Religione

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

La questione della libertà religiosa non è esplicitamente affrontata nella Costituzione, ma gli articoli 15 e 16 della “Carta dei diritti e delle libertà fondamentali” garantiscono la libertà di convinzione religiosa e tutelano i diritti fondamentali di tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro fede o religione. Secondo la Carta, gli individui hanno il diritto di praticare la
religione, da soli o in comunità, in privato o in pubblico, «attraverso il culto, l’insegnamento, la pratica o l’osservanza», o di astenersi dal credere e dalle attività religiose. Possono anche cambiare la loro religione. La Costituzione definisce le organizzazioni religiose, riconosce la loro libertà di professare la propria fede (sia pubblicamente che privatamente) e di gestire le proprie attività senza indebite interferenze da parte dello Stato. Secondo la Carta, la libertà religiosa può essere limitata dalla legge se vi sono motivi legati alla «sicurezza pubblica e all’ordine pubblico, alla salute e alla morale, o ai diritti e alle libertà degli altri» [1].

Il governo finanzia un certo numero di attività culturali religiose. Questi includono la Notte delle Chiese, il pellegrinaggio nazionale di San Venceslao, la cultura contro l’antisemitismo, la preghiera per la casa, il Kristfest della Chiesa apostolica e il pellegrinaggio a Roma della Chiesa cattolica romana.

Incidenti

Il Ministero dell’Interno e la Federazione delle comunità ebraiche hanno affermato che gruppi neo-nazisti, nazionalisti e islamici, inclusa l’Unione musulmana, hanno espresso opinioni antisemite. Il Ministero dell’Interno ha osservato inoltre che gruppi quali la Resistenza Nazionale e i Nazionalisti Autonomi hanno organizzato incontri pubblici e pubblicato post in alcuni blog che includevano dichiarazioni antisemite, negazione dell’Olocausto, diffusione della propaganda neo-nazista e sentimenti anti-islamici [2].

Secondo un rapporto di AlJazeera, l’islamofobia è aumentata negli ultimi anni in reazione alla crisi dei rifugiati, nonostante la comunità musulmana sia relativamente ridotta. Il rapporto critica il fatto che, sebbene l’Islam sia riconosciuto legalmente in quanto religione nel Paese, alla comunità islamica siano negati diritti quali istituire delle scuole, celebrare matrimoni legalmente riconosciuti o tenere funzioni religiose negli spazi pubblici. I discorsi d’odio
contro i musulmani e persino le aggressioni fisiche sono diventati più frequenti. Ad esempio, nel luglio 2017 due donne musulmane sono state aggredite verbalmente e fisicamente da una donna in un parco acquatico di Praga. Alcuni islamici hanno già lasciato il Paese a causa di questa situazione [3]. A livello politico, i sentimenti anti-musulmani si sono rivelati immensamente popolari nella società ceca. I partiti con posizioni ostili nei confronti dell’Islam hanno avuto successo nell’ambito delle elezioni parlamentari dell’ottobre 2016 [4]. Al tempo stesso, l’atteggiamento nei confronti del Cristianesimo sembra stia cambiando nella fortemente laicista società ceca. Vi è una tendenza notevole verso valutazioni più positive del Cristianesimo da un punto di vista culturale, e sempre più persone riscoprono le loro radici religiose. È difficile stimare quanto sia profonda questa identificazione, poiché è spesso strettamente connessa con atteggiamenti anti-immigrazione e si accompagna comunque ad una estrema indifferenza verso gli insegnamenti cristiani in materia di aborto, matrimonio tra persone dello stesso sesso e divorzio [5]. Come esempio di questa tendenza, nel settembre 2017 gli abitanti della città di Brno hanno inscenato una protesta contro una pubblicità nella catena di supermercati tedesca Lidl [6], che ha rimosso i simboli cristiani, mostrando una veduta sull’isola greca di Santorini con una chiesa senza la croce sopra. La protesta si è diffusa in altre città tra cui Chomutov [7].

Il cardinale Dominik Duka di Praga ha espresso forti riserve sull’immigrazione musulmana, chiedendo invece un maggiore sostegno ai rifugiati cristiani [8]. La Chiesa ha fatto appello al governo per allentare le restrizioni in materia di asilo per i cristiani perseguitati in Cina, criticando una politica che ha favorito i legami commerciali a scapito del rispetto dei diritti umani [9].

Nel 2016 il movimento ‘NO all’Islam nella Repubblica Ceca’ si è ribattezzato ‘Blocco Contro l’Islam’ e, con il suo nuovo nome, ha organizzato numerosi raduni anti-islamici. Una dozzina di manifestazioni contro l’ammissione di altri rifugiati musulmani nel Paese sono state organizzate da ‘Blocco Contro l’Islam’ in collaborazione con il partito politico dell’opposizione Coalizione Nazionale Usvit. Le proteste, in grandi città come Praga, Brno, Ostrava e Pilsen, hanno attratto diverse centinaia di manifestanti. ‘Blocco Contro l’Islam’ si è anche opposto alle pratiche musulmane, inclusa la macellazione halal. Il leader del gruppo, il dott. Martin Konvicka, è stato indagato dalle autorità dopo aver organizzato un finto attacco dello Stato Islamico (ISIS) nel centro di Praga nel giugno 2016. La polizia ha anche fermato una protesta organizzata da Konvicka davanti all’ambasciata dell’Arabia Saudita l’11 settembre 2016 [10].

Il governo si oppone fermamente all’intolleranza. In un’intervista del 30 luglio 2016, il Primo Ministro Bohuslav Sobotka ha notato come «dire che ogni musulmano è un terrorista» non fosse certamente il modo di contrastare le minacce [11].

Una nota positiva: nell’agosto 2016 un gruppo di circa 80 musulmani cechi ha partecipato alla messa nella chiesa cattolica del Sacro Cuore di Nostro Signore a Praga in memoria dell’omicidio di padre Jacques Hamel, ucciso da sedicenti terroristi dello Stato Islamico (ISIS) in Francia. Dopo la messa, i rappresentanti musulmani hanno parlato dei principi comuni alle due religioni e condannato il terrorismo. Successivamente è stato formata una catena umana di circa 400 persone attorno alla chiesa [12].

Prospettive per la libertà religiosa

Dall’intensificazione della crisi dei rifugiati nel 2015, la situazione della piccola minoranza musulmana e dei visitatori musulmani è nettamente peggiorata. Gli atti di intolleranza sono generalmente puniti prontamente dalle autorità. Tuttavia, l’opposizione popolare al programma di reinsediamento dei rifugiati dell’Unione europea non cessa di aumentare ed è probabile che continui a generare tensioni. Allo stesso tempo, l’atteggiamento verso il patrimonio culturale del Cristianesimo è leggermente più favorevole. La situazione delle altre minoranze religiose, non sta migliorando, né peggiorando.

Note / fonti

[1] Carta dei Diritti e delle Libertà Fondamentali del 1992
https://www.usoud.cz/fileadmin/user_upload/ustavni_soud_www/Pravni_uprava/AJ/Listina_English_version.pdf (consultato il 23 marzo 2018).

[2] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Repubblica Ceca”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,
http://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm?year=2016&dlid=268806 (consultato il 23 marzo 2018).

[3] Philip Heijmans, “Czech Republic’s tiny Muslim community subject to hate”, Aljazeera.com, 13 novembre 2017, https://www.aljazeera.com/news/2017/11/czech-republic-tiny-muslim-community-subject-hate-171112063523840.html (consultato il 23 marzo 2018).

[4] “Small Czech Muslim community faces bigotry”, tribune.co.uk, 14 novembre2017,
https://tribune.com.pk/story/1557943/9-small-czech-muslim-community-faces-bigotry/ (consultato il 23 marzo 2018).

[5] Agnieszka Pikulicka-Wilczewska, “Czechs romanticise cultural Christianity”, neweasterneurope.eu, 11 gennaio 2018, http://neweasterneurope.eu/2018/01/11/czechs-romanticise-cultural-christianity/ (consultato il 23 marzo 2018).

[6] JB, ‘Białe krzyże odpowiedzią Czechów na poprawność polityczną Lidla’, pch24.pl, 7 settembre 2017 http://www.pch24.pl/biale-krzyze-odpowiedzia-czechow-na-poprawnosc-polityczna-lidla,54386,i.html (consultato il 10 aprile 2018).

[7] Kamila Minaříková, “Lidl opět zasahuje proti křížům. Tentokrát vadí ty od aktivistů”, denik.cz, 12 settembre 2017 https://www.denik.cz/z_domova/lidl-opet-zasahuje-proti-krizum-tentokrat-vadi-ty-od-aktivistu-20170912.html (consultato il 10 aprile 2018).

[8] Jonathan Luxmoore, “Czecz Cardinal warns against Muslim immigration”, thetablet.co.uk, 5 luglio 2017, http://www.thetablet.co.uk/news/7421/czech-cardinal-warns-against-muslim-immigration- (consultato il 23 marzo 2018).

[9] Jonathan Luxmoore, “Czech bishops urge asylum for Chinese Christians”, thetablet.co.uk, 13 marzo 2018, http://www.thetablet.co.uk/news/8718/czech-bishops-urge-asylum-for-chinese-christians- (consultato il 23 marzo 2018).

[10] CTK news agency, “Czech officials disperse assembly for disparaging Islam”, 12 settembre 2016. http://www.romea.cz/en/news/czech/czech-officials-disperse-assembly-for-disparaging-islam (consultato il 17 aprile 2018)

[11] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Repubblica Ceca”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,
http://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm?year=2016&dlid=268806 (consultato il 23 marzo 2018).

[12] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Repubblica Ceca”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,
http://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm?year=2016&dlid=268806 (consultato il 23 marzo 2018).

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