Religione

23.924.000Popolazione

475.650 Km2Superficie

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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione

La Costituzione, promulgata nel 1972 e più recentemente emendata nel 2008, riconosce nel suo preambolo che «la persona umana, senza distinzione di razza, religione, sesso o credo possiede diritti sacri e inalienabili». Nessuna persona, continua il testo, «sarà perseguitata in base a origine, opinioni, convinzioni religiose, filosofiche o politiche, nel rispetto delle politiche pubbliche» [1].

Lo Stato è definito come laico e la sua «neutralità e indipendenza» sono assicurate in relazione a tutte le confessioni religiose. L'articolo 18 garantisce la libertà di religione e di culto: «Ogni individuo ha diritto alle libertà di pensiero, coscienza e religione; questo diritto include la libertà di cambiare la propria religione o credo e la libertà, da solo o in comunità
con altri e in pubblico o privato, di manifestare la propria religione o il proprio credo nell insegnamento, nella pratica, nel culto e nell osservanza».

La legge richiede che i gruppi religiosi ricevano l approvazione governativa per operare e consente al presidente di sciogliere qualsiasi gruppo religioso esistente. Tuttavia, centinaia di gruppi religiosi operano liberamente in tutto il Paese, anche senza un’autorizzazione ufficiale. Il governo non ha registrato alcun nuovo gruppo religioso dal 2010. La registrazione consente ai gruppi di acquisire proprietà e godere di benefici fiscali e facilita anche l’opera dei missionari stranieri, che sono autorizzati a richiedere visti a lungo termine [2].

Nella regione dell’Estremo Nord, i musulmani sono sempre stati considerati in possesso di un considerevole potere politico ed economico. I leader religiosi cristiani spesso si lamentano, almeno in privato, che tale influenza nella pratica si traduca in lungaggini burocratiche incontrate dalle Chiese ogniqualvolta tentano di costruire i luoghi di culto o altri edifici per le loro attività sociali [3].

A differenza di quelle statali, le scuole private possono impartire l’educazione religiosa. Tuttavia, le scuole religiose private possono operare solo se soddisfano gli stessi standard in termini di istruzione e infrastrutture delle scuole statali [4].

Le seguenti feste religiose sono considerate festività pubbliche ufficiali: Natale, Venerdì Santo, Pasqua, Ascensione, Assunzione, Eid-al-Fitr, Eid-al-Adha e Compleanno del Profeta.

Incidenti

Il 31 maggio 2017, il vescovo Jean Marie Benoit di Bafia è scomparso dalla sua residenza. Il suo corpo è stato ritrovato da un pescatore nel fiume Sanaga il 2 giugno. Sebbene i primi rapporti suggerissero che il presule si fosse suicidato, in una dichiarazione rilasciata il 13 giugno alla fine di un assemblea generale, i vescovi cattolici del Camerun hanno affermato di ritenere che il loro confratello sia stato assassinato. La Conferenza episcopale ha chiesto che gli assassini «fossero identificati e consegnati alla giustizia per essere giudicati secondo la legge» e aggiungendo che il governo dovrebbe «assumersi il dovere di proteggere la vita umana, specialmente quella delle autorità ecclesiastiche». I vescovi hanno anche ricordato altri quattro esponenti della Chiesa i cui omicidi, risalenti a partire dal 1988, non sono mai stati risolti: Joseph Mbassi, assassinato nel 1988, Antony Fontegh, morto nel 1990, Yves Plumey, arcivescovo emerito di Garoua morto nel 1991, e Engelbert Mveng, che è morto nel 1995.

La dichiarazione dei vescovi ha contraddetto la versione degli eventi del pubblico ministero della corte dappello della regione del Centro, in cui si trova la città di Bafia, il quale ha affermato che non vi era alcun segno di violenza sul corpo del vescovo e che lannegamento era la causa più probabile della sua morte [5] . Il Journal du Camerun ha riferito che il 1° giugno la Land Cruiser del vescovo era stata ritrovata parcheggiata su un ponte a Yaounde, a 10 miglia a monte, e che un messaggio scritto a mano in francese, che diceva «Sono nell acqua», era stato rinvenuto tra alcune carte sul sedile passeggero. L agenzia Camernews ha riferito che un medico forense aveva notato segni di tortura sul corpo del vescovo e indicazioni che il presule fosse morto prima di entrare in acqua. Al momento della stesura del presente rapporto, non sono stati identificati i colpevoli e molte circostanze relative al caso rimangono poco chiare. Sempre a Bafia, nessuna funzione religiosa ha avuto luogo all interno della cattedrale dopo che diversi simboli comunemente associati alla stregoneria, tra cui del sangue
fresco, sono stati rinvenuti all interno dell edificio [6].

La regione anglofona del Camerun, nell ovest del Paese, che è stata segnata da violente proteste dal 2016, è stata teatro di diversi incidenti che i leader religiosi hanno denunciato come attacchi alla libertà di religione. Il 16 ottobre 2017, i vescovi cattolici della provincia ecclesiastica di Bamenda hanno denunciato «l uso barbaro e irresponsabile delle armi da fuoco da parte delle forze di sicurezza contro la popolazione civile disarmata». I vescovi hanno detto di essere particolarmente allarmati dal fatto che alcuni fedeli, che erano diretti
alla messa domenicale, sono stati «cacciati via dalle loro case, alcuni sono stati arrestati, e alcuni altri – tra cui adolescenti e persone anziane indifese – sono stati uccisi a colpi d arma da fuoco, in particolare usando elicotteri mitragliatori» [7].

La regione del Nord Est del Camerun, che ha una popolazione mista di musulmani e cristiani, ha continuato a essere colpita da numerosi attacchi del gruppo terroristico Boko Haram, che dal 2014 ha esteso la sua micidiale campagna di violenza di massa dalla Nigeria al Camerun. È stato riferito che gli attacchi armati di Boko Haram si sono ridimensionati durante il 2017 e il 2018. Questo può essere attribuito all indebolimento militare di ISIS in Medio Oriente perché Boko Haram è quot;affiliato; allo Stato Islamico in Camerun. Nel maggio 2017 dal Consiglio degli Imam e dei Dignitari religiosi del Camerun ha invocato il dialogo interreligioso e la tolleranza.

Nelle aree colpite da Boko Haram esiste una lunga tradizione di cooperazione interreligiosa tra cristiani e musulmani, con molte iniziative lodevoli per la promozione della convivenza pacifica, in particolare nella diocesi cattolica di Maroua-Mokolo, guidata dal vescovo monsignor Bruno Ateba Edo (dal 2014). In alcuni casi, i cristiani hanno protetto le moschee durante le sessioni di preghiera mentre i musulmani hanno ricambiato e custodito le chiese la domenica, come metodo di allerta precoce per minimizzare il rischio di attacchi a sorpresa.

Diversi imam nel nord del Camerun hanno continuato a sostenere che la violenta campagna di Boko Haram non riguarda la religione, ma l estremismo politico e il terrorismo. Alcuni di loro hanno affermato che il problema maggiore non sono le tensioni tra le religioni, quanto piuttosto un conflitto religioso all interno dell Islam, che contrappone il wahabismo alle visioni islamiche più moderate che per tradizione hanno sempre prevalso nel Paese. Allo stesso tempo, si deve notare che la violenza di Boko Haram ha alterato negativamente la percezione di molti cristiani in Camerun, che associano Boko Haram all Islam; con una conseguente stigmatizzazione di tutti i musulmani.

L organizzazione interreligiosa ACADIR (Association Camerounaise de Dialogue Interreligieuse), fondata nel 2006 e attiva a livello nazionale, ha svolto un ruolo encomiabile nella creazione di relazioni regolari tra cattolici, protestanti e musulmani. Nel 2017, le autorità hanno chiesto ad ACADIR di sviluppare programmi di reintegrazione per ex combattenti di Boko Haram.

A Maroua nel 2015, leader cristiani e musulmani hanno creato una Maison de la Rencontre. Il centro – situato nel quartiere Dongo di Marouae e gestito da un comitato composto da tre musulmani, tre cattolici, due protestanti e un ortodosso – promuove il dialogo islamo-cristiano e organizza regolarmente seminari per giovani, donne, leader locali e altri [8]

Prospettive per la libertà religiosa

Negli ultimi anni, le violenze causate da Boko Haram nell estremo nord del Camerun sono continuate, sebbene gli attacchi violenti si siano ridimensionati, probabilmente a causa degli sforzi compiuti dai militari nell’intraprendere operazioni antiterrorismo e della debolezza interna dello Stato Islamico. Mentre sono in atto tentativi lodevoli per facilitare le relazioni interreligiose tra cristiani e musulmani, la natura del conflitto ha provocato un certo grado di
ostilità e percezioni negative nei confronti dei musulmani. Oltre a questa tendenza, che è continuata durante il periodo di riferimento, gli attacchi ai fedeli nel nuovo conflitto emergente nelle regioni anglofone occidentali del Camerun, così come la misteriosa morte del vescovo di Bafia, rappresentano motivi di preoccupazione. Se nei prossimi anni questi focolai di conflitto continuassero senza la dovuta attenzione da parte delle autorità competenti, vi saranno ragioni per credere che la situazione della libertà religiosa potrebbe deteriorarsi.

Note / fonti

[1] Costituzione della Repubblica del Camerun, 18 gennaio 1996.
http://confinder.richmond.edu/admin/docs/Cameroon.pdf, (consultato il 2 maggio 2018).

[2] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Camerun”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,
www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato il 2 maggio 2018).

[3] Conversazione del 10 aprile 2018, con un sacerdote che opera nella regione dell’Estremo Nord del Camerun.

[4] Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Camerun”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato statunitense,
www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm#wrapper, (consultato il 2 maggio 2018).

[5] AFP, News 24 Africa. ‘Signs of violence' on body of murdered Cameroon bishop’, 12luglio 2017https://www.news24.com/Africa/News/signs-of-violence-on-body-of-murdered-cameroon-bishop-20170712 (consultato il 2 maggio 2018).

[6] Conversazione confidenziale con un sacerdote che opera in Camerun del marzo 2018.

[7] N.K. Chimtom, CruxNow. “Catholicbishops, government clash over “genocide” claims in
Cameroon”, 12ottobre 2017.https://cruxnow.com/global-church/2017/10/12/catholic-bishops-
government-clash-genocide-claims-cameroon/

[8] “Association Camerounaise pour le Dialogue Interreligieuse”. Antenne Régionalede l‘Extrême Nord. Synthese des Activités Menées en 2017-2018. Documento interno fornito da uno dei leader dell’organizzazione.

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