Religione

107.000Popolazione

345 Km2Superficie

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

Il preambolo della Costituzione [1] afferma che la nazione si basa su principi che riconoscono «la paternità e la supremazia di Dio e i doveri dell’uomo nei confronti dei suoi simili». La Carta riconosce anche che «nella misura in cui lo sviluppo spirituale è di suprema importanza per l’esistenza umana e la sua massima espressione, è l’aspirazione dell’uomo a servire a quel fine». Nella legge fondamentale si legge anche che si «Crede fermamente nella dignità dei valori umani e che tutti gli uomini sono dotati dal Creatore di diritti, ragione e coscienza uguali e inalienabili».

La Costituzione garantisce la protezione dei diritti e delle libertà fondamentali di ogni persona, quali – tra gli altri – le libertà di coscienza, espressione e associazione, senza distinzione di razza, luogo di origine, opinioni politiche, colore, credo o sesso, nel rispetto delle leggi per i diritti e le libertà altrui e l’interesse pubblico [2].

Nessuna persona dovrebbe essere ostacolata nel godimento della sua libertà di coscienza, che include le libertà di pensiero e religione, la libertà di cambiare religione o credo, e di manifestare e propagare la propria fede, sia nel culto, nell’insegnamento, nella pratica e nell’osservanza, individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato [3]. Anche l’obiezione di coscienza al servizio militare è riconosciuta [4].

Ad eccezione che con il proprio consenso (o quello del proprio tutore nel caso di minori di età inferiore ai 18 anni), nessuna persona che frequenta un istituto scolastico può essere obbligata a ricevere un’istruzione religiose o a prendere parte ad una cerimonia religiosa di una religione diversa dalla propria [5]. Ogni comunità religiosa, indipendentemente dal fatto che riceva o meno sussidi governativi [6], ha il diritto di istituire e mantenere le proprie strutture educative e non sarà impedita o ostacolata dal fornire istruzione religiosa ai propri membri. Il governo finanzia le scuole pubbliche gestite da gruppi cristiani (cattolici, anglicani, metodisti, avventisti, mennoniti); Tuttavia, il finanziamento non è limitato soltanto a questi gruppi. Gli studenti non sono tenuti a frequentare corsi di religione [7].

Nessuno può essere obbligato a prestare giuramento contro le proprie convinzioni o in modo contrario alla propria religione o credo [8]. Nessuna legge può essere discriminatoria in sé o nei suoi effetti, laddove discriminazione significa trattamento diverso delle persone in base al sesso, alla razza, al luogo di origine, all’opinione politica, al colore, al credo o all’orientamento sessuale [9].

Alcuni tipi di copricapo religioso sono ammessi nelle fotografie per documenti di identità nazionali, purché il volto sia visibile [10].

I gruppi religiosi possono ottenere esenzioni dalle tasse e dai dazi doganali se sono riconosciuti come organizzazioni senza scopo di lucro e si registrano presso l’Ufficio affari aziendali e proprietà intellettuale, fornendo informazioni sull’organizzazione del gruppo, sui leader, sul luogo di funzionamento e sulla natura delle loro attività. Devono inoltre inviare una richiesta al Ministero delle Finanze [11].

I missionari stranieri devono pagare per ottenere un permesso di lavoro oppure ottenere una deroga dal Ministero del Lavoro. Devono mostrare le esperienze precedenti ed essere sponsorizzati da un’organizzazione religiosa registrata [12].

Le questioni relative alle organizzazioni religiose sono gestite dal Ministero della gioventù, dello sport e degli affari religiosi [13].

Incidenti

Nel novembre 2016 si è tenuto un referendum per decidere su sette modifiche separate alla Costituzione [14]. Un emendamento proposto mirava ad aumentare i diritti e le libertà fondamentali, espandendo ciò che costituisce una discriminazione per includere disabilità, etnia, lingua, classe sociale e religione [15]. Le modifiche includevano anche una garanzia di uguaglianza di genere in modo che uomini e donne avessero uguali diritti e status in tutte le sfere della vita. Per accettare i cambiamenti, era richiesta una maggioranza di due terzi. Tutti gli emendamenti proposti sono stati respinti [16].

Non vi sono state segnalazioni da parte di chiese, media governativi ufficiali o media locali, di alcuna intolleranza, discriminazione o persecuzione per motivi religiosi.

Prospettive per la libertà religiosa

Le prospettive per la libertà di religione a Granada sono buone. Per quanto riguarda il periodo in esame, non sono stati segnalati episodi di intolleranza che, rispetto alla relazione del 2016, ci consentono di concludere che la situazione della libertà religiosa non è cambiata.

Note / fonti

[1]Tutti i riferimenti alla Costituzione sono tratti da Costituzione di Grenada del 1973, reintegrata nel 1991, con emendamenti fino al 1992, constituteproject.org, https://www.constituteproject.org/constitution/Grenada_1992.pdf?lang=en, (consultato il 23 marzo 2018).

[2] Art 1.

[3] Art 9, s 1.

[4] Art 4, s 3, cl c.

[5] Art 9, s 2.

[6] Art 9, s 3.

[7] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Grenada”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,  https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato l’8 marzo 2018).

[8] Art 9, s 4.

[9] Art 13.

[10] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Grenada”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense, https://www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato l’8 marzo 2018).

[11] Ibid.

[12] Ibid.

[13] Ministero della gioventù, dello sport, della cultura e delle arti, il sito web ufficiale del governo di Grenada, http://www.gov.gd/ministries/youth_sports.html, (consultato l’8 marzo 2018).

[14] Derek O´Brien, “Grenada´s constitutional reforms: Referendums and limits to progressive reforms (part II)”, Constitutionnet, 23 novembre 2016, http://www.constitutionnet.org/news/grenadas-constitutional-reforms-referendums-and-limits-progressive-reforms-part-ii, (consultato il 16 marzo 2018).

[15] Grenada Bar Association, “Fact Sheet: Grenada Constitution Reform”, NOW Grenada, 19 settembre 2016, http://www.nowgrenada.com/2016/09/fact-sheet-grenada-constitution-reform/, (consultato il 16 marzo 2018).

[16] “Results of the Grenada Constitution Referendum”, NOW Grenada, 25 novembre 2016, http://www.nowgrenada.com/2016/11/results-grenada-constitution-referendum/, (consultato il 16 marzo 2018).

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