Religione

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214.969 Km2Superficie

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

La Costituzione afferma che la Guyana è uno Stato laico [1]. La libertà di coscienza è garantita, e include la libertà di pensiero e religione, la libertà di cambiare religione o credo, di manifestarla e propagarla attraverso l’adorazione, l’insegnamento, la pratica e l’osservanza, individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato [2]. Anche il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare è riconosciuto [3].

A nessuna comunità religiosa può essere impedito di impartire l’educazione religiosa ai suoi membri [4]. Ad eccezione che con il proprio consenso (o quello del proprio tutore per persone di età inferiore ai 18 anni), a nessuna persona che frequenta un luogo di istruzione può essere richiesto di ricevere un’istruzione religiosa o di partecipare o assistere a una cerimonia religiosa o ad un’osservanza diversa dalla propria [5].

Nessuno può essere costretto a prestare un giuramento contrario alla propria religione o credo, o in modo contrario alla propria religione [6]. Nessuna legge può essere discriminatoria in sé o nei suoi effetti, laddove la discriminazione implica il diverso trattamento delle persone in base alla loro razza, luogo di origine, opinione politica, colore o credo [7].

Le funzioni della Commissione per le relazioni etniche comprendono incoraggiare e creare rispetto per la religione, la cultura e altre forme di diversità tipiche di una società plurale [8].

Non esiste un registro ufficiale dei gruppi religiosi, questi devono seguire le procedure di registrazione delle organizzazioni senza scopo di lucro per ottenere un riconoscimento formale [9]. Una registrazione corretta richiede l’invio del nome di un gruppo, l’indirizzo del suo luogo di culto e informazioni sui suoi leader. Una volta riconosciuti formalmente, i gruppi possono condurre operazioni finanziarie, acquisire proprietà e beneficiare di esenzioni fiscali. Per entrare nel Paese, i missionari stranieri hanno bisogno dell’autorizzazione del Ministero della cittadinanza. Nei villaggi amerindi, i gruppi religiosi stranieri hanno bisogno del permesso del consiglio locale. Non vi sono corsi di educazione religiosa nelle scuole statali. L’istruzione religiosa è obbligatoria nelle scuole private affiliate a una specifica religione [10].

Incidenti

Come nel periodo compreso tra il 2014 ed il 2016, non sono stati segnalati episodi di intolleranza religiosa verificatisi durante il periodo in esame. Quindi, nulla è cambiato in questo senso. Al contrario, numerose azioni concrete sono state intraprese per cercare una maggiore armonia tra i vari gruppi religiosi della Guyana, i principali dei quali sono cristiani ed induisti. Ecco alcuni esempi:

Nel gennaio 2017, il ministro per la Coesione sociale, il dott. George Norton, ha incontrato i rappresentanti dell’Organizzazione centrale islamica della Guyana, l’Associazione africana di cultura e sviluppo, l’Organizzazione (indù) Viraat Sabha, l’Associazione Guyana Rastafariana e il Fondo islamico della Guyana «per assicurare continuità e maggiori ambiti di collaborazione come parte dell’avanzamento dell’agenda di coesione sociale»[11].

Nel febbraio 2017, nel contesto della Settimana mondiale per l’armonia delle interrelazioni delle Nazioni Unite, il presidente della Guyana, David Granger, ha annunciato che la coesione sociale è «una parte importante del programma del suo governo» [12]  e che l’armonia interreligiosa incoraggia una cultura di cooperazione nell’affrontare i conflitti. Il presidente ha inoltre affermato che la Guyana è un modello di armonia interreligiosa, uno Stato cosmopolita in cui la maggior parte delle persone appartiene a una delle tre principali religioni del mondo: il Cristianesimo, l’Islam e l’Induismo. Nel luglio dello stesso anno, in un incontro con la comunità musulmana, il presidente ha sottolineato che il Paese è «un’oasi di tolleranza religiosa», osservando che le tre principali religioni hanno contribuito attivamente alla creazione di un «clima di tranquillità e armonia» [13].

Prospettive per la libertà religiosa

Le prospettive per la libertà di religione in Guyana sono buone, data l’assenza di incidenti che minano tale diritto e l’esplicita attenzione del governo per la coesione sociale. Le autorità considerano positivamente l’influenza delle religioni e riconoscono il loro contributo ad un clima di pace sociale.

Note / fonti

[1] Tutti i riferimenti della costituzione sono tratti dalla Costituzione della Guyana del 1980 con emendamenti fino al 2016, constituteporject.org, https://www.constituteproject.org/constitution/Guyana_2016.pdf?lang=en, (consultato il 23 marzo 2018).

[2] Ibid., Art 145, s 1.

[3] Ibid., Art 140, s 3, cl c.

[4] Ibid., Art 145, s 2.

[5] Ibid., Art 145, s 3.

[6] Ibid., Art 145, s 4.

[7] Ibid., Art 149, s 1 and 2.

[8] Ibid., Art 212D, f.

[9] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Guyana”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense, https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato il 9 marzo 2018).

[10] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, op. cit.

[11] ‘Social Cohesion Minister meets religious and other groups’, Kaieteur News, 17 gennaio 2017, https://www.kaieteurnewsonline.com/2017/01/17/social-cohesion-minister-meets-religious-and-other-groups/, (consultato il 7 marzo 2018).

[12] Shauna Jemmott, ‘Embrace harmony, shun discrimination’, Guyana Chronicle, 1° febbraio 2017, http://guyanachronicle.com/2017/02/01/embrace-harmony-shun-discrimination, (consultato il 7 marzo 2018).

[13] ‘Guyana an oasis of religious tolerance’, Guyana Chronicle, 10 luglio 2017, http://guyanachronicle.com/2017/07/10/guyana-an-oasis-of-religious-tolerance, (consultato il 7 marzo 2018).

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