto dei presunti vandali, alcuni crimini rimangono tuttora irrisolti.

Secondo Gvaryahy, dopo l’attacco alla Chiesa dei Pani e dei Pesci nel giugno 2015, «qualcuno – apparentemente il Primo Ministro – ha deciso che dovevano trovare i colpevoli. E così li hanno trovati» [22]. Su richiesta di Tag Meir, è stata presentata un’interrogazione parlamentare su questo argomento da un membro della Knesset (MK), Itzik Shmuli dell’Unione sionista. Shmuli ha detto che «circa l’85 percento di tali crimini gravi sono archiviati con un nulla di fatto», questo dovrebbe «suonare un campanello d’allarme circa l’ordine delle priorità» [23]. In una lettera indirizzata a Shmuli, il ministro della Pubblica sicurezza Gilad Erdan ha dichiarato che le indagini avevano concluso che «[gli attacchi] erano stati perpetrati per vari motivi. In alcuni casi il colpevole era affetto da una malattia mentale mentre, in casi estremi, si trattava di incendi dolosi intenzionalmente appiccati»[24]. Ma come ha osservato lo stesso Shmuli, queste affermazioni contraddicono il fatto che la maggior parte degli episodi sia stata archiviata con la dicitura «colpevoli ignoti». Inoltre, Gvaryahu ha rilevato che queste dichiarazioni ufficiali non tenevano conto del fatto che molti attacchi sono stati accompagnati da graffiti contenti frasi d’odio. Per Gvyaryahu, la lettera di Erdan era «scollegata dalla realtà»[25]. Dopo un picco nel 2013, tre attacchi sono stati registrati nel 2016 e quattro nella prima metà del 2017 [26].

In risposta alla decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di trasferire l’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendo così Gerusalemme come capitale d’Israele, il sindaco di Nazareth Ali Salam ha detto che avrebbe annullato le celebrazioni delle festività natalizie in segno di protesta. «Le nostre identità e fede non possono essere contrattate. [La decisione del presidente Trump] ci ha tolto la gioia della festa e quest’anno annulleremo i festeggiamenti»[27]. In seguito il sindaco ha ritrattato le proprie affermazioni e ha dichiarato: «Invito tutti i residenti dello Stato di Israele – ebrei, musulmani e cristiani – a venire nella città di Nazaret e a prendere parte alle celebrazioni natalizie». Salam ha poi aggiunto: «Nazareth è la città della pace e della fratellanza tra religioni e nazioni, e non vi è niente come lo spirito della festa e l’esperienza condivisa per dimostrarlo» [28].

All’inizio di febbraio 2018, il comune di Gerusalemme ha annunciato che 887 proprietà appartenenti a varie Chiese e istituzioni delle Nazioni Unite avrebbero docuto pagare la tassa municipale, nonostante fossero in precedenza esenti da tale obbligo [29]. Il Santo Sepolcro, venerato come luogo della crocifissione e della sepoltura di Gesù, è stato chiuso in segno di protesta [30]. Ma, in seguito a una dichiarazione ufficiale in cui il comune di Gerusalemme annunciava la sospensione delle «decisioni in materia di riscossione (fiscale) delle ultime settimane» [31], il luogo sacro è stato riaperto [32]. Secondo il Primo Ministro, il governo ha deciso che, per cercare di trovare una soluzione, una commissione israeliana guidata da un ministro del governo avrebbe discusso con i rappresentanti delle Chiese un piano per tassare le proprietà commerciali di proprietà della Chiesa a Gerusalemme. La Commissione, presieduta da Tzachi Hanegbi, ministro israeliano per la Cooperazione regionale [33], è stata anche incaricata di esaminare la questione delle proprietà ecclesiastiche affittate per lunghi periodi attraverso il Fondo nazionale ebraico, per le quali erano stati firmati contratti tra la Chiesa e lo Stato [34].
Il sindaco di Gerusalemme Nir Barkat ha dichiarato che le chiese dovevano alla città più di 180 milioni di dollari americani in tasse di proprietà relative alle loro attività commerciali. I leader della Chiesa hanno affermato che le imprese di proprietà della Chiesa, tra cui alberghi e uffici situati a Gerusalemme, hanno sempre goduto di un’esenzione fiscale. Avendo numerose proprietà a Gerusalemme, le Chiese hanno affermato che una legge del genere renderebbe più difficile vendere terreni di proprietà ecclesiastica, mentre queste vendite aiutano a coprire i costi operativi delle loro istituzioni religiose [35]. Una dichiarazione dell’Ufficio del Primo Ministro ha reso noto che la legislazione sarebbe stata sospesa [36]. La Giordania, come Custode dei Luoghi Sacri a Gerusalemme, sta monitorando da vicino «questo grave problema» e ha difeso la posizione delle Chiese di Gerusalemme [37].

Il 15 febbraio 2018 il Ministro degli Esteri dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) Riyad al-Maliki, ha incontrato in Vaticano il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, e monsignor Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati. Al-Maliki ha sottolineato che la Santa Sede riteneva importante organizzare una conferenza internazionale su Gerusalemme in cui i leader e i rappresentanti di tutte le Chiese e comunità di battezzati avrebbero potuto ribadire l’importanza per i cristiani della «città in cui Cristo è morto sulla croce ed è resuscitato» [38].

Il 25 marzo 2018, durante la tradizionale processione della domenica delle Palme a Gerusalemme, soldati israeliani hanno attaccato i cristiani palestinesi e vietato loro di sventolare la bandiera palestinese [39]. In seguito Israele ha affermato che, a causa di motivi legati alla sicurezza, avrebbe permesso di entrare a Gerusalemme per celebrare la Pasqua ai soli cristiani con più di 55 anni di età. Israele ha negato l’ingresso in città ai cristiani di Gaza, che sono circa un migliaio e in gran parte greco-ortodossi [40].

Il 1° giugno 2018 è stato attaccato padre Fadi Shalufa, amministratore della cappella della Grotta del latte di Betlemme [41]. Padre Shalufa, un sacerdote francescano, aveva permesso a un gruppo di pellegrini, che erano stati aggrediti da due giovani, di entrare nella chiesa chiudendo poi il cancello per impedire l’accesso agli aggressori. Impossibilitati ad entrare nella chiesa, i due uomini hanno iniziato a urlare e uno di loro ha cercato di colpire padre Shalufa con un oggetto contundente. Wadi Abunassar, portavoce dell’Assemblea degli Ordinari Cattolici di Terra Santa, ha ringraziato l’Autorità Nazionale Palestinese per aver agito rapidamente arrestando i due aggressori [42].

Prospettive per la libertà religiosa

In Israele, le questioni politiche e quelle religiose sono strettamente correlate tra loro. I cristiani sono schiacciati tra ebrei ortodossi ed estremisti islamici. Le tensioni regionali e la guerra civile siriana in corso non aiutano la ricerca di una soluzione pacifica.
Nel maggio 2016, il Patriarca latino Fouad Twal ha affermato che Israele, «sebbene si proclami uno Stato laico e democratico, si sta comportando in modo molto più simile a un regime militare ebraico confessionale» [43]. Il prelato ha inoltre aggiunto che «è la prima volta che una minoranza cristiana vive in uno Stato ebraico con tutte le conseguenze associate all’essere una minoranza; ed è il primo caso nella storia in cui una maggioranza ebraica possiede uno Stato. Ma questa maggioranza continua a comportarsi, e soprattutto a difendersi, come se fosse una minoranza, con la tentazione di vivere in uno Stato teocratico, anziché in uno Stato laico»[44]. In Israele, religione e nazionalismo sono spesso collegati, causando problemi alle minoranze religiose quali musulmani e cristiani. Le violazioni dei diritti religiosi di questi ultimi sono spesso più motivate da fattori politici che da elementi specificamente religiosi. Ma tra i gruppi delle frange estremiste del diritto israeliano vi è la tendenza di attaccare i non ebrei e le loro istituzioni esclusivamente per motivi religiosi.

Note / fonti

[1] Le «leggi fondamentali e la Dichiarazione di indipendenza designano Israele come uno “Stato ebraico e democratico”». https://freedomhouse.org/report/freedom-world/2008/israel (consultato il 12 luglio 2018).

[2] La situazione di Gaza è più complicata. Israele sostiene di non occupare più di Gaza, ma controlla sei dei sette accessi alla Striscia di Gaza, le zone marittime e lo spazio aereo. Cfr. Iain Scobbie, “Southern Lebanon”, in Elizabeth Wilmshurst (ed.), International Law and the Classification of Conflicts, Oxford, Oxford University Press, 2012, p. 295.

[3] Charlie Hoyle, “Who are Israel’s Druze community?”, The New Arab, 18 luglio 2017, https://www.alaraby.co.uk/english/indepth/2017/7/18/who-are-israels-druze-community (consultato il 29 giugno 2018).

[4] Omri Ariel, “Temple Mount terrorists named, identified as 3 Israeli Arabs from Umm al-Fahm”, Jerusalem Online, 14 luglio 2017, http://www.jerusalemonline.com/news/middle-east/israeli-palestinian-relations/3-temple-mount-terrorists-identified-as-israeli-arabs-29717 (consultato il 21 giugno 2018).

[5] Udi Shaham, “Muslim authority protests Temple Mount security measures, blocks entrance”, The Jerusalem Post, 16 luglio 2017, https://www.jpost.com/Arab-Israeli-Conflict/Temple-Mount-reopens-for-prayer-following-deadly-Friday-attack-499842 (consultato il 20 giugno 2018).

[6] “Declaration of Establishment of State of Israe​l”, Ministero degli Affari Esteri d’Israele, 14 maggio 1948, www.mfa.gov.il/mfa/foreignpolicy/peace/guide/pages/declaration%20of%20establishment%20of%20state%20of%20israel.aspx (consultato il 22 giugno 2018).

[7] “Basic Law: Human Dignity and Liberty”, The Knesset, 17 marzo, 1992, https://www.knesset.gov.il/laws/special/eng/basic3_eng.htm (consultato il 20 giugno 2018).

[8] “Netanyahu Lauds Christians Serving in Israeli Army”, Haaretz, 15 dicembre 2014, http://www.haaretz.com/israel-news/.premium-1.631807(consultato il 23 giugno 2018).

[9] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Israele e i Territori Occupati”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense, https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/2016/ (consultato il 21 giugno 2018).

[10] Accordo Fondamentale tra la Santa Sede e lo Stato di Israele​, Ministero degli Affari Esteri d’Israele, 30 dicembre 1993, http://mfa.gov.il/MFA/MFA-Archive/1993/Pages/Fundamental%20Agreement%20-%20Israel-Holy%20See.aspx (consultato il 20 giugno 2018).

[11] «Ai fini di detti negoziati, la Commissione permanente di lavoro bilaterale nominerà una o più sottocommissioni bilaterali di esperti per studiare le questioni e presentare proposte». In Accordo Fondamentale tra la Santa Sede e lo Stato di Israele, op. cit.

[12] “Holy Land Christians condemn wave of church desecrations”, Catholic News Service, 27 settembre 2017, http://www.catholicherald.co.uk/news/2017/09/27/holy-land-christians-condemn-wave-of-church-desecrations/ (consultato il 21 giugno 2018).

[13] Ibid.

[14] Ibid.

[15] Ibid.

[16] Ibid.

[17] Ibid.

[18] Claire Bastier, “Une nouvelle église cible d’exactions en Israël”, La Croix, 21 settembre 2017, https://www.la-croix.com/Religion/Judaisme/nouvelle-eglise-cible-dexactions-Israel-2017-09-21-1200878659 (consultato il 20 giugno 2018).

[19] Yotam Berger, Nir Hasson, “53 Mosques and Churches Vandalized in Israel Since 2009, but Only 9 Indictments Filed”, Haaretz, 24 settembre 2017, https://www.haaretz.com/israel-news/53-mosques-churches-vandalized-in-israel-only-9-indictments-filed-1.5452856 (consultato il 23 giugno 2018).

[20] The coalition, known as Tag Meir, includes over 50 organisations united in the fight against extremist right-wing ideology within Jewish circles. “Tag Meir”, Inter Agency Task Force on Israeli Arab Issues, http://www.iataskforce.org/entities/view/1158 (consultato il 22 giugno 2018).

[21] “Gadi Gvaryahu”, Tag Meir, http://www.tag-meir.org.il/en/about/team/ (consultato il 25 giugno 2018); “Our Vision”, Tag Meir, http://www.tag-meir.org.il/en/about/our-vision/ (consultato il 25 giugno 2018).

[22] Yotam Berger and Nir Hasson, “53 Mosques and Churches Vandalized in Israel Since 2009, but Only 9 Indictments Filed”, Haaretz, 24 settembre 2017, https://www.haaretz.com/israel-news/53-mosques-churches-vandalized-in-israel-only-9-indictments-filed-1.5452856 (consultato il 25 giugno 2018).

[23] Ibid.

[24] Ibid.

[25] Ibid.

[26] Sebbene vi siano stati 17 incidenti durante il periodo dal 2009 al 2012, non vi è stata una singola imputazione. In Yotam Berger and Nir Hasson, op. cit.

[27] Stoyan Zaimov, “Muslim Mayor of Nazareth Limits Christmas, Says Trump’s Jerusalem Move Has ‘Taken Away the Joy’”, The Christian Post, 15 dicembre 2017, https://www.christianpost.com/news/muslim-mayor-of-nazareth-limits-christmas-says-trumps-jerusalem-move-has-taken-away-the-joy-210274/ (consultato il 25 giugno 2018).

[28] “Nazareth’s Muslim mayor reinstates Christmas”, The Times of Israel, 16 dicembre 2017, https://www.timesofisrael.com/nazareth-mayor-backtracks-after-canceling-christmas-festivities-to-protest-trump/ (consultato il 20 giugno 2018).

[29] Nir Hasson, “Churches Fume as City of Jerusalem Claims $186 Million in Overdue Tax”, Haaretz, 7 febbraio 2018, https://www.haaretz.com/israel-news/.premium-churches-fume-as-city-of-jerusalem-claims-186-million-in-overdue-tax-1.5803236 (consultato il 23 giugno 2018).

[30]Andrea Krogmann, “Jerusalem: background to the closure of the church of the Holy Sepulchre”, Aiuto alla Chiesa che Soffre, marzo 2018, https://acninternational.org/featured/jerusalem-background-closure-church-holy-sepulchre/ (consultato il 20 giugno 2018).

[31] Ori Lewis, Mustafa Abu Ghaneyeh, “Jerusalem Suspends Tax Plan That Shuttered Church of Holy Sepulchre”, Charisma News, 28 febbraio 2018, https://www.charismanews.com/opinion/standing-with-israel/69806-jerusalem-suspends-tax-plan-that-shuttered-church-of-holy-sepulchre (consultato il 20 giugno 2018).

[32] “Jerusalem’s Church of Holy Sepulchre to reopen after protest”, Reuters, 27 febbraio 2018, https://af.reuters.com/article/worldNews/idAFKCN1GB1YN (consultato il 24 giugno 2018).

[33] “The re-opening of the Church of the Holy Sepulchre. A government commission will address disputes over church properties”, Agenzia Fides, 28 febbraio 2018, http://fides.org/en/news/63824 (consultato il 23 giugno 2018).

[34] Ibid.

[35] Ibid.

[36] Ori Lewis, Mustafa Abu Ghaneyeh, “Jerusalem Suspends Tax Plan That Shuttered Church of Holy Sepulchre”, Charisma News, 28 febbraio 2018, https://www.charismanews.com/opinion/standing-with-israel/69806-jerusalem-suspends-tax-plan-that-shuttered-church-of-holy-sepulchre (consultato il 20 giugno 2018).

[37] “Jordan ‘following closely’ on Jerusalem churches case after tax suspension”, The Jordan Times, 27 febbraio 2018, http://jordantimes.com/news/local/jordan-following-closely’-jerusalem-churches-case-after-tax-suspension (consultato il 20 giugno 2018).

[38] “​​Palestinian Minister at the Vatican: “We would like the Holy See lead a Conference on Jerusalem””, Agenzia Fides, 17 febbraio 2018​, http://fides.org/en/news/63764 (consultato il 24 giugno 2018).

[39] “Israeli Soldiers Attack Palestinian Christians during Palm Sunday Procession”, Palestine Chronicle, 26 marzo 2018, http://www.palestinechronicle.com/israeli-soldiers-attack-palestinian-christians-palm-sunday-procession/( consultato il 20 giugno 2018).

[40] Tania Krämer, “Israel denies Easter travel permits to Gaza Christians”, Deutsche Welle, 30 marzo 2018, http://www.dw.com/en/israel-denies-easter-travel-permits-to-gaza-christians/a-43198714 (consultato il 20 giugno 2018).

[41] “Bethlehem, a Franciscan priest attacked for defending the pilgrims”, Agenzia Fides, 4 giugno 2018, http://www.fides.org/en/news/64292-ASIA_HOLY_LAND_Bethlehem_a_Franciscan_priest_attacked_for_defending_the_pilgrims (consultato il 22 giugno 2018).

[42] Ibid.

[43] “The Latin Patriarch of Jerusalem: Israel behaves as a theocratic Stat”, 15 aprile 2016, Agenzia Fides, http://www.fides.org/en/news/59835-ASIA_HOLY_LAND_The_Latin_Patriarch_of_Jerusalem_Israel_behaves_as_a_theocratic_State (consultato il 29 giugno 2018).

[44] Ibid.

Riguardo a noi

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